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Privatizzazioni. Ne servono tante, benedette e subito


L’articolo pubblicato dal quotidiano L’Inkiesta (9 settembre 2013)

private

Siamo tornati alle privatizzazioni? Le sortite estive del Premier, Enrico Letta, hanno scatenato un dibattito piuttosto ampio, e soprattutto hanno condotto all’annuncio inequivoco, dal palco di Cernobbio, di un piano di dismissioni “ entro settembre”. Vale la pena, allora, mettere in ordine le idee e capire perché le privatizzazioni sono non solo utili, ma anche necessarie.

Generalmente, quando si discute di privatizzazioni lo si fa in riferimento al gettito ricavabile o come se le privatizzazioni fossero una scelta quasi religiosa. Si tendono, invece, a trascurare tre elementi fondamentali: a) cosa privatizzare (qui Nicolò Bragazza e Giovanni Vecchio); b) come come farlo ( qui ce ne occupiamo con Alberto Saravalle e qui il decalogo che abbiamo sviluppato come IBL); 3) perché farlo.

In questo articolo intendo affrontare l’ultimo punto. Ci sono, infatti, quattro grandi ragioni per cui la scelta di privatizzare va fatta subito (andava fatta prima, in realtà), va fatta in modo radicale, e va fatta con convinzione. Parlerò soprattutto delle imprese controllate direttamente e indirettamente dal Tesoro, ma in buona parte quello che dico si applica anche alle partecipate locali e agli immobili, pur tenendo conto di alcune difficoltà aggiuntive legate, tra l’altro, alla dispersione della proprietà tra migliaia di enti e l’assenza di un censimento affidabile a livello nazionale.

In ordine di importanza, le ragioni per cui bisogna privatizzare sono: 1) le privatizzazioni portano concorrenza; 2) le privatizzazioni portano trasparenza; 3) le privatizzazioni portano giustizia sociale; 4) le privatizzazioni riducono il debito pubblico. Per tutte queste motivazioni, sia prese singolarmente sia prese nel loro complesso, una politica di privatizzazioni è oggi un passaggio ineludibile nel difficile percorso di risanamento del paese.

Sarebbe ingenuo pensare che, da sole, le privatizzazioni bastino a rendere servizi migliori, prezzi più bassi e chissà quali altri benefici. Sarebbe ancora più ingenuo sostenere che tali effetti possano sortire nell’immediato. Ma le privatizzazioni sono condizione necessaria, ancorché non sufficiente, a perseguire questi obiettivi. E’ politicamente sciagurato stare seduti su una tale montagna di quattrini, e rifiutarsi di raccoglierla e metterla a frutto.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/privatizzare-subito#ixzz2ePItaCdL

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