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Il Presidente nazionale di Federterme parla della grande incompiuta: la riforma del sistema termale in Italia


Dal sito di Federterme

INTERVENTO DI COSTANZO JANNOTTI PECCI, IMPRENDITORE TERMALE, PRESIDENTE DI FEDERTERME

Mercoledì 27 Novembre 2013 12:10

Interventi

jannottiLa grande incompiuta

“Tutela dell’acqua termale, qualità, formazione, operatore termale, riabilitazione, promozione integrata dell’offerta di cure, sostenibilità del modello di welfare termale italiano ed europeo, benessere e turismo saranno i temi della riflessione sull’attuazione e sulla revisione della legge 323/2000 di riforma del sistema termale, che è rimasta tuttora largamente incompiuta.
Il tessuto termale italiano rappresenta un patrimonio importante che va tutelato e valorizzato con interventi sull’offerta per tener conto di nuovi esigenze e di stili di vita e della necessità di un recupero di competitività nei confronti dei concorrenti dell’Europa orientale che usufruiscono di regimi fiscali di favore, sia per le attività terapeutiche sia per quelle turistiche.
Servono politiche specifiche a supporto della ricerca scientifica termale italiana (attualmente sostenuta dalla Federterme tramite la FoRST) e politiche per la promozione delle terme italiane, che sono risorse attrattive delle destinazioni turistiche.
Le produzioni dell’industria termale si collocano nel settore sanitario e della salute (cure, benessere e riabilitazione termale) ma anche in quello dell’ospitalità (per la fruizione dell’offerta di benessere e turismo termale dei territori).
La specificità dei trattamenti termali richiede una qualificata presenza di risorse umane a contatto con la clientela (direttori sanitari, medici, operatori termali, altri operatori) con un’incidenza del costo del lavoro elevata.
Significativo anche l’impatto degli oneri (formativi, retributivi e previdenziali) delle specificità della stagionalità.
In alcune aree del Paese l’attività termale e il suo indotto rappresentano l’attività economica prevalente o quasi esclusiva.
C’è molto da fare e presto, per il rilancio delle acque minerali in bottiglia e per le terme italiane che nell’ultimo triennio hanno sofferto drammaticamente gli effetti negativi della congiuntura economica che si sono aggiunti a condizioni di permanente disagio dovuti ai ritardi dei pagamenti della P.A. e dell’aggiornamento dell’Accordo per l’adeguamento delle tariffe termali, alla mancanza di sostegno alla destagionalizzazione, al peso del costo del lavoro.
L’appuntamento è a Pistoia, con gli imprenditori e le istituzioni della Toscana per riflettere insieme e trovare soluzioni condivise, innovative e vincenti”.

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