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L’on.D’Agostino sulle Terme di Acireale: «Bravissimi i liquidatori, ma una seria riapertura delle strutture termali è difficile da raggiungere»


In risposta ad un lettore che chiedeva delucidazioni sul futuro delle Terme, lamentandosi della loro distruzione, ecco le dichiarazioni dell’on. Nicola D’Agostino sul suo profilo pubblico Facebook

« Le Terme sono state distrutte quando la Regione (io non ero in carica) aveva immaginato un futuro da Spa… però controllato al 100% sempre dalla Regione! Insomma classico pasticcio da carrozzone politico e luogo per sottogoverno. Adesso occorre pagare i debiti (oltre 12 mln, già stanziati nelle ultime finanziarie anche per mio interessamento), poi restituire formalmente i beni dalle Terme spa in liquidazione alla Regione ed infine avviare il bando per l’affidamento della gestione ad un privato. Intanto i liquidatori (bravissimi rispetto al passato) hanno approvato i bilanci e reso possibile una mediazione con il maggior creditore. Adesso la strada è aperta. Anche se ancora difficile da raggiungere il miglior risultato: cioè una seria riapertura delle strutture termali»

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Terme di Acireale, D’Agostino elogia i liquidatori


L’articolo apparso su La Sicilia del 21.7.2018

Il barone Agostino Pennisi di Floristella e le “sue” Terme da rilanciare


L’articolo pubblicato da La Voce dell’Jonio on line

Nella sala congressi dell’hotel Santa Tecla Palace di Acireale,  si è svolto il convegno “Agostino Pennisi di Floristella, imprenditore illuminato” promosso dal FAI di Catania e da varie associazioni presenti nel territorio. L’illustre acese, nato il 17 luglio 1832, apparteneva alla nobile famiglia dei Pennisi, baroni di Floristella, proprietari di vasti latifondi in Sicilia.
Ad aprire il convegno la professoressa Antonella Mandalà capodelegazione del FAI di Catania. Oltre a ricordare il nobile acese, il convegno è stato l’occasione per parlare di termalismo e della dolorosa e difficile situazione delle terme di Acireale. Tutti gli intervenuti  hanno dato un quadro della attuale situazione e si spera che occasioni come questa, oltre ad informare la cittadinanza, possano servire da sprone per velocizzare l’uscita da una condizione di stallo appesantita da burocrazia e problematiche varie.
Il sindaco di Acireale ingegnere Stefano Alì ha aperto il convegno con il suo saluto mostrando vivo interesse per gli interventi  degli illustri relatori sia a livello storico che tecnico. Doverosa la presenza della famiglia del barone che è stata rappresentata dall’ingegnere Agostino Pennisi di Floristella che ha posto l’accento sull’importanza del rilancio del termalismo acese che, oltre a rappresentare un glorioso passato, deve servire da  traino economico e turistico per il presente e per gli anni a venire. Le terme oggi non devono essere solo un luogo di cura ma anche un luogo di benessere legato anche alle bellezze del luogo. Dunque non solo stabilimento termale, ma strutture ricettive moderne e all’avanguardia per un mercato

