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Archivi del mese: dicembre 2013

Affidare l’agnello al lupo. A Sciacca sono arrabbiati per il bando sulla privatizzazione


dal sito del Corriere di Sciacca

SCIACCA – EDITORIALE
BANDO TERME, L’ADVISOR CHE IN 5 ANNI HA DILAPIDATO IL PATRIMONIO DI 5,7 MILIONI DI EURO

28/12/2013 04.04

Editoriale di Filippo Cardinale

La Sicilia è terra dell’esasperazione. Non c’è una misura mediana, tutto è spinto al massimo, all’estremo. La politica, in modo particolare, è l’esempio dell’estremo stesso. Per “salvare” le Terme di Sciacca e di Acireale, la politica regionale non trova di meglio che affidare l’incarico di advisor, per traghettare le strutture in mano alla gestione dei privati, ad una società a partecipazione regionale che negli ultimi cinque anni di gestione ha dilapidato il suo patrimonio iniziale: Sviluppo Italia Sicilia.

Il danno è grosso se si pensa che sono stati “bruciati” 5,7 milioni di euro. Dunque, una gestione fallimentare. C’è un detto emblematico, affidare l’agnello al lupo. Le due strutture termali regionali, quella saccense e quella acese, sono in perenne stato di profondo rosso, con bilanci chiusi con perdite consistenti. E cosa fa la Regione, o meglio, la politica regionale? Affida due Aziende in perdita ad un’altra Azienda in perdita per il loro traghettamento verso la valorizzazione.

Come advisor, sotto la guida dell’ex presidente della regione, Raffaele Lombardo, è stata scelta, per affidamento diretto, Sviluppo Italia Sicilia. Premesso che detta società è sorta con lo scopo di attrarre imprenditori capaci di investire in Sicilia e proiettare l’Isola verso il rilancio economico-imprenditoriale, non ci sono, fino ad oggi, esempi rasserenanti, o incoraggianti, di attività andate a buon fine e prodotte dalla stessa. L’unica certezza è offerta dalla capacità di Sviluppo Italia Sicilia di aver disperso in perdite annuali il patrimonio iniziale di 5,7 milioni di euro. Il tutto negli ultimi cinque anni. La legge sulla privatizzazione è datata 1999. Sono trascorsi quasi 15 anni. A che punto siamo? Al nulla. E’ stato pubblicato un bando con scadenza lo scorso anno che ha fatto la figura degna di Peppe Nappa. Bando deserto e parto da barzelletta. Ora la regione è in riflessione, in studio. Sta facendo valutare all’Ufficio legale e legislativo della Regione l’opportunità di scegliere tra bando vero e proprio oppure la manifestazione d’interesse.

Siamo messi bene. Il tempo passa. Le Terme accumulano perdite e deprezzamento, Sviluppo Italia Sicilia, accumula perdite su perdite. Quando si dice affidare l’agnello al lupo.

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Terme. L’onorevole Angela Foti definisce un bluff il Presidente Crocetta


L’articolo sul blog Fancity

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Questione Terme di Acireale – All’ARS l’on. Angela Foti continua la sua battaglia per fermare il processo di liquidazione e dare nuove risorse, speranze e progetti all’impianto termale pubblico. La smania di privatizzazzione colpisce anche il governatore Crocetta che in campagna elettorale proprio ad Acireale si era espresso per dare nuove risorse alle Terme e rilanciare il comparto “benessere”. Oggi l’onorevole Foti all’ARS è l’unica a predicare fuori dal coro una soluzione pubblica ed efficiente per le nostre terme. Il PD acese continua il suo percorso programmatico di “città termale” ma di fatto siamo in una fase di stallo.

