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Terme di Acireale a rischio di chiusura definitiva. Il liquidatore Bosco sollecita la Regione Siciliana

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L’articolo pubblicato sul n.12 anno X del settimanale I Vespri

Terme di Acireale a rischio di chiusura definitiva. Il liquidatore Bosco sollecita la Regione Siciliana

A Sciacca le Terme hanno chiuso, per decisione del socio unico (la Regione) che ha imposto al liquidatore la sospensione dell’attività. Ad Acireale ciò non è ancora avvenuto formalmente, ma nella sostanza è la stessa cosa. Non c’è liquidità necessaria per far fronte ai pagamenti correnti, a cominciare dalle bollette. I soldi non arrivano né dal socio unico (la Regione) né dalla monetizzazione delle prestazioni erogate. Se è vero, infatti, che l’ASP deve alle Terme di Acireale qualcosa come 200.000 euro a fronte dei servizi prestati in regime di convenzione, è anche vero che alla liquidazione delle somme non si può provvedere perché ci sono debiti pregressi nei confronti dell’Erario non onorati per circa 1.600.000 euro, somma sulla quale l’ASP fino a concorso dell’ammontare può rivalersi, come prevede la legge. Siamo arrivati, insomma, al capolinea. A fine gennaio, il liquidatore ha scritto sia al Presidente Crocetta che all’Assessore regionale all’Economia, sollecitando l’immediata attivazione delle procedure per la privatizzazione, cioè per la pubblicazione del bando per l’affidamento ai privati della gestione del complesso idrominerale delle Terme di Acireale. Una lettera dai toni anche duri, poiché l’ing. Luigi Bosco ha segnalato la presenza di azioni ostative ad un rilancio delle Terme. Ha parlato di inerzia degli apparati regionali, di lettere anonime inviate ad Enti con i quali le Terme hanno rapporti, ha fatto cenno ad una particolare aggressività nelle routinarie attività dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, n.d.r.) competente per le attività di monitoraggio e controllo degli stabilimenti termali. Il liquidatore ha rappresentato più volte all’Assessorato all’Economia l’entità del fabbisogno finanziario necessario per portare a compimento la liquidazione, ma finora non ha avuto risposte anche perché, nel balletto delle dichiarazioni ora rassicuranti ora sconfortanti sul futuro del termalismo pubblico in Sicilia, è sicuro che la Regione non scucirà più un euro. Non resta dunque che portare a termine la liquidazione, finora svoltasi in regime di continuità e non di scioglimento; ma l’ing.Bosco ha pure puntualizzato che potrebbe chiedere alla Regione l’autorizzazione a dismettere i cespiti sociali, anche al fine di evitare ulteriori aggressioni da parte dei creditori della società.  Del resto, è utile ricordarlo, per ogni giorno che passa infruttuosamente il liquidatore si assume forti responsabilità, anche sul piano giuridico. Non sta scritto da nessuna parte infatti che la società Terme di Acireale, per quanto pubblica, non possa essere fallibile. In altri termini, nessuno impedisce al liquidatore di portare i libri al Tribunale e chiedere l’avvio di una procedura concorsuale, anche perché ormai i debiti sovrastano la gestione e, anche per effetto di scelte non oculate compiute in passato, c’è seriamente il rischio che vengano intaccati i beni aziendali, a cominciare dagli immobili. Tra l’altro, ad aprile è fissata l’udienza giudiziaria per il contenzioso con Unicredit per il mancato pagamento delle rate di mutui accesi per la costruzione dell’edificio polifunzionale e dell’Excelsior Palace Hotel. Non si sa come andrà a fine, nonostante la fitta interlocuzione che lo stesso liquidatore ha intrattenuto fin dall’inizio del suo mandato con la banca che, da parte sua, si è resa disponibile ad una transazione e alla possibilità di inserimento nel bando di un piano di ammortamento agevolato per la chiusura del debito. Detto in termini meno tecnici, Unicredit è pure disponibile che del pagamento del debito residuo si faccia carico il gestore privato individuato con il bando, anche con un piano di ammortamento che addolcisca la pillola avvelenata. Insomma, la vicenda è veramente complessa e il serafico atteggiamento dell’ing.Bosco, pronto a discutere con tutti e attento a non gettare benzina sul fuoco, potrebbe non bastare più anche perché il liquidatore ha perso la pazienza diverse volte nell’interlocuzione con i burocrati della Regione Siciliana. I quali, è doveroso dirlo, fanno il loro lavoro, ovvero far camminare le carte, come si dice in gergo politichese, ed evitare che loro stessi si assumano pesanti responsabilità nell’omissione del compimento di determinati atti. Così, ad esempio, mentre la politica dichiara gongolante che presto si approverà il bando, la burocrazia regionale ha bisogno di attendere gli esiti del contenzioso con Unicredit prima di stabile cosa scrivere nel bando. Dunque, ragionevolmente, non se ne parlerà prima della fine del mese prossimo.

Di questi e di altri problemi si è discusso ad Acireale domenica scorsa alla conferenza programmatica di Cambiamo Acireale, una sorta di mini Leopolda con tanti tavoli tematici voluta dall’on.Nicola D’Agostino che, oramai traghettato al PD, ne ha adottato i modelli partecipativi nella analisi e discussione dei vari temi politici che interessano la gestione del territorio e della comunità. Uno dei tavoli tematici domenica scorsa era proprio su Terme e Smart City, coordinato dal consigliere comunale e capogruppo di Cambiamo Acireale Giuseppe Ferlito, che ha ascoltato attentamente le proposte, i suggerimenti e le riflessioni di una ventina di professionisti e cittadini, impegnandosi poi a fare un documento di sintesi che proporrà al Consiglio Comunale. Era presente pure il Forum permanente sulle Terme di Acireale che, promosso dal Lions Club, si occupa da giugno del 2011 di seguire le sorti degli stabilimenti termali cittadini. Si è discusso di tutto, anche perché le Terme solleticano sempre quel desiderio degli acesi di riscattarsi dalle angherie subite per tanti anni dalla burocrazia regionale e da una politica, compresa quella locale, che si è distratta, si è lasciata condizionare dalle carte, e non ha capito realmente fino in fondo la natura del problema. Qualcuno ha ricordato che, nella vicenda del pozzo concesso in comodato d’uso gratuito alla SOGIP, le Terme hanno fatto un regalo alla municipalizzata che si occupa di acqua e gas nel territorio. Qualche altro ancora ha ricordato che molte aree interne agli immobili di proprietà delle Terme sono state concesse gratuitamente, o a prezzi irrisori, a privati e associazioni. Per il Forum, il problema è triplice. Di contenitore, di contenuto e di contesto. Mentre il contenitore va in liquidazione, sul contenuto è rilevante capire cosa la Regione scriverà nel bando e cosa vorrà fare il privato. Il contesto invece è il territorio e sulla sua programmazione e gestione, anche in ottica di smart city, è fondamentale capire cosa vorrà fare l’amministrazione Barbagallo e con essa l’intero consiglio comunale

Saro Faraci

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