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Angela Foti: le Terme devono rimanere a gestione pubblica


L’articolo tratto da Nuovo Sud

LA DENUNCIA DI ANGELA FOTI (M5S)

Terme di Acireale, debiti per 14 milioni e la Regione non le salva

Terme di Acireale, debiti per 14 milioni e la Regione non le salva

“Dopo aver avuto accesso agli atti, richiedendo specifici documenti societari e nonostante le inspiegabili resistenze dell’ufficio regionale che rappresenta il socio, la Regione Sicilia, appunto, siamo riusciti ad ottenerli. Dalle carte è emerso un quadro economico e di bilancio desolante. La Società Terme di Acireale SpA con Socio unico in liquidazione, in particolare l’esposizione debitoria della società ad aprile del 2013 ammonta complessivamente a 13,954 milioni di euro, dei quali oltre 8 milioni per debiti per mutui passivi in contenzioso e per gli interessi di mora maturati sugli stessi mutui (7,249 milioni di € e 988,48 mila €)”. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa la deputata all’Ars del M5s, Angela Foti.
“Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi Portavoce all’ARS, ha presentato durante la sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio 2014, due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società della Terme (Terme di Acireale S.p.A in liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione, i quali nonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità, a parole, del presidente della Regione Crocetta e dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi, non sono neanche stati discussi e votati ne in commissione bilancio ne in Aula. Le Terme di Acireale – ha detto Angela Foti – sono state artatamente fatte morire, lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento che mirasse alla razionalizzazione e riduzione dei costi di esercizio ed a un miglioramento dei servizi che le terme fornivano con il fine di rendere le Terme una società sana, capace sia di pagare i debiti che produrre utile. Sarebbero bastate due o tre azioni politico-amministrative come, ad esempio, l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, come da noi proposto, attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e permettere l’ammodernamento delle strutture specificatamente destinate ai servizi termali ed il recepimento della legge 323/2000 che prevede tutta una serie di azioni possibili per il rilancio del settore termale. Con questa pesantissima esposizione debitoria, al commissario liquidatore non resta che (s)vendere il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti, in mancanza di un intervento deciso da parte del socio unico della società cioè la Regione Sicilia nella persona del suo Presidente, per la ricontrattazione del debito e lo stanziamento successivo delle necessarie risorse economiche. Dai documenti che abbiamo studiato ed in particolare dai verbali dell’assemblea dei soci, la Regione ha chiesto nel 2011, ai liquidatori della società di verificare se ci fossero delle responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009. È stato incaricato così un professionista terzo a svolgere gli studi del caso sulla questione, il quale ha prodotto e consegnato, nel luglio 2012, un parere legale sulle eventuali responsabilità degli amministratori delle Terme in carica dal 2006 al 2009, dal quale risulta che sussistano validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato. Ad inizio Aprile 2014, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare con la quale interroghiamo il governo sul perché, nonostante ci fossero dei riscontri oggettivi sulle responsabilità degli amministratori della società, dal 2012 ad oggi non si sia fatta nessuna azione accertare le eventuali colpe.
Siamo convinti che la gestione pubblica delle Terme sia la soluzione migliore, ci rendiamo conto che la situazione debitoria è critica, per questo chiediamo che la Regione si impegni davvero per la ricontrattazione del debito evitando il pignoramento dei beni immobili che sono beni di tutti”.

Terme di Acireale a rischio chiusura


L’articolo su CtZen

Terme di Acireale ancora a rischio chiusura- M5s: «Siamo pronti per opporci in Regione»

Gestione fallimentare annosa dal punto di vista economico, amministrativo e strutturale caratterizzano le terme della cittadina in provincia di Catania. Riaperte da circa sei mesi e guidate dal commissario liquidatore nonché assessore comunale etneo Luigi Bosco, rischiano a breve di essere di nuovo chiuse. Ma il Movimento 5 stelle non ci sta e fa appello alla Regione

terme interna

Le Terme di Acireale sono un fiore all’occhiello del territorio o una zavorra di cui è meglio disfarsi? Decisamente convinti della prima ipotesi sono il commissario liquidatore Luigi Bosco - nonché assessore ai Lavori pubblici dell’amministrazione catanese guidata da Enzo Bianco – e la deputata all’Ars del Movimento cinque stelle Angela Foti che ha organizzato ieri un incontro per parlare della situazione delle terme acesi. Aperte parzialmente al pubblico da poco più di sei mesi, soffrono di una annosa e disastrosa amministrazione che ha mal gestito ogni tipo di risorsa. Inliquidazione da tempo, sono destinate ad essere definitivamente chiuse secondo quanto stabilito dalla legge sulla dismissione delle aziende partecipate. Pronti però alcuni emendamenti del Movimento cinque stelle regionale.