Contro il Grande Freddo utilissime le cure termali


L’articolo di “Più Sani Più Belli” rilanciato sul sito della Fondazione Forst

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La Stancheris va a Sciacca ma non dice nulla sulle Terme


dal Corriere di Sciacca

SCIACCA – CRONACA
MICHELA STANCHERIS DI NUOVO A SCIACCA NON FORNISCE SOSTANZIALI NOVITA’ SUL FUTURO DELLE TERME

22/12/2013 14.20

Per la pubblicazione del bando per la gestione delle Terme ai privati se ne parlerà nel 2014. L’assessore regionale al turismo, Michela Stancheris, presente oggi a Sciacca per partecipare al memoriale di hockery su carrozzina elettronica dei Leoni Sicani, al quale è stata invitata a prendere parte dal deputato regionale Margherita La Rocca Ruvolo, ha risposto alle sollecitazioni dei giornalisti, ma non ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto era già noto.

La sensazione è che la Stancheris abbia a cuore la problematica, che però è anche di competenza dell’assessorato all’economia e rientra nel calderone di tante emergenze che la Regione Sicilia deve affrontare. “Parlerà con il presidente Rosario Crocetta – ha detto, dobbiamo fare di tutto per farne una delle principali priorità nel 2014”. La Stancheris ha ricordato la riunione di Palermo di un mese fa, quando si è discusso della necessità di approfondire il percorso da seguire, se manifestazione di interesse o bando di affidamento. Ma pare che da quell’incontro non ci sono stati altri passaggi burocratici sulla delicata questione, che pare sia inserita nell’elenco dei “poi si dovrà” da tutti i governi della Regione che si sono succeduti negli ultimi anni.

Un Treno che si chiama Desiderio


Un Treno che si chiama Desiderio

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Questa è l’immagine dell’Albergo Excelsior Palace vista dal retro della Vecchia Stazione di Acireale. Ho scattato due foto stamattina. Esteticamente non è stato mai un gran bell’albergo a vedersi, era un Pastificio ai tempi in cui Acireale era una cittadina industriosa e sicuramente più imprenditoriale di quanto lo sia ora. Quando l’edificio è stato venduto alla Regione Siciliana alla fine degli anni ottanta, è stato poi deciso di farne un albergo e di annetterlo al complesso immobiliare dell’azienda autonoma delle Terme di Acireale che successivamente l’ha conferito alle Terme di Acireale SpA. Quest’albergo, fino a due anni affidato alla gestione di due imprenditori che non hanno certamente brillato per eccellenti capacità di gestione finanziaria, forse perché più orientati al marketing, è chiuso da dicembre del 2011.  Il braccio di ferro fra Regione creditrice dei canoni di locazione, attraverso la società Terme di Acireale SpA, e i due imprenditori morosi, attraverso la società da loro costituita, si è chiuso a favore della prima che però non ha mai più riaperto l’albergo. In questo braccio di ferro ha interferito una pletora di personaggi di piccolo spessore che, animati da senso di rivalsa o peggio ancora di protagonismo, si è concentrata sul particolare, perdendo di vista il generale. Acireale ha perso così di netto una buona consistenza di posti letto che si aggiungono a quelli mancanti dalla Perla Jonica (oggi chiusa) e da una serie di altre strutture a mezzo servizio (compreso l’ex albergo delle Terme, sito di fronte allo stabilimento di Santa Caterina, anch’esso chiuso). Oggi, dispiace dirlo, non è la città turistica che è stata fino a sette-dieci anni fa.  Sono passati diversi treni e si sono tutti perduti. L’Ultimo Treno si chiama Desiderio. Ed è il Desiderio di vedere funzionanti le Terme e affidate ad un management di altissimo livello; riaperto l’albergo e messo in mano ad imprenditori capaci di coniugare finanza, marketing e produzione; riattivata la vecchia stazione di piazza Agostino Pennisi che comunque aveva una sua utilità pratica, prima che si inaugurasse il moderno impianto sito fuori città. Il Desiderio più grande, però, è vedere che gli Acesi si innamorino nuovamente del loro patrimonio storico-culturale, artistico, immobiliare e turistico e, piuttosto che far chiacchiere, si attivino in tutte le sedi perché queste vergogne – come la chiusura dell’Excelsior – non s’abbiano più a ripetere.  Che il 2014 sia un anno migliore. Lo speriamo tutti.

