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Archivi del mese: febbraio 2016

Una parola buona per salvare le Terme!


E’ la settimana decisiva che accompagnerà le Terme di Acireale alla Conferenza di servizi indetta dal Presidente della Regione Rosario Crocetta. E’ la settimana in cui la Città di Acireale è chiamata a far fronte comune, per dimostrare che alle Terme ci tiene. A quel tavolo siederanno sicuramente il Sindaco della Città e il Liquidatore delle Terme, ma tutta la Città può fare la propria parte. Non è più tempo di retorica fine a se stessa, di parole dette a vuoto, di risentimenti, di caccia alle responsabilità e alle colpe che si perdono nella notte dei tempi. E’ tempo di spendere una parola buona per salvare le Terme, al di là di tatticismi parlamentari, ragioni di convenienza elettorale e schieramenti partitici. Dopo l’on. Angela Foti, che si è spesa attivamente in commissione e in aula per aggiungere un importante tassello alla soluzione del problema delle Terme di Acireale (e con esse di Sciacca), è tempo che si facciano avanti i deputati nazionali e regionali che insistono sul territorio di Acireale per collegio elettorale o per residenza e provenienza. Da loro non ci aspettiamo più discorsi che tendano a colpevolizzare o dividere nè disimpegni tattici per convenienza, ma ci serve una loro parola buona perchè questa arrivi direttamente al tavolo tecnico e dia più forza e credibilità all’azione di chi si impegnerà per salvare le Terme di Acireale. A Palermo devono capire che tutta Acireale tiene alle Terme. In fondo, la classe politica è pure espressione della società civile e quest’ultima non può essere rappresentata unicamente dalla generosa azione del Forum permanente che, da sola e senza un ampio supporto cittadino, rimarrebbe soltanto una voce di dolore nel deserto.

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Terme di Acireale, non è il momento di starsene alla larga!