Convinti delle grandi potenzialità delle terme di trasformarsi in volano per l’intero territorio sono soprattutto i cittadini che dal 2010 – «anno della chiusura immotivata delle terme da parte del commissario liquidatore Margherita Ferro (predecessore di Bosco, ndr)», spiega il portavoceSalvatore La Rosa - si sono costituiti in comitato. «La struttura è in vendita da circa dieci anni ma, contro ogni logica, l’hanno sempre lasciata degradarsi», denuncia La Rosa. Il motivo, secondo il rappresentante dei cittadini, è semplice: dipende tutto dalle mire speculative private. «L’obiettivo è chiaro – afferma – dismettere tutto per favorire le convenzioni con i privati e speculare su terreni e proprietà immobiliari. Svendere cioè, non vendere, ma non glielo permetteremo», promette.

Difficile la situazione soprattutto dal punto di vista economico, ma anche strutturale e strumentale. Esiste infatti un deficit di bilancio dovuto a diverse gestioni fallimentari, di molti milioni di euro. Basti pensare che solo per il biennio 2011-2012 sono circa quattro milioni e mezzo gli euro di deficit, «due milioni e settecentomila circa nel 2011 e un milione e 800mila nel 2012», dice Bosco. Nonostante in questo periodo il servizio termale non sia stato erogato, infatti, sono rimaste attive alcune spese fisse o già concordate da onorare. L’albergo Excelsior Palace Terme così come il Centro polifunzionale, inoltre, sono chiusi e inutilizzabili perché sottoposti apignoramento da parte della banca Unicredit. La causa è il mancato pagamento del mutuo da parte delle gestioni precedenti. «Stiamo cercando di negoziare con la banca perché ci dia il via per avviare il bando per una nuova gestione privata così da renderlo produttivo», dichiara Bosco.

«Per recuperare il deficit, adesso meno di un milione di euro, ho eliminato alcune consulenze esterne – aggiunge –  Ma soprattutto ho chiesto e ottenuto dal governatore Rosario Crocetta di rimettere in moto la macchina, almeno nelle sue funzioni minime, per mantenere il valore della struttura e cercare di fare anche degli introiti». Così sono di nuovo attivi i servizi di inalazione e insufflazione e i fanghi. «Abbiamo registrato 20mila presenze mediche in sei mesi - afferma Bosco – Non sono molte, ma rappresentano un segnale importante perché ci fanno capire che non è necessario liquidare l’azienda. Con una amministrazione più attenta e aumentando i servizi, non solo si potrebbe facilmente raggiungere il pareggio di bilancio ma si potrebbe fare molto di più», afferma. «Uno dei nostri emendamenti chiede proprio questo», sottolinea Angela Foti. «Bocciato a gennaio, lo ripresentiamo perché l’atteggiamento della Regione è schizofrenico – dichiara – Non si può da una parte sostenere lo smantellamento con la chiusura delle utenze e dall’altro prevedere la possibilità di fare assunzioni stagionali, ad esempio».

L’emendamento comprendere anche il rimedio alla eventuale dismissione della società, a totale partecipazione della Regione. «Non solo vogliamo che le terme di Acireale siano inserite tra le partecipate strategiche in modo da potere accedere ai fondi europei  – spiega Foti – ma siamo convinti che la Regione debba fare del termalismo un asset strategico». La deputata Angela Foti ha inoltre pronto ancora un emendamento per chiedere una azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato il buco di bilancio. «Chi è responsabile deve dare conto e ragione del proprio operato, non si può rimanere impuniti», conclude.

