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Terme, verso il terzo bando. Cambiano i referenti politici, ma non la musica


dal sito del Corriere di Sciacca

SCIACCA – ECONOMIA
TERME, VERSO IL “TERZO” BANDO”. CAMBIANO I REFERENTI POLITICI, MA NON LA MUSICA
Secondo la Federterme, un bando di affidamento ai privati col sistema della gara competitiva ad evidenza pubblica non funzionerebbe

20/09/2013 12.19

Di Rosario Faraci *

Le dichiarazioni dell’assessore Stancheris in occasione della recente visita a Sciacca, per quanto foriere di buone notizie per la comunità saccense, sono inquietanti. A partire dall’estate del 2011, questa sarebbe la terza versione del bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti termali di Sciacca e di Acireale, come previsto dalla legge regionale n.11 del 2010.

La “prima versione” fu quella elaborata, e mai esitata, dallo staff dell’ex assessore all’Economia Gaetano Armao che aveva in mente, attraverso bando pubblico, di affidare ad un primario advisor lo studio preliminare e la redazione del bando di privatizzazione. Non se ne fece nulla, ormai lo sanno tutti, per un veto del Presidente Raffaele Lombardo che decise di affidare studio e redazione del bando a Sviluppo Italia Sicilia, una società partecipata del governo regionale.

La “seconda versione” fu proprio quella elaborata frettolosamente, e senza le specifiche competenze in materia di termalismo, da Sviluppo Italia Sicilia.

Il Corriere di Sciacca, in quei mesi, riportò ampi stralci dell’una e dell’altra versione di bando. L’ex assessore Armao, negli ultimi giorni del suo mandato, favorì la pubblicazione della “seconda versione” del bando per Sciacca e si impegnò per quello di Acireale, pur sapendo che, nel primo caso, avrebbero potuto esserci difficoltà nell’acquisizione di manifestazioni di interesse; nel secondo caso che un bando non si sarebbe potuto pubblicare per via del contenzioso con Unicredit riguardo a due importanti cespiti del patrimonio immobiliare delle Terme di Acireale, oggetto di pignoramento da parte della banca.

Adesso, la Stancheris – che però non è assessore all’Economia – auspica una “terza versione” del bando. Cambiano i referenti politici, e talvolta anche dirigenti e funzionari regionali preposti alla privatizzazione delle Terme, ma non cambia la musica.

Continuano ad esserci pressapochismo e improvvisazione nella gestione dell’intera vicenda. Di ciò siamo seriamente preoccupati. A Roma, in Federterme dove mi sono personalmente recato nel febbraio del 2012, lamentano da sempre l’assenza di coinvolgimento dell’associazione che, in Confindustria, rappresenta le industrie termali e delle acque minerali curative. Secondo loro – giusto o sbagliato che sia lo dirà il tempo – un bando di affidamento ai privati col sistema della gara competitiva ad evidenza pubblica non funzionerebbe.

Sarebbe stato meglio optare fin dall’inizio per un affidamento diretto, sulla base della valutazione comparativa di alcune manifestazioni di interesse sollecitate. De gustibus non est disputandum!

A noi, che tanto a Sciacca quanto ad Acireale, siamo invece più preoccupati di sapere quali saranno le sorti del termalismo, non interessano più le questioni tecniche. Non è più tempo! Abbiamo le nostre idee su come si potrebbe redigere un bando, mentre nel frattempo si completano le procedure di liquidazione, ma non ci permettiamo né ci interessa di entrare in fatti sui quali la politica vuole avere l’esclusiva.

Vorremmo però avere la garanzia che, chiunque sarà chiamato a redigere un bando, a sollecitare manifestazioni di interesse, a provvedere all’affidamento della gestione ai privati, lo farà coinvolgendo “formalmente” le comunità locali, gli imprenditori, le associazioni e i movimenti civici, le cittadinanze di Sciacca e di Acireale.

Anche la legge prevede queste forme di ascolto attivo delle comunità locali. Lo abbiamo detto ogni volta che si lavorava ad una versione diversa del bando.

Lo ribadiamo anche adesso, alla vigilia di una possibile “terza edizione” di questo documento. Non è pensabile che si decida esclusivamente a Palermo ciò che riguarda da vicino le sorti, turistiche ed economiche, di due città termali. Non è possibile che deliberatamente, per via delle pastoie burocratiche, si rinunci a processi decisionali inclusivi, concertati, che in altre parti d’Italia sono invece largamente sperimentati

* Coordinatore Forum permanente delle Terme di Acireale

 

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