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Archivi del mese: giugno 2013

Il Comitato Civico delle Terme di ritorno da Palermo


Dalla pagina Facebook del Comitato Civico

Importante incontro martedì 25 giugno scorso con l’assessore regionale al bilancio prof. Luca Bianchi e i rappresentanti del Comitato Civico Terme di Acireale. L’incontro è stato realizzato su iniziativa del Partito Democratico di Acireale il cui segretario cittadino, ing. Antonio Raciti, va ringraziato per l’impegno. Hanno partecipato anche gli on. Fausto Raciti e Anthony Barbagallo.
Abbiamo manifestato la convinzione che senza l’inserimento del termalismo nella programmazione strategica regionale nessun futuro sarà possibile per le aziende termali siciliane, siano esse pubbliche o private. L’insuccesso del bando per la privatizzazione delle Terme di Sciacca, andato deserto, dimostra che nessun privato può essere interessato ad investire in un settore privo di pianificazione integrata con le realtà culturali e artistiche di un territorio.
Abbiamo finalmente trovato nell’assessore Bianchi un interlocutore attento e preparato. Abbiamo convenuto che il termalismo siciliano debba seguire i migliori esempi europei (Ungheria, Germania) e italiani (Veneto, Emilia Romagna) in cui si perseguono progetti di sviluppo integrato, anche alla luce della Direttiva Europea in tema di possibilità dei cittadini europei di curarsi all’estero a spese degli stati di provenienza. Quale possibilità per il turismo sanitario in Sicilia!
L’assessore Bianchi ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico per seguire gli sviluppi normativi e tecnici e raggiungere gli obiettivi prefissati.
Naturalmente siamo all’inizio, ma una fase disastrosa si è chiusa e si manifesta una netta inversione di tendenza

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Il Pd di Acireale vuole un tavolo tecnico per il termalismo


L’articolo di Antonio Carreca sul quotidiano La Sicilia del 30/6/2013

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Il bando per la privatizzazione di Acqui Terme in Piemonte


I documenti principali e gli allegati al bando per la privatizzazione (tratti dal sito di Federterme)

 

In Piemonte concessione di cinquant’anni ai privati per gestire le Terme pubbliche


Dal sito di Federterme

Il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, intervenendo ad un incontro presso il Grand Hotel Nuove Terme di Acqui, ha chiarito la sua posizione su ciò che bisogna fare del patrimonio termale cittadino. “La Regione – ha spiegato – non può permettersi di mantenere società partecipate in perdita ma, allo stesso modo, non può nemmeno permettere che un bene prezioso come le terme acquesi vadano allo sfascio>. Da qui l’idea di privatizzare la gestione di stabilimenti e alberghi ma solo attraverso una lunga concessione che dovrebbe essere intorno ai 50 anni. Nel documento c’è l’intenzione di specificare bene che il nuovo gestore dovrà investire capitali ad Acqui, ma anche che il controllo sull’acqua termale continuerà ad essere pubblico.

E questo in virtù del principio che l’acqua è un bene prezioso che non può essere venduto. Deve appartenere ai cittadini. “Acqui Terme deve diventare un importante polo d’attrazione turistico – ha detto Cota – qui c’è molto da vedere, c’è buon cibo e ci sono le Terme che posseggono un’acqua terapeutica tra le migliori in Italia>.
Per il sindaco Enrico Bertero, la gestione pubblica: non dovrà riguardare solo il controllo dell’acqua ma dell’intero sottosuolo. A giudizio del primo cittadino, “non va infatti sottovalutato il discorso della geotermia che la città può decidere di sfruttare>.

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L’ex Presidente Avv. Saro Leonardi: La Regione abbandonò il progetto di sviluppo delle Terme di Acireale


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Una nota del co-coordinatore del Forum dott. Mario Scandura

In occasione del convegno organizzato dal Lions Club e dal CRA di Acireale per individuare le strategie per il futuro del limone ho incontrato l’avvocato Saro Leonardi, dopo aver scambiato alcune brevi considerazioni sulla situazione politica, economica e sociale di Acireale di ieri e di oggi, l’avvocato Leonardi mi ha donato, con affettuosa dedica, un piccolo libro titolato “Ricordi” che ha recentemente pubblicato non destinato alla vendita. Nel libro vengono esposti i fatti, come li ricorda l’autore, che riguardano la storia di tanti anni di Sua attività pubblica, in qualità di  Sindaco per circa nove anni e di Presidente dell’Azienda Termale di Acireale per circa dieci anni.

Ho letto subito l’interessante introduzione autobiografica e sono passato immediatamente alla lettura dell’ultimo capitolo “ il rilancio delle terme”.

L’avvocato Leonardi tratta l’argomento raccontando la sua esperienza diretta, quale Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Termale di Acireale nei dieci anni dall’ottobre del 1983 al marzo 1993.

Mi sembra opportuno riportare qui di seguito alcuni brani di questi ricordi che consentono di aver una miglior informazione sull’evoluzione delle Terme in un periodo di intensa attività, nella consapevolezza che la conoscenza del passato aiuta a costruire il futuro.

L’avvocato Leonardi scrive: “nell’ottobre 1983 venivo nominato dalla Regione Siciliana Presidente del Consiglio di amministrazione delle Terme Regionali di Acireale …..  Al momento della nostra nomina le Terme funzionavano solo nei vecchi locali dello stabilimento Santa Venera, con grave difficoltà nell’espletamento delle cure e funzioni in quanto i locali di Santa Venera erano molto stretti, vecchi e malandati. Esisteva già però il nuovo stabilimento, che era stato realizzato a Santa Caterina, ma lo stesso non era funzionante. Mi piace ricordare in proposito che le nuove Terme di Santa Caterina insieme alla grande piscina e ai locali attigui allo stabilimento Santa Venera dove erano allocati gli uffici, erano stati realizzati durante la gestione precedente dall’avv. Francesco Grasso Leanza, che diede un impulso notevole allo sviluppo delle Terme, del quale va dato atto. Ritenemmo che una delle cose prioritarie fosse quella di mettere in funzione Santa Caterina ….. Ritenni, pertanto, avvalermi dell’ausilio di una persona esperta di termalismo e la scelta cadde sull’ingegnere Enrico Chiostri, che avevo precedentemente conosciuto partecipando ad un congresso termalistico. L’ingegnere Chiostri aveva prestato la sua consulenza presso le più importanti terme italiane ed era conosciutissimo ed apprezzato anche all’estero sia perché era consulente di molti stabilimenti termali in Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Russia, e in tutto il mondo, sia perché presidente della SITH ( Società Italiana di Termalismo).

 L’ingegnere Chiostri, prese visione dello stabilimento di Santa Caterina e delle sue problematiche, accettò l’incarico e nel giro di circa sei mesi di attività, collaborato dai nostri tecnici, fu messa in funzione Santa Caterina con conseguente aumento di cure e prestazioni, tanto che gli incassi annuali dell’attività termale lievitarono in breve tempo (1983/1990) da circa settecentocinquanta milioni annui a circa cinque miliardi, con soddisfazione dei medici e dei clienti per l’efficacia delle cure specialmente quelle con acque termali.

Ciò in quanto le acque termali salsobromoiodiche delle Terme di Acireale sono, assieme a quelle di Tabiano, le migliori in assoluto esistenti in Italia: questo giudizio non è il mio ma quello dell’ingegnere Chiostri che conosce molto bene tutta la realtà termale italiana.

Ciò ottenuto, lavorando in perfetta armonia con il consiglio di amministrazione ed il personale tutto dell’azienda si pose “ al tempo” il problema di andare avanti con lo sviluppo e di ammodernare le prestazioni così come richiesto dal mercato, dai clienti e dagli enti mutualistici, diversificando ed introducendo trattamenti eudermici diretti anche alla clientela più giovane e promuovendo la talassoterapia, sulla scia di quanto stavano facendo molte strutture italiane ed estere.

Su questa linea venne predisposto un piano che a breve termine prevedeva la realizzazione di una struttura per le prestazioni eudermiche e di bellezza (polifunzionale), di un impianto di sollevamento di acque marine da riversare nella esistente piscina termale per la talassoterapia e di un nuovo albergo per intercettare le numerose richieste di cure provenienti soprattutto dal servizio sanitario nazionale attraverso gli enti mutualistici che trovavano difficoltà nel sistemare i loro assistiti presso gli alberghi esistenti di Acireale soprattutto per il budget limitato di cui disponevano tali enti. Il detto piano fu completamente realizzato.

Il piano globale prevedeva anche, nel medio termine, la realizzazione della cosiddetta “ Nuova città delle Terme”, progetto molto ambizioso, fortemente voluto al tempo dall’on. Rino Nicolosi, allora Presidente della regione Sicilia, che avrebbe dotato Acireale di un complesso termale tra i migliori in Europa.

La progettazione venne affidata agli ingegneri Paolo Pennisi e Aldo Scaccianoce, coadiuvati per la parte termalistica dall’ingegnere Enrico Chiostri. Tale progettazione venne finanziata direttamente dalla Regione.