Gli interventi storici hanno avuto due illustri relatori, il dottore Saro Bella che si è soffermato sulla famiglia Pennisi  di Floristella nell’Acireale dell’ottocento  e la dottoressa Gemma Cutrufello che ha relazionato su “Cosa furono le terme di Santa Venera del Barone di Floristella”.
Nel 1873 l’inaugurazione degli stabilimenti dedicati a Santa Venera. L’edificio fu costruito in stile neoclassico con rigoglioso giardino all’inglese progettato dall’architetto fiorentino Mariano Falcini; suo anche il progetto dello splendido palazzo in piazza Lionardo Vigo nel cuore della città . Nello stesso anno venne inaugurato il lussuoso Grand Hotel de Bains che ospitò personaggi illustri come il re Umberto I di Savoia e la regina Margherita. Il compositore Richard Wagner, Federico II granduca ereditario del Baden. Il barone nel 1871 contattò il chimico Orazio Silvestri che dopo 10  mesi diede i risultati delle sue ricerche con le caratteristiche delle acque sulfuree e salsobromoiodiche, particolarmente adatte a curare malattie osteoarticolari, dermatologiche e reumatiche.
Conclusa la prima parte del convegno, la professoressa Mandalà ha aperto la seconda parte dedicata alle attuali problematiche delle terme, dando la parola al dottore Francesco Petralia presidente del collegio dei commissari liquidatori e al dottore Rino Piscitello, intervenuto in rappresentanza dell’assessore all’Economia della Regione siciliana dottore Gaetano Armao, vicepresidente regionale. Un quadro sconfortante, 15 milioni di debiti, un mutuo mai estinto e adesso passato da Unicredit al  fondo internazionale Cerberus, con sede a New York, oggi principale creditore delle Terme di  Acireale Spa. Si prospetta la possibilità di interrompere la procedura esecutiva che vede all’asta l’ex albergo Excelsior Palace con il complesso polifunzionale. Ma non si deve dimenticare che ci sono altri creditori oltre all’attuale Cerberus e altri debiti che intanto si sono accumulati. Fondamentale che la Regione dia i fondi per poter accendere un altro mutuo. Chiusa questa difficile fase si potrebbe passare alla privatizzazione con la redazione di un bando di gara. La strada dunque si presenta in salita, ma non bisogna disperare e  gli acesi sono fiduciosi che le terme  potranno nuovamente funzionare.
Alla fine delle relazioni i presidenti dei maggiori club service che hanno partecipato alla realizzazione del convegno hanno dato il loro personale contributo con un saluto. Presente anche l’onorevole Angela Foti, che ha sottolineato l’importanza di accertare le responsabilità pregresse, di vigilare ed avere voce in capitolo come Comune di Acireale al futuro bando.
Ha concluso il convegno il sindaco Alì che ha dichiarato di avere inoltrato alla Regione siciliana la richiesta di riapertura del Parco delle terme, in passato aperto grazie all’impegno dell’associazione Costarelli. Il suo presidente avvocato Mario Di Prima, presente al convegno,  ha ricordato l’apertura del parco nel 2016 per alcuni mesi durante i fine settimana e poi inaspettatamente chiuso per volere della Regione siciliana. Se il parco potrà tornare fruibile, ad occuparsi della sua manutenzione durante le more per la risoluzione del caso sarà la SOGIP, la partecipata del comune di Acireale, ricevendo in cambio la possibilità di sfruttare un pozzo dismesso sito a Santa Caterina.
Si spera dunque che di tutto quello che il barone Agostino Pennisi di Floristella ha fatto e ha lasciato alla nostra amata città non resti solamente il ricordo.

Gabriella Puleo

Terme di Acireale, tutto è a posto secondo la Regione. Ma non c’è più il posto


Un’anticipazione dell’articolo che sarà pubblicato sul settimanale I Vespri in edicola sabato 14 luglio

Agostino Pennisi: « Durante la mia sindacatura non è stato compreso lo sforzo di assorbire l’aiuto di una realtà importante come le Terme di Fiuggi »

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Il testo dell’intervento dell’ing. Agostino Pennisi, discendente del fondatore delle Terme e già Sindaco di Acireale, al convegno organizzato dal FAI ad Acireale

