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E’ una liquidazione, non una liquefazione. Suggerito dalla Terranova, un emendamento del governo Crocetta rischia di bruciare per sempre il termalismo siciliano


Pubblichiamo di seguito l’emendamento che il Governo regionale ha presentato in sede di approvazione della legge di stabilità. Nella legge di stabilità che si sta votando in questi giorni, all’ articolo 53 é presente la proposta dell’on. Angela Foti nella formulazione ampiamente  condivisa in Commissione Bilancio, che consente ai liquidatori delle Terme di Acireale e Sciacca SpA di predisporre il bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti. La proposta dell’on.Foti, votata favorevolmente anche dal Presidente on.Vincenzo Vinciullo, era conseguente all’audizione del 3 febbraio scorso dove, in sede di analisi delle Terme di Acireale SpA, emersero alcune criticità legate ai ritardi di esecuzione delle due procedure di liquidazione e di privatizzazione. Adesso, in sede di discussione della legge di stabilità, sono stati presentati e saranno esaminati  emendamenti soppressivi presentati da  alcuni gruppi parlamentari  e un sostitutivo a firma del governo.  Ques’ultimo, suggerito dall’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni retto dalla Dirigente Grazia Terranova, è molto pericoloso. La soppressione fine a se stessa dell’articolo, senza che ci sia una proposta migliorativa o alternativa, palesa una volontà burocratica ben precisa, ovvero che lo stillicidio della  risorsa Terme continui con ulteriore impoverimento del patrimonio.  E’ sufficiente leggere quanto di seguito riportato per rendersi conto di una contraddizione e di una sbrigativa via d’uscita. La contraddizione è che il liquidatore possa procedere sia al bando ad evidenza pubblica che alla trattativa diretta con potenziali investitori: si tratta, in realtà, di due procedure alternative che si escludono a vicenda: o si sceglie una strada o se ne sceglie un’altra. La via d’uscita sbrigativa è che la Regione vuol rendere disponibile il patrimonio indisponibile  e metterlo in vendita. Come dire, sostituire alla liquidazione la liquefazione delle sue società partecipate e, in questo caso, del termalismo siciliano. C’è poi il problema dell’estensione della concessione d’uso del patrimonio idrotermale ai privati che, secondo la Terranova, non può avvenire, perchè l’usfrutto concesso dalla Regione alle Terme di Acireale SpA è vincolato. Insomma, ancora una volta la burocrazia sta ingabbiando l’azione politica del Governo e del Parlamento siciliani.

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