Feed RSS

Terme, lo strano silenzio dei parlamentari acesi ma nessuno si sorprende

Inserito il

sul settimanale I Vespri, in edicola da sabato 5 marzo

lostranosilenzio

Ha lanciato un grido d’allarme il Forum permanente per le Terme nei giorni scorsi, ma nessuno lo ha raccolto. Sulla vicenda riguardante le Terme – sostengono quelli del Forum – i parlamentari acesi hanno tirato i remi in barca, proprio mentre l’imbarcazione stava per affondare. Forse per tatticismi interni agli schieramenti, convenienze pre-elettorali e scaramucce fra primedonne. Unica voce fuori dal coro quella di Angela Foti, deputata del M5S che, a dire il vero, ha preso a cuore le sorti delle Terme e nel difendere gli interessi di Acireale ha fatto un favore pure a Sciacca: adesso, per legge, il bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti potranno farlo i liquidatori e dunque, almeno sulla carta, il processo di privatizzazione risulterà più spedito. Sulla carta, però. Perché nella realtà, la politica regionale non ha più interesse ad impegnarsi sulle Terme. A parole, tutti sembrano d’accordo che siano una risorsa importante per lo sviluppo economico e turistico della Sicilia. E così non si contano più le dichiarazioni di speranza e di ottimismo. Il Presidente Crocetta ha convocato nei prossimi giorni a Palermo una conferenza di servizi per un tavolo tecnico con il socio unico Regione Siciliana, il liquidatore delle Terme di Acireale Gianfranco Todaro e i principali creditori della società, tra cui in primis il Comune di Acireale rappresentato dal sindaco Roberto Barbagallo. Qualche deputato ha parlato di “pannicelli caldi” perché, a suo avviso, la situazione sembra irrimediabilmente compromessa. Ma Crocetta è ottimista, salvo poi contraddire le proprie dichiarazioni quando nei fatti è interessato a smantellare quella parte del sistema delle partecipate regionali che è in perdita, e fra queste ci sono le Terme. Altro inguaribile ottimista è l’assessore al Turismo Anthony Barbagallo che avrebbe pensato ad un piano di promozione pubblica per farvi rientrare azioni di rilancio per le Terme (ancora pubbliche) di Sciacca e di Acireale, non solo per quelle private. Barbagallo, interessato ad acquisire visibilità ad Acireale, si propone da tempo come il risolutore dell’impasse Terme, ma la verità è un’altra: il suo collega all’Economia, l’assessore Alessandro Baccei non è più disposto a scucire un euro per sostenere la liquidazione e, viceversa, trova ogni occasione per fare cassa sul patrimonio delle partecipate. L’ultima mossa geniale di Baccei di monetizzare parte dei beni indisponibili delle Terme è stata stoppata dai grillini in aula, in sede di approvazione della legge di stabilità. Così l’emendamento all’art.53, presentato dal governo regionale, è stato ritirato e si è trovato l’escamotage di una imminente conferenza di servizi a Palermo per calmare la rabbia degli acesi. Della società civile e poi del sindaco Roberto Barbagallo. I parlamentari della città invece sono da tempo silenti sulla vicenda. Forse per tutti loro sarebbe stato meglio che le Terme andassero verso il fallimento i primi di febbraio, almeno si sarebbero scrollati di dosso la responsabilità politica, delegando ogni possibile iniziativa al curatore fallimentare. Invece, almeno per il momento la società di gestione non è fallita e dunque c’è ancora questa gatta da pelare. Troppo tecnica la faccenda, troppo complicata la matassa per assorbire prezioso tempo ai parlamentari acesi. Così Fausto Raciti, acese e segretario regionale del PD si tiene alla larga dalla vicenda, trascinando nel disimpegno pure coloro i quali fino ad ora, nel suo partito, si erano preoccupati di trovare una via d’uscita ai problemi del termalismo: in primis, l’on. Concetta Raia che con grande intelligenza aveva ripresentato ad inizio legislatura un disegno di legge sul riordino del sistema termale in Sicilia, salvo poi piombare nel silenzio anche lei. Ancora Nicola D’Agostino, in evidente imbarazzo sulla vicenda. Lui non ha controproposte da fare né intende avanzarne sia per non innervosire la piazza acese sia per non turbare i buoni rapporti da poco avviati con il sottosegretario Davide Faraone e dunque col suo delfino in Sicilia, l’assessore all’Economia Baccei. Poi c’è Raffaele Nicotra, imprenditore di Acicatena che, con i suoi compagni di partito Luca Sammartino e Alice Anselmo, si è addirittura espresso contro l’approvazione dell’articolo di legge che ha esteso ai liquidatori il potere di redigere il bando di privatizzazione delle Terme. Ed ancora, i deputati nazionali. Basilio Catanoso non parla più di Terme da anni, anche per evitare di gettare ombre sul periodo 2006-2009 in cui operò il consiglio di amministrazione presieduto da Claudio Angiolucci, da sempre a lui vicino. Infine, il sen. Andrea Vecchio, acese di residenza, imprenditore operante a Santa Venerina, che del tema non si è mai occupato. Il silenzio dei deputati rafforza la burocrazia regionale che sta provando in tutti i modi a smantellare le Terme. Ci vorrebbe una soluzione politica al problema, ma non si vuole trovarla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: