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Cento idee per il rilancio delle Terme di Acireale


Il Forum, attraverso il suo coordinamento, lancia un invito pubblico a raccogliere “cento idee” per il rilancio delle Terme di Acireale. L’invito è rivolto agli aderenti (ventuno associazioni oltre al Lions Club che l’ha promosso), ad amici e simpatizzati del Forum (sui social network, ma anche a quanti, fra giovani ed adulti, desiderano contribuire, con un’idea, un suggerimento o una proposta, a definire le linee di un progetto di rilancio del termalismo ad Acireale. In un momento nel quale appare debole e poco organico il presidio delle istituzioni regionali e locali competenti sulle vicende della liquidazione (in atto) e della privatizzazione (annunciata), il Forum intende contribuire attivamente al dibattito assolvendo, fra le tante, ad una delle sue funzioni primarie, ovvero di “officina delle idee”, di “think tank” (come qualcuno ha scritto), di laboratorio sociale nel quale la società civile può partecipare più attivamente al processo di costruzione del proprio futuro. Senza alcuna limitazione, purchè abbiano contenuto propositivo e costruttivo, idee, suggerimenti e proposte potranno essere indirizzati al Forum in vario modo: 1) lasciando un commento al presente “post”; 2) indirizzando una mail all’indirizzo di posta elettronica forumtermediacireale@gmail.com ; 3) partecipando al dibattito nell’apposita pagina su Facebook oppure attraverso le modalità di condivisione della pagina del Forum; 4) attraverso gli altri social network ove il Forum è presente: linkedin e twitter; 5) indirizzando un fax al numero di telefono 095 7084222.  La “raccolta” di idee si fermerà quando, come è nelle intenzioni di chi ha promosso questa iniziativa, si raggiungerà quota cento.

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  1. La prima idea è quella lanciata il 3 agosto scorso in un intervento su La Sicilia, ovvero la costituzione di una Fondazione culturale pubblica, cui affidare il compito di ricostruire l’enorme patrimonio storico-culturale creatosi intorno alle Terme dal 1873. Vedi l’articolo su La Sicilia https://termediacireale.wordpress.com/2011/08/04/lintervento-del-forum-su-la-sicilia-del-3-agosto/ , successivamente ripreso da La Voce dell’Jonio https://termediacireale.wordpress.com/2011/08/08/sul-sito-vdj-it-un-articolo-sulle-terme/.

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  2. GiuseppeCatalano

    E’ proprio una buona idea quella della Fondazione culturale pubblica.
    Tale ente renderebbe anche sfruttabile l’occasione di crescita, che da qui a tre anni potrebbe venirsi a creare, nella nostra città, con la messa in funzione della Perla Ionica. E magari si potrebbe anche pensare ad una crescita comune tra i due poli turistici, che porterebbe sicuramente grandi vantaggi ad entrambe le strutture, aumentando la notorietà e l’importanza di Acireale.

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  3. Il commento di Alfio Tropea su Facebook.
    Dare un valore costituzionale alle nostre tradizioni architettoniche, costruttive, popolari costituendo un polo museale della cultura barocca…l’attività termale ad Acireale credo purtroppo che sia giunta al capolinea

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  4. Il commento di Gabriella Nicolosi via email

    Condivido la proposta di smembrare il complesso termale in più unità, istituire una unità che vigili sulla funzione di pubblica utilità delle terme e che funga da raccordo per le diverse strutture e iniziative impreditoriali del comprensorio circostante (quindi che includa anche l’offerta NON facente parte del complesso termale) in modo da convogliare le sinergie verso un’ unica direzione e rilanciare il TERRITORIO nel suo complesso, questo può essere perseguito attivando un network che coinvolga il governo del territorio (che a mio parere focalizza un po’ troppo la sua attenzione sul carnevale che è solo un evento, il termalismo può invece essere volano dell’economia cittadina), strutture ricettive e la popolazione locale, specialmente quella giovanile, in modo che la città possa riappropriarsi e fruire i propri spazi ad esempio attraverso eventi culturali e ricreativi, (mostre, cinema, concerti, come si è già dimostrato di saper fare attraverso eventi come magmafestival o tipaviva). Convogliando queste iniziative all’interno del network si arricchisce il paniere di attributi del nostro prodotto –> “il TERRITORIO”; le imprese ricettive potranno avvalersi di economie di scopo, derivanti dalla condivisione dei costi di promozione—> si sponsorizza il TERRITORIO.
    Il complesso termale, secondo la proposta di smembramento, dovrebbe essere suddiviso in 3 distinte unità organizzative, autonome sul piano giuridico, destinate a diversi business (wellness, termalismo tradizionale, medicina e riabilitazione), tale proposta mi sembra condivisibile in quanto: un’unica unità funzionale comporterebbe oneri troppo elevati e quindi un ulteriore rallentamento nel processo di privatizzazione (l’investitore percepisce un rischio maggiore e quindi è meno attratto dall’investimento) che graverebbe sull’andamento e la sopravvivenza della struttura. Nel restyling oltre che materiale (sopratutto per l’ Hotel Terme, oscenità!) credo che si dovrebbe far leva non più sull’aspetto sanitario, che attira flussi “pendolari”, ma sul “wellness”, mercato in crescita, capace di attivare invece flussi turistici (secondo la definizione del WTO, chi viaggia in paesi diversi dal proprio per un periodo di almeno una notte e non più di un anno).

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  5. Il commento di Grazia Pappalardo su Facebook

    Nella mia tesi di laurea del 2007, tesi di Destination Management e Marketing Territoriale, con relatore il prof. Puglisi Benedetto, ho analizzato il territorio delle Aci nelle sue attualità e potenzialità, con un occhio critico sulle Terme di Acireale, dovendo riportare nella curva del prodotto il triste declino di questo tipo di offerta turistica, ormai registrato da decenni.
    Io credo che, oltre ad un necessario intervento in termini di ristrutturazione e di rivalorizzazione delle Terme, si debba puntare ad un’offerta turistica integrata delle varie risorse che caratterizzano il territorio, cercando di garantire un ampliamento della permanenza media del turista/ visitatore. Quindi fare in modo che gli attrattori culturali e paesaggistici della nostra costa ionica, diventino un “passaggio obbligato”, come lo è Ortigia per Siracusa, Castelmola per Taormina, Erice per Trapani. Discorso lungo da farsi, ma spero di aver reso l’idea di quel che ho sempre pensato della nostra Catania(e Sicilia nel suo complesso), poco valorizzata ma tanto, tanto ricca di cultura e paesaggi, che avrebbero potuto permettere alla Sicilia di poter basare, in via principale, il proprio Pil proprio sul settore turistico.
    Amo la nostra Sicilia e Catania nelle sue profonde contraddizioni. Mi piace il settore turistico e ogni giorno mi rendo conto, anche per via del laovro che faccio (finanza agevolata per le imprese esistenti e di nuova costituzione) che, purtroppo, manca chi dal punto di vista politico, economico e sociale, riesce a scommettersi per la nostra terra. Siamo una regione a statuto speciale e non abbiamo la benchè minima idea delle opportunità che ci lasciamo scappare ogni giorno.

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  6. Io proporrei una S.P.A popolare: qui in Germania si usa spesso la forma del “Förderverein” dove i cittadini diventano azionisti e ricevono come dividendo immediato l’uso della struttura : es. 1000 € di azioni danno diritto a 10 trattamenti + la quota di utili spettante in base all’andamento dell’azienda.

    Nella peggiore delle ipotesi, mi curo la sciatica!

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