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A Dio piacendo, venerdì prossimo, il 4 marzo, si terrà la Conferenza dei servizi indetta dal Presidente della Regione on. Rosario Crocetta per discutere sul futuro delle Terme di Acireale. L’ha promesso l’altro giorno il Presidente, non appena è stato approvato l’art. 53 della legge di stabilità regionale che, su emendamento dell’on.Foti votato pure dall’on.Vinciullo in Commissione Bilancio, ha esteso ai liquidatori delle Terme di Sciacca SpA e Terme di Acireale SpA il potere di redigere il bando di privatizzazione. Si tratta di un tavolo tecnico dove converranno tutti i principali attori della vicenda: il Socio unico Regione Siciliana, il liquidatore, i principali creditori istituzionali. Un tavolo del genere avrebbe dovuto tenersi molto tempo fa, prima che si arrivasse all’ultima spiaggia. Meglio tardi che mai, però! Abbiamo più volte sottolineato, e lo ribadiamo ancora una volta in questo momento, che è necessario che la Città di Acireale faccia fronte comune e si presenti con le idee chiare al tavolo tecnico regionale. La questione NON è di esclusiva pertinenza della Regione Siciliana. E’ vero che la società Terme di Acireale SpA è una partecipata regionale, le cui azioni sono possedute dall’Assessorato al Bilancio; è vero che il patrimonio delle Terme, sia quello indisponibile che quello disponibile, è di proprietà della Regione; è vero che alla Regione, attraverso l’Assessorato al Bilancio, sono demandati alcuni importanti poteri: di nomina e di revoca dei liquidatori; di approvazione o bocciatura del bilancio d’esercizio; di monitoraggio e di controllo sull’attività dei liquidatori; è vero che alla Regione spettano mille altre prerogative in materia di concessioni minerarie, usufrutti, autorizzazioni e convenzioni sanitarie, etc. Ma è pur vero che le Terme non sono estranee ad Acireale, insistono sul loro territorio, fanno parte della storia di questa Città, costituiscono una risorsa che, se opportunamente integrata con le altre presenti, può far da volano per lo sviluppo economico, turistico e culturale di Acireale. Non è il momento di starsene alla larga. Lo diciamo alla società civile innanzitutto che sembra vivere solo di rimpianti, incapace di rimboccarsi le maniche, di tirare fuori nuove idee, pronta sempre a criticare, rimbrottare, accusare, cercare colpe e responsabilità che si perdono nella notte dei tempi; la società civile acese sembra aver tirato i remi in barca, mentre la barca sta affondando. Lo diciamo alla società politica, a tutti i livelli, dal Sindaco all’amministrazione, dai consiglieri comunali a chi fa politica per professione, ai parlamentari nazionali e regionali, a coloro i quali hanno titolo per intervenire. Lo diciamo pure a quella parte della societas professionale, imprenditoriale ed economica che sta guardando tutta la vicenda dall’esterno, o per completo disinteresse o per chissà quale aspettativa di piccolo orticello. Le Terme non sono unicamente una faccenda che vedranno nuovamente contrapposti venerdì 4 marzo a Palermo la inflessibile Dirigente dell’Ufficio Speciale per la Chiusura delle Liquidazioni, la dottoressa Grazia Terranova, e il tenacissimo liquidatore delle Terme di Acireale SpA, l’avvocato Gianfranco Todaro. Entrambi sono validi professionisti, l’una Delegante, l’altro Delegato, ma non sono acesi. Noi torniamo a rivolgerci agli Acesi. Non è possibile starsene alla larga, giocare sui tatticismi, sulle convenienze politiche, guardare più alle prossime tornate elettorali che al futuro della Città. Dunque, manca poco meno di una settimana. A ciascuno il suo compito. E’ il momento decisivo per tirare fuori gli attributi e mettere il Sindaco Roberto Barbagallo nelle condizioni di arrivare a Palermo con una “tonnellata di documenti” che testimoniano ai tecnici e ai dirigenti di Palermo tutto l’Amore di Acireale per le sue Terme. Non solo documenti amministrativi (come il piano di rientro dai debiti delle Terme di Acireale verso il Comune di Acireale che spetterà al Sindaco produrre), ma anche documenti politici (mancano ancora quelli del Consiglio Comunale) nonché documenti propositivi e di impegno della società civile. Ancora una volta, come ha fatto fino adesso e negli ultimi cinque anni, il Forum permanente per le Terme di Acireale non si tirerà indietro e consegnerà nelle prossime ore un documento indirizzato al Sindaco di Acireale e al Liquidatore delle Terme.

Terme di Acireale, in cinque punti i compiti di casa per tutti prima di andare a Palermo la prossima settimana


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La foto che riportiamo è tratta dall’archivio di Michele Ali, giovane professionista acese, fotografo per passione, indiscusso innamorato della città di Acireale. Ritrae l’ingresso delle Acque di Santa Venera e dei Bagni Termominerali dinanzi lo stabilimento di Via delle Terme che Agostino Pennisi di Floristella regalò alla città di Acireale nel 1873. I ricordi sono la “memoria del cuore”, una pagina mista di nostalgia e sentimento, ma rappresentano anche la storia e il passato. In questo caso di Acireale, una città profondamente mutata sul piano sociale ed economico, ma da sempre una città dell’ospitalità e a vocazione turistica. E’ arrivato il momento, oltre gli “amarcord” e i rimpianti, di rimboccarsi le maniche ed impiegare proficuamente i prossimi giorni, dato che manca una settimana alla Conferenza dei Servizi che il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta ha convocato a Palermo per riunire attorno ad un tavolo tecnico tutti gli attori più importanti della vicenda per trovare una via d’uscita all’impasse Terme. Non sarà facile, ma non è nemmeno impossibile. E, soprattutto, è arrivato il momento che tutti facciano bene i compiti per casa, arrivando a Palermo con le idee chiare e con proposte precise.