Terme di Acireale. Un tabù per tutti in campagna elettorale


dal settimanale I Vespri n.14 del 19 aprile 2014 (da ieri in edicola)

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Angela Foti: Sollecitare la Presidenza della Regione perchè prenda in mano la situazione delle Terme


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Il post dell’on.Angela Foti sul suo profilo Facebook ieri 12 aprile

Oggi ad un anno dalla riapertura delle Terme di Acireale, avremo modo di ascoltare il commissario liquidatore Bosco che esporrà i risultati ottenuti ma anche i rischi a cui le Terme vanno in contro se non ci saranno delle modifiche alla normativa vigente , e il Comitato Civico Terme Di Acireale che da parte sua vive con grande preoccupazione che tale risorsa per il territorio cada tra le mani di speculatori . Dal canto mio con il mio gruppo parlamentare abbiamo e continuiamo a sollecitare la presidenza della regione perché prenda in mano la situazione . A tra poco

Le Terme di Acireale in brutte acque


dal Quotidiano di Sicilia

Catania – Terme di Acireale in brutte acque per la forte esposizione debitoria

di Daniela Gieri

Il commissario ha attivato convenzioni per l’uso delle strutture. Il tentativo fallito dei Cinque Stelle. Conti in rosso per 14 mln €, il patrimonio a rischio, la liquidazione e il rilancio

 

ACIREALE (CT) – Luci e ombre sulle Terme: da una parte la riapertura, curata dal commissario liquidatore Luigi Bosco, dall’altra la forte esposizione debitoria della società. Un bilancio sullo stato di “salute” delle Terme è stato ufficializzato dallo stesso commissario che proprio in considerazione del rilevante rischio di depauperare il patrimonio mobiliare e immobiliare, ha chiesto alla Regione la riapertura degli stabilimenti termali e la riattivazione di alcune prestazioni termali convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Solo dopo due mesi dal suo insediamento, Bosco ha riattivato il reparto inalatorio, ha sistemato il parco e la palazzina storica recuperando l’estrazione dell’acqua e l’ impiantistica. Nello scorso luglio sono stati riaperti i reparti di fangoterapia e benessere.
“Grazie alla firma del capitolato con l’Inps per l’assistenza termale – ha evidenziato Bosco – da marzo a dicembre abbiamo registrato un flusso di 15.000 cure (7.500 presenze alberghiere). Siamo anche in grado, dopo l’accordo con il ministero della Difesa, di erogare le cure termali al personale dell’Esercito Italiano ed abbiamo attivato nuove collaborazioni con l’Università di Catania, Policlinico Vittorio Emanuele e Centro Europeo di Andrologia per la ricerca sugli effetti delle cure termali; abbiamo inoltre attivato con il Comune di Acireale – assessorato alla Pubblica Istruzione per il Progetto Scuola – uno screening con i medici termali, sulla popolazione scolastica e l’Accensione di contratti di comodato con rimborso delle spese per l’utilizzo dei locali del Polifunzionale (Avis, Fipav – Federazione italiana pallavolo, Associazione Eruzione d’Arte, Associazione Marinai d’Italia)”.
Tuttavia, “i debiti restano”, evidenziano i portavoce all’Ars del Movimento 5 stelle che durante la lunga sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio, hanno presentato due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società delle Terme (Terme di Acireale Spa in liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione.
“Purtroppo – si legge in una nota dei deputati M5S – nonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità a parole del presidente della Regione Crocetta che dell’assessore all’Economia, Luca Bianchi (che intanto si è dimesso, ndr), i nostri emendamenti non sono neanche stati discussi; ciò perché una parte della maggioranza che appoggia questo pessimo Governo regionale, ha promesso ferro e fuoco nel caso in cui queste due proposte del M5S fossero arrivate in Assemblea. Noi riteniamo, e non siamo i soli in città, che le Terme rappresentino un asset strategico per una città che deve aspirare concretamente, e non solo a parole, ad avere un reale appeal turistico e che quindi non può permettersi di veder svenduto il patrimonio (immobiliare e non) delle Terme di Acireale”.
La Terme di Acireale Spa è infatti indebitata per circa 14 mln €, dei quali circa la metà nei confronti di banche per dei mutui accesi negli anni passati, dei quali la Regione era garante, e per i quali inspiegabilmente ad un certo punto vengono sospesi i pagamenti delle rate di ammortamento, esponendo così la società alle ovvie azioni di rivalsa degli istituti di credito. Con questa pesantissima esposizione debitoria, a cui necessariamente bisogna far fronte, al commissario liquidatore senza un intervento deciso da parte del Socio unico della Società, cioè la Regione Siciliana, per la ricontrattazione del debito e lo stanziamento successivo delle necessarie risorse economiche, non resta che vendere (svendere!) il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti. Con la società è in deficit d’esercizio perenne, ecco poi che arriva puntuale, a conclusione della parabola discendente, la norma regionale, l’art. 21 della Legge Regionale 11/2010, che stabilisce contemporaneamente la liquidazione e l’affidamento “a soggetti privati della gestione e la valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo sfruttamento delle acque termali ed idrominerali”.
“Le Terme di Acireale sono state fatte morire – si legge nella nota dei Cinque Stelle – lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento. Sarebbero bastate azioni come l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e per permettere l’ammodernamento delle strutture”.

