Feed RSS

Archivi del mese: luglio 2014

L’amianto dell’ex stabilimento Pozzillo va rimosso


da CtZen

Ex Pozzillo, Cga: «L’amianto va rimosso» Rigettato il ricorso della Sidoti Acque Srl

Un pronunciamento dello scorso 25 luglio del Consiglio di giustizia amministrativa impone alla Sidoti Acque Srl la rimozione dell’amianto presente nel sito dell’ex Acque Pozzillo. Il Cga ha rigettato il ricorso presentato mesi fa dopo la sentenza del Tar di Catania che aveva dato ragione al Comune di Acireale

amianto_acireale

L’amianto presente nell’ex stabilimento Acque Pozzillo dovrà essere rimosso. Sulla questione si è espresso in via definitiva il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) che ha rigettato il ricorso presentato dalla Sidoti acque srl – la società che aveva rilevato il sito – contro il giudizio precedentemente espresso dal Tar di Catania, secondo cui era legittima l’ordinanza a suo tempo emessa dal sindaco di Acireale (all’epoca dei fatti era in carica Nino Garozzo, ndr), con cui veniva imposto l’obbligo di rimuovere le coperture in eternit presenti nell’area.

I giudici hanno respinto il reclamo della Sidoti acque, adducendo come motivazione il fatto che in questa vicenda «non sussiste la sospettata violazione del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza […] in considerazione che i provvedimenti per la rimozione dei rifiuti prescindono dalla responsabilità penale». Il riferimento del Cga va al procedimento penaleche vede implicato l’azienda per vicende legate all’acquisizione del sito; procedimento che però non mette in discussione l’urgenza di provvedere alla bonifica dell’area interessata.

Finito così l’iter giudiziario, per i cittadini della frazione marinara di Acireale è giunta la tanto attesa buona notizia e in città c’è già chi spinge affinché gli interventi vengano messi in campo immediatamente. Tra i più celeri a sollecitare la nuova amministrazione c’è l’ex sindaco Garozzo che, commentando la notizia della conferma dell’ordinanza, ha sottolineato come per la nuova giunta guidata da Roberto Barbagallo non ci sia più motivo di attendere. Le soluzioni infatti sono due: intimare l’immediata rimozione alla Sidoti Acque o, nel caso in cui dalla società non dovessero arrivare risposte, procedere autonomamente per poi rivalersi in danno.

A riguardo, l’assessore all’Ambiente, Francesco Fichera, conferma l’intenzione di procedere alla risoluzione della faccenda nel più breve tempo possibile: «Il pronunciamento del Cga – ha detto Fichera – è la conferma della bontà dell’ordinanza emessa dalla passata amministrazione.Quell’amianto è una minaccia per la salute pubblica e va rimosso al più presto». Sui tempi d’attendere prima che la bonifica venga effettuata, l’assessore ha aggiunto che «per il momento non abbiamo avuto contatti con la Sidoti acque, ma le prossime mosse saranno quelle di ribadire alla società l’obbligo di eliminare quei rifiuti e, successivamente, agire in danno affidandoci a una ditta specializzata del settore. Speriamo pertanto di poter mettere la parola fine a questa storia entro la fine dell’anno».

Annunci

Destino appeso ad un filo per le Terme di Sciacca


dal sito di Tele Radio Sciacca

TERME DI SCIACCA: DESTINO APPESO AD UN FILO, SONO GLI ULTIMI MESI DI VITA?

 

