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Archivi del mese: febbraio 2016

Terme, sì ai privati. Ma Sammartino, Sudano e Nicotra sono scettici


su La Sicilia

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Scettici l’on.Sammartino e altri suoi colleghi sul futuro delle Terme di Acireale, ma non se ne erano mai occupati prima di ora


“Soluzione lungi dall’essere in dirittura d’arrivo”

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dal sito di Catania Live Sicilia

ACIREALE – “Con la norma approvata dall’aula, relativa alle terme di Acireale, riconosciamo solo la buona volontà da parte di chi l’ha proposta, ma non possiamo non stigmatizzare, come la soluzione della vicenda terme rischia di essere ben lungi dall’essere in dirittura d’arrivo. Infatti, rimane il debito verso i creditori, si inserisce una contraddizione giuridica che accomuna la funzione di Commissario liquidatore con quella di soggetto gestore, non si da soluzione al limite temporale imposto dall’usufrutto sui beni regionali, questione determinante per ricercare sul mercato investitori interessati ad investire sul complesso termale e soprattutto si rinuncia alla strada maestra di un bando assistito da un advisor reclutato con risorse regionali. Rimaniamo in fiduciosa attesa che le quanto detto rimanga nel campo delle ipotesi e che invece si concretizzi una soluzione attesa ormai da troppi anni”. La nota è dei deputati regionali ex Articolo 4, Luca Sammartino, Valeria Sudano e Raffaele Nicotra.

Acireale, dal sicuro pasticcio al possibile rilancio: le Terme per ora sono salve e si apre ai privati


dal sito Sicilia Journal

ACIREALE – Sono state ore concitate quelle tra ieri sera e questa mattina, a Palermo, all’Assemblea Regionale Siciliana dove si sta discutendo la legge di stabilità. Oggetto della discordia un articolo, il 53, dove il testo originario della legge 11 del 2010 (quella che ha sancito la liquidazione e la privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca), emendato nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio su proposta della deputata  Angela Foti, è stato inizialmente stravolto dalla maggioranza di governo e poi, alla fine, lasciato nella sua nuova formulazione che, ricordiamolo, estende adesso ai liquidatori la possibilità di redigere il bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti termali delle due cittadine, accelerando così il percorso di privatizzazione. Ore concitate in cui la deputata  Foti, il Forum permanente per le Terme di Acireale e buona parte della città di Acireale (sindaco in testa e qualche consigliere comunale) hanno fatto fronte comune: obiettivo salvare le Terme. Salvarle da un pasticcio possibile, quello provocato dal governo regionale che, nell’intento di far soldi dalla liquidazione delle sue partecipate, stava per fare un clamoroso autogol: affidare la gestione ai privati anche in trattativa diretta senza passare più dal bando ad evidenza pubblica ed autorizzare le società di gestione a vendere ai privati parte del proprio patrimonio, anche quello indisponibile.

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Il Forum permanente ha cominciato a tuonare dalle prime ore del mattino: attenzione, è una liquidazione, non una liquefazione! Un autogol che non trovava altre spiegazioni se non nella fretta di chiudere una finanziaria in cui si prova a raschiare il fondo del barile pur di trovare quattrini e far quadrare i conti del bilancio regionale. Ma le Terme non sono società partecipate assimilabili alle altre in perdita perché, sebbene inattive al momento, oltre a servire al rilancio dell’economia e del turismo di Acireale e di Sciacca, hanno in pancia beni immobiliari e un patrimonio con finalità di impiego infungibili e, poiché sono indisponibili e di proprietà pubblica, possono essere affidati ai privati in gestione, ma non messi in vendita come qualsiasi altro immobile. Insomma, ogni tanto alla Regione imprenditrice sembra sostituirsi, per volontà di qualche burocrate, la Regione immobiliarista. La determinazione dell’on.Foti e l’invito alla ragionevolezza e al buon senso da parte del Forum permanente sono stati decisivi. Sarebbe stato un controsenso che un governo, nelle parole di Crocetta, disponibile a rilanciare il turismo si dichiarasse contrario al testo di legge approvato in Commissione Bilancio (di questo tono era l’emendamento proposto da Alice Anselmo e Luca Sammartino del PD) o addirittura finisse per svendere il proprio patrimonio (come poteva intendersi dall’emendamento integrativo proposto dall’assessore Alessandro Baccei). Alla fine il buon senso ha avuto ragione e ha prevalso anche sull’intransigenza della dottoressa Grazia Terranova, la tenacissima Dirigente dell’Ufficio Speciale per la chiusura delle liquidazioni, che da mesi assieme alle liquidazioni sembra voglia chiudere per sempre pure gli stabilimenti termali di Acireale e di Sciacca. Adesso, con ogni probabilità, si andrà verso tavoli tecnici che, sia per Acireale che per Sciacca, consentiranno ai liquidatori di riunire creditori, Socio e altri attori istituzionali per provare a definire il più presto possibile bandi di privatizzazione che siano interessanti, appetibili per gli investitori privati, senza lasciare loro la massima discrezionalità, ma nemmeno senza togliere loro quella libertà di fare impresa termale come ormai avviene in ogni parte del mondo. Le due città, Acireale e Sciacca, tirano un sospiro di sollievo.

R.S.

 

Il governo ritirerà l’emendamento. Il futuro delle Terme di Acireale passa unicamente dalla concertazione


E’ una guerra di nervi, ma pian piano il buon senso si sta affermando. Ci sono alcuni aggiornamenti dall’Assemblea Regionale Siciliana dove è in corso la discussione sulla legge di stabilità. Abbiamo dato notizia che sull’art.53 della legge erano stati presentati alcuni emendamenti, uno soppressivo (a firma di Alice Anselmo e Luca Sammartino, del PD), l’altro integrativo su proposta del Governo regionale, cioè dell’Assessore Alessandro Baccei, del Presidente Rosario Crocetta e, dunque, dell’Ufficio Speciale per la Chiusura delle Liquidazioni (retto dalla dottoressa Grazia Terranova). Se venisse votato l’emendamento soppressivo, l’art.21 della legge regionale n.11 del 12/5/2010 rimarrebbe così come fu approvato sei anni fa, ovvero con l’esclusività dei poteri della Regione in materia di bando ad evidenza pubblica per la privatizzazione, mentre è in corso la liquidazione, dunque determinando – come finora è avvenuto – un vicendevole ritardo in entrambe le procedure. Sarebbe un paradosso, tenuto conto che a proporre un emendamento del genere è il PD che, sia nella passata come nella attuale legislatura, ha sempre affermato il contrario, ovvero di voler accelerare il processo di rilancio del termalismo (vedi il disegno di legge di Concetta Raia sul riordino del sistema termale). Se venisse votato l’emendamento integrativo presentato dal Governo regionale, si determinerebbe soltanto caos, poichè: a) gara ad evidenza pubblica e trattativa diretta sono due modalità di privatizzazione alternative, che però vanno definite ex ante e non in corsa; b) la eventuale alienazione di beni indisponibili di proprietà della Regione potrebbe privare per sempre il termalismo delle risorse strutturali necessarie per rilanciare questo settore dell’economia e del turismo siciliani. Sembra invece che il Governo voglia ritirare l’emendamento, lasciando il testo com’è, ovvero come è stato recentemente approvato in Commissione Bilancio, dunque con la estensione ai liquidatori, proposta dall’on.Angela Foti, della possibilità di redigere il bando. Se è vero, infatti, che il compito dei liquidatori è facilitare lo scioglimento delle società, è pur vero che l’interferenza del percorso di privatizzazione va gestita intelligentemente, dando anche ai liquidatori la possibilità di confezionare, con l’assistenza della Regione socio unico, proposte serie e appetibili per il mercato degli investitori. Nel caso di Acireale, la proposta non può che passare attraverso un mix di elementi: 1. l’estensione della durata dell’usufrutto o della concessione; 2. l’assorbimento da parte del privato dei debiti, o quanto meno del debito nei confronti di Unicredit; 3. la rinegoziazione dei debiti della società Terme di Acireale verso gli altri creditori istituzionali (tra cui il Comune di Acireale, la Sogip, l’Enel e così via); 4. l’unitarietà del complesso aziendale, ovvero stabilimenti termali e alberghi insieme e non spezzettati. Per questi motivi, l’unica strada praticabile – come ha sempre sostenuto il Forum permanente per le Terme – rimane la concertazione, ovvero la costituzione di un tavolo tecnico dove, presenti il liquidatore, il Socio unico Regione e i creditori privati e istituzionali – si possano ricomporre tutte le vicende, facilitare la liquidazione e avviare il percorso di privatizzazione. Se il Governo regionale ritirerà l’emendamento e il PD rinuncerà ad un emendamento, che sembra più tattico che strategico, vorrà dire che il buon senso, pian piano, sta prevalendo.

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E’ una liquidazione, non una liquefazione. Suggerito dalla Terranova, un emendamento del governo Crocetta rischia di bruciare per sempre il termalismo siciliano


Pubblichiamo di seguito l’emendamento che il Governo regionale ha presentato in sede di approvazione della legge di stabilità. Nella legge di stabilità che si sta votando in questi giorni, all’ articolo 53 é presente la proposta dell’on. Angela Foti nella formulazione ampiamente  condivisa in Commissione Bilancio, che consente ai liquidatori delle Terme di Acireale e Sciacca SpA di predisporre il bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti. La proposta dell’on.Foti, votata favorevolmente anche dal Presidente on.Vincenzo Vinciullo, era conseguente all’audizione del 3 febbraio scorso dove, in sede di analisi delle Terme di Acireale SpA, emersero alcune criticità legate ai ritardi di esecuzione delle due procedure di liquidazione e di privatizzazione. Adesso, in sede di discussione della legge di stabilità, sono stati presentati e saranno esaminati  emendamenti soppressivi presentati da  alcuni gruppi parlamentari  e un sostitutivo a firma del governo.  Ques’ultimo, suggerito dall’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni retto dalla Dirigente Grazia Terranova, è molto pericoloso. La soppressione fine a se stessa dell’articolo, senza che ci sia una proposta migliorativa o alternativa, palesa una volontà burocratica ben precisa, ovvero che lo stillicidio della  risorsa Terme continui con ulteriore impoverimento del patrimonio.  E’ sufficiente leggere quanto di seguito riportato per rendersi conto di una contraddizione e di una sbrigativa via d’uscita. La contraddizione è che il liquidatore possa procedere sia al bando ad evidenza pubblica che alla trattativa diretta con potenziali investitori: si tratta, in realtà, di due procedure alternative che si escludono a vicenda: o si sceglie una strada o se ne sceglie un’altra. La via d’uscita sbrigativa è che la Regione vuol rendere disponibile il patrimonio indisponibile  e metterlo in vendita. Come dire, sostituire alla liquidazione la liquefazione delle sue società partecipate e, in questo caso, del termalismo siciliano. C’è poi il problema dell’estensione della concessione d’uso del patrimonio idrotermale ai privati che, secondo la Terranova, non può avvenire, perchè l’usfrutto concesso dalla Regione alle Terme di Acireale SpA è vincolato. Insomma, ancora una volta la burocrazia sta ingabbiando l’azione politica del Governo e del Parlamento siciliani.

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Già a novembre si lanciava un grido d’allarme sulle Terme di Acireale, mentre la burocrazia regionale indugiava


La puntata integrale di Città Città, trasmissione di Etna Espresso Channel, andata in onda il 13 novembre 2015

Ufficio Speciale per la chiusura delle liquidazioni a Palermo, nessuna informazione ufficiale su competenze attività ed organigramma


Sul sito della Regione Siciliana – Assessorato all’Economia, come è possibile constatare direttamente visitando la pagina ufficiale, non sono riportate informazioni sull’Ufficio Speciale per la chiusura delle liquidazioni né in merito alle competenze ed attività né in relazione all’organigramma. L’Ufficio ha un Dirigente nella persona della dottoressa Grazia Terranova. L’Ufficio, come è noto, si sta occupando delle delicatissime liquidazioni delle due partecipate regionali Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA

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