Articolo pubblicato il 10 aprile 2014 – © RIPRODUZIONE RISERVATA

Azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori delle Terme?


Il comunicato stampa del M5S pubblicato da Postazione Avanzata

Il Movimento Cinque Stelle di Acireale ha partecipato questo pomeriggio, alla conferenza stampa tenutasi ad Acireale, nel salone delle Terme di Acireale, via delle Terme n. 61, sabato 12 aprile alle ore 16.00.

Alla conferenza sono intervenuti:

  • - Ing. Luigi Bosco, Commissario liquidatore delle Terme di Acireale;
  • - On. Angela Foti, deputata (M5S) all’Assemblea Regionale Siciliana
  • - Dott. Salvatore La Rosa, portavoce del Comitato Civico Terme di Acireale.

Di seguito l’intervento dell’ On. Angela Foti, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, componete della IV Commissione Ambiente e Territorio.

“ Dopo aver avuto accesso agli atti, richiedendo specifici documenti societari e nonostante le inspiegabili resistenze dell’ufficio regionale che rappresenta il socio, la Regione Sicilia,appunto, siamo riusciti ad ottenerli.

Dalle carte è emerso un quadro economico e di bilancio desolante.

La Società Terme di Acireale SpA con Socio unico in liquidazione, in particolare l’esposizione debitoria della società ad Aprile del 2013 ammonta complessivamente a 13,954 milioni di €, dei quali oltre 8 milioni di  € per debiti per mutui passivi in contenzioso e per gli interessi di mora maturati sugli stessi mutui (7,249 milioni di € e 988,48 mila €).

“Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi Portavoce all’ARS, ha presentato durante la sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio 2014, due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società della Terme (Terme di Acireale S.p.A in Liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione,  i qualinonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità, a parole, del presidente della Regione Crocetta e dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi, non sono neanche stati discussi e votatine in commissione bilancio e programmazione ne in aula.

Le Terme di Acireale sono state artatamente fatte morire, lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento che mirasse alla razionalizzazione e riduzione dei costi di esercizio ed a un miglioramento dei servizi che le terme fornivano con il fine di rendere le Terme una società sana, capace sia di pagare i debiti che produrre utile.
Sarebbero bastate due o tre azioni politico-amministrative come, ad esempio, l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, come da noi proposto, attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e permettere l’ammodernamento delle strutture specificatamente destinate ai servizi termali ed il recepimento della legge 323/2000 che prevede tutta una serie di azioni possibili per il rilancio del settore termale.

Con questa pesantissima esposizione debitoria, a cui necessariamente bisogna far fronte, al

commissario liquidatore senza un intervento deciso da parte del Socio unico della Società, cioè   la Regione Sicilia nella persona del suo Presidente, per la ricontrattazione del debito e lostanziamento successivo delle necessarie risorse economiche, non resta che (s)vendere il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti.

Dai documenti che abbiamo studiato ed in particolare dai verbali dell’assemblea dei soci, la Regione Sicilia, ha chiesto nel 2011, ai liquidatori della società, facendo valere i suoi diritti di Socio, di verificare se ci fossero delle responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009. È stato incaricato così un professionista terzo a svolgere gli studi del caso sulla questione, il quale ha prodotto e consegnato, nel luglio 2012, un parere legale sulle eventuali responsabilità degli amministratori delle Terme in carica dal 2006 al 2009, dal quale risulta che sussistano validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato.

Ad inizio Aprile 2014, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare con la quale interroghiamo il governo sul perché, nonostante ci fossero dei riscontri oggettivi sulle responsabilità degli amministratori della società, dal 2012 ad oggi non si sia fatta nessuna azione accertare le eventuali colpe.

Siamo convinti che la gestione pubblica delle Terme sia la soluzione migliore, ci rendiamo conto che la situazione debitoria è critica, per questo chiediamo che la Regione si impegni davvero per la ricontrattazione del debito evitando il pignoramento dei beni immobili che sono beni di tutti.

Le soluzioni possibili potrebbero essere l’affidamento della gestione ad una nuova società che preveda l’azionariato popolare oppure l’affidamento ad una fondazione, che non ha scopo di lucro,e che investa l’eventuale utile nel miglioramento del patrimonio materiale e immateriale delle Terme.

È quindi necessario un intervento normativo che elimini l’imposizione dell’art. 21 della legge regionale 11/2010 di affidamento a privati della gestione”.

Ci aspettiamo inoltre, che l’Ing Bosco vorrà occuparsi di verificare le responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009”.

 Comunicato Stampa

Il M5S va a caccia di chi ha causato il disastro delle Terme di Acireale


dal sito SiciliaNews24

TERME DI ACIREALE. ANGELA FOTI (M5S): ” SI TROVINO I RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO”

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Acireale – Il Movimento Cinque Stelle di Acireale ha partecipato questo pomeriggio, alla conferenza stampa sul tema: “Termalismo in Sicilia e Terme di Acireale: Bilancio di un anno di attività e prospettive future”, che si è svolta in Via delle Terme ad Acireale.

“Un’occasione per fare chiarezza, – dice Angela Foti deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, componete della IV Commissione Ambiente e Territorio – il quadro economico è desolante. Dopo aver avuto accesso agli atti, richiedendo specifici documenti societari e nonostante le inspiegabili resistenze dell’ufficio regionale che rappresenta il socio, la Regione Sicilia, appunto, siamo riusciti ad ottenerli.

La Società Terme di Acireale SpA con Socio unico in liquidazione, in particolare l’esposizione debitoria della società ad Aprile del 2013 ammonta complessivamente a 13,954 milioni di €, dei quali oltre 8 milioni di € per debiti per mutui passivi in contenzioso e per gli interessi di mora maturati sugli stessi mutui (7,249 milioni di € e 988,48 mila €).Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi Portavoce all’ARS, ha presentato durante la sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio 2014, due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società della Terme (Terme di Acireale S.p.A in Liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione, i quali nonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità, a parole, del presidente della Regione Crocetta e dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi, non sono neanche stati discussi e votatine in commissione bilancio e programmazione ne in aula.

Le Terme di Acireale sono state artatamente fatte morire, lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento che mirasse alla razionalizzazione e riduzione dei costi di esercizio ed a un miglioramento dei servizi che le terme fornivano con il fine di rendere le Terme una società sana, capace sia di pagare i debiti che produrre utile.
Sarebbero bastate due o tre azioni politico-amministrative come, ad esempio, l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, come da noi proposto, attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e permettere l’ammodernamento delle strutture specificatamente destinate ai servizi termali ed il recepimento della legge 323/2000 che prevede tutta una serie di azioni possibili per il rilancio del settore termale.

Con questa pesantissima esposizione debitoria, a cui necessariamente bisogna far fronte, al commissario liquidatore senza un intervento deciso da parte del Socio unico della Società, cioè la Regione Sicilia nella persona del suo Presidente, per la ricontrattazione del debito e lo stanziamento successivo delle necessarie risorse economiche, non resta che (s)vendere il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti.

Dai documenti che abbiamo studiato ed in particolare dai verbali dell’assemblea dei soci, la Regione Sicilia, ha chiesto nel 2011, ai liquidatori della società, facendo valere i suoi diritti di Socio, di verificare se ci fossero delle responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009. È stato incaricato così un professionista terzo a svolgere gli studi del caso sulla questione, il quale ha prodotto e consegnato, nel luglio 2012, un parere legale sulle eventuali responsabilità degli amministratori delle Terme in carica dal 2006 al 2009, dal quale risulta che sussistano validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato.

Ad inizio Aprile 2014, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare con la quale interroghiamo il governo sul perché, nonostante ci fossero dei riscontri oggettivi sulle responsabilità degli amministratori della società, dal 2012 ad oggi non si sia fatta nessuna azione accertare le eventuali colpe.

Siamo convinti che la gestione pubblica delle Terme sia la soluzione migliore, ci rendiamo conto che la situazione debitoria è critica, per questo chiediamo che la Regione si impegni davvero per la ricontrattazione del debito evitando il pignoramento dei beni immobili che sono beni di tutti.

Le soluzioni possibili potrebbero essere l’affidamento della gestione ad una nuova società che preveda l’azionariato popolare oppure l’affidamento ad una fondazione, che non ha scopo di lucro, e che investa l’eventuale utile nel miglioramento del patrimonio materiale e immateriale delle Terme.

È quindi necessario un intervento normativo che elimini l’imposizione dell’art. 21 della legge regionale 11/2010 di affidamento a privati della gestione”.

Ci aspettiamo inoltre, che l’Ing Bosco vorrà occuparsi di verificare le responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009”.

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