Comma sette, articolo 34 del DDL 782. Al personale non assegnato o trasferito ad altre società a totale o a maggioritaria partecipazione della Regione, si applicano le procedura di mobilità nei limiti e secondo le modalità previste. Quindi qual è il destino delle Terme di Sciacca? Quanti lavorano all’interno della struttura con contratto a tempo indeterminato, sicuramente termineranno l’anno in corso. Qualora, il prossimo anno, le Terme di Sciacca dovessero chiudere i battenti per un motivo qualunque, i lavoratori potrebbero essere scelti ed ingaggiati da altre società che attingeranno il personale dall’apposito albo creato e formato dai dipendenti delle società in liquidazione a totale o a maggioritaria partecipazione della Regione. Un modo per preservare il posto di lavoro, anche se con destinazione geografica incerta. Ma questo è forse lo scenario più drammatico per il futuro delle Terme di Sciacca, patrimonio che sembra essere utile e fondamentale per il territorio solo sulla carta, ma che all’atto pratico è stato dimenticato dalla politica. In effetti, proprio la Regione, non ha mai palesato l’intenzione di salvare il patrimonio termale. La farsa di un bando per l’affidamento ai privati ancora non pubblicato (anche se le voci di corridoio lo danno per pronto), il primo testo della manifestazione d’interesse tradotto solo in lingua italiana, sospensione dello stesso e tempi irragionevolmente lunghi, hanno portato le Terme di Sciacca alla distruzione. Il futuro è più che mai incerto. Servono poco meno di 500 mila euro per saldare bollette e debiti maturati. Servirebbero somme ben più copiose per riammodernare gli immobili, ma quelle sono ormai un miraggio. E mentre nel consiglio comunale di Sciacca ci si crogiola per la possibilità di indire il secondo referendum per modificare il nome della città da Sciacca a Sciacca Terme, il territorio potrebbe rischiare di non averle più. Terme di Sciacca un vanto? Forse in campagna elettorale. La sensazione è che sia più un cappio al collo per ogni amministrazione regionale. Di soldi ce ne sono pochi e Crocetta avrebbe preferito destinare 400 mila euro alle Terme di Acireale e soltanto duecentomila a quelle di Sciacca. Secondo le informazioni pervenute a Palermo, le Terme di Acireale hanno la priorità e necessitano di investimenti ben più copiosi di quelle di Sciacca. Il destino, quindi, è appeso ad un filo. Il commissario liquidatore delle Terme di Sciacca, Carlo Turriciano, giorni fa si espresse senza mezzi termini sul futuro del patrimonio, paventando la chiusura per la prossima stagione qualora non ci fossero stati seri aiuti economici dalla Regione. Perché anche se il bando fosse pubblicato domani, passerebbero almeno novanta giorni prima che il privato potesse presentare domanda oltre a quelli previsti per legge per l’apertura delle buste e del reale affidamento. Insomma, se davvero si volessero salvare le Terme di Sciacca per la stagione 2015/2016, il bando dovrebbe uscire tra qualche ora. Ma oltre alle dichiarazioni di rito, non abbiamo alcuna notizia. Infine, un ultimo pensiero va agli stagionali. Per loro non c’è alcuna garanzia (già nel primo bando). Per quanti hanno mosso con i propri servizi la macchina Terme di Sciacca negli ultimi trent’anni, non c’è alcuna garanzia che il privato, un giorno e se mai verrà, li possa ingaggiare negli stabilimenti che loro conoscono come le loro tasche. Tradotto a parole povere: gli stagionali non esisteranno più. Certo, c’è sempre la volontà politica di preservarli, così come si dice in gergo, ma nessuno potrà garantirgli nulla.

Giuseppe Ferlito: parte dalle Terme il rilancio economico di Acireale


L’intervista a pag.9 del settimanale I Vespri, n.29 anno IX del 2 agosto 2014

intervista-ivesprin29-ferlito

Fedeterme incontra il Ministro della Salute. Si progetta un grande evento sul termalismo italiano


dal sito di Federterme

FEDERTERME INCONTRA IL MINISTRO DELLA SALUTE

In corrispondenza del semestre di presidenza italiana dell’UE a Bruxelles, dovrebbe essere realizzato un evento promozionale sul termalismo italiano. Lo ha auspicato il ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, nel corso dell’incontro avuto la settimana scorsa con una delegazione ristretta di Federterme, guidata dal presidente Costanzo Jannotti Pecci.

