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Terme di Acireale, la proprietà Regione dia subito un segnale di presenza.


Giorni di Carnevale e Quaresima in arrivo.

Non bastano le rassicurazioni date in II Commissione Bilancio nell’audizione del 3 febbraio a Palermo, cioè che si farà il possibile per salvare “a bocce ferme” le Terme di Acireale, senza stanziare un solo quattrino. Non è sufficiente il clima sereno e costruttivo con cui si è svolto quell’incontro con tutti gli stakeholders, cioè i portatori di interesse in questa vicenda. Non è sufficiente la disponibilità in prima persona garantita dal Presidente della Commissione on. Vincenzo Vinciullo che, molto sensibile al grido di dolore lanciato nei giorni scorsi dal Lions Club attraverso il Forum, ha subito organizzato la audizione e ora si rende pronto ad incontrare i Giudici del Tribunale di Catania che, in questo momento, hanno in esame l’istanza di fallimento della società di gestione Terme di Acireale SpA. Non servono al momento tutto lo zelo e tutta l’inflessibilità manifestati dalla Dirigente per l’Ufficio Speciale delle Liquidazioni della Regione Siciliana dottoressa Grazia Terranova che ormai sembra andare avanti solo per questioni di principio nei rapporti con il Liquidatore delle Terme di Acireale SpA Gianfranco Todaro, cioè con il management aziendale (nominato dalla proprietà) che rappresenta giuridicamente  la stessa proprietà. E’ strategico, ma verrà utile solo in un secondo momento, l’emendamento presentato dalla on.Angela Foti che estende anche alle società di gestione delle Terme di Acireale e di Sciacca, quantunque in liquidazione, la possibilità di redigere il bando per la privatizzazione degli stabilimenti (speriamo che sia votato in aula da tutti i parlamentari, altrimenti sarà chiaro che la volontà assembleare è di affossare il termalismo in Sicilia). Non è sufficiente lo scatto d’orgoglio, seppur tardivo, di tutta la Città di Acireale adesso compatta – il Sindaco, il Consiglio Comunale e pezzi della società civile a partire dal Lions – che chiede alla Regione, di presenza nelle sue sedi istituzionali, maggiore attenzione e soprattutto grande rispetto per la vicenda delle Terme. Non servono più le dichiarazioni di speranza di alcuni parlamentari regionali e nazionali che adesso seguono la vicenda Terme con minor coinvolgimento emotivo,  ma con maggior giudizio di convenienza politica, rispetto a quanto magari avveniva in passato. Adesso è il momento di compulsare tutti insieme il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta e il suo Assessore all’Economia dottor Alessandro Baccei perché diano alle autorità giudiziarie un segnale di presenza della proprietà. La Regione, attraverso il Dipartimento Bilancio e dunque attraverso l’Assessore all’Economia, è l’unico socio proprietario delle Terme di Acireale SpA, come pure di quelle di Sciacca. Non ha esercitato fino ad ora tutte le prerogative (diritti e doveri) che spettano ad un socio unico, limitandosi a gestire da Palermo solo carte e faldoni. In questo momento, un faldone – il più importante di tutti, quello relativo ad una possibile istanza di fallimento della società di gestione – giace in esame al Tribunale di Catania dove sarà discusso nei prossimi giorni. Pende la spada di Damocle di una sentenza di fallimento, dopo le indagini della Guardia di Finanza dei mesi scorsi. E’ giusto, è sacrosanto, è sensato che dietro all’esame freddo di numeri e cifre, i Giudici abbiano la possibilità di sapere direttamente dal socio proprietario quali sono le ultime possibili manovre “a bocce ferme” per scongiurare una sentenza di fallimento che, data la consistenza patrimoniale e la capienza di asset delle Terme di Acireale SpA, potrebbe ancora essere evitata. Perché se è vero, come sostiene l’inflessibile dottoressa Terranova da Palermo, che non è un dramma se le Terme di Acireale SpA fallissero (in fondo non è la prima società pubblica che fallirebbe), dall’altro è pur vero che un provvedimento giudiziario del genere renderebbe maledettamente complicata la gestione dell’intera vicenda d’ora in avanti, danneggerebbe fortemente i creditori delle Terme (coi quali si possono ancora negoziare soluzioni conciliatorie di rientro dai debiti), lascia ad altri la transizione verso la privatizzazione (che dovrebbe essere saldamente presidiata dalla politica) e sarebbe assai punitivo nei confronti della Città di Acireale che paga già fin d’ora un prezzo altissimo (anche economico) per colpe non sue. Perché è vero che c’è la legge da rispettare, ma è altrettanto vero che ci sembra da parte della Regione atteggiamento da Ponzio Pilato lasciare che sia un curatore fallimentare ad avviare eventuali azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori precedenti, quando la stessa Regione da ben cinque anni avrebbe potuto esercitare tranquillamente questa sua prerogativa se solo la proprietà fosse stata più attenta ed attiva. Dunque, Crocetta e Baccei vengano a Catania nei prossimi giorni il più presto possibile e si attivino tutti i parlamentari loro vicini perché questo tentativo di incontro col Tribunale sia esperito in tempi rapidissimi.

Rosario Faraci, Co-Coordinatore del Forum permanente per le Terme di Acireale e presidente del Lions Club Acireale promotore del Forum

rosario-crocetta

Il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta

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Una risposta »

  1. Gianfranco Todaro

    Appello che dobbiamo condividere tutti. Bravo Presidente

    Rispondi

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