Feed RSS

Recuperato sul sito del M5S il testo dell’interrogazione dell’on.Foti sulle Terme di Acireale


In attesa della sua pubblicazione ufficiale sul sito dell’ARS, su Meetup.com, ove sono collegati diversi siti del Movimento Cinque Stelle, abbiamo trovato il testo dell’interrogazione del gruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, di cui è primo firmatario l’on.Angela Foti di Acireale

Angela-Foti-400x200

 

REPUBBLICA ITALIANA
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
GRUPPO PARLAMENTARE M5S

Interrogazione
(risposta scritta)

Chiarimenti in merito alla situazione debitoria della Terme di Acireale S.P.A e notizia circa eventuali azioni amministrative volte alla pianificazione del debito ed al rilancio della società.

DESTINATARI:

al Presidente della Regione Sicilia, all’Assessore per l’economia;
premesso che:
la società Terme di Acireale spa interamente di proprietà della Regione siciliana, com’è noto, nasce dall’idea, legge regionale 10/99 art. 23 comma 1, e successive modifiche, di dare alla gestione dei servizi delle terme pubbliche, uno strumento operativo maggiormente confacente alle esigenze del mercato dei servizi termali, ai quali non poteva rispondere adeguatamente l’Azienda Regionale Terme Santa Venera, ente pubblico, che sin dal 1954, anno della sua creazione con il D.L.vo P.Reg. 20.12.1954 n. 12, aveva svolto le funzioni gestionali con risultati di notevole impatto sul territorio sia in termini occupazionali, sia in termini di prestazioni sanitarie fornite, sia in termini, (cosa più rilevante) di ricaduta sull’indotto e su tutte le attività direttamente ed indirettamente alla presenza sul territorio di uno stabilimento termale aperto tutto l’anno che ha registrato sino a 350.000 cure l’anno erogate a circa 30.000 pazienti, che hanno determinato sino a 15.000 presenze alberghiere annue;

tutte le gestioni commissariali e consiliari, succedutesi nel tempo, alla guida della società ( e della sopravvissuta azienda) nonché le gestioni finalizzate alla liquidazione della società stessa, che sancisce il fallimento politico della normativa di privatizzazione, sono state segnate dalla ricerca non della salvaguardia della peculiarità che le terme costituiscono per il territorio in cui operano, ma esclusivamente dallo smantellamento scientifico del patrimonio e del know how aziendale con il fine inconfessato, di ridurre il valore commerciale dell’azienda e del suo patrimonio;

tutti i suddetti fatti risultano ampiamente comprovati dalle relazioni che alcuni commissari, succedutesi nel tempo, sia in quanto semplici burocrati non ansiosi di assumere responsabilità, sia per mera speculazione politica, hanno inviato agli organi regionali di controllo nonché agli uffici della presidenza della Regione;

tra le varie pagine sporche del libro che si sta scrivendo sulle terme di Acireale risalta quella in cui si tratta dell’albergo Palace Terme e del centro polifunzionale. Le due strutture hanno una storia singolare: ambedue sono state acquistate dall’Azienda regionale delle Terme Santa Venera, di proprietà della regione Siciliana e il cui bilancio costituisce appendice del bilancio regionale”(si trova al capitolo di spesa n° 473302), in parte con fondi propri dell’Azienda ed in parte facendo ricorso a mutui alberghieri agevolati ai sensi delle leggi regionali del 12.04.1967 n.46, 01.7.1972 n.32 e 18.07.1974 n.22;

le citate leggi regionali erano finalizzate all’incremento ed al sostegno delle iniziative turistiche da nascere sul territorio della Regione attraverso una dotazione economica e la creazione di un fondo di rotazione (art.2 L.R.46/67): le stesse intervenivano a favore di privati ed enti pubblici con contributi in conto interessi e prestando garanzie sussidiarie, tramite la stessa Regione Siciliana, a favore delle uniche due banche erogatrici e convenzionate, Banco di Sicilia e Sicilcassa (istituti di credito controllate dalla stessa Regione Siciliana);

presa la decisione di acquistare i due immobili con le delibere soggette al visto tutorio della Regione, in data 02.01.1992 con atto pubblico veniva stipulato il contratto di mutuo di lire 15.873.344.200 per l’acquisto dell’Hotel Palace Terme (allora denominato ex pastificio Leonardi) e in data 02.03.1993 veniva stipulato il contratto di mutuo per lire 8.511.136.000 per l’acquisizione del complesso polifunzionale;

il piano di ammortamento dei due mutui prevedeva per il primo trentasei mensilità in rate costanti, oltre due anni di preammortamento, di lire 1.183.867.904 ciascuna la prima con scadenza il giorno 01.01.1994 e così fino alla estinzione del mutuo. La detta semestralità in conformità al decreto assessoriale n.1738/6 del 12.10.1991 e della legge Reg. n.31 del 17.5.1984 veniva convenuta in lire 670.671.258 a carico dell’Azienda delle Terme e lire 513.196.646 (contributo sugli interessi) a carico della Regione Siciliana (Articolo 2 del contratto di mutuo del 30 luglio 1993 ai rogiti del Notaio Portale da Catania), il tasso di interesse veniva convenuto nella misura del 13,95% annuo. Per il centro polifunzionale l’importo concesso a mutuo era di lire 8.511.136.000 restituibile in anni venti compreso uno di preammortamento, con 19 rate semestrali fisse con scadenza il 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno e con una rata di lire 609.769.955 di cui lire 347.832.170 a carico dell’azienda delle terme pari al 5% annuo e lire 261.937.785 a carico della Regione Sicilia quale contributo sugli interessi per la differenza sull’ interesse determinato in sede di definitivo. (i dati si riferiscono all’art. 1 e all’art. 2 del contratto di mutuo alberghiero ai rogiti del notaio Portale di Catania del 2.3.1993);

Tutte le rate compresa quella di preammortamento contrattualmente prevista, sono state regolarmente onorate dall’Azienda delle Terme, rispettivamente, fino alle scadenze di giugno 2005 e luglio 2005.

A partire da fine 2005, con la gestione trasferita alla TERME di ACIREALE SpA, non è stata pagata nessuna rata di mutuo in scadenza per cui ad oggi risultano non pagate 12 rate su un totale di 36 del mutuo riguardante l’Albergo Excelsior Palace, e 16 rate su un totale di 26 del mutuo riguardante il centro polifunzionale per la riabilitazione.

considerato che:
che il Banco di Sicilia oggi Unicredit, ha prima messo in mora la società Terme di Acireale spa, subentrata nei diritti e nelle obbligazioni della Azienda delle terme, e poi ha dato corso alle procedure di recupero coatto delle semestralità non pagate giungendo fino a chiedere la vendita forzata dell’intero complesso immobiliare costituito dall’Albergo Palace Terme e dal centro polifunzionale;

che nelle more l’Albergo ha chiuso l’attività, per motivazione seppur legalmente sostenibili, sicuramente non corrette sul piano della corretta gestione del patrimonio pubblico in quanto lo stesso albergo risulta oggi incustodito, oggetto di vandalismi e sicuramente in via di grave deterioramento (basti considerare tutti gli impianti inutilizzati che proprio per la inutilizzazione diventano inservibili e ciò con danno irreparabile non solo per la struttura, ma per la proprietà dell’immobile che lo vede svalutare rispetto alla tutela patrimoniale che è principio inderogabile della gestione di ciò che è pubblico);

che il centro polifunzionale non è mai entrato in funzione ed è stato oggetto di comodati a favori di terzi più o meno contigui alla parte politica che ha avuto responsabilità gestionali negli anni;

ritenuto che:
non si hanno informazioni circa la reale entità del debito a carico dell’azienda delle terme oggi Terme spa in quanto non si conosce se la Regione siciliana ha regolarmente pagato le quote semestrali di sua spettanza ai sensi e per gli effetti dei contratti di mutuo sottoscritti autorizzati con i decreti ad essi allegati;

non si hanno notizie circa la possibilità che l’azienda, prima e la spa dopo, ed in ogni caso la Regione, avevano di intervenire circa una possibile definizione stragiudiziale della procedura esecutiva in corso alla luce delta enormità degli interessi applicati ai suddetti mutui ed in ogni caso alla marginalità dell’impagato rispetto a quanto già versato;

non si comprende come la Regione non sia intervenuta a pagare in ogni caso le rate di mutuo scadute e a scadere stante l’obbligazione assunta contrattualmente e stante che paradossalmente era la stessa regione, con il contributo a pareggio, con il fondo di rotazione, e con la proprietà dell’istituto di credito, a pagare se stessa;

non si comprende perché tutte le amministrazioni che si sono susseguite alla guida dell’azienda delle Terme di Acireale e della spa Terme malgrado la contribuzione regionale non siano riuscite ad evitare l’azione giudiziaria da parte della Banca mutuataria alla luce della precisa obbligazione da parte della Regione Siciliana di assumersi gli oneri debitoria della Azienda delle terme di Acireale.
Chiede di sapere:
se la Regione siciliana ha pagato le proprie quote di mutuo in relazione ai contratti del 30 luglio 1993 e del 2.3.2013;

qualora tali rate di mutuo non siano state pagate, se non ritengano opportuno individuare chi ha dato disposizioni in tal senso;

se l’attuale Presidente della Regione alla luce del chiaro reato di dissipazione di patrimonio pubblico operato da amministratori delle Terme (azienda ed spa) e dai suoi predecessori nonché da funzionari regionali e assessori al ramo non abbia l’intenzione di procedere per il recupero dei danni economici subiti dalla Regione e dalla società da essa controllata trasmettendo gli atti alla Corte dei Conti e se il caso alla procura della Repubblica competente;

se l’attuale presidente della regione abbia intenzione di dare espresso mandato all’attuale Commissario straordinario di procedere all’appianamento della situazione debitoria con l’ex Banco di Sicilia oggi Unicredit, per fermare la procedura esecutiva in corso e riportare pienamente nella disponibilità della Regione tramite la società controllata Terme sia l’albergo Termale che il Centro polifunzionale.

se l’attuale presidente della regione abbia intenzione di dare espresso mandato all’attuale Commissario straordinario della società Terme spa di procedere con le azioni di responsabilità personale, in sede civilistica, nei confronti degli amministratori e dei commissari che si sono succeduti net tempo alla guida dell’Azienda delle Terme e della società Terme spa anche al fine di evitare che il commissario e lo stesso Presidente della Regione restino coinvolti non solo politicamente nella dissipazione del patrimonio termale di Acireale.

(gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

(25 Luglio 2013)

 

FIRMATARI

FOTI, CANCELLERI, CAPPELLO,  CIACCIO, CIANCIO, FERRERI, LA ROCCA, MANGIACAVALLO, PALMERI, SIRAGUSA, TRIZZINO, TANCREDI, ZAFARANA, ZITO

Annunci

Una risposta »

  1. Pingback: Anche il Comitato Civico dà spazio su Facebook all’iniziativa dell’on.Foti |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: