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La privatizzazione possibile. L’articolo sul Quotidiano di Sicilia


dal sito del Quotidiano di Sicilia

Terme di Acireale, privatizzazione possibile

di Giuliana Gambuzza

Intervista al professore Rosario Faraci, coordinatore del Forum tematico voluto dal Lions Club di Acireale. Ora si attende una presa di posizione chiara sul termalismo da parte della Regione

CATANIA – Le strutture sono in ordine, ma inattive da mesi. Sulle Terme di Acireale adesso pesa pure la bocciatura di Sviluppo Italia Sicilia, la società di consulenza a cui si è affidata la Regione per venderle a privati. Eppure un giro di boa è ancora possibile, come ci spiega Rosario Faraci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Catania nonché coordinatore, insieme al dott. Mario Scandura, del Forum permanente sulle Terme di Acireale fatto partire l’estate scorsa dal Lions Club di Acireale.

Professore, ci racconta come si è arrivati alla liquidazione?
“Dopo il fallimento della trasformazione in società per azioni, effettuata nel ‘99, le Terme di Acireale e di Sciacca sono state poste in liquidazione con la l.r. 11/2010, che ne ha decretato pure la privatizzazione sostanziale, ovvero l’affidamento ai privati della gestione. Liquidazione e privatizzazione si sono accavallate, dando luogo a numerose criticità giuridiche ed organizzative non sempre facili da risolvere, come sta da tempo constatando l’Assessore regionale all’Economia che ha competenze su entrambe le procedure”.
Quali sono le linee guida che la privatizzazione delle Terme dovrebbe seguire? 
“Non si può pensare di affidare con un bando la gestione ai privati se prima non si renderanno le strutture un po’ più appetibili, sgravandole da vincoli che renderebbero difficile l’intervento di imprenditori privati, anche operanti in pool. Ciò comporta qualche costo di uscita per la Regione. Viceversa, vendendo una struttura poco interessante, ma fissando regole molto elastiche, si corre seriamente il rischio di lasciare fin troppa libertà al privato. Per questo riteniamo che fin dall’inizio la Regione avrebbe dovuto avviare interlocuzioni formali con Federterme e con i principali organismi rappresentativi del termalismo europeo, per assicurarsi la partecipazione di veri imprenditori termali al bando di gara. Per scongiurare il rischio di speculazioni immobiliari, invece, sono i consigli comunali delle due città che, attraverso la programmazione urbanistica, possono blindare la destinazione d’uso originaria delle aree termali”.
Il progetto ha suscitato l’interesse degli imprenditori?
“Un interesse generico da parte di qualcuno sicuramente ci sarà, ma la Regione non ha certo brillato per chiarezza nella strategia di comunicazione, anche perché ha ancora le idee confuse sul tipo di sostegno che può assicurare al termalismo isolano. Poi, è possibile che la politica disponga sempre di qualche carta in più per avvicinare i privati”.
Come giudica il contributo dell’analisi di Sviluppo Italia Sicilia alla risoluzione della vicenda?
“Per due terzi lo studio ricalca le conclusioni dei principali studi di settore disponibili, in parte già noti da tempo sul sito del nostro Forum. Il report elenca alcune criticità strutturali, giuridiche, organizzative e finanziarie che rendono difficile, sebbene non impossibile, l’affidamento ai privati. Secondo noi, non avendo coinvolto in alcun modo le business communities di Acireale e Sciacca, l’advisor regionale ha perso la preziosa opportunità di acquisire un loro contributo propositivo”.

Appuntamenti. Lunedì riunione tra Regione e Comune di Acireale
 
Come sta andando la raccolta di idee lanciata dal vostro Forum?
“Lo scorso anno abbiamo organizzato il primo incontro operativo del Forum, che ripeteremo anche quest’anno, ed abbiamo raccolto qualche idea. Altre sono venute attraverso i social network, Facebook in testa, dove il Forum è molto presente, soprattutto fra i giovani. Alcuni di loro propongono di cambiarne la denominazione in Terme dell’Etna, per associarle ad un territorio più ampio. Noi del Forum, invece, abbiamo proposto al Comune di Acireale di promuovere un museo della memoria storica del termalismo acese, dato che in passato le Terme hanno animato la vita culturale, artistica e musicale della città”.
Intanto il sindaco Nino Garozzo è stato invitato dall’assessore regionale Armao a prendere parte ad una riunione sulle problematiche relative alle Terme di Acireale. La riunione si terrà lunedì a Palermo e vedrà la partecipazione, oltre all’assessore Armao e al sindaco Garozzo, anche del direttore generale di Sviluppo Italia, al ragioniere generale della Regione, al commissario straordinario dell’Azienda autonoma Terme di Acireale, al Commissario liquidatore di Terme Spa.  “Chiederemo assicurazioni sul percorso di privatizzazione, sulla gestione, sulla salvaguardia dei cespiti patrimoniali e ribadiremo la richiesta di riapertura anche temporanea dell’Albergo Excelsior”, ha detto a tal proposito il sindaco Garozzo.

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza
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