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Niente più acqua e luce. Terme di Sciacca in agonia.


TERME: ENEL E GIRGENTI ACQUE PRONTI A STACCARE LUCE E ACQUA. IMU, ICI E TARSU DA PAGARE PER 727 MILA EURO

Ecco la scottante situazione debitoria. Inutili gli 800 mila euro (che non sono arrivati) da dividere con Acireale. A giorni clamorose novità, difficile continuare le attività.

25/02/2015

Al lupo, al lupo, gridava il pastorello facendo accorrere inutilmente i pastori in suo aiuto. L’allarme, però, era uno scherzo; fino a quando il lupo arrivò davvero e i pastori, convinti del solito scherzo, non accorsero. Esopo docet. La favola lascia intendere la fine del pastorello. Con le terme, la storia non muta. E’ come rivivere la favola di Esopo.

Da anni si urla che le terme saccensi rischiano la chiusura. Sono accorsi politici, tutti gli assessore regionali al Turismo, ad iniziare da Fabio Granata, ma la situazione non è cambiata, non è migliorata, neanche con un ventaglio di promesse da manuale del buonista. Anzi, di volta in volta, la patologia delle Terme è peggiorata, si è acuita. Clinicamente non si può neanche dire che le terme vengano alimentate. La gravità della situazione si coglie anche con gli occhi bendati. Siamo stati sempre puntuali a scrivere sulle Terme, pubblicando con coraggio la verità. A iniziare dell’irreparabile errore imputabile all’ex assessore Fabio Granata. Quello di aver accelerato la nascita della Terme di Sciacca Spa sulla quale furono gravati tutti i debiti dell’Azienda Autonoma delle Terme.

La nuova società nacque senza soldi e con una montagna di debiti, nei confronti dei quali la Regione non poteva e non può intervenire, pena l’infrazione comunitaria sugli aiuti di stato. Non ci esaltò la notizia che l’Assemblea regionale approvò un articolo della finanziaria con cui si destinarono (sulla carta) 800 mila euro alle terme di Sciacca e di Acireale. Fummo critici, scettici. Elementi negativi che, però, si basano su riscontri oggettivi. E il tempo, come al solito, ci dà ragione. Criticammo quanti, con penna facile, sfornarono comunicati di “soddisfazione”. E tra questi, abbondano i politici. Ora tuffiamoci nella sostanza.

Quegli 800mila euro, da spartire con le terme di Acireale, non sono arrivati, né arriveranno. E se anche arrivassero, per assurdo, non servirebbero a nulla. Proprio a nulla. Siamo convinti che il liquidatore della Terme di Sciacca Spa non possa più continuare il suo cammino e che a breve potrebbe emergere qualche clamorosa novità. Carlo Turriciano ha una doppia veste, quella di Liquidatore (delibera Assemblea Soci Terme di Sciacca Spa del 26 agosto 2011), e quella di “gestore” provvisorio delle attività societarie (delibera Assemblea Soci Terme di Sciacca Spa del 5 agosto 2011).

La prima sta per essere ultimata essendo stati espletati quasi tutti gli adempimenti; la seconda rischia di terminare traumaticamente per impossibilità di proseguire le attività della società termale. Oggi, la situazione si è talmente aggravata, e non poteva essere diversamente, che non è possibile andare avanti nella gestione. Sono mancate tutte quelle condizioni necessarie. E’ mancata la benzina e la macchina si è fermata. Quei soldi che entrano bastano solo a coprire una minima parte dei costi.

Al 31 dicembre 2013, il bilancio è stato chiuso con una passività di 8.652.479 euro. Le attività societarie fanno incassare in un anno 2.100.000 euro quasi equamente distribuiti tra attività degli stabilimenti e del Grand Hotel delle Terme. Il personale comandato (21 unità) costa 857.205 euro; a questa cifra va aggiunta quella relativa ai cinquanta stagionali che vengono assunti da aprile a ottobre. Con queste cifre, immaginare di proseguire con le attività societarie è da folli. Ecco che la novità dei prossimi giorni potrebbe essere partorita proprio da questo tessuto assai debole. In tale quadro, Carlo Turriciano non sarebbe nelle condizioni di garantire la continuazione delle attività societarie. In parole povere significa: chiudo.

Già obiettivamente ed oggettivamente, la situazione contemplata dal contesto delle norme civilistiche imporrebbe alla figura del liquidatore la vendita dei beni immobili per far fronte alla situazione debitoria e anche la consegna dei libri contabili. E’ assai evidente che non c’è più tempo. L’emergenza e la gravità della situazione non consente il diluire dei tempi. Né è di conforto la prospettiva del famigerato bando di manifestazione per l’affidamento a terzi della gestione delle strutture termali. Ancora il bando deve essere pubblicato. Quando sarà pubblicato trascorreranno almeno 120 giorni per capire se vi sono proposte. In caso positivo (lo speriamo) fino a che il processo venga concluso passeranno non meno di due anni.

Un tempo troppo lungo per fronteggiare l’agonia della Terme di Sciacca Spa. Tra pochissimi giorni, l’Enel taglierà nuovamente la corrente elettrica, la Telecom i telefoni, la società idrica l’acqua. Riscossione Sicilia ha già messo in atto i provvedimenti di recupero percorrendo le vie giudiziarie per il recupero di Imu, Ici e Tarsu.

Questa la situazione debitoria più “scottante”: Tributi locali: € 727.167; Enel: € 408.000; Ici, Imu, Tarsu: € 727.166; Girgenti Acque: € 101.667; Ritenute d’acconto per il 2013 € 36.800; Rate Serit ed Agenzie Entrate € 270.758; Azienda Autonoma delle Terme € 1.074.744; Regione Sicilia € 4.813.000 Nessuno si illuda che i debiti vantati dalla Regione possano essere “cancellati” o “compensati”. Chi afferma ciò vive su Marte. Oggi, in buona sostanza, per aprire i battenti servono € 1.780.000 euro, subito.

Vi renderete conto che quella cifra di 800.000 mila euro (che difficilmente sarà erogata) da dividere con Acireale serve davvero a poco.

Al lupo, al lupo. La favola di Esopo è diventata una realtà. A poco servono le raccolte di firme, convegni, lettere al Presidente della Regione, passerelle di assessori.

Fonte: corrieredisciacca.it

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