Acireale, 26 dicembre 2013

Rosario Faraci, Co-coordinatore Forum permanente Terme di Acireale (Lions Club di Acireale)

A rischio chiusura il Grand Hotel delle Terme a Sciacca?


L’articolo pubblicato sul Corriere di Sciacca

SCIACCA – ECONOMIA
GRAND HOTEL DELLE TERME, QUELLA SENTENZA SUL LAVORO CHE POTREBBE METTERE KO LA STRUTTURA
La sentenza che riguarda il rapporto a tempo determinato potrebbe essere replicata da altri con il rischio di far chiudere la struttura alberghiera

20/12/2013 10.11

Il giudice del lavoro, con sentenza n. 188/2013 dello scorso luglio, ha dato ragione ad un dipendente stagionale e torto alla Terme di Sciacca Spa. La lite giudiziaria era sulla conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato. Un dipendente, con la qualifica di assistente bagnante brevettato, aveva prestato servizio nella struttura termale per alcuni mesi negli anni che vanno dal 2007 ai giorni nostri. Sempre con stagionalità. Il giudice ha dato ragione al lavoratore sotto il triplice crinale della mancanza di forma scritta di alcuni contratti impugnati (farebbero riferimento al periodo antecedente la gestione di Turriciano), “della mancata indicazione in altri contratti delle specifiche ragioni giustificatrici dell’apposizione del termine in altri contratti, nonché della insussistenza, in tutti i contratti, delle dette ragioni giustificatrici dell’opposizione del termine”.

Il giudice del lavoro ha dichiarato la nullità dei contratti a termine stipulati dall’aprile 2006 al giugno 2011. Inoltre ha stabilito che tra le parti in causa intercorre un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dall’aprile 2006, con diritto al lavoratore ad essere riammesso in servizio con le suddette mansioni. La Terme di Sciacca Spa è stata considerata campo di applicazione del contratto privatistico. La sentenza, che tutela il diritto dei lavoratori e fa riferimento a sentenze di Cassazione, se da un lato risolve una vertenza, dall’altro apre orizzonti che potrebbero mettere definitivamente in ginocchio il Grand Hotel delle Terme. Il Commissario Carlo Turriciano ha appellato la sentenza. “Devo tutelare la Società”, ha detto, rimarcando come se da un lato la struttura termale viene considerata “privata”, dall’altro “deve sottostare al Patto di Stabilità”.

A tutti è nota, e tanto si è scritto giornalisticamente, la vicenda delle assunzioni degli stagionali in primavera. Non si poteva procedere all’assunzione perché lo vietava la legge finanziaria regionale del 2010. Si è dovuto ricorrere all’approvazione di un emendamento che potesse consentire l’assunzione stagionale dei lavoratori da inserire nella struttura alberghiera. Dunque, il limite del profilo privatistico e pubblicistico delle Terme è davvero sottile, se non incerto. Se gli altri lavoratori intentano la stessa causa, il Grand Hotel delle Terme non reggerebbe l’urto economico del costo del personale, chiudendo definitivamente i battenti.

La questione interessa sempre la Regione, la politica, che continua a perdere tempo su una risorsa di rilievo socio-economico. E mentre a Palermo perdono tempo, le Terme ricevono colpi mortali.

