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Archivi del mese: novembre 2012

Sesta Gazzetta consecutiva in cui non c’è traccia del bando delle Terme


Il bando per la privatizzazione delle Terme di Sciacca e di Acireale non è stato pubblicato in GURS nemmeno questa settimana. Clicca qui per consultare il documento

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Sos Terme e Carnevale. Garozzo scrive a Crocetta


L’articolo apparso oggi 29 novembre sul quotidiano La Sicilia. Clicca qui per visualizzare l’intera pagina (CT2911-CP02-40)

 

Emulando il collega di Sciacca, il Sindaco di Acireale scrive a Crocetta per Terme e Carnevale. Ma si scorda di menzionare il Forum.


Riceviamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Acireale la lettera che ieri sera il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, ha inviato al Presidente della Regione, on. Rosario Crocetta, con cui si pongono all’attenzione del Governatore due spinosissime questioni.

Da un lato la perdurante chiusura delle Terme di Acireale e dei due alberghi termali in cui si sottolinea come, al di là delle garanzie ricevute, la Regione non abbia ancora oggi emanato il bando per la manifestazione di interesse alla gestione.

Dall’altro lato, il Carnevale di Acireale, tra le prime manifestazioni nazionali carnascialesche, tra i pochissimi eventi turistici che “portano” turismo in Sicilia con contestuale sold out per gli alberghi non solo di Acireale, ma il cui contributo regionale si è ridotto nel giro di qualche anno da 200 mila euro ai 99 mila attuali, peraltro neppure erogati al Comune per l’edizione 2012.

 Leggi qui la lettera (lettera sindaco a presidente crocetta su terme e carnevale)

Anche nella GURS n.50 non c’è il bando per privatizzare le Terme


Ancora un altro numero (il n.50) della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana senza che vi sia traccia alcuna del bando per la privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca. Dopo l’annuncio dell’ex assessore Armao a fine ottobre, sulle GURS n.46, 47, 48 e 49 non è stato mai pubblicato l’annunciato bando.

Terme, Di Paola scrive a Crocetta. E’ attivissimo il Sindaco di Sciacca


dal sito del Corriere di Sciacca richiamato pure dal Forum delle Terme di Sciacca

SCIACA – POLITICA
TERME, DI PAOLA SCRIVE A CROCETTA

21/11/2012 09.43

 Il sindaco Fabrizio Di Paola ha scritto una lettera al nuovo presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta. Dopo avergli augurato un buon lavoro per l’inizio del suo mandato, il sindaco Fabrizio Di Paola ha tratteggiato la situazione attuale degli Enti Locali e focalizzato l’attenzione su alcune questioni ritenute di fondamentale importanza per il territorio quali le Terme di Sciacca. Il sindaco Fabrizio Di Paola ha in particolare chiesto notizie sull’annunciato bando di valorizzazione e rilancio delle Terme per il quale, sottolinea, anche il Comune di Sciacca ha dato il suo determinante contributo ma che, inspiegabilmente, non è ancora stato pubblicato.

Il sindaco Fabrizio Di Paola ha chiesto quindi la convocazione di un incontro a Palermo per discutere su questo e altri argomenti. “Siamo chiamati ad amministrare – scrive il sindaco Di Paola nella lettera al Presidente della Regione Crocetta – con una situazione finanziaria senza precedenti. Ogni giorno siamo chiamati ad affrontare grandi e piccole emergenze con i Comuni che, dopo i drastici tagli ai trasferimenti, non sono più nelle condizioni di pagare fornitori, dipendenti ed a garantire i servizi. Ma nel contempo dobbiamo pensare allo sviluppo, facendo leva sulle nostre migliori risorse, riattivando processi virtuosi di crescita, di produttività e trasformando in ricchezza ciò che la storia, la cultura e la natura ci ha donato”. “Lei ha avuto modo di visitare la nostra splendida Città – continua il sindaco Fabrizio Di Paola. Sciacca ha una risorsa che tutto il mondo ci invidia: le terme. Per non parlare dei suoi monumenti, dei suoi paesaggi, dei tanti settori produttivi, della pesca, della ceramica, del carnevale, delle strutture ricettive. Un patrimonio di storia e di storie unico in Sicilia”. Il sindaco Fabrizio Di Paola ha quindi chiesto notizie sul bando e “l’impegno del nuovo governo per la valorizzazione e il rilancio delle terme di Sciacca, manifestando grande disponibilità a dare in qualsiasi momento un contributo per questa ed altre importanti questioni che riguardano la rinascita e lo sviluppo della nostra terra”.

Le Terme di Acireale. Il sito, la società di gestione e le procedure di privatizzazione. Una storia infinita


Dal settimanale I Vespri, n.44, da sabato in edicola, il lungo articolo di Saro Faraci (pag.12-14) che riportiamo integralmente

Le Terme di Acireale. Il sito, la società di gestione e le procedure di privatizzazione

Ripercorriamo una storia infinita, con la speranza che il nuovo governo regionale di Rosario Crocetta possa accelerare la soluzione di tante vicende aperte e mai finalizzate dal predecessore Lombardo

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Terme Regionali. Cronaca di una storia infinita. A Sciacca come ad Acireale. Ci fermiamo a parlare di quest’ultima, adesso che è cambiato il governo alla Regione Siciliana e il nuovo presidente Rosario Crocetta sembra intenzionato ad andare dritto sulla strada della privatizzazione degli stabilimenti termali. Così almeno ha dichiarato in campagna elettorale proprio ad Acireale, nel corso di una convention elettorale del PD. A Crocetta e al nuovo assessore all’Economia spetterà il compito di riprendere il controllo di una situazione che ai predecessori è sfuggita completamente di mano. Per riepilogare, a beneficio di quanti volessero accostarsi adesso a questa vicenda, gli ingredienti principali di questa strana storia sono tre: il sito termale, la società di gestione, le procedure di affidamento ai privati. I personaggi che vi ruotano intorno sono tanti e tutti gravitanti nell’orbita della politica regionale.

Iniziamo dal sito, ovvero le Terme, il luogo ove insistono gli stabilimenti di Santa Venera (dal 1873) e di Santa Caterina (dal 14 novembre 1987). Attualmente è in stato di forte decadimento per buona parte delle strutture ed è, limitatamente ad alcuni plessi e a pochi servizi termali, poco funzionante per le funzioni che gli sono riconosciute, ovvero le cure termali. Come si sia arrivata ad una tale situazione, non è facile spiegarlo. Ci sono almeno vent’anni di “mala gestio”, di approssimazione nel governo aziendale, con diversi commissariamenti da parte della Regione, molte interferenze della politica e dei politici, progressivamente anche uno svuotamento dei ranghi del personale.

Si potrebbe scrivere un libro, forse prima o poi qualcuno lo farà, perché per tutto questo tempo, a partire dagli anni ’50 quando le Terme vennero vendute alla Regione dai privati Pennisi di Floristella, la responsabilità è stata unica, cioè della proprietà pubblica regionale; tale proprietà non è stata mai identificabile con nome e cognome (come per i titolari di molte aziende nel nostro Paese), ma con diverse soggettività tutte gravitanti nel mondo della politica. L’elenco è lungo. Le colpe (culpa in eligendo e culpa in vigilando) sono tantissime.

Andiamo adesso alla società di gestione. E’ quella che dal 2006 ha rimpiazzato la vecchia azienda autonoma (nel frattempo posta in liquidazione), sostituendola con una società per azioni, privata nella logica di funzionamento, ma pubblica nella proprietà. Ebbene, questa società di gestione ha lavorato per alcuni anni continuando ad accumulare debiti; è stata successivamente svuotata di buona parte del personale che aveva in carico (in virtù di una legge regionale del 2004); ha provato ad abbozzare un nuovo piano industriale, interloquendo con una proprietà pubblica molto disinteressata e alla fine è stata messa in liquidazione, con una legge del 2010; tuttora opera all’interno delle procedure di legge previste per la liquidazione.

In questo periodo in cui ha operato la società di gestione (2006-2009) al governo c’era la destra (quindi Cuffaro); poi dal 2009, subentrando il MPA ed iniziando l’era Lombardo, la società Terme di Acireale SpA ha visto in campo i fedeli e diretti collaboratori del Presidente, tra i quali Margherita Ferro, prima come amministratore unico (2009-2010) e poi come liquidatore (2010-2012) insieme al commercialista palermitano Michele Battaglia. E’ normale, dunque, che la controparte politica, in particolare il PD, si senta di attribuire prima alla destra (governo Cuffaro) e poi alla coalizione governativa di Lombardo (MPA ed alterni alleati) le principali responsabilità di tale situazione di disastro. Tra i più convinti sostenitori di questa linea di pensiero Salvatore La Rosa, dirigente locale del PD di Acireale, che alla fine del 2009 ha dato vita, insieme ad altri compagni di partito, ad un comitato civico Terme di Acireale che non ha mancato di fare puntuali denunce sullo stato di abbandono delle Terme. Alcune di queste denunce sono finite anche in Procura della Repubblica, come in altra parte del giornale si riporta. Per il PD, senza mezzi termini, c’è un disegno ben preciso che la politica di destra e una parte della società civile hanno perpetrato ai danni delle Terme. Però La Rosa e compagni non fanno nomi e cognomi e chiedono alle autorità competenti di accertare fino in fondo.

Al di là della dialettica politica fra parti contrapposte che poi, per l’inevitabile gioco delle alleanze, finiscono per mettersi d’accordo (vedi il PD e l’MPA nel governo Lombardo), c’è stata oggettivamente una situazione molto difficile per la gestione aziendale delle Terme. Sia quando ad amministrare erano gli esponenti nominati dalla destra (e tra questi, il presidente Claudio Angiolucci, un imprenditore vicino all’on.Basilio Catanoso), sia quando tale compito è stato demandato a Margherita Ferro (un’insegnante di teologia, da sempre in politica, e negli ultimi anni vicina all’on.Lombardo, candidata per ben due volte senza successo alle elezioni regionali), la situazione amministrativa delle Terme, cioè della società di gestione, si è complicata maledettamente.

Si sono moltiplicati i debiti, si è fatta fatica a recuperare i crediti esistenti, si sono chiusi reparti e strutture, non si sono più generati ricavi perché le prestazioni sono cessate; dunque la società di gestione, adesso in liquidazione, si trova aggredita da tutti i lati, con decine e decine di contenziosi, ricorsi, decreti ingiuntivi e provvedimenti di pignoramento. Uno di questi riguarda l’immobile che ospitava l’albergo Excelsior Palace che nel frattempo (dicembre 2011) è stato chiuso perché i vecchi gestori (Zappalà e Fesco) erano morosi e non pagavano l’affitto alla proprietà, cioè alla società di gestione delle Terme e dunque alla Regione. Margherita Ferro è andata via a fine settembre, per candidarsi ancora una volta alle regionali, a fianco di Lombardo. Ha lasciato una situazione molto ingarbugliata, senza nemmeno approvare il bilancio al 31 dicembre 2011, un adempimento di legge dovuto per tutte le società commerciali come le Terme di Acireale SpA. Dunque la palla adesso passerà al nuovo liquidatore, nel frattempo nominato in sostituzione della professoressa.

Ultimo punto della storia, le procedure di privatizzazione, la parte più spinosa e difficile, che si interseca inevitabilmente con la liquidazione in atto. Per mille motivi, anche ideologici e non solo pratici, ci saranno sempre detrattori e sostenitori della privatizzazione delle Terme; sta di fatto che il percorso per l’affidamento ai privati è segnato da una serie di provvedimenti di legge e per cambiare rotta bisognerà modificare le leggi vigenti. Dunque se nel 1999 fu deciso che le Terme andavano gestite da una società di gestione e non più dall’azienda autonoma (e ciò è avvenuto a partire dal 2006), è con una legge del 2010 che si è deciso di affidare la gestione degli stabilimenti termali ai privati mediante una gara ad evidenza pubblica. Allo stato attuale, le procedure per avviare la selezione dei potenziali privati non sono state ancora esperite. Il precedente governo Lombardo ha gestito in modo molto approssimativo e in maniera molto politicizzata l’intera faccenda e non sarà facile nemmeno per l’energico Crocetta dipanare il bandolo della matassa.

Come I Vespri hanno raccontato nell’ultimo numero, se infinita è la storia delle Terme, altrettanto lunga e indefinita è la faccenda del bando pubblico con cui si dovrebbe procedere a selezionare i privati interessati alla gestione delle Terme, sperando nel frattempo che i privati non se ne vadano via per sempre, infastiditi da tali incertezze. Il bando, come abbiamo detto, avrebbe dovuto essere pubblicato già a partire dalla Gazzetta ufficiale regionale del 26 ottobre e a tutt’oggi non si sa nulla. Evidentemente l’assessore uscente all’Economia Gaetano Armao ha perso completamente il controllo della situazione.

Vi abbiamo raccontato una storia, triste a nostro avviso, di come mala gestio, cattiva politica, approssimazione ed incompetenza si intrecciano buttando al vento una grossa opportunità di valorizzazione di una risorsa, le Terme, che poche Regioni possono vantarsi di avere, come la Sicilia. In tutta questa storia riguardante il sito (gli stabilimenti termali), la società di gestione (Terme di Acireale SpA in liquidazione) e le procedure di privatizzazione (ancora non avviate), si intersecano le storie e i protagonismi di tante figure tutte gravitanti intorno alla politica. Vi risparmiamo di raccontarveli per evitare di scadere nel gossip. Acireale in ciò è profondamente diversa da Sciacca che la questione delle Terme l’ha presa a cuore seriamente e ha un sindaco, il giovane Fabrizio Di Paola, che fin dall’inizio del suo mandato si è intestata la vicenda, dialogando talora a muso duro con la Regione.

La storia delle Terme noi la conosciamo bene perché – mentre facevamo informazione sulla vicenda della liquidazione e della privatizzazione – nella società civile di Acireale abbiamo iniziato, per impulso del Lions Club che sta coordinando l’iniziativa, un percorso di raccordo fra associazioni, movimenti e gruppi di impegno (tra cui il comitato civico Terme di Acireale) che è riconosciuto con il nome di Forum permanente. Un’esperienza civica unica nel suo genere, menzionata anche nelle assisi regionali del Distretto 108Y del Liosn, che è diventata una sorta di buona prassi adottata persino a Sciacca.

E’ alla società civile, a questo punto, che spetterà il compito di farsi carico di pressare il governo Crocetta perché le tre questioni prima menzionate – il sito, la società di gestione e le procedure di privatizzazione – possano essere riportate ad armonia, avviando senza indugio e prima che sia troppo tardi un serio programma di rilancio del termalismo in Sicilia. Sul quale non c’è bisogno che alcuno ci metta il cappello sopra, perché ormai non è più tempo di cappelli, ma è necessario solo olio di gomito per risolvere i problemi.

Saro Faraci

Terme. Il PD di Acireale si rivolge alla Procura della Repubblica


Dal settimanale I Vespri, n.44, da sabato in edicola, si apprende che Antonio Raciti, segretario del circolo PD di Acireale, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania. Il testo è riportato dal settimanale e lo alleghiamo di seguito

Il circolo di Acireale negli ultimi anni ha monitorato da un punto di vista civico e politico la situazione che si è venuta a creare alle Terme Regionali di Acireale.

Come è noto le Terme, proprietarie tra l’altro di due alberghi – l’Hotel delle Terme e Il Grande albergo Excelsior Palace – hanno subito un tracollo, più politico che finanziario, che ha portato prima al trasferimento di quasi tutti i dipendenti presso l’amministrazione regionale – ruolo speciale – e conseguentemente, proprio per la mancanza dei dipendenti, alla chiusura di tutte le attività medico specialistiche proprie della struttura di Acireale.

Ed invero dopo anni di gestione commissariale i dipendenti tutti specializzati nelle attività proprie termali,  sono stati prima presi a modello dello sperpero del denaro pubblico, poi, sempre pagati dalla regione, trasferiti ad altri enti disperdendo il patrimonio di grande professionalità acquisito nel tempo sempre a carico della regione andando a svolgere mansioni non proprie ( ad esempio fanghini utilizzati come uscieri).

