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Terme: lotta contro il tempo non depauperare il patrimonio

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dal settimanale I Vespri (anno X, n.14, pag.7)

Terme di Acireale sono in agonia. Lenta ed inesorabile verso la chiusura e la cessazione delle prestazioni specialistiche. Non c’è liquidità per pagare le spese correnti. Il bilancio al 31.12.2013, appena approvato ma ancora non pubblicizzato sul Registro delle Imprese della Camera di Commercio, registra ricavi per poco più di qualche centinaio di migliaia di euro, una somma irrilevante per far fronte alle spese correnti e ai debiti pregressi. Pare che il liquidatore Luigi Bosco abbia chiesto al socio unico, cioè alla Regione Siciliana, la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere dell’approvazione di una possibile richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Catania, in pratica la prima tappa di una procedura concorsuale applicabile alle crisi d’impresa. La Regione per il momento prende tempo, anche perché è compito del liquidatore esperire prima tutti gli atti necessari per ristorare i creditori e restituire l’attivo residuo al socio. Ma il tempo incalza e il rischio di insolvenza si fa imminente. I debiti, lo abbiamo scritto anche nel numero scorso, rischiano di affossare definitivamente le Terme di Acireale. La Regione non intende più sborsare un euro, anche perché i solerti dirigenti regionali dell’Assessorato all’Economia non vogliono assumersi alcuna responsabilità contravvenendo alle indicazioni della Corte dei Conti che, nell’ultima relazione, è stata chiara: nessun trasferimento, nessun intervento di capitalizzazione è possibile dalla Regione verso le sue società partecipate quando sono decotte come le Terme di Acireale. Quindi è al liquidatore, l’ing. Luigi Bosco, che tocca trovare una possibile soluzione per conciliare due esigenze che, al momento, appaiono contrapposte: da un lato, preservare il patrimonio immobiliare delle Terme; dall’altro lato, creare le condizioni per una ripresa delle attività termalistiche. I quattrini per riavviare queste ultime non ci sono, anche perché il funzionamento degli impianti comporta costi ed uscite monetarie, quelle delle utilities innanzitutto, che non possono essere coperte con la monetizzazione dei ricavi correnti. Il patrimonio immobiliare, d’altro canto, risente della complessa vicenda con Unicredit. La banca ha assicurato la propria disponibilità a far includere, nell’imminente bando di privatizzazione, la cessione del debito al potenziale investitore interessato alla gestione; tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, perché entro settembre di quest’anno è necessario corrispondere oltre due milioni e mezzo di euro ad Unicredit per il pagamento delle pregresse rate di mutuo non onorate; se il debito non verrà saldato, anche ove fosse disponibile a farsene carico in futuro il nuovo gestore delle Terme, i due immobili – l’albergo Excelsior Palace e il centro polifunzionale – verranno messi all’asta. La faccenda del contenzioso con Unicredit e l’esercizio di alcuni diritti spettanti ai privati su terreni a Pozzillo e sull’ex stabilimento dell’acqua minerale ancora di proprietà delle Terme costituiscono tecnicamente le pregiudizievoli che stanno rallentando la stesura del bando, di cui si sta occupando l’advisor regionale Sviluppo Italia Sicilia. Se non si risolvono, anche in via transattiva, questi nodi, procedere alla stesura del bando, sulla falsariga di quanto avvenuto per Sciacca, sarà difficile. Occorre, insomma, un’azione di coordinamento straordinaria che può essere assicurata solo dalla politica, o dal liquidatore, o da un tavolo tecnico fra più attori istituzionali, compreso il Tribunale. La politica però tentenna ed esprime posizioni variegate e spesso contrastanti, come dimostrano i più recenti discorsi diametralmente opposti del Presidente Rosario Crocetta, dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei e dell’assessore al Turismo Cleo Li Calzi. Il liquidatore Luigi Bosco è sempre più solo e cerca sostegno politico per legittimare la propria azione a tutela del patrimonio. Il tavolo tecnico potrebbe essere a questo punto una soluzione intelligente per far dialogare da vicino Enti ed istituzioni che fino ad ora si sono confrontati soltanto con carte e missive. Un tavolo tecnico si terrà la prossima settimana. E’ stato deciso a Palermo nel corso di un incontro ristretto all’Assessorato all’Economia avvenuto martedì scorso. Vi parteciperanno l’ing. Luigi Bosco, il dott. Giuseppe Glorioso di Sviluppo Italia Sicilia, la dott.ssa Grazia Terranova dirigente dell’Ufficio Speciale per le Partecipate Regionali, il sindaco di Acireale ing. Roberto Barbagallo e l’on. Nicola D’Agostino che sta seguendo da vicino la vicenda. Sarà presente pure il Forum permanente delle Terme di Acireale, promosso dal Lions nel 2011, che dopo quattro anni dalla sua costituzione viene ufficialmente invitato dal primo cittadino di Acireale ad accompagnare la città nel confronto con l’istituzione regionale. Sono passati quasi tre anni da quando, nell’estate del 2012, Sviluppo Italia Sicilia esitò alla Regione Siciliana lo studio preliminare sulle Terme di Acireale e di Sciacca. Da lì si sarebbe dovuto procedere immediatamente alla pubblicazione del bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti idrotermali. Così non è stato per Acireale, mentre per Sciacca si è fatto, seppur con esiti negativi dato che nessuna manifestazione di interesse è pervenuta. I ritardi nell’emanazione del bando per Acireale sono principalmente legati alle pregiudizievoli già menzionate (a partire dal contenzioso con Unicredit) e dall’andamento sofferto della liquidazione che, nonostante la ripresa dell’attività, non ha prodotto i risultati sperati. Ai debiti verso la banca si assommano anche i debiti verso l’Erario (la Serit) e quelli nei confronti del Comune di Acireale. Si può provare ad immaginare una rateazione di questo monte debitorio così mostruoso, ma in che modo concretamente si potranno onorare le rate correnti del debito? E’ tutta qui la questione ed onestamente non è facile, seppur non impossibile, trovare una via d’uscita immediata. Bisogna lottare contro il tempo per scongiurare il rischio di non trovare più l’ex albergo Excelsior Palace nel patrimonio disponibile delle Terme. Senza quell’immobile, infatti, la gestione di tutto il resto risulterebbe meno appetibile ad eventuali investitori interessati.

 Saro Faraci

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