Nuovo personale nelle partecipate (Terme incluse) nonostante il blocco delle assunzioni


L’articolo di Antonio Fraschilla sull’edizione palermitana di Repubblica

In arrivo 350 nuove assunzioni così le partecipate aggirano i divieti

Indagine della Corte dei conti sugli escamotage per evitare lo stop ai contratti nelle partecipate della Regione: irregolarità dall’Ast al Ciem a Multiservizi. E il socio privato di e-Servizi è pronto a fare entrare 70 persone

di ANTONIO FRASCHILLA

In arrivo 350 nuove assunzioni  così le partecipate aggirano i divieti
Maurizio Graffeo 

HANNO continuato ad assumere nonostante il blocco imposto dal 2009. E lo hanno fatto aggirando il divieto con contratti atipici che hanno portato a provvedimenti del giudice. Una furbata, in molti casi. Un mezzuccio che ha consentito, o consentirà a breve, l’ingresso di 350 nuove persone nel grande sottobosco delle partecipate di Palazzo d’Orleans. Tanto a pagare è mamma Regione, che per stipendi nella spa mangiasoldi ha già speso un miliardo di euro in quattro anni “senza alcun confronto con il mercato”, come denuncia la sezione controllo della Corte dei conti guidata da Maurizio Graffeo (nella foto). E i grillini lanciano l’allarme anche su una nuova infornata alle porte: quella degli oltre 70 dipendenti del socio privato di Sicilia e-Servizi, come prevede il piano messo a punto dal governo e dal commissario liquidatore Antonio Ingroia per evitare il blocco dell’amministrazione, visto che senza la manutenzione dei server e dei software la Regione non potrebbe pagare gli stipendi e andrebbero in tilt i centri di prenotazione di tutti gli ospedali.

Ma quella di e-Servizi potrebbe essere l’ultima di una lunga serie di infornate “obbligate”. La Corte dei conti ha completato un’indagine sulle assunzioni “fatte nonostante il blocco”. E le sorprese non mancano. Ad esempio Multiservizi ha fatto 215 contratti anomali che rischiano di portare ad assunzioni per provvedimento del giudice del lavoro, che già su alcuni casi si è espresso favorevolmente. Al Parco scientifico “22 contratti di collaborazione sono stati trasformati a tempo determinato ” e due sono stati assunti. Alle Terme di Sciacca “risultano 27 unità in comando” e “durante la liquidazione, per continuare le attività, sono state fatte assunzioni a tempo determinato”. L’Ast ha assunto 42 persone per sentenze del giudice del lavoro, a Sviluppo Sicilia sono state assunte “34 unità che avevano contratti atipici, di cui 28 già scaduti”.

In altri casi invece delle assunzioni sono stati fatti passaggi di livello e premi in busta paga: “A Lavoro Sicilia viene evidenziato che il divieto di assunzioni deve reputarsi violato ove si considerino tali i passaggi d’inquadramento superiore –  scrivono i magistrati contabili  –  la stessa società avrebbe violato anche il divieto imposto nel 2010 sugli aumenti, riconoscendo un incremento salariale di 100 euro lordi mensili ai 7 dipendenti”. Al Ciem, altra società in perenne liquidazione, “ai due dirigenti non è stato applicato l’adeguamento contrattuale previsto con la delibera di giunta 2011”: in sintesi guadagnano più di un direttore generale della Regione.

Furberie, insomma, che gravano sui conti disastrati delle spa, mentre i grillini annunciano altre furbate, questa volta a Sicilia e-Servizi: “Dopo diverse audizioni per capire come dovrà funzionare l’informatizzazione regionale  –  dice il deputato Giorgio Ciaccio  –  non si riesce a quantificare il numero di soggetti coinvolti. Ieri abbiamo appreso che le persone “essenziali” sono 76, più un consulente esterno, oltre a 19 persone che hanno fatto causa. Ma durante la scorsa audizione si parlava di 75. Il governo cade dalle nuvole, soprattutto dopo che il Movimento 5 stelle ha sottolineato che nel piano industriale erano previsti al massimo 65 dipendenti. È evidente che c’è la volontà di tenere in piedi la spa e, se possibile, di vitaminizzarla con nuove forze fresche che sembrano spuntare come i funghi”.