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Terme di Sciacca: la proposta del Sindaco sia resa attuabile!

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dal sito dell’associazione L’Altra Sciacca

Accogliamo positivamente le dichiarazioni del Sindaco Fabrizio Di Paola circa la disponibilità del Comune di Sciacca di gestire transitoriamente le Terme.

L’idea di veder chiudere le Terme non ci piace affatto, quindi è giusto che si percorrano tutte le strade, ancora possibili, per salvare la stagione imminente e, forse, anche il destino delle Terme.

Facendo nostre le dichiarazioni del Sindaco e le sue intenzioni, rivolgiamo un appello a tutti i deputati del Territorio, regionali e nazionali, affinché questa opzione proposta dal Sindaco possa essere resa attuabile, in attesa che finalmente si traducano concretamente le promesse fatte nel tempo e le risorse occorrenti per la ricerca del partner privato.

L’AltraSciacca non riesce a rimanere a guardare l’agonia delle nostre Terme, ben sapendo, come detto dallo stesso Sindaco, che una loro eventuale chiusura sarebbe disastrosa per l’economia della nostra città ma anche per l’offerta del privato che dovrebbe scaturire dal famoso bando di ricerca.

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Mentre la Regione decide di chiudere, una tesi di laurea magistrale è dedicata al futuro delle Terme di Acireale e Sciacca

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E’ stata discussa il 4 marzo una tesi di laurea magistrale dal titolo “Caratteristiche strutturali e dinamiche competitive fra imprese nel settore termale: i casi siciliani di Acireale e Sciacca” (relatore il prof. Rosario Faraci) con la quale il giovane Salvatore Coco ha conseguito il titolo di dottore magistrale in Direzione Aziendale al Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania. Il lavoro propone una disamina dei principali cambiamenti cui è andato incontro il settore del termalismo in Europa e in Italia e suggerisce, nel capitolo conclusivo, un nuovo modello di business per le due aziende termali di Acireale e Sciacca al fine di superare la condizioni di crisi in cui versano gli stabilimenti e le connesse strutture alberghiere.

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Il Movimento Cinque Stelle di Acireale e l’azione di responsabilità promossa dalle Terme nei confronti dei vecchi amministratori


dal sito del Movimento 5 Stelle di Acireale

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Chi ci segue sa che ci siamo occupati spesso delle Terme di Acireale, l’esatta denominazione è “Terme di Acireale SpA con socio unico – in liquidazione”. Quel “socio unico” è appunto la Regione siciliana nella persona del suo Presidente che in questi ultimi due anni è (ahi noi) Rosario Crocetta, il quale dovrebbe tutelare, attraverso i competenti uffici della mastodontica macchina burocratica regionale, gli interessi relativi al patrimonio regionale (di tutti noi) ancorché gestito attraverso una società di diritto privato.

Tempo fa, attraverso un altro articolo (link) vi informavamo che da un parere legale richiesto nel 2012 dall’Assemblea dei soci ad un noto studio legale palermitano, emersero “validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato”.
Ci chiedevamo però perche “dal luglio del 2012, data in cui è stato depositato il parere legale che ipotizza la mala gestio non è stato fatto niente?” considerato che “L’articolo 2393 del codice civile prevede che l’azione di responsabilità possa essere esercitata entro i cinque anni successivi alla cessazione dalla carica di amministratore”.

La nostra curiosità si è tramutata in un atto formale attraverso un’interrogazione parlamentare (link) del gruppo parlamentare del M5S all’ARS, prima firmataria Angela Foti, indirizzata al Presidente della Regione.

Nonostante l’interrogazione non abbia ancora ricevuto risposta qualcosa deve aver smosso perché finalmente l’Assemblea dei Soci il 25 Luglio 2014 ha deliberato di promuovere l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Società in carica dal 2006 al 2009.

Inoltre il 18 Agosto 2014 l’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni dell’Assessorato Regionale dell’Economia ha ulteriormente sollecitato il Commissario Liquidatore, Ing. Luigi Bosco, a promuovere l’azione di responsabilità vista la scadenza del termine decadenziale previsto dall’articolo 2393 del Codice Civile, i cinque anni dalla cessazione dalla carica di cui dicevamo più su.

Crediamo fermamente che chi ha ridotto le Terme in una condizione così penosa, sommersa dai debiti ed a rischio di pignoramento degli immobili debba pagare, anche se siamo ben consci che spesso si è trattato solo di “uomini di fiducia” al soldo del politico influente di turno e che, dunque, oltre che sugli amministratori e sui liquidatori, la responsabilità di tale sfracello del patrimonio pubblico ricada anche sui politici locali, regionali e nazionali che si sono succeduti al potere in questi ultimi vent’anni e che purtroppo ci ritroviamo ancora, trasformati o dietro le quinte, nelle stanze dei bottoni a curare i loro personalissimi interessi.

1. Verbale assemblea dei Soci della Terme di Acireale SpA  del 25/07/2014.

2. Sollecito dell’Ufficio Regionale per la chiusura delle Liquidazioni.

Il grande pasticcio. Le Terme promuovono azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori, la Regione sollecita ad agire prontamente


Il documento di sollecito inviato alle Terme di Acireale SpA dall’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, che opera sotto l’egida dell’Assessorato dell’Economia

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Terme di Acireale. Il verbale dell’assemblea ordinaria dei soci del 25 luglio scorso


pubblicato sul sito del Movimento Cinque Stelle di Acireale

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Presentati due emendamenti sulle Terme di Sciacca

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dal sito del Movimento Cinque Stelle di Sciacca

DUE EMENDAMENTI RIGUARDANTI LE TERME DI SCIACCA PRESENTATI DA MANGIACAVALLO (M5S)

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Due emendamenti aggiuntivi al DDL 782, legge finanziaria TER 2014, che riguardano le terme di Sciacca, sono stati presenti dal deputato regionale Matteo Mangiacavallo del M5S.

Col primo si tenta, per l’ennesima volta, di introdurre una norma che consenta alle città termali di aggiungere la dizione “terme” alla loro denominazione attraverso le singole delibere del Consiglio Comunale, saltando dunque il passaggio della consultazione referendaria. Otto comuni regionali, tra cui Sciacca, Acireale e Montevago, sarebbero interessati da questo emendamento.

Il secondo, invece, assegna 450 mila euro alle Terme di Sciacca per il pagamento delle utenze e il risanamento dei debiti. Tale somma rappresenterebbe il “nulla osta” definitivo per la presentazione della manifestazione di interesse, attualmente in preparazione da Sviluppo Italia Sicilia per conto dell’assessorato regionale al Bilancio.

A tal proposito, dagli uffici fanno sapere che sarebbe quasi tutto pronto e mancano i dettagli per una prima, semidefinitiva bozza del tanto atteso bando mentre il prossimo 11 Luglio si svolgerà un tavolo tecnico riservato ai burocrati regionali per definire il percorso dal seguire nell’immediato.

Matteo Mangiacavallo, che aderisce alla proposta dell’associazione L’AltraSciacca di tentare la strada dell’azionariato popolare per l’acquisizione di parte del patrimonio termale, attualmente di proprietà della Regione Sicilia, ha ricordato ieri al governo Crocetta che sarà necessaria una concertazione con la cittadinanza saccense su tutte le decisioni che riguardano il futuro delle Terme di Sciacca e dovranno essere garantiti e salvaguardati, specificandoli espressamente nel bando, anche gli attuali livelli occupazionali.

I Cinque Stelle: le Terme di Acireale società a responsabilità inesistente


dalla pagina del Movimento Cinque Stelle di Acireale

Terme di Acireale SpA o società a responsabilità inesistente?

POSTED ON 04/05/2014 · POSTED IN ARTICOLI, IN EVIDENZA, TERME DI ACIREALE
 Quante volte vi siete chiesti di fronte a casi eclatanti di mala gestio della cosa pubblica: “Perchè non si riesce mai a punire i responsabili?”. Oppure avete affermato: “tanto hanno amici potenti non gli succederà niente”.

Immaginiamo molte volte purtroppo, e questo stato di cose non ha fatto altro che alimentare la frustrazione e la disaffezione verso la Politica che di certo non ha brillato, usando un eufemismo.

Ma sappiamo che quasi sempre la responsabilità di come viene gestito il patrimonio pubblico è dei partiti che cooptano propri “amici”, “uomini” e “trombati” al vertice di consigli di amministrazione di società, sì diritto privato, ma spesso a totale partecipazione pubblica, come nel caso delle Terme di Acireale S.p.A. con socio unico in liquidazione.

Bene, la Società delle Terme, che è interamente nelle mani della Regione Sicilia (Socio Unico) come ahinoi ben sappiamo versa in uno stato disastroso sia dal punto di vista dei conti (quasi 8 € di debito e rischi di pignoramento di beni immobili) che dal punto di vista dei manufatti e immobili che le appartengono, alcuni dei quali stanno letteralmente cadendo a pezzi.

A questo punto sorge spontanea una domanda: “di chi è la colpa dello stato in cui versano le Terme?”.
La risposta è semplice direte voi: “degli amministratori nominati alla gestione della Società, è ovvio!”.

In effetti quest’ipotesi non sarebbe campata in aria ed è per questo che il Socio Unico della società, la Regione Sicilia, ha chiesto nel 2011, ai liquidatori della società, facendo valere i suoi diritti di Socio, di verificare se ci fossero davvero queste responsabilitàRichiesta che è stata accolta incaricando così un professionista terzo a svolgere gli studi del caso sulla questione, il quale ha prodotto e consegnato, nel luglio 2012, un parere legale sulle eventuali responsabilità degli amministratori delle Terme in carica dal 2006 al 2009.

Cosa ne è venuto fuori? Secondo il parere legale risulta che sussistano validi elementi per promuovere l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2393 del codice civile, nei confronti sia di coloro i quali hanno amministrato la società dal 2006 al 2009 che nei confronti di coloro i quali, nello stesso periodo, dovevano controllarne l’operato.

C’è un problema però. L’articolo 2393 del codice civile prevede che l’azione di responsabilità possa essere esercitataentro i cinque anni successivi alla cessazione dalla carica di amministratore.
Siamo nel 2014, i fatti risalgono al 2009, il tempo stringe e bisogna far presto.

Perché dal luglio del 2012, data in cui è stato depositato il parere legale che ipotizza la mala gestio non è stato fatto niente?

Questa e altre domande sono state rivolte direttamente al Socio delle Terme, la Regione Sicilia, dal Gruppo Parlamentare del M5S, prima firmataria Angela  Foti, sotto forma  di interrogazione parlamentare che vi riportiamo integralmente.

Mettiamoci comodi e aspettiamo le risposte.

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