Punto primo. E’ inutile vivere di rimpianti, di ideologie, di se e di ma. Per rilanciarle, la gestione delle Terme dovrà passare ai privati. La privatizzazione non è stata e non sarà mai la panacea di tutti i mali, ma quando un soggetto pubblico, in questo caso la Regione Sicilia, rinuncia espressamente a fare l’imprenditore in un settore così importante per l’economia della nostra terra, non è più tempo di indugiare. La legge n.11 del 2010 è chiara al riguardo: la gestione dovrà essere affidata ai privati, perché il pubblico, per mille motivi, ha fallito nella conduzione diretta del termalismo. La gestione, non la proprietà. Gli stabilimenti rimarranno di proprietà pubblica e bisognerà fare di tutto anche nelle prossime ore, in sede di approvazione definitiva della legge regionale di stabilità, per preservare questo patrimonio da ogni ipotesi di vendita o di cessione onerosa ai privati. Sembra che il Governo regionale voglia riservarsi ancora una possibilità, in uno degli ultimi articoli della legge, di vendere i beni immobili delle società partecipate. L’intento è chiaro, ovvero fare cassa in un momento di difficoltà per la quadra dei conti regionali. Ma le Terme, sia di Acireale che di Sciacca, non sono e non saranno mai assimilabili alle altre società partecipate dalla Regione e i loro immobili non sono beni fungibili, ma al contrario sono vincolati alla specifica e originaria destinazione d’uso, ovvero di stabilimenti idrotermali. Dunque non vanno toccati. E’ opportuno dunque che i nostri deputati all’ARS vigilino attentamente, perché francamente sarebbe una beffa uno “scippo” dell’ultima ora, tra la distrazione generale e il disinteresse dei parlamentari in Aula. L’on.Foti e il presidente della Commissione Bilancio all’ARS, sebbene di parti politiche che stanno agli antipodi, hanno dimostrato nelle ultime settimane grande attenzione alla vicenda ed enorme rispetto per la città di Acireale ed è bene che lo facciano anche altri deputati, leggendo attentamente i documenti e studiando le carte, al di là di convenienze politiche, tatticismi parlamentari e ragioni di propaganda.

Punto secondo. Dato che la gestione dovrà essere affidata ai privati, il bando è cruciale. Con l’emendamento approvato in aula, proposto dalla Foti e approvato in precedenza in Commissione Bilancio col voto favorevole di Vinciullo, il bando potranno redigerlo i liquidatori. E’ un onere aggiuntivo a carico dei liquidatori, non c’è dubbio. E’ qualcosa che probabilmente va oltre i confini del loro mandato, che per legge è quello di guidare una società verso lo scioglimento, a meno che la proprietà voglia esercitare la continuità aziendale. Ma non crediamo che vi siano altre alternative, anche perché la Regione ha miseramente fallito in questi anni. Facciamo un passo indietro. Per legge, sempre la n.11 del 2010, la Regione avrebbe dovuto provvedere in tempi brevi alla liquidazione delle società di gestione e all’affidamento ai privati degli stabilimenti mediante bando; invece, si è impantanata e, con la complicità di una burocrazia più attenta alle carte che alla sostanza degli accadimenti aziendali, ha causato un pasticcio, un brutto pasticcio che passerà ai libri di storia. Ai tempi del Governo Lombardo, questo bando avrebbe dovuto redigerlo un primario advisor internazionale (identificato sempre con altro bando) in modo da definirne contenuti più coerenti alle valutazioni e alle aspettative di un mercato, quello del termalismo, profondamente cambiato rispetto a quando era invece soltanto termalismo sanitario e sociale. Poi lo stesso Governo Lombardo, sconfessando il suo Assessore all’Economia Gaetano Armao, fece dietrofront e decise di affidare “in house” la redazione del bando a Sviluppo Italia Sicilia, una sua partecipata regionale che però non ha mai avuto le competenze necessarie per occuparsi di una materia così delicata. Tant’è che il bando per Sciacca, pur redatto ed esitato, è andato deserto per mancanza di interesse degli investitori; mentre quello per Acireale, per una serie di pregiudiziali tecniche sulle quali Sviluppo Italia Sicilia si è letteralmente impantanata, non è stato mai redatto. Data l’impasse, negli ultimi anni, da più parti si è chiesto che del bando potesse occuparsi il liquidatore. Lo aveva chiesto l’ex liquidatore Luigi Bosco, lo ha chiesto di nuovo l’attuale liquidatore Gianfranco Todaro, ma la burocrazia regionale l’ha sempre negato. Adesso ci sarà una legge a stabilire che tali competenze spettano pure al liquidatore. Ovviamente, torna di grande attualità il tema dei contenuti di questo bando. Quello che ci sarà messo dentro sarà determinante per attrarre o allontanare eventuali investitori, e soprattutto per avvicinare o respingere investitori realmente interessati al termalismo. Ecco perché la redazione del bando non è un mero esercizio di scrittura giuridica, ma dovrà ponderare e valutare diversi elementi. Il tavolo tecnico della prossima settimana a Palermo potrà aiutare a dirimere molte controversie, a cominciare da quella più spinosa, ovvero il contenzioso con Unicredit per l’ex albergo Excelsior Palace e il centro polifunzionale. Il liquidatore Todaro ha una settimana di tempo, insieme ai suoi consulenti e ai legali, per arrivare con una proposta di massima sul bando chiara ed inequivocabile, anche perché troverà dall’altro lato una Dirigente dell’ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, che è rigida ed intransigente perché delle Terme e di tutte le partecipate regionali in perdita vuole sbarazzarsi in fretta.

Punto terzo. A Palermo, al tavolo dovrebbero sedere i principali creditori delle Terme. Sono quasi tutti creditori pubblici oltre all’Unicredit. Dunque, ci sono margini per una composizione, in via conciliatoria, della vicenda. Uno di questi creditori è il Comune di Acireale che, divenuto titolare pure del credito vantato dalla Sogip, adesso è il secondo grande creditore delle Terme di Acireale SpA. Il Sindaco e l’Amministrazione hanno una settimana di tempo per capire come muoversi, come arrivare con una proposta chiara e difendibile a Palermo. Sulla carta, il Comune potrebbe compensare il proprio credito con una porzione dell’attivo immobiliare delle Terme, in particolare quella che non ha una destinazione d’uso vincolata alle funzioni termalistiche (ad esempio, i terreni di Pozzillo oppure l’ex stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali). In realtà, bisogna verificare attentamente, sul piano anche della fattibilità giuridica e degli eventuali vincoli posti dalla Corte dei Conti, la praticabilità della soluzione. Se non fosse praticabile questa strada, bisognerà esperirne un’altra. Perché una cosa è certa, il credito del Comune di Acireale non potrà essere monetizzato, perché la società Terme di Acireale SpA è senza liquidità. Se il Comune insistesse nelle sue richieste, si spalancherebbe nuovamente la strada del fallimento, che invece nelle scorse settimane è stata scongiurata, quando il Giudice Antonio Caruso ha rigettato l’istanza proposta dalla Procura della Repubblica dopo le indagini della Guardia di Finanza dei mesi scorsi. Dunque, siamo al cane che si morde la coda, come se la città tornasse contro le Terme quando invece le vuole con sè. Siamo sicuri che Sindaco, Segretario Comunale e i tecnici dell’Amministrazione Comunale stanno affrontando con dedizione e competenza questa faccenda in queste ore.

Punto quarto. Il Consiglio Comunale, in una prossima seduta prima di venerdì 4 marzo data in cui si terrà la Conferenza dei Servizi a Palermo, dovrebbe venir fuori con un atto di indirizzo politico chiaro e preciso. Finora non l’ha fatto e non si capisce perché. Ha discusso più volte la questione, ha approfondito la materia in una apposita seduta alla presenza del liquidatore e del Forum (l’11 dicembre scorso), sta bramando di interloquire con l’Assessore al Turismo Anthony Barbagallo (che, onestamente, non si capisce a che titolo debba intervenire in una seduta del Consiglio Comunale sulle Terme, quando la materia è di competenza dell’Assessore all’Economia Alessandro Baccei), ma ancora non si è pronunciato con un atto unico, possibilmente votato all’unanimità. I contenuti di questo atto di indirizzo unitario spetta al Consiglio determinarli, ma anche un ordine del giorno votato all’unanimità (come quello approvato nella precedente consiliatura il 1 febbraio del 2011) non sarebbe una cosa sbagliata. Rappresenterebbe, anche di fronte al Governo regionale, che la Città di Acireale, di cui il Consiglio è la massima espressione istituzionale, la volontà di presidiare l’intera questione delle Terme, evitando che ci siano interferenze esterne ed indebite pressioni sulla politica cittadina. Sarebbe un atto di grandissima intelligenza politica. Se le Terme sono una risorsa per lo sviluppo economico della città, e i Consiglieri (non ci sono dubbi al riguardo) ne sono convinti, ci vuole un atto di indirizzo che stabilisca chiaramente questo, sia per fare fronte compatto rispetto alla Regione, sia per orientare i contenuti del bando di imminente redazione. Perché, ovviamente, il bando dovrà essere attrattivo, ma non potrà lasciare massima discrezionalità all’investitore privato, piuttosto dovrà indicare alcuni paletti per delimitarne il raggio d’azione della sua attività imprenditoriale. Se alla definizione di questi paletti concorresse il Consiglio Comunale non sarebbe male. Acireale vuole essere una Città termale oppure no? Se questa fosse la volontà, il Consiglio lo dovrà mettere per iscritto su carta e far valere questo documento in tutte le sedi istituzionali in cui la questione delle Terme acesi verrà affrontata nelle prossime settimane. Siamo sicuri che lo farà, perché ci sono alcuni Consiglieri molto attenti e sensibili alla vicenda e faranno di tutto per coinvolgere in questo atto tutti gli altri loro colleghi.

Quinto punto. La Città e la società civile di Acireale. Quella foto tratta dall’archivio di Michele Alì con la quale abbiamo aperto questo lungo post è significativa ed è emblematica. La società civile tutta, non solo il Lions e il Forum permanente che finora l’hanno fatto con generosità e dedizione, deve muoversi. Ad esempio, recuperando la memoria dei luoghi, dei fatti, degli eventi, delle persone. Di tutti coloro che, dal 1873 in poi, hanno ruotato intorno alle Terme di Santa Venera prima e di Santa Venera e Santa Caterina dopo. Avevamo proposto tempo fa la istituzione di uno spazio della memoria all’interno del Palazzo del Turismo. Quando sarà liberato del tutto dagli uffici del Sindaco che ritorneranno nel Palazzo di Città a piazza Duomo, uno spazio del palazzo del Turismo appositamente dedicato alle Terme, ubicato al centro della città, potrà servire per legare Acireale alle sue Terme. A maggior ragione se arriverà un privato, non sappiamo chi sarà, che vincerà la gara per gestire, per i prossimi 20-30 o 50 anni, gli stabilimenti di quelli che un tempo furono le nobili e gloriose Terme di Acireale. C’è necessità ancora di restituire presto alla Città, ai suoi residenti, ai visitatori e ai turisti il meraviglioso Parco delle Terme di Santa Venera, un polmone verde dentro Acireale. Ma cosa aspettiamo ancora a muoverci e a mobilitarci? Nessuno vincerà la palma del migliore se si muoverà per primo e nessuno verrà messo al pubblico ludibrio se farà il primo passo in avanti. Ripetiamo: cosa aspettiamo ancora a muoverci e a mobilitarci?

Il Forum permanente per le Terme di Acireale

 

Il patrimonio delle Terme non si può vendere, intervento in aula del Presidente della Commissione Bilancio


Si vada a Palermo con le idee chiare, le Terme si possono ancora salvare


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La politica seria si fa nelle Commissioni e in Aula. Così, grazie anche al Forum permanente che il 17 gennaio scorso aveva chiesto al Presidente della Commissione Bilancio all’ARS on. Vincenzo Vinciullo di occuparsi della vicenda in Commissione, il delicatissimo tema del futuro delle Terme è prima approdato in Commissione (il 3 febbraio scorso) e poi ieri (25 febbraio) in Aula dove l’emendamento presentato dall’on.Angela Foti, approvato in quella commissione, è stato approvato nell’originaria formulazione. Poi c’è tutto il resto: il dibattito, la propaganda politica, i tatticisimi parlamentari, persino qualche inopportuna dichiarazione e qualche mal di pancia. Ma sono aula e commissioni i luoghi deputati ad affrontare le questioni più importanti per l’economia, la società e il turismo di Sicilia. E così stato.

Al termine della votazione che ha scongiurato nuovi emendamenti o emendamenti soppressivi, sinceramente poco giustificabili di fronte all’opinione pubblica e alle due città di Acireale e di Sciacca (che meriterebbero più rispetto a livello regionale), il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta ha dichiarato di voler convocare per la prossima settimana una Conferenza di servizi cui invitare tutti i principali stakeholders della vicenda: liquidatore, Sindaco, creditori delle Terme di Acireale SpA e quanti hanno titolo per intervenire nella vicenda. Fin qui la politica, grazie alla tenacia di qualche parlamentare che non si è arreso di fronte al rischio di depauperare l’immenso patrimonio termale, ha fatto la propria parte. Adesso, la palla passa all’amministrazione regionale.

Qui, Governo e burocrazia regionali hanno il dovere di trovare la quadratura del cerchio che non è facile, ma nemmeno impossibile. Aver delegato, con legge, la possibilità ai liquidatori di redigere il bando è stata, fra tutte le possibili soluzioni, quella più ragionevole. Non è ottimale, ma è la più ragionevole. La legge n.11 del 2010 è nata sotto una cattiva stella e andava cambiata. Risultato di un compromesso politico fra due parti politicamente opposte per visione e modo di fare politica, quella legge decretava subito la liquidazione delle società Terme di Acireale e Spa, costituite appena quattro anni prima, e ne stabiliva la privatizzazione della gestione. Due procedure che si sono elise a vicenda, finendo per lasciare alla burocrazia regionale un potere immenso, ingiustificato, spesso ostativo anzichè facilitativo. E difatti la burocrazia si è sempre opposta a tutto, rendendo difficile la vita dei liquidatori, limitandone i compiti e le funzioni, esautorandoli spesso nell’esercizio dei loro compiti, nella perenne incertezza se la liquidazione dovesse essere esercitata nell’ottica della continuità o dello scioglimento. Adesso, il quadro è più chiaro.

I liquidatori resteranno al loro posto, accompagnando le società di gestione (ovvero i contenitori) fino alla loro chiusura, ma le attività termali (cioè i contenuti) saranno affidate in breve tempo ai privati, attraverso bando ad evidenza pubblica che spetterà a loro, con l’assistenza della Regione, redigere. Dunque, nessun ruolo sarà esercitato da Sviluppo Italia Sicilia cui la Regione Siciliana, ai tempi del governo Lombardo, aveva affidato “in house” la redazione del bando. Scrivere il bando non sarà facile, perchè ci sono diverse pregiudiziali in ballo. Ma ancora una volta la missione non è impossibile.

Basterà andare a Palermo con le idee chiare. Il Comune di Acireale è tra i creditori delle Terme: ci sarà spazio per una transazione istituzionale che veda la città di Acireale compensare il proprio credito con una frazione dell’attivo immobiliare che le sarà ceduto dalla società di gestione? Idem per l’Unicredit, che vanta il credito più consistente: ci sarà spazio per inserire nel bando il debito e, a fronte di ulteriori benefici (vedi l’estensione della durata della concessione o dell’usfrutto), lasciare al potenziale investitore privato che se ne faccia carico? E così via. Ci sono vari cavilli giuridici, ma se l’atteggiamento di fondo sarà facilitativo e non ostativo da parte della burocrazia regionale, il percorso della privatizzazione potrà essere iniziato.

Facciamo un passo indietro. Se l’istanza di fallimento fosse stata accettata dal Tribunale nelle scorse settimane, probabilmente di tutte queste incombenze si sarebbe dovuto occupare, da solo e con grande discrezionalità di poteri, il curatore fallimentare. Scongiurata la deriva fallimentare, adesso può tornare ad occuparsene il liquidatore, ovvio il rappresentante del Socio unico, cioè della Regione.La stessa Regione che, da un lato, nomina i liquidatori come loro rappresentanti della proprietà e, dall’altro lato, li ha sempre ostacolati. Un controsenso difficile a spiegare all’opinione pubblica, anche se in realtà si tratta di poteri diversi: di nomina, il primo; di controllo, il secondo.

La Conferenza dei Servizi, convocata per la prossima settimana a Palermo è il tavolo tecnico ideale per ricomporre, in via conciliatoria e in una sede istituzionale, tutte queste questioni. Lo dicevamo da tempo come Forum, lo auspicavamo da anni: sedersi ad un tavolo istituzionale tutti insieme e far quadrare il cerchio.

Non è mai troppo tardi, anche quando ci si arriva “last minute”. Le Terme si possono ancora salvare!

Terme Acireale, sì a bando gestito dai liquidatori. Approvato emendamento del Movimento 5 stelle


l’articolo di Meridio News

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L’Assemblea regionale siciliana ha votato a favore della possibilità per i commissari della società – il discorso vale anche per le terme di Sciacca – di disporre la gestione degli stabilimenti ai privati. In un primo tempo, il governo aveva proposto di stoppare l’articolo dei Cinquestelle. Ma poi ci aveva rinunciato

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Una piccola ma importante buona notizia per le terme di Acireale. L’Ars ha approvato, nell’ambito della discussione della legge di stabilità regionale, l’articolo che prevede la possibilità per i commissari liquidatori di redigere il bando per l’affidamento degli stabilimenti ai privati nell’attesa del completamento della procedura di liquidazione della società. Fino a oggi, infatti, la legge prevedeva che fosse la Regione l’unico soggetto a potersi occupare del bando. Fatto che, considerato l’usufrutto di cui gode la società Terme di Acireale spa, impediva l’uscita dallo stallo che ha causato il depauperamento del patrimonio termale.

L’approvazione è avvenuta non senza colpi di scena. Fino alle prime ore di questa mattina, infatti, il testo giunto in Aula – frutto di un emendamento della deputata del Movimento 5 stelle Angela Foti, e ampiamente condiviso in sede di commissione Bilancio – rischiava di essere nuovamente modificato, per via di due ulteriori emendamenti: il primo soppressivo a firma dei deputati del Partito democratico Alice Anselmo e Luca Sammartino, in cui si ravvisavano impedimenti di natura formale, e il secondo integrativo proposto dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei e dall’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, guidato dalla dirigente Grazia Terranova. Che prevedeva, per i commissari liquidatori, la possibilità di trattare la vendita dei beni di proprietà della società – tramite gara a evidenza pubblica – oppure di affidarne la gestione fino a termine dell’usufrutto. Un tempo – 18 dei 30 anni iniziali – eccessivamente ristretto per attirare il serio investimento di un privato.

Nell’emendamento del governo, inoltre, era stato inserito un comma in cui si dava la possibilità alla Regione di vendere i beni di proprietà fino a oggi ritenuti indisponibili. Un’ipotesi, questa, che già ieri aveva allarmato uno dei promotori del Forum delle Terme, Rosario Faraci: «La Regione vuol rendere disponibile il patrimonio indisponibile e metterlo in vendita – ha scritto il professore sul blog del forum -. Come dire, sostituire alla liquidazione la liquefazione delle sue società partecipate e, in questo caso, del termalismo siciliano».

Tali scenari, però, sono stati evitati con il governo che ha ritirato il proprio emendamento. E dopo una riunione a cui ha preso parte, tra gli altri, anche il governatore Rosario Crocetta. Che ha assicurato il proprio impegno – una riunione dovrebbe essere convocata già il 4 marzo – affinché si riprenda il dialogo con i creditori e tutti i soggetti portatori di interessi sulle terme. Nello specifico, il nodo creditori è fondamentale: tra essi, soltanto Unicredit vanta un credito di circa nove milioni su un totale di 14. Derivante dal mancato pagamento di rate di un mutuo acceso negli anni passati, servito ad acquistare due immobili ma che d’un tratto non è più stato onorato per motivi ancor’oggi inspiegabili. Il denaro per pagare le rate, infatti, era annualmente inserito nel bilancio della Regione.

