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Terme di Acireale a rischio chiusura


L’articolo su CtZen

Terme di Acireale ancora a rischio chiusura- M5s: «Siamo pronti per opporci in Regione»

Gestione fallimentare annosa dal punto di vista economico, amministrativo e strutturale caratterizzano le terme della cittadina in provincia di Catania. Riaperte da circa sei mesi e guidate dal commissario liquidatore nonché assessore comunale etneo Luigi Bosco, rischiano a breve di essere di nuovo chiuse. Ma il Movimento 5 stelle non ci sta e fa appello alla Regione

terme interna

Le Terme di Acireale sono un fiore all’occhiello del territorio o una zavorra di cui è meglio disfarsi? Decisamente convinti della prima ipotesi sono il commissario liquidatore Luigi Bosco – nonché assessore ai Lavori pubblici dell’amministrazione catanese guidata da Enzo Bianco – e la deputata all’Ars del Movimento cinque stelle Angela Foti che ha organizzato ieri un incontro per parlare della situazione delle terme acesi. Aperte parzialmente al pubblico da poco più di sei mesi, soffrono di una annosa e disastrosa amministrazione che ha mal gestito ogni tipo di risorsa. Inliquidazione da tempo, sono destinate ad essere definitivamente chiuse secondo quanto stabilito dalla legge sulla dismissione delle aziende partecipate. Pronti però alcuni emendamenti del Movimento cinque stelle regionale.

Convinti delle grandi potenzialità delle terme di trasformarsi in volano per l’intero territorio sono soprattutto i cittadini che dal 2010 – «anno della chiusura immotivata delle terme da parte del commissario liquidatore Margherita Ferro (predecessore di Bosco, ndr)», spiega il portavoceSalvatore La Rosa – si sono costituiti in comitato. «La struttura è in vendita da circa dieci anni ma, contro ogni logica, l’hanno sempre lasciata degradarsi», denuncia La Rosa. Il motivo, secondo il rappresentante dei cittadini, è semplice: dipende tutto dalle mire speculative private. «L’obiettivo è chiaro – afferma – dismettere tutto per favorire le convenzioni con i privati e speculare su terreni e proprietà immobiliari. Svendere cioè, non vendere, ma non glielo permetteremo», promette.

Difficile la situazione soprattutto dal punto di vista economico, ma anche strutturale e strumentale. Esiste infatti un deficit di bilancio dovuto a diverse gestioni fallimentari, di molti milioni di euro. Basti pensare che solo per il biennio 2011-2012 sono circa quattro milioni e mezzo gli euro di deficit, «due milioni e settecentomila circa nel 2011 e un milione e 800mila nel 2012», dice Bosco. Nonostante in questo periodo il servizio termale non sia stato erogato, infatti, sono rimaste attive alcune spese fisse o già concordate da onorare. L’albergo Excelsior Palace Terme così come il Centro polifunzionale, inoltre, sono chiusi e inutilizzabili perché sottoposti apignoramento da parte della banca Unicredit. La causa è il mancato pagamento del mutuo da parte delle gestioni precedenti. «Stiamo cercando di negoziare con la banca perché ci dia il via per avviare il bando per una nuova gestione privata così da renderlo produttivo», dichiara Bosco.

«Per recuperare il deficit, adesso meno di un milione di euro, ho eliminato alcune consulenze esterne – aggiunge –  Ma soprattutto ho chiesto e ottenuto dal governatore Rosario Crocetta di rimettere in moto la macchina, almeno nelle sue funzioni minime, per mantenere il valore della struttura e cercare di fare anche degli introiti». Così sono di nuovo attivi i servizi di inalazione e insufflazione e i fanghi. «Abbiamo registrato 20mila presenze mediche in sei mesi – afferma Bosco – Non sono molte, ma rappresentano un segnale importante perché ci fanno capire che non è necessario liquidare l’azienda. Con una amministrazione più attenta e aumentando i servizi, non solo si potrebbe facilmente raggiungere il pareggio di bilancio ma si potrebbe fare molto di più», afferma. «Uno dei nostri emendamenti chiede proprio questo», sottolinea Angela Foti. «Bocciato a gennaio, lo ripresentiamo perché l’atteggiamento della Regione è schizofrenico – dichiara – Non si può da una parte sostenere lo smantellamento con la chiusura delle utenze e dall’altro prevedere la possibilità di fare assunzioni stagionali, ad esempio».

L’emendamento comprendere anche il rimedio alla eventuale dismissione della società, a totale partecipazione della Regione. «Non solo vogliamo che le terme di Acireale siano inserite tra le partecipate strategiche in modo da potere accedere ai fondi europei  – spiega Foti – ma siamo convinti che la Regione debba fare del termalismo un asset strategico». La deputata Angela Foti ha inoltre pronto ancora un emendamento per chiedere una azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato il buco di bilancio. «Chi è responsabile deve dare conto e ragione del proprio operato, non si può rimanere impuniti», conclude.

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