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Terme di Sciacca: tutto sbagliato, tutto da rifare. Ad Acireale invece si attende ancora

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dal settimanale I Vespri n.10 del 22 marzo 2014

Terme di Sciacca: tutto sbagliato, tutto da rifare. Ad Acireale invece si attende ancora

Tutto sbagliato, tutto da rifare. A Palermo, la Regione Siciliana sta pensando di rivedere le procedure di affidamento ai privati della gestione delle Terme di Sciacca. Andata deserta la gara pubblica per la privatizzazione, si ipotizza adesso il ricorso alla sollecitazione di manifestazioni di interesse di gruppi ed imprenditori privati disponibili ad assumersi il rischio d’impresa nella gestione degli stabilimenti termali. Come questo potrà avvenire non è chiaro, perché la legge regionale n.11 del 2010 fa espressamente riferimento “allo svolgimento di una gara ad evidenza pubblica”. Ma alla Regione Siciliana, ormai lo si è capito da tempo, funzionari e dirigenti sono maestri nel ritardare i tempi delle decisioni; l’andirivieni di carte e pratiche da un ufficio all’altro è diventata la pratica sportiva più ricorrente. Ad Acireale, ad esempio, le procedure di privatizzazione non sono nemmeno incominciate, in attesa di risolvere il contenzioso con Unicredit a proposito degli immobili (albergo e centro polifunzionale) di via delle Terme. Se non fosse perché mancano i presupposti giuridici – l’esistenza di una lesione personale, diretta, concreta ed attuale da parte delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici – la Regione Siciliana sarebbe stata di sicuro oggetto di una “class action” da parte delle comunità di Sciacca e di Acireale, così gravemente penalizzate sul piano economico (lucro cessante e danno emergente) dai ritardi con cui l’amministrazione regionale sta gestendo ormai da anni l’intera vicenda, badando più alla forma delle carte che alla sostanza dei fatti. Ovviamente, anche la politica ha le proprie responsabilità. Ad esempio, leggendo le dichiarazioni degli ultimi giorni, dice la sua anche l’assessore Vancheri, solo perché il suo dicastero ha la responsabilità dei distretti produttivi e uno di questi, approvato all’epoca del governo Lombardo, è quello sul termalismo. Prima di lei hanno parlato pure la Stancheris, come assessore al Turismo interessata al binomio termalismo-turismo, ovviamente il presidente Crocetta, che ha rassicurato tutti, e l’assessore all’Economia Bianchi che, alla fine della fiera, è l’unico cui spetterebbe la parola in questa complessa vicenda. E’ dal suo dicastero, infatti, che dipendono sia la liquidazione delle società di gestione (Terme di Sciacca e Terme di Acireale SpA) sia la privatizzazione della gestione. E se la privatizzazione richiede un bando per affidare la gestione degli stabilimenti ad eventuali investitori ed imprenditori, la liquidazione necessita di procedure certe per comprendere che fine faranno i due contenitori giuridici dai quali allo stato attuale dipendono le sorti delle Terme. Fino ad oggi, sono società interamente partecipate dalla Regione, costantemente in perdita, considerate non più strategiche rispetto ai settori nei quali la Regione ha deciso di rimanere come imprenditore, etichettate per legge come in liquidazione, non più beneficiarie di risorse pubbliche (perché, anche nell’ultimo bilancio approvato alle Terme di Acireale, si invita il liquidatore a non chiedere al socio pubblico alcuna risorsa finanziaria). Eppure, ancora oggi sono due società nel limbo, perché non si capisce se rientrano in possibili interventi di ricapitalizzazione (la scorsa settimana il presidente Crocetta ha dichiarato di aver trovato 290 milioni di euro per interventi straordinari sulle partecipate) oppure se andranno verso lo scioglimento, con la conseguente restituzione dell’attivo residuo al socio pubblico, cioè la Regione, che poi sarà libera di sceglierne cosa fare. Tuttavia, passano i giorni, aumentano i debiti, si assottigliano i crediti, si stratificano le perdite economiche e c’è il rischio concreto che anche il patrimonio aziendale sia depauperato. Con chi se la prenderanno dunque i cittadini di Sciacca e di Acireale?

Saro Faraci

ivespri22marzo2014

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