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Silvio Cavallaro il primo a rispondere alle nostre domande sulle Terme


Primi riscontri all’iniziativa congiunta Forum delle Terme – Le Aci.it sul termalismo. Il primo a rispondere è stato Silvio Cavallaro, candidato all’ARS nella lista di Nello Musumeci. Ricordiamo le due domande:

1) Secondo Lei, quali sono le cause che hanno determinato la crisi del termalismo ad Acireale, con la liquidazione della società di gestione Terme di Acireale SpA e l’avvio del processo di privatizzazione della gestione del sito termale?

2) Qualora Lei fosse eletto deputato regionale, quali iniziative, entro i primi cento giorni del suo mandato, promuoverebbe per rilanciare immediatamente il termalismo ad Acireale?

Queste le risposte del dott. Silvio Cavallaro

1) A mio avviso la causa della crisi del termalismo ad Acireale sta proprio nel fatto che le Terme sono di proprietà di Ente Pubblico e non private. Qualunque cosa, se gestita da un ente pubblico, funziona meno bene rispetto ad una analoga gestita dal privato, ed al sud questa differenza è ancora più marcata. Altro esempio lampante lo abbiamo ad Acireale con il fallimento dell’acqua Pozzillo.
A queste premesse aggiungiamo il fatto che fin ora, i consigli d’Amministrazione, i commissari e quant’altro, non sono stati scelti per le loro competenze, ma tra i trombati delle varie elezioni, il che non significa che siano aprioristicamente delle persone incompetenti in materia, ma non è detto che lo siano!
Io sono allibito dal fatto che si possa perdere ancora tempo per trovare una soluzione che possa portare alla privatizzazione dello stabilimento, nel frattempo però, le Terme lavorano sempre meno, i dipendenti con le loro professionalità vengono spostati a fare gli uscieri o ad ingolfare altri uffici periferici della Regione, ed il valore di mercato della struttura scende sempre di più. A meno che l’obbiettivo non sia proprio questo!

2) Difficile dire quali iniziative si possono prendere nei primi 100 giorni, probabilmente ce ne vorranno molti di più. A mio avviso bisogna puntare su un progetto globale di offerta del territorio nella quale figurano il rilancio delle Terme con una veloce privatizzazione, il recupero ed il rilancio del complesso turistico “La Perla Ionica” con un destagionalizzazione dell’offerta turistica, ad esempio promuovendo il turismo congressuale oltre che quello termale, un porto turistico a Capomulini, un collegamento stabile con funivia o ascensore tra il parcheggio Cappuccini e Santa Maria la Scala e tante altre infrastrutture che possano ampliare l’offerta turistica di Acireale. Utopia? Forse, ma sono convinto che le cose si fanno solo se si vogliono fare. Bisogna solo che imprenditori seri e classi politiche lungimiranti riescano a vedere oltre il proprio naso e ad immaginare la nostra città, come dovrà essere tra 5 o 10 o 20 anni.

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