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Angela Foti: le Terme devono rimanere a gestione pubblica


L’articolo tratto da Nuovo Sud

LA DENUNCIA DI ANGELA FOTI (M5S)

Terme di Acireale, debiti per 14 milioni e la Regione non le salva

Terme di Acireale, debiti per 14 milioni e la Regione non le salva

“Dopo aver avuto accesso agli atti, richiedendo specifici documenti societari e nonostante le inspiegabili resistenze dell’ufficio regionale che rappresenta il socio, la Regione Sicilia, appunto, siamo riusciti ad ottenerli. Dalle carte è emerso un quadro economico e di bilancio desolante. La Società Terme di Acireale SpA con Socio unico in liquidazione, in particolare l’esposizione debitoria della società ad aprile del 2013 ammonta complessivamente a 13,954 milioni di euro, dei quali oltre 8 milioni per debiti per mutui passivi in contenzioso e per gli interessi di mora maturati sugli stessi mutui (7,249 milioni di € e 988,48 mila €)”. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa la deputata all’Ars del M5s, Angela Foti.
“Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi Portavoce all’ARS, ha presentato durante la sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio 2014, due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società della Terme (Terme di Acireale S.p.A in liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione, i quali nonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità, a parole, del presidente della Regione Crocetta e dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi, non sono neanche stati discussi e votati ne in commissione bilancio ne in Aula. Le Terme di Acireale – ha detto Angela Foti – sono state artatamente fatte morire, lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento che mirasse alla razionalizzazione e riduzione dei costi di esercizio ed a un miglioramento dei servizi che le terme fornivano con il fine di rendere le Terme una società sana, capace sia di pagare i debiti che produrre utile. Sarebbero bastate due o tre azioni politico-amministrative come, ad esempio, l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, come da noi proposto, attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e permettere l’ammodernamento delle strutture specificatamente destinate ai servizi termali ed il recepimento della legge 323/2000 che prevede tutta una serie di azioni possibili per il rilancio del settore termale. Con questa pesantissima esposizione debitoria, al commissario liquidatore non resta che (s)vendere il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti, in mancanza di un intervento deciso da parte del socio unico della società cioè la Regione Sicilia nella persona del suo Presidente, per la ricontrattazione del debito e lo stanziamento successivo delle necessarie risorse economiche. Dai documenti che abbiamo studiato ed in particolare dai verbali dell’assemblea dei soci, la Regione ha chiesto nel 2011, ai liquidatori della società di verificare se ci fossero delle responsabilità degli amministratori della società in carica dal 2006 al 2009. È stato incaricato così un professionista terzo a svolgere gli studi del caso sulla questione, il quale ha prodotto e consegnato, nel luglio 2012, un parere legale sulle eventuali responsabilità degli amministratori delle Terme in carica dal 2006 al 2009, dal quale risulta che sussistano validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato. Ad inizio Aprile 2014, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare con la quale interroghiamo il governo sul perché, nonostante ci fossero dei riscontri oggettivi sulle responsabilità degli amministratori della società, dal 2012 ad oggi non si sia fatta nessuna azione accertare le eventuali colpe.
Siamo convinti che la gestione pubblica delle Terme sia la soluzione migliore, ci rendiamo conto che la situazione debitoria è critica, per questo chiediamo che la Regione si impegni davvero per la ricontrattazione del debito evitando il pignoramento dei beni immobili che sono beni di tutti”.

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