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Incontro tra l’on.Foti e l’assessore Agnello per decidere sulle Terme


articolo tratto da Tweetpress

INCONTRO TRA ANGELA FOTI (M5S) E ROBERTO AGNELLO (ASS. AL BILANCIO) PER DECIDERE SULLE TERME DI ACIREALE

Incontro tra Angela Foti (M5S) e Roberto Agnello (Ass. al Bilancio) per decidere sulle terme di Acireale

 

di Barbara Distefano

 Ieri mattina la deputata Ars del M5S Angela Foti ha incontrato l’assessore regionale all’economia Roberto Agnello per chiedere la revoca della liquidazione e inserire la S.p.A. Terme di Acireale fra le partecipate strategiche. Il M5S ha presentato alla Regione un progetto per includere il termalismo nella programmazione strategica regionale, in modo da consentire l’accesso ai fondi strutturali europei. «Il processo di privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca, avviato 12 anni fa – si legge nel testo del progetto -, ha avuto un esito fallimentare. Nello stesso tempo, le aziende termali private siciliane non riescono a esprimere le loro potenzialità. Ciò a causa dell’assenza di politiche per la valorizzazione del termalismo siciliano».

«La privatizzazione non c’è mai stata, – commenta l’attuale commissario Luigi Bosco – la società è a totale partecipazione della Regione. Quello che stiamo tentando è la via di una gestione privata di un bene che rimane pubblicoLa segreteria tecnica del presidente della Regione ha sotto mano un bando, in verità già esistente. L’ho portato io stesso alla presidenza della Regione. Il problema è di stabilire se questo bando conviene pubblicarlo subito o immediatamente dopo il passaggio in bonis. Per me è indifferente».

7.3 milioni di euro tra costi di gestione degli organi, consulenze e stipendi del personale è, secondo una recente indagine della Corte dei Conti, il prezzo che la Regione Sicilia paga ogni anno per mantenere in vita  le società partecipate in attesa di chiusura. «Il problema di mettere le società in un unico bacino gestito da privati non è facile. Pensare con troppa fretta a questo argomento non va bene», ha dichiarato Rosario Crocetta durante la conferenza stampa del 7 giugno. Ma la fretta, nel caso delle terme di Acireale, risale al 2010, anno in cui  la S.p.A. con socio unico che le gestisce venne messa in liquidazione. «Potevano essere vendute lo scorso anno, ma le condizioni non erano buone. Andavano svendute», ha proseguito il presidente, citando l’attuale gestione commissariale come esempio virtuoso e volano di ottimismo.

In effetti la situazione non era esattamente gloriosa a marzo 2013, cioè al momento dell’insediamento di Luigi Bosco come nuovo liquidatore. «L’ingegnere Bosco è riuscito a creare una situazione migliore» – commenta Angela Foti, deputata Ars del M5S – «Ma parlare di rilancio o di attività in positivo sarebbe eccessivo e strumentale, perché di fatto tutti i lavoratori delle terme (fanghini, addetti alle insufflazioni, eccetera), sono stati mandati a fare altre cose, in altri assessorati. Durante il mandato di Margherita Ferro, infatti, le terme erano state chiuse. C’è tra l’altro un’indagine della guardia di finanza, relativa al fatto che, pur essendo una partecipata in liquidazione, si sono fatte parecchie consulenze. Parecchie. Nel triennio 2009-2011 si è arrivati a un buco di 7.6 milioni di euro. Per Bosco si è posto il problema di riparare ai danni della chiusura, di ripulire tutti gli impianti, che erano rimasti spenti per più di un anno, e far ripartire una struttura ferma».

La Ferroassicura a tweetpress.it di non aver fatto altro, a suo tempo, che obbedire alle indicazioni dell’Ars: «le terme furono chiuse per essere messe in sicurezza. Nel 2010 la società era stata messa in liquidazione e, secondo il titolo V del quinto libro del codice civile, in regime di liquidazione la società non può fare azioni di rilancio, ma solo occuparsi di tutelare l’esistente». E aggiunge che durante il suo mandato «non si è creato alcun buco».

Dal canto suo, Luigi Bosco, attuale Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Catania, ammette la difficoltà del panorama deficitario all’inizio del mandato della Ferro, e afferma di aver egli stesso fatto il possibile davanti a una situazione di bilancio in grave perdita: «continuare a lasciare chiuse le terme avrebbe mandato tutto in rovina, ma si resta pur sempre in regime liquidatorio. Stiamo cercando di ridurre il passivo. Non ho i dati a portata di mano, ma se venisse dato in gestione l’hotel Excelsior sfioreremmo il pareggio. È in corso una trattativa con l’Unicredit ed è stato presentato un piano industriale».

Dalla sezione “Amministrazione trasparente” dedicata a Terme di Acireale S.p.A. società in liquidazione sul sito della Regione (aggiornata al 28/03/2014) risulta che il bilancio 2012 è «in fase di approvazione, ma altre testate pubblicano anche i dati 2013. Bosco assicura, comunque, che nel 2012 le perdite si sono ridotte.

In merito all’interrogazione parlamentare presentata dal M5S per chiedere un’’azione di responsabilità nei confronti di sindaci e amministratori in carica presso la Terme di Acireale S.p.A. negli anni compresi dal 2006 al 2009, Bosco dichiara di aver passato le carte al suo legale e di voler mantenere un atteggiamento di prudenza: «non desidero che quella che di fatto sarebbe un’azione di tutela nei miei confronti diventi un capo d’accusa per gli altri».

Sta di fatto che la quantità di cure che le terme di Acireale possono erogare in questo momento, secondo quanto riferito dalla Foti, è minima: «20 cabine con un solo operatore. Le prenotazioni oggi arrivano a novembre. La situazione è drammatica. Le terme non riescono a fare accoglienza. Ad essere aperti sono solo gli impianti di Santa Caterina, l’hotel Excelsior e il centro polifunzionale sono pignorati. Nel 2011 il gestore dell’ex pastificio Leonardi non pagava l’affitto, e la Regione lo ha chiuso, piuttosto che trovare un nuovo gestore».

Foto tratta da: Terme di Acireale 

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Una risposta »

  1. Ing Bosco ,dia una lettura ai decreti economici degli ultimi 5 anni,si accorgerà come la risposta al problema delle terme di Acireale non sta negli improbabili finanziamenti europei ma nei progetti di valorizzazione degli immobili pubblici esistono già fondi immobiliari creati dalla legge per la soluzione.Certo non si tratta di operazioni semplici perchè bisogna entrare nel sistema del partenariato pubblico privato(PPP) ed in particolare in quello di tipo negoziale
    Per fare ciò la prima cosa da fare per la PA è abbandonare il suo “ius imperii” per approdare a convenzioni di tipo privatistico ,come previsto dalla legge
    La soluzione del problema delle terme di Acireale esiste senza esborsi finanziari della regione,basta un accordo di programma ed aprire all’intervento dei privati con i fondi immobiliari. Distinti Saluti FRANCESCO PICCIRILLO. http://www.codis.it

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