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Il Presidente di Federterme: c’è crisi del settore e non manca la concorrenza sleale

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Dal sito di Federterme

Jannotti Pecci, c’e’ concorrenza sleale. Creare operatore termale

alt“Le prospettive dell’industria termale italiana sono ancora molto incerte, considerata l’attuale congiuntura, anche se avvertiamo che cresce l’interesse della clientela italiana e straniera per l’esperienza termale italiana, che è comunque ricca di attrattive presenti nei territori”. A sostenerlo e’ il presidente di Federterme Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, in una intervista all’ANSA. “Lo scopriamo – spiega Jannotti Pecci – anche tramite i clienti che utilizzano i nuovi social media per raccontare le esperienze del servizio alle terme. Per noi è uno strumento importante di ascolto e di correzione di rotta”. “L’avvio della stagione – riflette il numero uno di Federterme – è stato contrastato dal tempo inclemente già in occasione della Pasqua e nelle settimane successive ma ora, progressivamente, si aprono anche le altre strutture stagionali e tutte le terme si presenteranno alla clientela con un’offerta che cercano di arricchire ogni anno di più grazie anche ad investimenti di ammodernamento che si è cercato di fare compatibilmente con le difficoltà del momento”. Il settore tuttavia mostra difficoltà. “Avvertiamo il peso, sull’equilibrio delle gestioni aziendali, della limitatezza delle risorse destinate dal sistema sanitario e dei ritardi dei pagamenti da parte delle ASL per le prestazioni che siamo tenuti ad erogare ai pazienti del Servizio sanitario nazionale. Personalmente, poi, non sono convinto della reale efficacia, in questa direzione, del decreto in materia di sblocco dei pagamenti della P.A”. “E poi – ragiona Jannotti Pecci – il sistema termale deve difendersi anche dalla concorrenza sleale da parte di un’offerta di cosiddette SPA che utilizzano questo termine protetto dalla legge con sanzioni severe (la legge 323 del 2000) pur non disponendo di acqua termale e dei necessari accrediti sanitari da parte del Servizio sanitario nazionale, per usufruire abusivamente di una reputazione che è propria delle terme. E’ bene che il consumatore sappia quali servizi acquista e in caso di dubbio può consultare il sito http://www.federterme.it dove sono indicati- regione per regione- tutti gli stabilimenti termali accreditati, le caratteristiche delle acque, dei fanghi ed i trattamenti disponibili”. Cosa può fare l’industria termale per contrastare la disoccupazione? “Possiamo fare molto ma abbiamo bisogno che vengano rimossi lacci e laccioli relativi alle specificità della stagionalità, al peso eccessivo del costo del lavoro, alla promozione dell’offerta termale italiana. Bisogna dare attuazione prima possibile alla figura dell’operatore termale, che rafforzerebbe il profilo qualitativo già elevato dei servizi termali”. “Sicuramente – conclude Pecci – si può fare di più per utilizzare meglio il potenziale turistico e termale dell’Italia dando fiducia e spazi di crescita alla creatività e alla grinta dei giovani e delle imprese piccole e medie sui territori. Come settore, siamo da sempre abituati a superare i momenti di difficoltà con le nostre sole forze, ma per far ciò è necessario che le istituzioni, Governo e Regioni in testa, favoriscano la creazione delle più idonee condizioni, soprattutto sul versante normativo, per consentirci di far ripartire un percorso virtuoso di sviluppo per il quale le nostre imprese hanno tutte le carte in regola”.

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