Feed RSS

Archivi categoria: Rassegna stampa

Presidente Crocetta, la differenza fra un sogno e un progetto è una data. A quando tutte queste cose?


Un brano dell’intervista rilasciata dal Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta al giornalista Tony Zermo, pubblicata su La Sicilia del 12 agosto 2016. E’ apprezzabile la grande tensione emotiva del Presidente verso le questioni del termalismo siciliano, ma fino ad ora sono mancati chiari progetti governativi e soprattutto non sono mai state fornite indicazioni temporali ben precise. Frattanto, però, l’ARS ha autorizzato la Regione alla stipula di un mutuo da 19,800 migliaia di euro per 29 anni per “l’acquisto di beni immobili e di diritti reali su beni immobili di proprietà delle società Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A., entrambe in stato di liquidazione”

crocetta-lasicilia-12agosto2016

Venti milioni di euro per Acireale e Sciacca e ancora nessun progetto per il termalismo, così la Regione si indebita di nuovo con se stessa.


da Sicilia Journal

 

FOTO-TERME-DI-ACIREALE-750x400

CATANIA – Ci vuole una buona dose di onestà intellettuale, da parte del Governo regionale e dei deputati che l’hanno votato, per sostenere apertamente che il provvedimento legislativo approvato ieri sera dall’Assemblea Regionale Siciliana sia una misura d’emergenza per salvare il salvabile, nella complessa vicenda che porterà le Terme di Sciacca e di Acireale verso i privati. Affermare il contrario, ovvero che la norma è un modo per rilanciareil termalismo, sarebbe una grave offesa all’intelligenza dei Siciliani, almeno di quelli che seguono con interesse l’evoluzione del modo di gestire la “res publica” nella nostra terra. Che, nel caso delle Terme, stava diventando pure “res nullius” se è vero, come è vero, che negli ultimi tempi è successo tutto e il contrario di tutto nella gestione degli stabilimenti, chiusi al pubblico, ma senza aver mai individuato un responsabile ben preciso dei fatti accaduti (come la devastazione di molti immobili delle Terme di Acireale) o della prolungata inerzia amministrativa (dell’Ufficio Speciale per le liquidazioni, allestito ad hoc all’Assessorato Bilancio). Adesso arriveranno 19,800 migliaia di euro – come previsto dal comma II dell’art.2 del disegno di legge “Disposizioni per favorire l’economia” – e con queste somme, che la Regione otterrà stipulando un mutuo di 29 anni, si potranno pagare alcuni debiti pregressi ed evitare così ulteriori azioni di pignoramento, simile a quella che Unicredit ha esercitato sull’ex albergo Excelsior Palace e sul centro polifunzionale di Acireale. In pratica, la Regione ha contratto un debito per far fronte a debiti precedentemente contratti e solo in parte onorati. Intervenuto in un’aula semideserta, l’Assessore all’Economia Baccei ha provato ieri ad illustrare la “ratio” della norma ai pochi deputati che chiedevano spiegazioni – e tra questi in modo solerte Angela Foti e Nello Musumeci – (il testo dell’intervento è disponibile sul sito della Regione Siciliana http://www.ars.sicilia.it/DocumentiEsterni/ResSteno/16/16_2016_08_10_359_P.pdf). In pratica, con l’approvazione del disegno di legge, il Ragioniere Generale della Regione sarà autorizzato a stipulare un mutuo bancario di quasi venti milioni di euro che serviranno alla Regione per riacquistare la proprietà di beni (che sono già di sua proprietà) e per riportare così ad unità la proprietà e l’usufrutto sia di beni immobili che dei diritti reali sui beni immobili, in modo da presentarsi in maniera più appetibile ai potenziali investitori privati. Frattanto, pagati anche i debiti pregressi (o buona parte di essi) e ristorati i creditori, la Regione potrà dare in concessione ai Comuni di Sciacca e di Acireale per 25 anni la coltivazione dei giacimenti termali e, a loro volta, i Comuni potranno sfruttarla direttamente (cosa che appare assia improbabile) oppure darla in subconcessione ai privati. In quest’ultimo caso, peròi Comuni – finalmente tirati in ballo nella vicenda che li ha visti finora sempre ai margini delle scelte politiche operate a Palermo -dovranno pure occuparsi del bando di privatizzazione ad evidenza pubblica.