Come è noto il programma a breve è stato realizzato, con la creazione dell’albergo “Palace Terme” e del polivalente mentre quello a medio termine è rimasto solo in fase di progetto sia perché l’on. Nicolosi, nelle more, dismise la carica di presidente, sia perché la Regione abbandonò il progetto di ulteriore sviluppo delle Terme, tanto che attualmente esse si trovano come è noto in stato di assoluto abbandono. ”

 

 

Eco delle Aci. Terme, un puzzle di incertezza


L’articolo sull’ultimo numero dell’Eco delle Aci.

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Terme di Acireale: il bando ritarda ancora e si ravvivano i sogni di un ritorno al pubblico


L’articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale I Vespri, da sabato scorso in edicola

Terme di Acireale: il bando ritarda ancora e si ravvivano i sogni di un ritorno al pubblico

Non è ancora certo se l’ing.Luigi Bosco, neo assessore nella giunta Bianco a Catania e liquidatore delle Terme di Acireale SpA, lascerà quest’ultimo incarico per dedicarsi a tempo pieno, e con le competenze che ha in campo urbanistico, al mandato affidatogli dal primo cittadino catanese. Del resto Luigi Bosco, vicino all’on.Crocetta, ha accettato dal Presidente della Regione l’incarico di liquidare le Terme solo per spirito di servizio e di amicizia nei confronti del Governatore. La situazione ancora rimane in alto mare. L’ing.Bosco si è premurato di far ripartire i reparti di insufflazione, inalazione e fangobalneoterapia; ha ottenuto fino al 27 giugno una rimodulazione del debito nei confronti di Unicredit che ha pignorato l’albergo Excelsior Palace e la struttura polifunzionale; ha rimesso in moto la macchina quanto meno per preservare il valore dei cespiti e non farlo depauperare, data l’elevata incidenza dei debiti e del contenzioso pregresso che potrebbe causare ulteriori esposizioni debitorie. In una recentissima intervista ad un quotidiano locale, il neo assessore della giunta Bianco ha ribadito quanto in fondo era già noto negli ambienti cittadini e riportato da tempo dal nostro settimanale. E’ fondamentale inchiodare alle proprie responsabilità la Regione Siciliana, proprietaria degli stabilimenti termali di Acireale e di Sciacca; il bando per la privatizzazione della gestione tarda ad esser approvato perché i vincoli burocratici evidenziati dall’ing.Bosco sono più forti della volontà politica di passare la mano ai privati; addirittura, potrebbe trascorrere infruttuosamente tutto l’anno in corso perché tecnicamente e giuridicamente parlando non è facile scrivere un bando nel quale non sia certo cosa potranno fare i privati. Nel frattempo, ad Acireale, i sogni di un ritorno al pubblico si vivificano. La riapertura parziale dei reparti specialistici, l’approvazione dell’emendamento in finanziaria regionale che prevede l’assunzione di lavoratori stagionali alle Terme, le dichiarazioni prudenti e moderate dell’ing.Bosco continuano a servire ad una parte politica per insistere sulla pubblicizzazione del termalismo, quando invece la legge regionale del 2010 (giusta o sbagliata che sia non spetta a noi dirlo) prevede esattamente l’opposto. Mentre il deputato regionale Nicola D’Agostino, intervistato da una web tv locale, conferma apertamente il suo sostegno ai percorsi di privatizzazione avviato, l’altro deputato locale Angela Foti del M5S, affermando che in passato c’è stato uno scempio (proprio sotto la mano pubblica), si schiera a favore delle posizioni del Comitato civico che, come è noto, sono decisamente a favore del mantenimento delle Terme nella sfera del pubblico, quanto meno per la parte sanitaria. E’ uscito allo scoperto, con una dichiarazione su Facebook, anche il portavoce del comitato civico e dirigente del PD Salvo La Rosa il quale propende nettamente per la gestione pubblica delle Terme. Il PD di Acireale vorrebbe che sia decentrata ad Acireale una scuola di specializzazione in medicina termalistica, auspicando una legge quadro regionale a sostegno del termalismo. Il disegno di legge fu presentato nella scorsa legislatura da Concetta Raia e Giovanni Barbagallo e ripresentato nell’attuale legislatura dalla stessa deputata del Partito democratico. Il vivificarsi del dibattito in ambito politico prevale per il momento su tutto il lavoro di analisi, documentazione e proposte avviato dal Forum negli ultimi ventisette mesi.

Saro Faraci