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Approvato il Piano Triennale delle Opere Pubbliche di Acireale


pianotriennale

Il Consiglio comunale di Acireale ha approvato ieri sera il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Ventiquattro i presenti, di questi 23 si sono espressi con voto favorevole, uno si è astenuto dal voto. Sono 114 le opere inserite dall’Amministrazione nel programma per il triennio 2014-2016, cinque sono comprese  nell’elenco annuale dei lavori del 2014. Il Piano Triennale è approdato in aula nella scorsa seduta del 23 ottobre. Alla delibera di Giunta del 9 settembre sono stati aggiunti 11 interventi inseriti in un emendamento tecnico approvato dal Consiglio comunale.

<<E stata un’approvazione-flash, che ha registrato il voto unanime del Consiglio comunale. Si tratta ovviamente di una programmazione molto ampia e ci sono progetti già inseriti nel vecchio Piano triennale che porteremo avanti,- commenta il sindaco, Roberto Barbagallo-. A parte gli interventi previsti per la prima annualità, tra cui la messa in sicurezza del Torrente Lavinaio- Platani  e del viale Cristoforo Colombo, che avranno priorità, l’Amministrazione punterà a far diventare realtà due nuovi progetti: la bretella che collegherà l’autostrada alla statale 114 all’altezza di Capo Mulini e a realizzare tutti gli interventi di adeguamento e sistemazione per le frazione a mare con i Fondi GAC>>.

<<Sono molto soddisfatto del lavoro svolto dalla IV Commissione Consiliare, presieduta da Riccardo Castro, che ha rapidamente operato sia sul Piano triennale sia sull’emendamento tecnico proposto in Consiglio, -commenta l’assessore ai Lavori Pubblici, Nando Ardita-. Ci sono progetti ereditati dal vecchio Piano triennale, ma anche assolute novità, segnali precisi, che questa Amministrazione vuole dare alla città. Tra queste voglio evidenziare l’inserimento nel Piano triennale dell’Isola ecologica, che finalmente ci consentirà di innalzare l’asticella della percentuale di raccolta differenziata, di avviare un nuovo corso che consentire anche un enorme sgravio economico per le casse comunali e le tasche dei cittadini>>.

Naufragano le Terme siciliane


L’articolo pubblicato dal Quotidiano di Sicilia

Il naufragio delle terme siciliane

di Chiara Borzì

11 centri del benessere portano all’Isola 440.000 pernottamenti contro i 3 mln delle Terme Euganee e 1,7 mln di Montecatini. Acireale (debiti per 9 mln €) e Sciacca (8 mln) da 15 anni in attesa di privatizzazione

CATANIA – Sciliar e Vipiteno (Alto Adige), Abano Terme (Veneto), Livigno e Sirmione (Lombardia), Tabiano Terme e Rimini (Emilia-Romagna), Montecatini, Chianciano e San Gimignano (Toscana), Fiuggi (Lazio), Capri, Ischia e Sorrento (Campania), Costa Viola (Calabria), Gollura e Costa Smeralda (Sardegna). In tutta Italia sono 326 i centri Termali censiti dal Rapporto Thermalia 2014 di Federterme, ma tra i migliori – come si legge – mancano strutture siciliane.

Le Terme di Acireale e quelle di Sciacca sono giganti addormentati che aspettano da tempo d’essere risvegliati per ritrovare una funzione a “pieno regime”, che garantirebbe a loro e a tutta la Sicilia (secondo quanto stimato in una nostra precedente inchiesta del marzo scorso) un introito di circa 266 mln di euro.

 

Crocetta vuol vendere le Terme ai privati, si oppone Raciti del PD


l presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, manifesta la volontà di vendere le Terme di Acireale ai privati e scoppia il putiferio. Il primo ad intervenire è stato il segretario regionale del Pd e deputato nazionale acese, Fausto Raciti, che ha detto: «La notizia di stampa secondo la quale la Regione starebbe per cedere il pacchetto azionario delle Terme di Acireale attraverso una sorta di “trattativa privata” desta seria preoccupazione».

Clicca qui per proseguire la lettura dell’articolo di Leggimi

Terme di Acireale si venderanno ai privati, anzi no, forse si


L’articolo sul numero 39 dell’anno IV del settimanale I Vespri

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Terme di Acireale, non si sta capendo più nulla


Un’anticipazione dell’articolo che sarà pubblicato sabato dal settimanale I Vespri

 

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Bosco: Nessuna svendita delle Terme


da La Sicilia del 22/10/2014

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Raciti: No alla svendita delle Terme di Acireale


dal sito News Sicilia

 

Raciti (PD): “No alla svendita delle Terme di Acireale”

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ACIREALE - “La notizia di stampa secondo la quale la Regione starebbe per cedere il pacchetto azionario delle Terme di Acireale attraverso una sorta di “trattativa privata” desta seria preoccupazione”.

A dichiararlo è Fausto Raciti, segretario regionale del Partito Democratico e parlamentare acese.

“Negli ultimi due anni - prosegue Raciti – avevamo più volte sollecitato la Regione a realizzare un credibile piano di rilancio delle Terme. Dopo il timido impegno per la riapertura portato avanti (con scarsi mezzi) dal commissario ing. Bosco, la risposta del Governo regionale è stata il solito immobilismo che ha aggravato la già precaria situazione patrimoniale della struttura”.

“Immobilismo – osserva il parlamentare - che risulta di fatto funzionale a chi ha l’obbiettivo della svendita della preziosa risorsa termale e del patrimonio immobiliare dell’azienda. Tale nefasto progetto ha incontrato ed incontrerà la netta opposizione del Partito Democratico”.

“La Regione dica – sollecita Raciti – chi porta la responsabilità del mancato pagamento dei ratei di mutuo che ha determinato il contenzioso con Unicredit e si attivi per la tutela del proprio patrimonio immobiliare anche attraverso la rinegoziazione delle condizioni a suo tempo stipulate ed oggi a dir poco fuori mercato. Con il mantenimento della proprietà pubblica degli immobili disinnescherebbe gli appetiti di chi mira solo ad operazioni speculative”.

“Le Terme – precisa – costituiscono un bene che appartiene al territorio e ne connota l’identità, per questo sul tema della gestione delle strutture e delle prospettive di sviluppo deve essere chiamata ad esprimersi la città”.

“Per parte mia - conclude Raciti - ritengo che, per l’importanza che il settore riveste in funzione del rilancio dell’offerta turistica, la Regione Siciliana, debba porre lo sviluppo del termalismo in Sicilia e la riqualificazione dei territori e delle strutture termali pubbliche e private quale obiettivo da perseguire anche con la programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020”.

 

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