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Boom di presenze a Sciacca in un anno positivo per le aziende termali


L’articolo di Teleradio Sciacca

2013 POSITIVO PER LE AZIENDE TERMALI: BOOM DI PRESENZE A SCIACCA

2013 positivo per le dieci stazioni termali siciliane, boom di presenze straniere.

Lo dice Federterme, l’associazione che raggruppa le aziende termali. Tra le stazioni termali più positive quella di Sciacca. Dopo alcuni anni di sofferenza, il 2013 si sta confermando come l’anno della ripresa del settore termale con un aumento notevole di turisti, soprattutto stranieri, nelle dieci stazioni termali e nelle 114 strutture come i centri di benessere, beauty farm e centri di bellezza che si trovano all’interno degli alberghi.

Quindi il termalismo in Sicilia ha di nuovo appeal, nonostante tutte le difficoltà sorte negli anni per le vicende legate alla privatizzazione delle terme di Sciacca e Acireale.

E proprio a Sciacca c’è l’incremento maggiore, passando dalle 38 mila presenze del 2012, alle 41 mila di qualche giorno fa. Su un totale di 468 mila presenze fino ad oggi, 229 mila provengono dall’estero.

Una piccola ma importante goccia dei tanti turisti che scelgono la Sicilia. Il termalismo in Sicilia per la variabilità delle acque termali, per il numero di stazioni presenti, potrebbe essere un grande volano per l’economia dei territori dove sono presenti questi centri termali, invece il settore negli anni era diventato uno dei tanti carrozzoni della Regione, un postificio, non un settore che offriva servizi di qualità e ne ricavava ricchezza.

Così ad un certo punto la Regione imprenditrice ha deciso di togliersi dal settore, mettendo con un piano di privatizzazione i suoi beni termali come Sciacca e Acireale in vendita. Sono passati tredici anni da quella scelta e il passaggio ai privati di questi due centri non è ancora avvenuto.

Si dirà le solite cose siciliane. Se il trend quest’anno è cambiato, è probabile che si debba anche alle diverse proposte fatte ai turisti dai centri termali, con prezzi e offerte diversificate a secondo le diverse esigenze della famiglia. Ma quello che realmente serve è un piano strategico della Regione per il settore, che punti ad attrarre risorse private che investano nel termalismo, visto che la Sicilia ha questa peculiarità di possedere numerose sorgenti termali.

Basta vedere cosa è successo negli ultimi vent’anni in Trentino e in Alto Adige, dove il settore termale è diventato volano trainante dell’economia della Regioni. Perché in Sicilia questo non può accadere?

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