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Piano Baccei: rimangono in vita le Terme di Sciacca e di Acireale


L’articolo di Repubblica.it

Tagli alle pensioni e agli stipendi di regionali e forestali. Scure su permessi sindacali e congedi. Blocco dei doppi incarichi per i dirigenti generali, stop agli aumenti contrattuali per tutti i 15 mila dipendenti di Palazzo d’Orleans. Sul fronte dei costi della politica, riduzione del numero dei consiglieri comunali per equiparare la Sicilia al resto d’Italia, con Palermo, ad esempio, che scenderebbe da 50 a 40 eletti. Ancora, tagli alle società partecipate e ai contratti per i servizi di trasporto marittimo e su gomma. E, per incrementare le entrate, non solo la cessione a Comuni e privati di pezzi di demanio regionale, ma anche la possibilità per il Corpo forestale di fare multe all’interno di parchi e riserve naturali.

Dal personale all’ambiente, sono decine i settori toccati dal gran- piano di riforme presentato dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei al governatore Rosario Crocetta. Trenta pagine fitte di norme che vuole Palazzo Chigi per avviare, dopo il varo di questi provvedimenti, il tavolo di trattativa sul buco da tre miliardi di euro nei conti di Palazzo d’Orleans. La bozza, definita «riservata», è trapelata. Ecco quali sono i punti principali.

LA SCURE SUL PERSONALE
Un comparto nel mirino è certamente quello del personale diretto e indiretto dell’amministrazione. Previsto lo stop al turnover dei forestali e la riduzione del 20 per cento del comparto antincendio: in soldoni, questo significa che 1.500 addetti diventeranno forestali semplici e si vedranno ridurre la retribuzione di almeno il 10 per cento. Risparmio previsto, 30 mide lioni di euro. Per gli altri 20 mila forestali nessun obbligo di raggiungimento delle giornate minime. Riguardo al Corpo forestale, prevista l’eliminazione dell’indennità di polizia, che rimarrà solo per gli addetti effettivamente impegnati in indagini giudiziarie. La scure cadrà poi sui 1.800 dirigenti regionali: previsto il taglio del 30 per cento delle poltrone, salteranno quindi 600 incarichi. Sarà abolita la clausola di salvaguardia che consente ai dirigenti che vengono “demansionati” di ricevere per tre anni lo stipendio precedente. Per i contratti dei dirigenti, non rinnovati dal 2007, e per quelli del comparto, non rinnovati dal 2009, non ci sarà alcun aumento di stipendio.

Le pensioni, dal 1° gennaio 2015, saranno calcolate «secondo la disciplina statale». Per i permessi sindacali e retribuiti, il calcolo non verrà più fatto a giornate ma solo a ore. Inoltre «i permessi particolari per motivi familiari o personale » non potranno essere più di tre all’anno e il congedo parentale «avrà lo stesso trattamento economico degli statali del comparto dei ministeri». Quanto ai gabinetti degli assessori, previsto il taglio del 20 per cento dei componenti, ma solo «dalla prossima giunta». Anche questa è una norma che farà di- scutere, visto che salva tutti gli attuali “gabinettisti”.

ENTI, SOCIETÀ ED ENTRATE
In vita rimarranno solo undici società: Irfis, Parco scientifico e tecnologico, Mercati agroalimentari, Terme di Sciacca e di Acireale, Seus 118, Sicilia e-Servizi, Sas, Ast, Siciliacque e Riscossione Sicilia, se quest’ultima non sarà nel frattempo affidata a Equitalia. I compensi degli amministratori scenderanno da 50 a 40 mila euro all’anno per i presidenti dei cda e da 25 a 20 mila per gli altri componenti. L’unica eccezione allo stop alle assunzioni riguarda il Parco scientifico e tecnologico che, con risorse non regionali ma proprie, potrà fare nuovi contratti: a guidare la spa, fanno notare dal fronte governativo, è il renziano Roberto D’Agostino.

Gli Istituti autonomi di case popolari saranno soppressi. Per incrementare le entrate, prevista la possibilità per i concessionari di demanio pubblico morosi di sanare la propria posizione senza interessi aggiuntivi. I parchi e le riserve naturali potranno istituire un ticket ma, soprattutto, il Corpo forestale potrà «irrogare sanzioni amministrative» con conseguente incasso alla Regione.

BUROCRAZIA ED ENTI LOCALI
Sul fronte della burocrazia prevista la semplificazione delle autorizzazioni ambientali, con la nascita di una commissione tecnica di «alta specializzazione» e lo stop della certificazione per una serie di pareri: ad esempio, la Vas non sarà necessaria «per modifiche di destinazione di aree inferiori a 10 ettari », purché non ricadano in aree protette. Sul fronte dei costi della politica, prevista l’equiparazione al resto d’Italia per il numero dei consiglieri comunali: Palermo dovrà scendere da 50 a 40 consiglieri, le città con più di 250 mila abitanti, cioè Catania, da 45 a 36. E, ancora i Comuni superiori a 100 mila, come Messina, dovranno avere 32 consiglieri, quelli superiori a 30 mila abitanti solo 24. Previsti 16 consiglieri per gli enti locali superiori a 10 mila abitanti, 12 consiglieri per quelli con una popolazione superiore ai 3 mila, 10 per i centri sotto questa soglia.

Insomma, una rivoluzione voluta fortemente da Palazzo Chigi e che, c’è da giurarci, incontrerà più di una resistenza all’Ars e non solo. La tensione su questa bozza è già alle stelle.

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