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Si dimette l’Assessore Bianchi. Si perde ancora una volta la guida politica del processo di privatizzazione e di liquidazione delle Terme

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dal blog Economia Sicilia

Regione: assessore all’Economia Bianchi si dimette e traccia bilancio di un anno

19 marzo 2014
“Io mi fermo qui. Nessuno e’ indispensabile. Non voglio e non posso permettere che la mia fuoruscita da questa esperienza possa essere legata da un biglietto staccato per qualche altra destinazione. Non me ne vado per altri incarichi”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo. “Non cerco paracaduti e me ne torno a fare il lavoro che ho sempre fatto”, ha aggiunto.
L’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, lascia “irrevocabilmente” l’esecutivo guidato dal presidente Rosario Crocetta. Dimissioni ormai nell’aria, che arrivano al termine di una conferenza stampa convocata dallo stesso Bianchi per fare chiarezza. Un’opportunita’ per rivendicare quanto finora fatto dall’esecutivo e per sottolineare anche che, “nonostante i buoni risultati conseguiti in questo primo anno di Governo, ancora molto altro resta da fare”. Bianchi parla di azioni che “richiedono tempi rapidi” ma “che sono disallineati con quelli della politica”. E proprio avvertendo questo impasse, fa riferimento ad “un’azione appesantita” da un dibattito politico impegnato sul rimpasto di giunta “invece che sulle reali problematiche della Regione”. Poi, lo stop di ieri all’Ars al dl pagamenti. Tutti segnali di stallo, che hanno convinto l’Assessore a mettere la parola fine al suo incarico: “Io mi fermo qui – dice -, nessuno e ‘ indispensabile. Non vado via contro nessuno”. La conferenza stampa affollata anche da esponenti politici come il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi, l’assessore al Turismo Michela Stancheris, e’ stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di un anno di attivita’ ed una linea netta di demarcazione sulla prima fase dell’esecutivo che ha visto conseguire in tempi rapidi dei risultati e poi una successiva fase di galleggiamento andata avanti finora.
“Il lavoro fatto e’ stato un lavoro importante che ha potuto contare su una lunga fase di consenso – sottolinea Bianchi -. Partivamo da un disavanzo strutturale che oscillava tra i due miliardi del 2011 e 1,5 miliardi del 2012, il rating era in picchiata con la permanenza di un outlook che voleva dire una prospettiva di peggioramento per il futuro”. Questo il punto di partenza per Bianchi, che non teme di definire “oltre il baratro”. E partendo proprio da qui, l’assessore ha illustrato alcuni dei risultati raggiunti: “Il disavanzo strutturale e’ stato ridotto di un miliardo di euro, e’ stata ridotta di 800 milioni la spesa corrente nel 2013 ovvero del 6% e c’e’ una riduzione programmata nel 2014 di un miliardo. Abbiamo fatto questo cercando di non incidere sui trasferimenti sociali e cercando di ridurre gli sprechi”. “Abbiamo ridotto la spesa sui forestali, abolito la tabella H introducendo il sistema dei bandi – sottolinea -. Azioni che hanno ricevuto il consenso dei gruppi parlamentari, della societa’ e della politica. Abbiamo avviato anche un percorso di riforma delle partecipate”. Risultati che per Bianchi sono anche sul piano della credibilita’ “il rating dopo tre downgrade si e’ stabilizzato e abbiamo migliorato l’outlook da negativo a stabile ed azzerato l’indebitamento regionale”.
Una serie di passi compiuti che l’Assessore dimissionario rivendica cosi’ come quelli che invece, proprio recentemente, hanno cominciato a far vacillare il consenso sul Governo regionale, non ultima la manovra finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato che Bianchi “rivendica” vedendo nell’impugnativa “un momento di rottura”, “un ingiusto stop a quanto finora fatto, che ci ha costretti ad una manovra correttiva diversa, un documento comunque che io considero incompleto”. Da qui l’attenzione si sposta all’oggi e allo stop all’Ars al dl pagamenti per le imprese, ritenuto “punto di forza sui tavoli nazionali”: “Su dl pagamenti si e’ portata avanti una battaglia demagogica – dice -. La mancata approvazione costera’ a tutti i cittadini siciliani ed ha dimostrato la nostra debolezza a rappresentare in realta’ come stanno le cose”. Una caduta che ha trovato il Pd in qualche modo complice, infatti, per Bianchi “trascurare un passaggio fondamentale come questo, perche’ impegnati in legittime discussioni sul rimpasto, ha rappresentato un passo falso”. Da qui la decisione di lasciare “non per un altro incarico. Ritorno al lavoro che ho sempre fatto. Mi sono sentito profondamente irritato da quanti hanno detto che il mio andare via fosse subordinato al trovarmi un altro incarico”. (ITALPRESS)

“Io mi fermo qui. Nessuno e’ indispensabile. Non voglio e non posso permettere che la mia fuoruscita da questa esperienza possa essere legata da un biglietto staccato per qualche altra destinazione. Non me ne vado per altri incarichi”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo. “Non cerco paracaduti e me ne torno a fare il lavoro che ho sempre fatto”, ha aggiunto.    L’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, lascia “irrevocabilmente” l’esecutivo guidato dal presidente Rosario Crocetta. Dimissioni ormai nell’aria, che arrivano al termine di una conferenza stampa convocata dallo stesso Bianchi per fare chiarezza. Un’opportunita’ per rivendicare quanto finora fatto dall’esecutivo e per sottolineare anche che, “nonostante i buoni risultati conseguiti in questo primo anno di Governo, ancora molto altro resta da fare”. Bianchi parla di azioni che “richiedono tempi rapidi” ma “che sono disallineati con quelli della politica”. E proprio avvertendo questo impasse, fa riferimento ad “un’azione appesantita” da un dibattito politico impegnato sul rimpasto di giunta “invece che sulle reali problematiche della Regione”. Poi, lo stop di ieri all’Ars al dl pagamenti. Tutti segnali di stallo, che hanno convinto l’Assessore a mettere la parola fine al suo incarico: “Io mi fermo qui – dice -, nessuno e ‘ indispensabile. Non vado via contro nessuno”. La conferenza stampa affollata anche da esponenti politici come il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi, l’assessore al Turismo Michela Stancheris, e’ stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di un anno di attivita’ ed una linea netta di demarcazione sulla prima fase dell’esecutivo che ha visto conseguire in tempi rapidi dei risultati e poi una successiva fase di galleggiamento andata avanti finora.   “Il lavoro fatto e’ stato un lavoro importante che ha potuto contare su una lunga fase di consenso – sottolinea Bianchi -. Partivamo da un disavanzo strutturale che oscillava tra i due miliardi del 2011 e 1,5 miliardi del 2012, il rating era in picchiata con la permanenza di un outlook che voleva dire una prospettiva di peggioramento per il futuro”. Questo il punto di partenza per Bianchi, che non teme di definire “oltre il baratro”. E partendo proprio da qui, l’assessore ha illustrato alcuni dei risultati raggiunti: “Il disavanzo strutturale e’ stato ridotto di un miliardo di euro, e’ stata ridotta di 800 milioni la spesa corrente nel 2013 ovvero del 6% e c’e’ una riduzione programmata nel 2014 di un miliardo. Abbiamo fatto questo cercando di non incidere sui trasferimenti sociali e cercando di ridurre gli sprechi”. “Abbiamo ridotto la spesa sui forestali, abolito la tabella H introducendo il sistema dei bandi – sottolinea -. Azioni che hanno ricevuto il consenso dei gruppi parlamentari, della societa’ e della politica. Abbiamo avviato anche un percorso di riforma delle partecipate”. Risultati che per Bianchi sono anche sul piano della credibilita’ “il rating dopo tre downgrade si e’ stabilizzato e abbiamo migliorato l’outlook da negativo a stabile ed azzerato l’indebitamento regionale”.   Una serie di passi compiuti che l’Assessore dimissionario rivendica cosi’ come quelli che invece, proprio recentemente, hanno cominciato a far vacillare il consenso sul Governo regionale, non ultima la manovra finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato che Bianchi “rivendica” vedendo nell’impugnativa “un momento di rottura”, “un ingiusto stop a quanto finora fatto, che ci ha costretti ad una manovra correttiva diversa, un documento comunque che io considero incompleto”. Da qui l’attenzione si sposta all’oggi e allo stop all’Ars al dl pagamenti per le imprese, ritenuto “punto di forza sui tavoli nazionali”: “Su dl pagamenti si e’ portata avanti una battaglia demagogica – dice -. La mancata approvazione costera’ a tutti i cittadini siciliani ed ha dimostrato la nostra debolezza a rappresentare in realta’ come stanno le cose”. Una caduta che ha trovato il Pd in qualche modo complice, infatti, per Bianchi “trascurare un passaggio fondamentale come questo, perche’ impegnati in legittime discussioni sul rimpasto, ha rappresentato un passo falso”. Da qui la decisione di lasciare “non per un altro incarico. Ritorno al lavoro che ho sempre fatto. Mi sono sentito profondamente irritato da quanti hanno detto che il mio andare via fosse subordinato al trovarmi un altro incarico”. (ITALPRESS)

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