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Crocetta: via gli sprechi dalle partecipate


l’articolo di Live Sicilia

rosario-crocetta

PALERMO – “Via gli sprechi dalle partecipate”. La nuova crociata del governo Crocetta è già partita. Nemmeno così nuova, a dire il vero, visto che la “chiusura di tutte le aziende mangiasoldi” era stata una delle prime (e in questo caso ancora non mantenuta) promessa del presidente. Ma adesso la nuova guerra alle società partecipate è stata innescata anche dall’ultima relazione della Sezione di controllo della Corte dei Conti. Presentata all’Ars qualche giorno fa. E contenente numeri e dati imbarazzanti: oltre 7.300 persone impiegate in queste aziende (quasi la metà del numero complessivo in Italia), quasi tutti i bilanci in rosso e costi esorbitanti (circa un miliardo di euro in quattro anni)

Costi per la stragrande maggioranza dovuti proprio al personale. Che fare di questi dipendenti? Il governo sembra voglia riproporre nella prossima Finanziaria alcune norme cassate pochi mesi fa dal Commissario dello Stato. L’obiettivo è quello di ridurre, fare “sgonfiare – spiega il governatore – il numero di questi dipendenti”. E qualche idea, tra l’altro, è in perfetta sintonia con quanto suggerito recentemente dal responsabile Welfare del governo Renzi, cioè Davide Faraone. Che ha, di fatto, sostenuto che sia giunta l’ora, in Sicilia, di dire addio “all’assistenzialismo e agli stipendifici”.

Così, governo regionale e governo nazionale potrebbero lavorare insieme per risolvere il problema dei lavoratori delle società e in generale del precariato siciliano. “Basta – dice infatti Crocetta – con le liquidazioni infinite, con le società che continuano a garantire ai direttori generali stipendi allucinanti. Le chiuderemo tutte. E per questo abbiamo creato l’Ufficio unico per le liquidazioni”. Uno strumento, a dire il vero, previsto già da una delibera di giunta del novembre del 2012. Due settimane dopo l’insediamento del governatore, quando Crocetta aveva delineato una serie di interventi per la riduzione della spesa. Meglio tardi che mai, insomma.

Ma l’altro strumento-chiave sarà quello dell’albo unico dei lavoratori delle Partecipate. “I dipendenti delle società che verranno liquidate – spiega Crocetta – confluiranno in questo bacino. A quel punto, verificheremo – agigunge – l’eventuale fabbisogno delle società che rimangono in piedi. E in quel caso i lavoratori verranno assorbiti. Chi rimarrà in esubero? A quel punto ci dovrà dare una mano il governo nazionale. In pochi mesi contiamo di far sgonfiare di molto il fenomeno”. Anche perché l’esecutivo starebbe pensando a “meccanismi di prepensionamento – prosegue Crocetta – che accompagneranno i dipendenti fuori dal mondo del lavoro”. E qualcuno, però, dovrà essere accompagnato, quantomeno, fuori dal settore pubblico. E anche in questo caso, il governo ha deciso di riproporre alcune norme inizialmente previste nella Finanziaria impugnata dal commissario. “Abbiamo inserito – dice il presidente – nuovamente la norma che prevede incentivi per tutti quei privati che, in caso di appalti e forniture pubbliche, facciano ricorso almeno per una quota del 20% di lavoratori del bacino unico. Con assunzioni a tempo indeterminato. Pensiamo a incentivi triennali per tutti quegli imprenditori che utilizzeranno i lavoratori in esubero dalle Partecipate”.

Insomma, il problema dei problemi, cioè quello del personale, potrebbe essere risolto – nelle intenzioni del governo – attraverso questi strumenti. Ma il sistema, spiega Crocetta, sarebbe virtuoso anche per altri motivi: “La chiusura delle società – spiega – comporterà il risparmio di affitti, di costi di gestione, di maxi stipendi e anche di questi liquidatori che, quando si siedono, non se ne vogliono più andare”.

E ovviamente, ecco la lotta agli sprechi. Ai costi. “Saranno azzerati – ha annunciato Crocetta – gli aumenti percepiti da tutto il personale, illegittimamente decisi in contrasto con la normativa, per effetto della cosiddetta progressione verticale, cioè avanzamenti di livelli retributivi che non potevano assolutamente essere concessi poiché equiparati a nuove assunzioni dalle leggi vigenti. È una vicenda aberrante quella delle partecipate, dove diversi amministratori – continua Crocetta – più che pensare al bene pubblico, hanno continuato a perpetrare una finanza allegra, incurante degli interessi pubblici e delle effettive finanze della Regione. Le progressioni verticali realizzate sono un numero veramente spaventoso, ed entro una settimana la Regione – conclude il presidente – sarà in condizione di pubblicare il dossier elaborato dal gruppo ispettivo interno che verrà inoltrato anche alla Procura della Corte dei Conti”. Un dossier di cento pagine, ha annunciato il governatore. Cento pagine per raccontare lo scandalo dei carrozzoni mangiasoldi.

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Una risposta »

  1. crocetta dice sempre che abbatterà gli sprechi e gli esuberi del personale delle partecipate in Sicilia e di fare però a sua volta un elenco dove mettere gli impiegati in esubero che a sua volta li deve impiegare dove??? forse nella regione e cosa ci ha concluso dove è il risparmio?? e poi chi ha fatto queste 2600 assunzioni ultimamente alla regione, c’è una norma che prevede sanzioni pesantissime da parte della corte dei conti per chi fa assunzioni nella regione Sicilia. già in precedenza hanno condannato persone.

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