Finisce così al gioco dello scaricabarile la questione del bando. Ai tempi del governo Lombardo, su proposta dell’allora assessore Armao, al bando avrebbe dovuto provvedere un primario advisor internazionale. Poi quella proposta venne cassata e il Presidente Lombardo decise di affidare la redazione del bando “in house” a Sviluppo Italia Sicilia che, completate dopo lungo tempo le farraginose operazioni di valutazione dei complessi termali di Sciacca e di Acireale, scrisse il bando per Sciacca (poi andato deserto) e non riuscì a fare analoga cosa per Acireale, impantanandosi in un mare di questioni legali mai risolte. In sede di approvazione della legge di stabilità di regionale 2016, la facoltà di redigere il bando, nelle more dei provvedimenti regionali, è stata pure concessa ai liquidatori pro-tempore. Adesso, con l’approvazione del nuovo disegno di legge, del bando potrebbero benissimo farsi carico persino i Comuni, con quali competenze, con quali margini di negoziazioni, e con quali risorse non è dato sapere né immaginare.

Ciò che desta perplessità nell’approvazione di questa misura salvataggio delle Terme è l’assenza di un disegno organico sullo sviluppo del termalismo in Sicilia. Sembrerebbe una questione di “lana caprina”, ma non lo è. L’Assessore Baccei in aula si è affrettato a dire che è allo studio un articolato disegno di legge che coinvolge più Assessorati, e quello del Turismo in particolare, per rilanciare il termalismo in Sicilia. Ma quel disegno di legge avrebbe dovuto esser portato in aula prima dell’approvazione di questa norma di salvataggio delle Terme, quanto meno per consentire a tutti i deputati di avere una idea chiara sulla strategia governativa per il termalismo regionale. Invece, all’aula è stato portato un “conto salato” da saldare, pena il depauperamento per sempre del patrimonio termalistico siciliano: quasi venti milioni di euro di risorse pubbliche per rifinanziare i debiti pregressi e cancellare così, con un solo colpo di spugna, tutte le responsabilità che, fra inerzie, procrastinazioni, incertezze ed omissioni, il Dipartimento Bilancio ha avuto nell’ultimo decennio, cioè da quando le Terme di Sciacca e di Acireale nel 2006 sono diventate società per azioni partecipate dal socio Regione. Non va trascurato il fatto, non irrilevante, che dal 2010, cioè da quando è stato decretato per legge lo stato di liquidazione delle Terme, l’Assessorato al Bilancio non si è mai espresso se la liquidazione dovesse essere gestita nell’ottica della continuità aziendale o dello scioglimento delle società. Non bisogna dimenticare nemmeno che non soltanto un euro non è stato concesso per l’ordinaria gestione degli stabilimenti (che nel frattempo proprio la Regione aveva chiesto ai liquidatori di chiudere) ma pure che le Terme di Acireale, proprio per l’inerzia degli uffici regionali, sono state ad un passo dal fallimento. Fallimento che solo un onesto comportamento professionale dei giudici del Tribunale di Catania ha evitato lo scorso anno. E non bisogna nemmeno dimenticare che l’ultimo bilancio della società Terme di Acireale non è stato ancora approvato per via di alcuni “cavilli” che sono ben poca cosa rispetto ai 20 milioni che adesso si chiedono alle casse regionali. Il liquidatore che in quell’occasione avrebbe fatto bene a dimettersi, perché oggettivamente sfiduciato dal suo socio, invece è rimasto al suo posto e adesso si preoccupa soltanto di restituire pulito il Parco delle Terme alla città di Acireale. A non approvare il bilancio è stato lo stesso Assessorato al Bilancio che adesso ha presentato all’aula il disegno di legge in cui, all’art.2 primo comma, si dice testualmente “Al fine di portare progressivamente ad unità i complessi termali di Sciacca e Acireale, la Regione siciliana, per consentire la programmazione e l’attuazione di interventi speciali di sviluppo del turismo termale finalizzati alla promozione economica ed alla coesione sociale e territoriale, è autorizzata all’acquisto di beni immobili e di diritti reali su beni immobili di proprietà delle società Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, entrambe in stato di liquidazione”. Amen!

Saro Faraci

Perchè l’assessore Baccei ha paura di venire ad Acireale?

Inserito il

cittacitta

 

Intensa puntata della trasmissione Città Città ieri sera ad Etna Espresso Channel. Ospiti in studio il Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, il deputato regionale Angela Foti, il liquidatore delle Terme di Acireale SpA Gianfranco Todaro e il presidente del Lions e coordinatore del Forum per le Terme Rosario Faraci. Unanime l’interrogativo degli ospiti: ma perchè l’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei, luogotenente del sottosegretario Davide Faraone in Sicilia, non viene ad Acireale per costatare di presenza la situazione delle Terme e discutere con le forze politiche e sociali della città sulle modalità di soluzione dei problemi propedeutici alla redazione del bando di privatizzazione. Perchè Baccei ha paura di venire ad Acireale?

Terme di Acireale, ancora caos. La burocrazia regionale rema contro


dal settimanale I Vespri, pagg.18-19 del numero 4 anno XI

E’ diventata grottesca la vicenda delle Terme di Acireale. Sembra che vi sia la mano invisibile della burocrazia regionale che a tutti i costi vuole sbrandellare gli stabilimenti e i relativi compendi immobiliari, spossessando Acireale di un pezzo della sua storia, di una parte della sua vocazione turistica e persino della sua volontà di risorgere economicamente. Una burocrazia talmente forte e determinata nei suoi intendimenti da andare anche contro la politica, a meno che vi sia un pericoloso gioco delle parti che, ove dimostrato, sarebbe ancora più grave. In pratica, succede quanto segue…..

terme-ivespri terme-ivespri2

Terme Acireale, Todaro: “Regione boccia bilancio ’14? assurdo””


di Serena Di Stefano, dal sito Sudpress

rosario-crocetta

 

Dopo il rigetto dell’istanza di fallimento presentata dalla Procura di Catania a danno della società di gestione Terme di Acireale SpA – sentenza emanata dal giudice della Quarta Sezione Civile e Fallimentare del Tribunale di Catania Antonio Caruso – interviene il commissario liquidatore sul futuro del comparto termale

“Alla buona notizia del rigetto, appresa venerdì mattina, è seguita l’immediata doccia fredda. Nella stessa giornata di venerdì è stata convocata l’assemblea dei soci ed essendo una società partecipata al 100%, il socio Regione ha sottoposto a procedure tutti gli ordini del giorno, tra i più importanti, ha rigettato il bilancio relativo all’anno 2014 (quindi a un periodo in cui non ero ancora commissario liquidatore)”, ha dichiarato Gianfranco Todaro insediato a ottobre 2015.

“Il precedente liquidatore aveva omesso di presentare il bilancio relativo a questo periodo, quindi mi sono dovuto occupare del bilancio 2014 che in linea di massima non si discosta da quelli degli anni precedenti approvati dal Collegio sindacale e dalla Regione. Inspiegabilmente la Regione non ha approvato il bilancio con motivazioni assurde facendo dei rilievi che non sono stati effettuati nei 10 anni precedenti”.

La situazione attuale è quindi ancora di stasi. “Rivedremo il bilancio e lo ripresentermo, siamo nella fase di studio ma stiamo cercando di capire le motivazioni del rigetto”.

Il dialogo con la Regione continuerà ma “è chiaro che stiamo cercando anche interlocutori diversi”, ha continuato Todaro spiegando un altro punto all’ordine del giorno discusso dall’Assemblea dei soci: il cammino verso l’affidamento degli stabilimenti ai privati.

“Avevo chiesto l’autorizzazione per emanare un bando per la gestione dello stabilimento che la Regione prevedeva di fare già nel 2010, secondo la legge 11 del 2010, ma in 5 anni non ha fatto quasi nulla dato che solo dopo questi anni si è accorta di non avere i presupposti per emanarlo in quanto il patrimonio in larga parte appartiene alla società Terme di Acireale SpA. A questo punto, è stato detto solo verbalmente che il bando sarebbe stato fatto dal commissario liquidatore, condizione ritrattata nell’ultima riunione perché la Regione ha limitato l’attività del commissario solo alle manovre liquidatorie, quindi attualmente non posso emanare nesssun bando.”

La Regione dunque non può farlo, il liquidatore nemmeno perché deve occuparsi soltanto della soddisfazione dei creditori. “E’ per questo che ho proposto di modificare con un emendamento la legge 11 del 2010 prevedendo che sia il commissario liquidatore a proporre il bando per la gestione ai privati. La proposta è stata subito accolta dall’onorevole Angela Foti (M5S) e l’emendamento che dovrebbe andare in esame dell’Assemblea in questi giorni.”

Sulla questione era intervenuta anche la deputata pentastellata in questi termini: “È certo che non è più possibile che la gestione liquidatoria delle Terme di Acireale continui così come si è protratta fino ad oggi, la Regione deve svolgere un ruolo attivo e propositivo nella soluzione di un problema che rischia di alienare al patrimonio regionale un assetto che ha rivestito e può ancora rivestire un’importanza cruciale per l’economia turistica etnea”.

 

La Città di Acireale e il liquidatore delle Terme convocati il 3 febbraio all’ARS


L’articolo su La Sicilia di Salvo Cutuli

terme-palermo

Nulla di fatto al Consiglio Comunale sulle Terme. Eccessivo il protagonismo di molti consiglieri distratti da altro


L’articolo su La Sicilia del 24/12

termebenecomune