Ho assunto con gioia l’incarico di essere relatore in questo convegno nella mia veste di discendente del fondatore delle Terme di Santa Venera, Agostino Pennisi di Floristella.
Agostino era il nonno di mio nonno e rappresenta nella nostra memoria familiare un esempio inarrivabile d’imprenditorialità, di visione strategica del territorio e di impegno sociale.
I relatori che mi seguiranno vi descriveranno il quadro socio-economico nel quale si mosse Agostino e cosa lui sia riuscito a creare.
A me tocca inquadrare il termalismo in un’ottica di sistema, cosa che ho provato a fare in più momenti della mia vita, essendo partecipe della realtà territoriale di Acireale e delle Aci anche in più ruoli di governo, ma mai avevo valutato cosa fosse l’emozione di parlare da Pennisi di Floristella, in un luogo così affollato e qualificato dove si parla della storia della mia famiglia.
Il tema che mi è stato assegnato “Il termalismo acese è solo nostalgia o può essere il centro di un sistema territoriale?” è evidentemente provocatorio, soprattutto se stretto nei pochi minuti che mi sono stati riservati. Affermare che nel mio cuore non vi sia la nostalgia di una città – che la mia generazione sessantottina non ha mai visto – che si muoveva in posizione centrale nel sistema termale nazionale e forse europeo sarebbe una menzogna!
La mia generazione ha solo letto e studiato. Ha visto sfumare l’ultima fase del termalismo, luogo di cultura, di sport e di musica ed ha capito ed ha anche invidiato le realtà termali che ci circondano nel panorama nazionale.
Durante la mia sindacatura non è stato compreso lo sforzo di assorbire l’aiuto di una realtà importante come le Terme di Fiuggi, presenti ad Acireale ai massimi livelli quali sponsor dei “Giochi del mare”. Ma mentre io cenavo con loro, il Consiglio incardinava la mozione di sfiducia nei miei confronti.
Ha sognato comunque che un giorno sarebbe stato possibile essere parte attiva nella riapertura di un dialogo pubblico sulle Terme di Acireale. Ecco perché quando il FAI e la sua ammirevole presidente Antonella Mandalà mi ha travolto nell’organizzazione di questo evento, ho colto senza remore un’occasione forse irripetibile per me, principalmente per l’immagine positiva e di assoluta credibilità che le attività del FAI hanno assunto nel nostro Paese.
L’ho pregata di orientarlo, oltre che alla rievocazione del passato, alla fotografia del presente ed alla descrizione delle prospettive del futuro, consapevole io che il termalismo non è un mondo fine a se stesso.
Il termalismo è un bene identitario di una località che può produrre un impatto culturale, un impatto sociale ed un impatto economico per l’intero territorio di appartenenza. Quindi, omologando il pensiero del mio amico e maestro Enzo Coniglio, ma soprattutto ripescando un concetto molto caro ai miei amici del Partito Democratico di Acireale che hanno nel tempo dato prova di sensibilità verso le Terme, il trinomio TERME TERRITORIO CULTURA è secondo me alla base del sistema territoriale che deve vedere il termalismo in posizione nodale.
E’ indubbio che il termalismo di Agostino non è riomologabile perché oggi è innata nella nostra società una nuova concezione di benessere. Ci siamo orientati ad un approccio globale dell’uomo, a nuove richieste funzionali, vi sono nuove modalità di erogazione delle cure, vi è un’esigenza di specializzazione e personalizzazione: le terme sono passate da luogo di cura a luogo di benessere e quindi, conseguentemente, è cambiato radicalmente il bacino d’utenza potenziale delle Terme di Agostino.
E quindi, rispondendo subito al tema assegnatomi, è indubbio che il termalismo del XXI secolo non è più il termalismo di Agostino, che era fortemente legato alle cure terapeutiche ed ai trattamenti: di quel termalismo non vi può essere nostalgia.
Il termalismo che auspichiamo oggi è orientato verso la prevenzione e quindi verso un turismo della salute; verso la promozione della salute e quindi al turismo del benessere; e soprattutto ad un concetto innovativo che coinvolge l’intero territorio: quello della promozione della salute attraverso una forte connessione fra la medicina, le prerogative termali e l’ambiente che le circonda.
Di conseguenza non c’è termalismo del XXI secolo senza un contesto territoriale attrattivo, senza un collegamento sinergico fra le località termali del sistema territoriale, senza la presenza di adeguate strutture ricettive nelle località termali e nei dintorni, fermo restando che devono essere provate le qualità intrinseche del sistema termale come la qualità dell’acqua scientificamente accertata e la istituzione di certificazioni di qualità.
Il sistema territoriale dev’essere però tale da stare nel “mercato” termale ed avere le qualità per essere prescelto nel quadro dell’offerta concorrenziale. L’offerta termale quindi non può essere avulsa da una logica di sviluppo integrato che promuova i valori naturali dell’Acese (il mare e le cure che col mare sono attuabili; la Timpa, questa sconosciuta che va raccordata alla Città; le architetture che vanno selezionate, finanziate ed aperte alla comunità; la storia della città e del territorio, che da patrimonio di pochi deve diventare patrimonio collettivo).
Tutti questi elementi valoriali devono costituire un sistema complesso e soprattutto identitario, al fine di promuovere Acireale ed il suo termalismo come un’attività culturale fortemente marcata da connotazioni locali e decisamente diversa da altre offerte analoghe.
Il valore identitario del territorio acese, caratterizzato da elementi storico-naturalistici di grande bellezza, deve quindi crescere in modo sistematico e deve attrarre imprenditorialità attraverso un progetto che veda il sistema termale come il cuore di un prodotto culturale.
Acireale, per la sua indubbia rilevante serie di peculiarità attrattive, ha la possibilità di diventare il cuore di un Distretto Culturale Termale, uno strumento attrattore di risorse che stimolino la competitività territoriale.
Il nostro territorio è caratterizzato da luoghi meravigliosi la cui identità andrebbe valorizzata anche attraverso la consapevolezza dei suoi abitanti che sovente neppure lo apprezzano.
All’acese manca a volte l’amor proprio, quella consapevolezza della specificità e dell’unicità dei luoghi nei quali vive. Occorre far capire che la consapevolezza della bellezza e dell’attrattiva del territorio è un valore unico ed assolutamente necessario per competere con gli altri territori.
E’ evidente che occorre strutturare strategie promozionali innovative che creino un vero e proprio “Brand Acireale“ al Centro del Distretto Culturale Termale che a sua volta dev’essere inquadrato in un’ottica metropolitana, affidando al territorio delle Aci specificità dinamiche e strategiche, coordinate alle esigenze del sistema territoriale.
Il tema affidatomi andrebbe sviluppato con un tempo del quale io non dispongo, ma mi riservo di scriverne una memoria in tempi successivi: sono un estimatore delle opportunità che la Città Metropolitana può offrire ai Comuni limitrofi al capoluogo ed ho sempre creduto nella immensa attrattiva che Acireale ha avuto sull’area catanese.
A volte Acireale è mortificata ed è catalogata fra i “paesi etnei” mentre in realtà può rappresentare una grande ed unica risorsa all’interno di un territorio che compete, anche attraverso la risorsa termale della quale Acireale può tornare ad essere protagonista, con gli altri sistemi territoriali del Paese.
Alla nuova Amministrazione ed ai cittadini tutti tocca il compito di decidere se restare spettatori o diventare finalmente attori protagonisti di un sogno che può ritornare a vivere.

