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Bacino termale a rischio a Sciacca


dal sito del Forum delle Terme di Sciacca

Su La Sicilia edizione Agrigento del 16/09/2012 le preoccupazione per un possibile sfruttamento sbagliato delle risorse idrotermali.

BACINO TERMALE A RISCHIO
Per Sviluppo Italia chi si aggiudicherà gli impianti dovrà sfruttare la geotermia per creare energia

I contenuti della relazione di Sviluppo Italia che in sostanza suggerisce cosa introdurre nel bando sull’affidamento delleterme, prevedono, tre le altre cose, che l’aggiudicatario possa sfruttare il bacino idrotermale per ricavarne energia elettrica.

L’allarme impianti geotermici era stato già lanciato in città un paio di anni fa in occasione di un’istanza pervenuta alla Regione che riguarda un vasto territorio compreso tra l’area occidentale della provincia di Agrigento e la parte sud della provincia di Palermo. L’iter riguardante l’autorizzazione non è ancora completato, ma oggi appare ben più importante evitare che il privato che acquisterà gli impianti termali possa mettere a rischio quel bacino e il flusso vaporoso che sono la vera ricchezza della risorsa oggi a disposizione della città.
L’ingegnere saccense Mario Di Giovanna, lo stesso che si è fatto promotore di molte iniziative contro le piattaforme petrolifere nel Canale di Sicilia, incuriosito da questa particolare condizione contenuta ancora nella fase di studio del progetto predisposto dall’advisor su incarico della Regione, ha fatto delle ricerche ed ha trovato una pubblicazione su una rivista scientifica che descrive il caso delle centrali geotermiche di Santa Rosa in California. In sintesi, Di Govanna evidenzia che negli Stati Uniti c’erano dei fenomeni termali diffusi, delle fumarole simili a quelle del Monte Kronio.
A causa dello sfruttamento della risorsa geotermica attraverso apposite centrali, in quella zona si sarebbe abbassato il livello della falda e raffreddato le rocce portando alla scomparsa dei fenomeni termali superficiali. Anche le centrali geotermiche hanno smesso di funzionare.
«Per ovviare a ciò – dice oggi Di Giovanna – hanno cominciato a pompare acqua nel sottosuolo e questo sfruttamento eccessivo ha portato all’innesco di terremoti con magnitudo fino a 4/5 della scala Ricther».
Il tecnico vuole in sostanza lanciare l’allarme sui pericoli che lo sfruttamento del bacino idrotermale a fini energetici potrebbe determinare, compromettere cioè i fenomeni termali di superficie che sono essenziali ai fini turistici. Ed è anche possibile che uno sfruttamento eccessivo della risorsa geotermica possa portare all’innesco di terremoti con tutto ciò che ne conseguirebbe.
«Dobbiamo evitare in ogni modo – afferma in definitiva Di Giovanna – che nel bando sia previsto lo sfruttamento energetico del bacino di Sciacca». Una nuova gatta da pelare che si spera non pregiudichi le buone intenzioni di chi vuol far rinascere il settore.
g. re.
Fonte: giornaleonline.lasicilia.it
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