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Le Terme nella Guida storico-monumentale di Acireale curata dal Can.Raciti Romeo

Tratto da Acireale e dintorni. Guida storico-monumentale, III edizione rifatta e accresciuta dal Can.Vincenzo Raciti Romeo, Bibliotecario della Zelantea, Ristampa anastatica 1980 (pag.106-111).

Bagni Termo-Minerali di S.Venera e Grande Albergo

Percorrendo la piazza Agostino Pennisi, tra i fabbricati che sorgono a sinistra, si trova il Grande Albergo e a destra lo Stabilimento dei Bagni termo minerali delle acque sulfuree-salso-iodiche-idrocarbonate di S.Venera, entrambi dovuti alla munificenza di Agostino Pennisi barone di Floristella ed aperti al pubblico in maggio 1873.

Lo stabilimento dei Bagni sorge a 140 metri sul livello del mare. Ha quattro piani dei quali, dalla entrata, si vede soltanto il più alto preceduto da un giardino inglese con larghi viali, statue e fontane. All’ingresso dello stabilimento si incontra un vestibolo a colonne, da cui si entra nel salone di aspetto, nelle sale di conversazione e di musica, nei gabinetti di osservazioni medicochirurgiche e nello appartamento dell’amministrazione. Questo stabilimento negli anni 1873-1881 acquistò fama europea e fu frequentato da numerosi visitatori inglesi, tedeschi, russi e di altre nazioni.

Il 23 marzo 1875 S.A.R. il Granduca ereditario di Baden in compagnia di altre celebrità politiche di Germania visitò i Bagni e prese alloggio nel Grande Albergo. Il 17 settembre dello stesso anno vi dimorarono il ministro Ruggiero Bonghi ed Ernesto Renan che visitarono le scuole, il medagliere Pennisi, le pitture di Pietro Paolo Vasta e l’Istituto Santonoceto. Il 17 gennaio 1881 le loro Maestà Umberto I e Margherita di Savoia furono ricevute dal Pennisi in questo grandioso edificio, applauditi e ossequiati dalle autorità e dalla intiera cittadinanza. In marzo e aprile del 1882 il celebre maestro di musica Riccardo Wagner vi dimorò con la sua numerosa famiglia.

Notizie storiche sulle acque termominerali di S.Venera

Queste acque sgorgano da un pozzo, a 4 chilometri circa, a sud di Acireale, in un fondo del barone Pennisi di Floristella limitrofo alle antiche Terme Xifonite, e dal Pennisi barone Agostino, condotte in Acireale nello stabilimento da lui fondato. I ruderi delle antiche Terme sorgono nella classica plaga tanto celebrata dagli antichi scrittori greci e latini, dove scorreva il fiume Akis, da cui prese nome la città. Dall’esame dei frammenti di questi ruderi risulta che nell’epoca greco-sicula esistettero in questo luogo stabilimenti termali ad uso degli abitanti della vetusta Xifonia e che furono rifabbricati nell’epoca romana, secondo i precetti di Vitruvio. Al presente rimangono due grandi sale a volta nelle quali sono simmetricamente murati doccioni di terra cotta che si crede servissero per l’uscita dei vapori – Il pavimento di queste antiche Terme era a mosaico, sullo stile di quello di Pompei, come hanno dimostrato le scoperte archeologiche nelle adiacenze del monumento, eseguite in maggio 1872 e descritte da Lionardo Vigo a pag.78 del vol III dalle sue opere. Nel volgere dei secoli queste acque furono dette di S.Venera da un antichissimo tempo dedicato alla Santa concittadina e patrona di Aci, reso celebre, da tempi remoti, per il grande Mercato Franco e per il concorso dei fedeli che numerosi vi accorrevano per ottenere grazie e salute.

L’esame chimico analitico di queste acque è stato fatto nel 1873 dal prof. Orazio Silvestri e pubblicato nel vol. VIII 3a Serie degli Atti dell’Accademia Gioenia di Catania. Delle medesime scrisse il poeta siciliano Cornelio Severo vissuto nel secolo di Augusto, circa l’anno 730 di Roma e 24 anni avanti Cristo – La Guide des Thermes et Bains d’Italie pubblicata a cura dell’Associazione medica italiana di idrologia per il Dr. G.S. Vinai- Torino 1894, a pag.169 riporta le principali notizie attinenti alle nostre Terme.

Esse sono note da tempo immemorabile, hanno sempre conservata inalterata la loro fama per i pregi incomparabili delle loro acque.

Varie analisi sono state eseguite, fra le quali la più completa, quella del Silvestri predetto. La recentissima analisi (1923-1924) del Prof. Nasini, direttore dell’Istituto di Chimica della R.Università di Pisa e membro onorario dell’Università di Cambridge, ha messo in evidenza nuovi pregi fra i quali la radioattività, prima ignorata, la presenza di acido borico, di zolfo allo stato colloidale e di una maggiore quantità di bromo.

<<Le nostre attuali indagini, scrive il Prof. Nasini, sull’acqua di S.Venera hanno, anzitutto, messo in evidenza una discreta radioattività, la quale acquista una notevole importanza allorchè si prende a considerare la portata della sorgente d 1,3 al 1°; inoltre, i componenti chimici sono risultati in numero notevolmente superiori in confronto di quelli riscontrati nelle altre acque similari. Il fatto chimico e fisico-chimico della presenza di zolfo colloidale, durante il bagno, dovuto alla lenta ossidazione dell’idrogeno solforato, la presenza della emanazione radioattiva ci sembra possano aprire la via a nuove applicazioni che sempre più aumentino i benefici effetti, che la esperienza secolare ha già attribuito a quest’acqua così interessante anche dal punto di vista chimico e chimico-fisico>>.

Lo stabilimento rimane aperto tutto l’anno, avendo una sezione provvista di riscaldamento centrale a termosifone con radiatori in ogni camerino.

Il Direttore Sanitario risiede nello stabilimento, non solo per sorvegliare l’igiene, ma anche per assistere i bagnanti e dar loro tutte quelle prescrizioni di tecnica balneare e di cure sussidiarie, nonchè tutti quei consigli inerenti al regime dietetico, dai quali dipende l’esito della cura. Egli, inoltre, è sempre a disposizione dei colleghi medici e dei bagnanti per tutte le notizie e schiarimenti di cui potessero avere di bisogno.

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