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Archivi del mese: marzo 2014

Da monumento a luogo sacro

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L’articolo su La Sicilia del 30/3/2014

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La quarantottesima Charter del Lions di Acireale

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L’articolo pubblicato dal periodico AKIS

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Sciacca riparte. L’imprenditore Mangia interessato alle Terme?

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L’articolo sull’edizione agrigentina del quotidiano La Sicilia del 29/3/2014

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Nasce l’ufficio speciale per le liquidazioni. Le Terme di Acireale e di Sciacca verso la fine?

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dal sito LiveSicilia

PALERMO- La giunta regionale ha deliberato la costituzione dell’ufficio speciale per le liquidazioni delle partecipate, come previsto dalla Finanziaria 2014. A capo dell’ufficio è stata designata Rossana Signorino che già gestiva il servizio partecipate, servizio che adesso dovrà essere assegnato ad altro dirigente dal direttore generale.

Guerra a Geraci per le acque minerali

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dal sito di Economia Sicilia

Continua la guerra tra Comune di Geraci e la società produttrice di Acqua Geraci. In una nota l’amministratore della società Giuseppe Spallina contesta la volontà del comune guidato dal sindaco Bartolo Vienna di opporsi alle istanze della società presso la Regione per la concessione di altre sorgenti di acqua minerale. Un braccio di ferro che dura ormai da anni e che ha avvitato il comune madonita in una ragnatela di carta bollata che non fa bene a nessuno. All’azienda produttrice di Acqua minerale viene impedita una naturale espansione e al Comune di cogliere tutte le opportunità di sviluppo legate alla valorizzazione delle sorgenti e del territorio in chiave turistica. Sulla scena, in concorrenza con l’azienda Acqua minerale Geraci, entrano due imprenditori del territorio ma che hanno ormai assunto notevoli dimensioni imprenditoriali: il tour operator Antonio Mangia e il gruppo Giaconia attivo nella grande distribuzione con diversi supermercati in portafoglio. Gente che il proprio mestiere lo sa fare. Ma in questa storia tutti i protagonisti sembrano avviluppani in una specie di eterno duello rusticano all’obra del castello dei Ventimigila. Una contesa strapaesana? Nemmeno per sogno! In questo braccio di ferro ci sono tutti i vizi della classe politica e imprenditoriale siciliana e molti dei perché che hanno impedito in Sicilia l’impianto di una sana iniziativa industriale. Le intercettazioni reciproche sono all’ordine del giorno e la carta bollata pure. Non dimentichiamo che siamo nel paese di don Lollò di pirandelliana memoria.

Ma è mai possibile che una contesa che tiene in ostaggio la comunità di Geraci e il possibile sviluppo di una attività industriale e turistica per tutto il territorio madonità debba essere confinata sulle  montagne di Geraci? Come fa chi deve gestire la politica industriale e lo sviluppo economico di questa Sicilia a pensare che a Geraci si possa tranquillamente continuare a litigare mentre stormi di giovani alla ricerca di un lavoro passeggiano annoiati per le vie dei paesini di quel comprensorio? Se a Geraci non riescono a trovare un accordo, una sintesi politica e imprenditoriale che intervenga direttamente il presidente Crocetta aprendo un tavolo per la risoluzione definitiva della questione. E ciò non a beneficio di questa o di quella parte ma solo a garanzia dei posti di lavoro che un’attività imprenditoriale come Acqua Geraci ha finora creato e delle nuove iniziative di sviluppo che gli altri imprenditori vorranno avviare nel territorio.

Andrea Naselli

Si dimette l’Assessore Bianchi. Si perde ancora una volta la guida politica del processo di privatizzazione e di liquidazione delle Terme