Dal canto suo, il Presidente di Federterme ha segnalato i temi di principale interesse del settore termale, rappresentando al Ministro la situazione di particolare difficoltà, che sta attraversando in questo momento. In particolare, si è soffermato:
• sulla necessità di fornire un nuovo impulso alle progettualità relative alla riabilitazione termale, sia per quel che attiene la necessità di riattivare la Commissione Ministeriale su “Riabilitazione e Termalismo”, sia in riferimento all’esigenza di dare concreta attuazione all’art. 15, comma 13, lett. c-bis del ddl 95/12 che consente di realizzare, in via sperimentale – attraverso l’inserimento delle prestazioni termali nell’ambito di specifici protocolli e percorsi assistenziali integrati – nuovi modelli di assistenza suscettibili di perseguire finalità di contenimento delle spesa sanitaria, da un lato, migliorando l’appropriatezza delle prestazioni erogate, dall’altro, consentendo, di sviluppare le potenzialità del termalismo nazionale;
• sull’esigenza di definire il profilo dell’operatore termale, a tutt’oggi inattuato segnalando il clima di profonda incertezza che tale situazione genera tra le imprese e tra quanti guardano a corsi di formazione che sovente rilasciano titoli spurii, per trovare un’occupazione nel settore;
• sul bisogno di individuare una regolamentazione relativa ai requisiti igienico-sanitari delle piscine termali, prevedendo la costituzione di un gruppo tecnico di lavoro tra Ministero della Salute, Regioni e Federterme;
• sulla necessità di una più severa applicazione della norma prevista all’art. 2 della legge 323/00 in materia di tutela della terminologia “termale” (SPA, Terme, Thermae, etc.) a salvaguardia non solo delle imprese ma, soprattutto, dei consumatori, raccogliendo in questo anche una specifica sensibilità del Ministro;
• sul ruolo che la Forst – Fondazione per la ricerca scientifica termale – ha svolto e svolge quotidianamente sul versante della ricerca scientifica proponendo di valorizzare il progetto della banca dati nazionale sui curandi termali che, da tempo, ci si è proposti di realizzare attraverso la generalizzata adozione della scheda termale a sua tempo messa a punto dall’Istituto Superiore della Sanità, con il contributo della stessa Fondazione.
L’incontro, dai toni estremamente cordiali e a tratti colloquiali, si è protratto per oltre un’ora e il Ministro ha mostrato una conoscenza approfondita e diretta della realtà termale del nostro Paese e di molte delle criticità del settore.

Sciacca si chiamerà presto Sciacca Terme?


dal sito del Corriere di Sciacca

SCIACCA – CRONACA
DA SCIACCA A SCIACCA TERME: OK DEL CONSIGLIO, SI VA VERSO UN SECONDO REFERENDUM

16/07/2014 11.30Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la proposta del consigliere comunale Giuseppe Ambrogio di cambiare il nome alla città da Sciacca a Sciacca Terme. Si inizia, così, l’iter amministrativo che dovrà passare prima al vaglio dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali per poi dare la parola ai cittadini tramite il referendum.

E’ lo stesso iter che nel 2004 ha portato al referendum che non fu valido per il mancato raggiungimento del quorum. Ora si fa un altro tentativo, ma bisogna lavorare tanto per convincere i saccensi ad evitare un’altra magra figura. Molti sono convinti che in questo momento abbinare il nome della città alle Terme che sono in stato di degrado e che la Regione ha praticamente abbandonato al loro destino, non sia positivo per l’immagine della città.

Al referendum andrà anche Castelvetrano, che vuole aggiungere il toponimo Selinunte, ma sono più avanti perchè è già pronto il decreto regionale.

Ancora alle Terme la seconda seduta del consiglio comunale di Acireale


su La Sicilia del 23 luglio 2014consiglioacireale-terme

 

FollowAci, il progetto degli scout di Acireale 4. Le Terme fra le risorse turistiche del territorio


followaci-logoSul blog degli scout di Acireale4 si legge testualmente:

Venerdì 11 Luglio abbiamo concluso il nostro capitolo! Dopo aver osservato e giudicato, questo è il frutto del lavoro di un anno, il suo nome è FollowAciun progetto di promozione turistica che ha come obiettivo quello di esaltare le bellezze culturali e naturali della splendida città di AcirealeFollowAci prende il nome dall’unione di due parole, Follow (seguire, in inglese) e Acireale (in nome della nostra città); da qui il motto “la tradizione incontra l’innovazione”. Abbiamo puntato anche sul gioco di parole creando così un composto che esorti a “SeguirCi”, “Seguire Acireale”. Ancora un progetto fresco di web e con molto da imparare ma che punta a essere d’aiuto all’intera comunità acese per portare un sostanziale cambiamento.

Il link al blog, alla pagina FB e al video su youtube.