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La Regione vende tutto, comprese le Terme


dal sito di Tp24

La Regione venderà le quote dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Trapani-Birgi. Il governatore Rosario Crocetta ha annunciato di voler disfarsi delle partecipazioni regionali per fare cassa. Tra queste ci sono anche le quote dell’Airgest, comprate a un prezzo irrisorio nel settembre 2013 dalla Provincia di Trapani in via di abolizione. La Regione Siciliana detiene circa il 49% dell’Airgest, ed è socia di maggioranza. Il piano di Crocetta prevede di vendere “quello che non serve” e le società “non strategiche”. “Metteremo sul mercato le quote nelle Terme di Sciacca e Acireale, in Unicredit, in Italkali, nell’aeroporto di Trapani e in tutte le spa che quando ci sono utili fanno fare affari ai privati e quando ci sono perdite chiedono soldi alla Regione”, ha detto il governatore. Sull’Airgest Crocetta ha spiegato che la Regione aveva “rilevato un pacchetto azionario per aiutare la società ma adesso, viste anche le richieste che arrivano dal mercato privato, le lasceremo”. Con la cessione delle quote della Regione l’Airgest passerebbe quasi totalmente in mano ai privati. Restano le quote della Camera di Commercio.
In mezzo c’è l’accordo di co-marketing che dovrebbe servire a non far andare via dal Vincenzo Florio la compagnia low cost irlandese Ryanair. Accordo siglato tra l’Airgest e la Ryanair.L’Airgest già versa una quota a Ryanair (tre milioni e quattrocentomila euro l’anno), altri due milioni li dovrebbero mettere i Comuni, che però hanno serie difficoltà. L’accordo di co-marketing della coalizione dei Comuni è di 2 milioni di euro per 3 anni e si affianca ad un altro accordo di co-marketing che riguarda l’Airgest e che è di 3 milioni e 400 mila euro, anche in questo caso si tratta di un’intesa triennale. Società di gestione e coalizione dei Comuni hanno a che fare con «AMS», che sta per «Airport Marketing Services» e si occupa del marketing della compagnia aerea irlandese.
E sta alla Camera di Commercio di Trapani raccogliere i soldi dai comuni per girarli all’AMS. Ad oggi però sono arrivati soltanto 508.500 euro, dei 2 milioni previsti. La quota di ogni singola amministrazione è stata divisa in quattro tranche annuali. Finora hanno pagato solo 9 comuni su 24. Erice ha versato 50 mila euro su 120 mila. Favignana 40 mila euro su 160 mila. Castellammare 30 mila su 120 mila. San Vito Lo Capo 40 mila euro su 160 mila. Buseto Palizzolo e Paceco 10 mila euro su 20 mila ciascuno. Paceco 7.500 euro su 30 mila. Valderice 20 mila su 90 mila euro. Il piccolo comune di Poggioreale ha versato mille euro su 5 mila. Anche la Camera di Cmmercio ha versato la sua quota, pari a 300 mila euro. Tutti gli altri niente. Si aspettano soprattutto Marsala e Trapani, che devono versare la cifra maggiore, 300 mila euro a testa. In questi giorni nei comuni dovrebbero essere approvati i bilanci con le somme previste per la Ryanair. La compagnia intanto sta diminuendo i voli, molte tratte sono state cancellate, e gli aerei che fanno base a Birgi scenderanno a 2. La cosa ha suscitato le proteste degli operatori turistici, che vogliono maggiori garanzie da un accordo che doveva avere l’obiettivo di rilanciare l’aeroporto di Trapani-Birgi. Accordo è ai limiti della legalità. Se ne è accorto anche il deputato regionale ed ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio definendolo “borderline”. A Trapani intanto vogliono fare un consiglio comunale straordinario per parlare del Vincenzo Florio.

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