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dal blog Economia Sicilia

Regione: assessore all’Economia Bianchi si dimette e traccia bilancio di un anno

19 marzo 2014
“Io mi fermo qui. Nessuno e’ indispensabile. Non voglio e non posso permettere che la mia fuoruscita da questa esperienza possa essere legata da un biglietto staccato per qualche altra destinazione. Non me ne vado per altri incarichi”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo. “Non cerco paracaduti e me ne torno a fare il lavoro che ho sempre fatto”, ha aggiunto.
L’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, lascia “irrevocabilmente” l’esecutivo guidato dal presidente Rosario Crocetta. Dimissioni ormai nell’aria, che arrivano al termine di una conferenza stampa convocata dallo stesso Bianchi per fare chiarezza. Un’opportunita’ per rivendicare quanto finora fatto dall’esecutivo e per sottolineare anche che, “nonostante i buoni risultati conseguiti in questo primo anno di Governo, ancora molto altro resta da fare”. Bianchi parla di azioni che “richiedono tempi rapidi” ma “che sono disallineati con quelli della politica”. E proprio avvertendo questo impasse, fa riferimento ad “un’azione appesantita” da un dibattito politico impegnato sul rimpasto di giunta “invece che sulle reali problematiche della Regione”. Poi, lo stop di ieri all’Ars al dl pagamenti. Tutti segnali di stallo, che hanno convinto l’Assessore a mettere la parola fine al suo incarico: “Io mi fermo qui – dice -, nessuno e ‘ indispensabile. Non vado via contro nessuno”. La conferenza stampa affollata anche da esponenti politici come il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi, l’assessore al Turismo Michela Stancheris, e’ stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di un anno di attivita’ ed una linea netta di demarcazione sulla prima fase dell’esecutivo che ha visto conseguire in tempi rapidi dei risultati e poi una successiva fase di galleggiamento andata avanti finora.
“Il lavoro fatto e’ stato un lavoro importante che ha potuto contare su una lunga fase di consenso – sottolinea Bianchi -. Partivamo da un disavanzo strutturale che oscillava tra i due miliardi del 2011 e 1,5 miliardi del 2012, il rating era in picchiata con la permanenza di un outlook che voleva dire una prospettiva di peggioramento per il futuro”. Questo il punto di partenza per Bianchi, che non teme di definire “oltre il baratro”. E partendo proprio da qui, l’assessore ha illustrato alcuni dei risultati raggiunti: “Il disavanzo strutturale e’ stato ridotto di un miliardo di euro, e’ stata ridotta di 800 milioni la spesa corrente nel 2013 ovvero del 6% e c’e’ una riduzione programmata nel 2014 di un miliardo. Abbiamo fatto questo cercando di non incidere sui trasferimenti sociali e cercando di ridurre gli sprechi”. “Abbiamo ridotto la spesa sui forestali, abolito la tabella H introducendo il sistema dei bandi – sottolinea -. Azioni che hanno ricevuto il consenso dei gruppi parlamentari, della societa’ e della politica. Abbiamo avviato anche un percorso di riforma delle partecipate”. Risultati che per Bianchi sono anche sul piano della credibilita’ “il rating dopo tre downgrade si e’ stabilizzato e abbiamo migliorato l’outlook da negativo a stabile ed azzerato l’indebitamento regionale”.
Una serie di passi compiuti che l’Assessore dimissionario rivendica cosi’ come quelli che invece, proprio recentemente, hanno cominciato a far vacillare il consenso sul Governo regionale, non ultima la manovra finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato che Bianchi “rivendica” vedendo nell’impugnativa “un momento di rottura”, “un ingiusto stop a quanto finora fatto, che ci ha costretti ad una manovra correttiva diversa, un documento comunque che io considero incompleto”. Da qui l’attenzione si sposta all’oggi e allo stop all’Ars al dl pagamenti per le imprese, ritenuto “punto di forza sui tavoli nazionali”: “Su dl pagamenti si e’ portata avanti una battaglia demagogica – dice -. La mancata approvazione costera’ a tutti i cittadini siciliani ed ha dimostrato la nostra debolezza a rappresentare in realta’ come stanno le cose”. Una caduta che ha trovato il Pd in qualche modo complice, infatti, per Bianchi “trascurare un passaggio fondamentale come questo, perche’ impegnati in legittime discussioni sul rimpasto, ha rappresentato un passo falso”. Da qui la decisione di lasciare “non per un altro incarico. Ritorno al lavoro che ho sempre fatto. Mi sono sentito profondamente irritato da quanti hanno detto che il mio andare via fosse subordinato al trovarmi un altro incarico”. (ITALPRESS)

