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Acireale: acque termali tiepide quest’estate


L’articolo pubblicato sul n.32 del settimanale I Vespri (14 settembre 2013)

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E’ trascorsa un’altra estate e le Terme di Acireale rimangono nel limbo. Pesa come un macigno l’incertezza della burocrazia regionale sull’esito delle procedure di liquidazione e di privatizzazione. Si nota ancor di più la superficialità con cui tutta la classe politica, a cominciare dal Presidente, sta affrontando il tema del termalismo. L’on. Crocetta, purtroppo, non ha fatto registrare quella discontinuità che molti si aspettavano dopo l’era Lombardo. Le Terme sono lasciate al loro destino, sia a Sciacca come ad Acireale, e i liquidatori fanno il possibile per evitare che la gestione economica-finanziaria degli stabilimenti sia fallimentare, con inevitabili conseguenze sul  patrimonio aziendale. Ad Acireale, come abbiamo ricordato negli ultimi numeri, l’ing. Luigi Bosco, il liquidatore divenuto nel frattempo assessore nella giunta di Enzo Bianco, aveva riaperto prima dell’estate tutti i principali reparti con i quali le Terme, in convenzione o a pagamento, erogano le prestazioni specialistiche. In verità, solo il reparto inalazioni e insufflazioni ha funzionato a pieno regime. Per gli altri due, cioè fango-balneoterapia e il centro benessere, pur essendoci prenotazioni in atto, manca il personale stagionale e, ironia della sorte, non lo si può ripescare dai lavoratori posti nel ruolo speciale ad esaurimento con la legge regionale del dicembre 2004.

A fare notizia in questo mese di agosto, ci hanno pensato i politici locali. Rispetto ai soliti noti del recente passato, si registrano due “new entry”. Fausto Raciti, parlamentare nazionale del PD, segretario nazionale dei giovani democratici, figlio di Antonio, il segretario della locale sezione del partito. E poi Angela Foti, deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, balzata agli onori della cronaca per aver chiamato i carabinieri per denunciare le lentezze della burocrazia regionale.

L’on.Raciti si è premurato di guidare una delegazione del suo partito per accertarsi direttamente con il direttore amministrativo delle Terme Florinda D’Anna sullo stato di salute dell’azienda. Ricevute rassicurazioni sul boom di prenotazioni (ma non è stato fornito dall’azienda alcun numero, pertanto si tratta al momento di generiche indicazioni), Raciti si è attivato su tutti i fronti locale, regionale e nazionale per chiedere una mobilitazione della politica in favore delle Terme di Acireale. A ruota lo ha seguito il papà che ha scritto al sindaco di Acireale.

Angela Foti invece ha presentato un’interrogazione parlamentare insieme ai suoi colleghi di partito, denunciando le nefandezze del più recente passato fino a chiedere alla Regione che si faccia promotrice di azioni contro chi è reso protagonista del reato di dissipazione del patrimonio pubblico. Più prudente nelle dichiarazioni l’on.Raciti; più decisa l’on.Foti.

Nessuno dei due, tuttavia, ha fatto cenno alla privatizzazione della gestione che, unitamente alla liquidazione della società di gestione, sono gli unici obiettivi che la Regione si è prefissa nel 2010 con la legge 11, mai pienamente raggiunti finora, modificabili solo se l’articolo di legge verrà emendato. Da fonti non ufficiali  è chiara la posizione del PD, del comitato civico nato nel 2010 da una sua costola, e adesso anche del Movimento Cinque Stelle attraverso la Foti: gli stabilimenti termali di  Acireale sono di interesse pubblico ed è giusto che rimangano sotto l’egida regionale fintanto che erogheranno un servizio sanitario utile innanzitutto alla collettività locale e poi anche ai turisti. Di privatizzazione manco a parlarne e, in merito alla liquidazione, richiesta di massima chiarezza in ogni attività, a cominciare dalla questione del contenzioso con Unicredit e a finire con l’assunzione dei lavoratori stagionali.

In pratica, è la stessa linea di pensiero da sempre ribadita da Salvatore La Rosa, il portavoce del comitato civico, dirigente del PD, in passato candidato a sindaco di Acireale, che l’on.Foti vorrebbe ammettere al tavolo tecnico con la Regione, in rappresentanza della società civile acese. Avvenne già nell’aprile 2011 dinanzi alla Commissione Bilancio nel corso di una infuocata riunione, passata alla storia per il litigio fra lo stesso La Rosa e l’on. D’Agostino a proposito della veridicità delle dichiarazioni contenute nella Relazione di Margherita Ferro inviata alla Corte dei Conti.

Ad onor del vero, se non fosse stato per La Rosa, per i militanti del PD, per il comitato civico che ne è espressione, e adesso per il M5S, la politica ad Acireale non si sarebbe più occupata delle vicende delle Terme di Acireale. Se non ci fosse stato poi il Forum promosso dal Lions, che ininterrottamente da giugno del 2011, promuove un’energica azione di sensibilizzazione, informazione e documentazione anche attraverso il proprio sito (che ad Agosto ha tagliato il traguardo dei 50.000 visitatori), i fari sulle Terme si sarebbero spenti definitivamente.

E’ molto strano che invece, in questa calda estate, non si sia fatto più sentire il liquidatore delle Terme, l’ing.Bosco che, in verità, è stato in tutt’altre faccende affaccendato, essendosi dovuto occupare della demolizione del ponte del Tondo Gioeni a Catania. Il liquidatore del resto la sua parte l’ha svolta all’inizio. Ha riaperto tutti i reparti. Ha rimesso in moto la macchina, per produrre qualche ricavo utile a tamponare la difficile situazione finanziario. Si è prodigato per mediare fra Unicredit e la Regione rispetto alle legittime pretese della banca di venire in possesso degli immobili pignorati. La parte tecnica l’ing.Bosco l’ha assolta in modo adeguato.

E’ su quella politica che forse ci si attendeva di più, perché diverse sono ancora le questioni in ballo: l’approvazione del bilancio del 2012; la decisione se operare in regime di continuità o nell’ottica dello scioglimento; le risorse dell’amministrazione regionale per completare gli ultimi investimenti necessari prima dell’emanazione del bando per la privatizzazione.

Un bando che potrebbe non arrivare mai, se forze politiche contrarie e favorevoli alla privatizzazione si neutralizzano completamente, nel contesto della più totale incertezza e del più totale disinteresse manifestati dal governo regionale e dal suo Presidente

Saro Faraci

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