Terme, l’ex presidente di Confindustria Catania: Ci vuole un piano industriale, a proporlo sia l’amministrazione comunale

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Il “post” pubblicato su Facebook dall’imprenditore Saretto Leonardi, già presidente di Confindustria Catania

« Oggi si è svolto al S.Tecla Palace un pregevole incontro avente per tema la figura di Agostino Pennisi di Floristella mitico mecenate del tempo che intuì la valenza e le possibilità di sfruttamento, per Acireale, della risorsa termale. Organizzatori Il FAI e tutti i “Club service” presenti in città , il Governo Regionale con un delegato dell’assessore Armao, la politica locale con l’On. Angela Foti, il Neosindaco Ing. Alì e naturalmente i Commissari delle Terme. Gli interventi sono stati diversi ma, purtroppo, togliendo quelli autoreferenziali e quelli dei soliti personaggi in cerca “d’autore” ( leggi: in cerca di occupazione e protagonismo) è emerso ben poco per dare una vera dritta alla nuova amministrazione che gli consentisse di sciogliere il nodo gordiano che tiene ingabbiata la nostra principale risorsa. Unica notizia degna di rilievo è che il fondo straniero che detiene alcuni beni della Terme sequestrati per insolvenza è disposto ad attendere una soluzione negoziata piuttosto che una vendita giudiziaria all’incanto. Mi sono permesso dare il mio modesto contributo, grazie alla cortesia della Presidente del FAI, che mi ha concesso, fuori elenco, un breve intervento. Ho voluto chiarire e spero di esserci riuscito che le Terme sono un’impresa. Che come tutte le imprese quando sono in crisi hanno bisogno di un progetto sia tecnico che economico per uscire dalle secche. Nell’impresa privata questo è un compito che spetta all’imprenditore. Nella impresa pubblica ( sia pure in forma di SPA), come le Terme S. Venera spetta ugualmente alla proprietà che nel particolare caso è la Regione. E Vi aspettate dalla Regione un progetto che abbia un senso ed una praticabilità? Sarebbe solo utopistico ! Pertanto l’amministrazione Acese ha la responsabilità morale e di contiguità di proporne uno. Con un buon progetto reperire i mezzi finanziari sarà complesso ma possibile. Io sono certo che il neosindaco da attivo imprenditore, quale mi risulta sia, non mancherà di chiamare attorno a sé quelli che ritiene i migliori consiglieri per supportarlo in questo delicato passo. Alle mia Acireale, ai miei concittadini, al Sindaco Alì auguro ogni successo su questo nuovo fronte che oggi sembra aprirsi. Che nessuno alzi il piede dall’acceleratore! »

Il convegno FAI sul termalismo ad Acireale

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Gli articoli di Antonio Carreca su La Sicilia