Come è facilmente immaginabile la chiusura delle Terme non solo ha fatto venire meno una “unica” risorsa del territorio (l’uso curativo delle acque termali) in termini sanitari e di offerta turistica, peculiare rispetto ad altri territori, ma ha causato un danno all’indotto che sulle terme poggiava gran parte della propria attività ( Vd. Attività ricettive alberghiere ed extra alberghiere) per non parlare del danno “commerciale” per la perdita della clientela in un settore in cui la domanda è estremamente cristallizzata.

Ad ultimo, a fronte di una dissennata scelta politica del governo regionale, è stata nominata una coppia di commissari che non solo ha continuato a perpetrare lo scempio gestionale, ma ha determinato la chiusura della struttura alberghiera principale adoperandosi per uno sfratto per morosità del gestore della struttura con l’ovvia conseguenza del licenziamento dei dipendenti, ma principalmente il conseguente degrado  (attualmente in corso) della struttura.

Nella nostra città si sono costituiti nel tempo una serie di comitati spontanei a difesa delle terme di Acireale i quali hanno cercato di interloquire con le amministrazioni dell’Ente e con le parti politiche interessate, ma da parte di queste ultime, specialmente quelle regionali, v’è stata solo chiusura rispetto sia ai provvedimenti che potevano salvare almeno in parte gli stabilimenti e l’avviamento delle attività termali che rispetto a normative certe che potessero salvaguardare l’ingente patrimonio.

Scelta diversa è stata operata per le terme di Sciacca ( tutt’ora funzionanti e salvaguardate nelle strutture e nel valore intrinseco dell’attività economica) malgrado si trovino nella medesima situazione giuridico-legislativa.

Da ultimo, tramite notizia di stampa, è stata diffusa una nota da parte di uno dei commissari dell’Azienda Autonoma delle Terme di Acireale,  che si è dimesso dall’incarico, con il quale non solo conferma la scellerata gestione del consiglio di amministrazione in carica dal 21/12/2005  al  23/09/2009   (nei confronti del quale già la dott.ssa Ferro, nominata Amministratore Unico in sostituzione del consiglio di amministrazione in data 23/09/2009 ed attuale liquidatrice, ha avuto modo di relazionare rilevando irregolarità che non hanno solo carattere amministrativo, ma potrebbero avere rilevanza anche penale – Vedi Relazione del marzo 2010 allegata-), ma attacca duramente anche la gestione della stessa prof.ssa Ferro, insegnante di religione, insignita dal 03/12/2010 della carica di liquidatrice delle Terme di Acireale s.p.a. dal governo Regionale presieduto dal suo leader politico Raffaele Lombardo.

In detta relazione che è di facile reperimento presso gli organi di stampa che ne hanno pubblicato ampi stralci (vedi articolo della rivista “I Vespri” del 27/05/2012 allegato) e che è stata trasmessa per i rilievi di danno erariale rilevabile alla Procura della Corte dei Conti di Palermo,  si legge senza ombra di dubbio che le irregolarità denunziate potrebbero rappresentare motivi di intervento della Magistratura inquirente trattandosi di fatti che quanto meno incidono sul patrimonio pubblico di fatto distruggendolo. Tale situazione, creata pare ad arte, sembra finalizzata a far si che le Terme perdano ogni possibile valore sul libero mercato per essere poi svendute o regalate a favore di eventuali speculazioni edilizie sul pregiato territorio su cui insistono. Sul punto non ultima la dichiarazione del Sindaco di Acireale, già commissario straordinario delle Terme, al Corriere della Sera on line in data  03/09/2012  il quale, a proposito della vicenda dello sfratto dell’Hotel Excelsior Palace, ha affermato : “Tutto questo fa forse parte di un disegno per una speculazione immobiliare che smembri a prezzi stracciati i bracci operativi delle Terme? Perché altrimenti non si spiegherebbe il silenzio dell’Amministrazione regionale alle domande e ai percorsi proposti dal sindaco della città, ritenuti fattibili, silenzi reiterati dell’Amministrazione Regionale e dell’Amministrazione delle Terme (in liquidazione) anche dopo le sollecitazioni della Prefettura a cui ci eravamo rivolti per un intervento» .  

Per quanto sopra esposto si chiede se i fatti e le notizie anzi riportate possano essere oggetto di indagine stante la loro  potenziale rilevabilità di natura penale.