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Archivi del mese: ottobre 2017

Parco delle Terme di Acireale, un pozzo senza fondo. Di leggerezze ed ingenuità


dal sito di Sicilia Network

ACIREALE – Alessandro Baccei, assessore regionale in carica all’Economia del governo Crocetta, ha fatto un blitz ieri mattina ad Acireale. Accompagnato dal segretario regionale del PD Fausto Raciti, acese, e dal deputato Raffaele Pippo Nicotra, ha incontrato alle Terme i liquidatori in carica nominati proprio dal governo regionale, cioè Francesco Petralia (presidente del collegio), Vincenza Mascali e Antonino Oliva. La visita è coincisa con l’inizio dei lavori di manutenzione del Parco delle Terme di Santa Venera, in vista della sua possibile riapertura conseguente al recente accordo tra Sogip e Terme.

La Sogip è una società a responsabilità limitata interamente partecipata dal Comune di Acireale e si occupa delle utilities principali per la cittadinanza acese, cioè distribuzione di acqua e gas metano. Fattura circa sette milioni di euro l’anno, ha una ventina di dipendenti, è in utile e controlla pure la partecipata Acienergia (in passato Sogip Trade). Tra la Sogip e la società di gestione delle Terme di Acireale c’era un vecchio contenzioso per via di un credito vantato dalla partecipata comunale, a fronte del quale le Terme non erano più nelle condizioni di pagare. Così tempo fa è maturata una decisione, ufficializzata però soltanto in queste ultime settimane che precedono le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana, ovvero effettuare una transazione. In cambio della manutenzione straordinaria prima ed ordinaria poi del Parco delle Terme che la SOGIP si impegna a realizzare per tre anni, la partecipata del Comune riceverà in uso un pozzo di proprietà delle Terme, attualmente non funzionante, ubicato in prossimità dello stabilimento termale di Santa Caterina, dotato pure di impianto di sollevamento realizzato nel 2003. Al netto di eventuali altre autorizzazioni regionali, la partita è patta dunque; così finalmente il Parco delle Terme si potrà riaprire e restituirlo alla città nonché ai suoi visitatori, escursionisti e turisti.

E’ una storia lunga quella della riapertura del Parco delle Terme di Santa Venera, un giardino inglese con larghi viali, statue e fontane che precede l’omonimo stabilimento a quattro piani il quale, voluto dal barone Agostino Pennisi di Floristella, fu aperto al pubblico nel maggio del 1873. Prima di ieri, forse l’assessore Alessandro Baccei non lo conosceva nemmeno e così pure i Dirigenti dell’Assessorato al Bilancio da lui diretto.

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Terme, una lettera di sollecito scambiata per decreto


articolo di Filippo Cardinale sul Corriere di Sciacca

Ormai sulle terme siamo alle farse da film comici. Risate gratuite e senza impegno di spesa. E’ un gioco a chi le dice più grosse, le balle. E chi spara balle non ha più limiti, riuscendo anche a scambiare una lettera di sollecito firmata da Baccei come decreto di concessione dei beni termali. E ci rimane di stucco quando a sparare balle sono membri del governo Crocetta.

Ovviamente, siccome gli spari delle balle fanno rumore, l’eco giungo fino a Sciacca, passando da Bivona dove la balla stessa assume i contorni di un calendario che risente di un tasso alcolico eccessivo.

La campagna elettorale è in pieno svolgimento e il gran chiasso attorno alle terme è un evidente strumento elettorale. Ma torniamo al fantomatico decreto che la Lo Bello ha dichiarato di averlo consegnato in Giunta, mentre Panepinto ha dichiarato che il decreto è pronto per il 25 novembre.

Il 19 ottobre, l’assessore Baccei scrive al Dirigente del Dipartimento regionale delle Finanze sollecitandolo “al fine di non svilire il proseguimento degli obiettivi, a procedere secondo la proposta formulata con la nota 24278 del 3 ottobre 2017, già condivisa dallo Srivente all’atto dell’intervenuta trasmissione alla Giunta di Governo”.

Apriti cielo, una semplice sollecitazione, che palesa le difficoltà in corso e un procedimento che risente del clima elettorale, è stata intesa come già atto di Governo, Decreto.

Dopo l’atto notarile, la Terme di Sciacca Spa doveva provvedere alla consegna dei beni alla Regione. Per poter procedere poi al passaggio, tramite concessione, dei beni dalla Regione al Comune necessita una convenzione che contiene tutte le modalità, oneri, responsabilità, costi.

Ad oggi, di tutto questo non sappiamo nulla e, sinceramente, ci dispiace che il sindaco Francesca Valenti assecondi il turbolento iter da parte della Regione, di un assessore Baccei che vuole subito sbarazzarsi della patata bollente delle terme. Ci dispiace che il sindaco, professionista valido, non senta il bisogno di mettere un freno alla questione stoppando questa corsa di chiaro tono di strumentalizzazione politica. La questione è seria, interessa la città. Ci sono condizioni che il Comune deve accollarsi.

E allora, carte sul tavolo. Prima vediamo le condizioni, poi si discute. Ma le condizioni non possono essere certamente a senso unico, cioè da Palermo a Sciacca.

Filippo Cardinale

Ventotto milioni di perdite tra le Terme di Sciacca e di Acireale. E la Regione sta a guardare


Uno speciale di tre pagine sull’ultimo numero del settimanale I Vespri, oggi in edicola. Un refuso nel titolo: non 18 ma 28 i milioni di perdite in dieci anni tra Sciacca ed Acireale