Trovare un accordo con i creditori – ci sono anche il Comune di Acireale e le società che gestiscono acqua e luce – renderebbe più facile per i commissari liquidatori trovare le condizioni per rendere più appetibile per i privati l’ingresso nella gestione dello stabilimento. Sullo stato finanziario delle Terme di Acireale spa si è pronunciata di recente anche la sezione fallimentare del Tribunale di Catania, che ha dichiarato comunque solvibile l’entità dei debiti della società. A patto che si riesca a sbloccare una situazione ferma da troppo tempo.

Terme ai privati, le dichiarazioni di Sindaco e deputati regionali


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Roberto Barbagallo, Sindaco di Acireale

Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, accoglie speranzoso la notizia dell’approvazione all’ARS dell’art.53, che consente ai commissari liquidatori delle Terme di Acireale e Sciacca di predisporre il bando per l’affidamento della gestione ai privati. «Adesso confidiamo nell’operato del commissario liquidatore, che, oltre a gestire la società in liquidazione, avrà il compito importante e non facile di redigere un bando realmente attrattivo per gli investitori, considerato l’ingente patrimonio immobiliare e la pesante situazione debitoria delle nostre Terme.  Il nostro auspicio è che finalmente si possa andare avanti in modo concreto. Seguiremo da vicino la vicenda, la prossima settimana sarò presente al tavolo convocato dal presidente Crocetta».

Angela Foti, deputato regionale

“Dopo cinque anni di immobilismo totale da parte della politica e dell’ARS finalmente si approva un articolo che è espressione della volontà venuta fuori dalla commissione insieme alla società civile e rappresentanti dei Comuni. Una norma che intanto mette chiarezza su chi deve redigere il tanto discusso bando. Ed ancora, fatto importante, oggi in aula il presidente Crocetta ha annunciato che già dalla prossima settimana si istituirà un tavolo tecnico in cui creditori, liquidatore e ufficio partecipate si siederanno per definire una road map. Quindi passi importanti che tira in ballo il soggetto interessato che è la città di Acireale”.

Nicola D’Agostino, deputato regionale

“La norma approvata oggi in aula è certamente positiva per le buone intenzioni che esprime. Di fatto dispone semplicemente che le competenze per la redazione di un bando che affidi la gestione caratteristica ai privati vengano spostate dell’assessorato al Bilancio (come già prevede la legge) alla società oggi in liquidazione. La speranza è che il commissario liquidatore abbia la possibilità e la forza per trovare il modo di ridurre la massa debitoria, proporre un bando di gestione che trovi interesse (considerato che i debiti dovranno essere corrisposti dall’aggiudicatario), gestendo lo stesso commissario al contempo una società che deve completare la fase di liquidazione. Auguriamoci che la volontà dell’amministrazione finalmente trovi concretezza negli atti che dovranno seguire. Soprattutto senza scorciatoie: abbiamo già assistito a tre anni e mezzo di fallimenti e di pannicelli caldi”.

Luca Sammartino, Valeria Sudano e Raffaele Nicotra, deputati regionali

“Con la norma approvata dall’aula, relativa alle terme di Acireale, riconosciamo solo la buona volontà da parte di chi l’ha proposta, ma non possiamo non stigmatizzare, come la soluzione della vicenda terme rischia di essere ben lungi dall’essere in dirittura d’arrivo. Infatti, rimane il debito verso i creditori, si inserisce una contraddizione giuridica che accomuna la funzione di Commissario liquidatore con quella di soggetto gestore, non si da soluzione al limite temporale imposto dall’usufrutto sui beni regionali, questione determinante per ricercare sul mercato investitori interessati ad investire sul complesso termale e soprattutto si rinuncia alla strada maestra di un bando assistito da un advisor reclutato con risorse regionali. Rimaniamo in fiduciosa attesa che le quanto detto rimanga nel campo delle ipotesi e che invece si concretizzi una soluzione attesa ormai da troppi anni”.