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Un Treno che si chiama Desiderio


Un Treno che si chiama Desiderio

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Questa è l’immagine dell’Albergo Excelsior Palace vista dal retro della Vecchia Stazione di Acireale. Ho scattato due foto stamattina. Esteticamente non è stato mai un gran bell’albergo a vedersi, era un Pastificio ai tempi in cui Acireale era una cittadina industriosa e sicuramente più imprenditoriale di quanto lo sia ora. Quando l’edificio è stato venduto alla Regione Siciliana alla fine degli anni ottanta, è stato poi deciso di farne un albergo e di annetterlo al complesso immobiliare dell’azienda autonoma delle Terme di Acireale che successivamente l’ha conferito alle Terme di Acireale SpA. Quest’albergo, fino a due anni affidato alla gestione di due imprenditori che non hanno certamente brillato per eccellenti capacità di gestione finanziaria, forse perché più orientati al marketing, è chiuso da dicembre del 2011.  Il braccio di ferro fra Regione creditrice dei canoni di locazione, attraverso la società Terme di Acireale SpA, e i due imprenditori morosi, attraverso la società da loro costituita, si è chiuso a favore della prima che però non ha mai più riaperto l’albergo. In questo braccio di ferro ha interferito una pletora di personaggi di piccolo spessore che, animati da senso di rivalsa o peggio ancora di protagonismo, si è concentrata sul particolare, perdendo di vista il generale. Acireale ha perso così di netto una buona consistenza di posti letto che si aggiungono a quelli mancanti dalla Perla Jonica (oggi chiusa) e da una serie di altre strutture a mezzo servizio (compreso l’ex albergo delle Terme, sito di fronte allo stabilimento di Santa Caterina, anch’esso chiuso). Oggi, dispiace dirlo, non è la città turistica che è stata fino a sette-dieci anni fa.  Sono passati diversi treni e si sono tutti perduti. L’Ultimo Treno si chiama Desiderio. Ed è il Desiderio di vedere funzionanti le Terme e affidate ad un management di altissimo livello; riaperto l’albergo e messo in mano ad imprenditori capaci di coniugare finanza, marketing e produzione; riattivata la vecchia stazione di piazza Agostino Pennisi che comunque aveva una sua utilità pratica, prima che si inaugurasse il moderno impianto sito fuori città. Il Desiderio più grande, però, è vedere che gli Acesi si innamorino nuovamente del loro patrimonio storico-culturale, artistico, immobiliare e turistico e, piuttosto che far chiacchiere, si attivino in tutte le sedi perché queste vergogne – come la chiusura dell’Excelsior – non s’abbiano più a ripetere.  Che il 2014 sia un anno migliore. Lo speriamo tutti.

Acireale, 26 dicembre 2013

Rosario Faraci, Co-coordinatore Forum permanente Terme di Acireale (Lions Club di Acireale)

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