“Io mi fermo qui. Nessuno e’ indispensabile. Non voglio e non posso permettere che la mia fuoruscita da questa esperienza possa essere legata da un biglietto staccato per qualche altra destinazione. Non me ne vado per altri incarichi”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo. “Non cerco paracaduti e me ne torno a fare il lavoro che ho sempre fatto”, ha aggiunto.    L’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, lascia “irrevocabilmente” l’esecutivo guidato dal presidente Rosario Crocetta. Dimissioni ormai nell’aria, che arrivano al termine di una conferenza stampa convocata dallo stesso Bianchi per fare chiarezza. Un’opportunita’ per rivendicare quanto finora fatto dall’esecutivo e per sottolineare anche che, “nonostante i buoni risultati conseguiti in questo primo anno di Governo, ancora molto altro resta da fare”. Bianchi parla di azioni che “richiedono tempi rapidi” ma “che sono disallineati con quelli della politica”. E proprio avvertendo questo impasse, fa riferimento ad “un’azione appesantita” da un dibattito politico impegnato sul rimpasto di giunta “invece che sulle reali problematiche della Regione”. Poi, lo stop di ieri all’Ars al dl pagamenti. Tutti segnali di stallo, che hanno convinto l’Assessore a mettere la parola fine al suo incarico: “Io mi fermo qui – dice -, nessuno e ‘ indispensabile. Non vado via contro nessuno”. La conferenza stampa affollata anche da esponenti politici come il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, il capogruppo del Pd all’Ars Baldo Gucciardi, l’assessore al Turismo Michela Stancheris, e’ stata anche l’occasione per tracciare un bilancio di un anno di attivita’ ed una linea netta di demarcazione sulla prima fase dell’esecutivo che ha visto conseguire in tempi rapidi dei risultati e poi una successiva fase di galleggiamento andata avanti finora.   “Il lavoro fatto e’ stato un lavoro importante che ha potuto contare su una lunga fase di consenso – sottolinea Bianchi -. Partivamo da un disavanzo strutturale che oscillava tra i due miliardi del 2011 e 1,5 miliardi del 2012, il rating era in picchiata con la permanenza di un outlook che voleva dire una prospettiva di peggioramento per il futuro”. Questo il punto di partenza per Bianchi, che non teme di definire “oltre il baratro”. E partendo proprio da qui, l’assessore ha illustrato alcuni dei risultati raggiunti: “Il disavanzo strutturale e’ stato ridotto di un miliardo di euro, e’ stata ridotta di 800 milioni la spesa corrente nel 2013 ovvero del 6% e c’e’ una riduzione programmata nel 2014 di un miliardo. Abbiamo fatto questo cercando di non incidere sui trasferimenti sociali e cercando di ridurre gli sprechi”. “Abbiamo ridotto la spesa sui forestali, abolito la tabella H introducendo il sistema dei bandi – sottolinea -. Azioni che hanno ricevuto il consenso dei gruppi parlamentari, della societa’ e della politica. Abbiamo avviato anche un percorso di riforma delle partecipate”. Risultati che per Bianchi sono anche sul piano della credibilita’ “il rating dopo tre downgrade si e’ stabilizzato e abbiamo migliorato l’outlook da negativo a stabile ed azzerato l’indebitamento regionale”.   Una serie di passi compiuti che l’Assessore dimissionario rivendica cosi’ come quelli che invece, proprio recentemente, hanno cominciato a far vacillare il consenso sul Governo regionale, non ultima la manovra finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato che Bianchi “rivendica” vedendo nell’impugnativa “un momento di rottura”, “un ingiusto stop a quanto finora fatto, che ci ha costretti ad una manovra correttiva diversa, un documento comunque che io considero incompleto”. Da qui l’attenzione si sposta all’oggi e allo stop all’Ars al dl pagamenti per le imprese, ritenuto “punto di forza sui tavoli nazionali”: “Su dl pagamenti si e’ portata avanti una battaglia demagogica – dice -. La mancata approvazione costera’ a tutti i cittadini siciliani ed ha dimostrato la nostra debolezza a rappresentare in realta’ come stanno le cose”. Una caduta che ha trovato il Pd in qualche modo complice, infatti, per Bianchi “trascurare un passaggio fondamentale come questo, perche’ impegnati in legittime discussioni sul rimpasto, ha rappresentato un passo falso”. Da qui la decisione di lasciare “non per un altro incarico. Ritorno al lavoro che ho sempre fatto. Mi sono sentito profondamente irritato da quanti hanno detto che il mio andare via fosse subordinato al trovarmi un altro incarico”. (ITALPRESS)

Terme di Sciacca, vandali in azione

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