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L’on.Foti interviene in aula all’ARS sulle Terme di Acireale


L’on.Foti si rivolge al Consiglio Comunale che torna ad occuparsi delle Terme


da Catania Blog Sicilia e dal quotidiano La Sicilia

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“Le Terme siciliane sono state completamente abbandonate dalla Regione. Da ben 6 anni tutto è fermo in attesa che l’amministrazione regionale rediga il bando di affidamento ma ad oggi nulla è stato fatto, accampando i più disparati, e spesso astrusi, impedimenti giuridici”.

Lo denuncia il M5S citando un emendamento a firma della deputata Angela Foti, approvato dall’ARS durante l’ultima sessione di bilancio, che mira a superare l’impasse creatasi intorno alla redazione del bando di affidamento ai privati del complesso idrotermale e cremotermale delle Società delle Terme di Acireale e di Sciacca, dando la possibilità direttamente ai commissari liquidatori delle Terme di redigere il bando.

Da allora, un nuovo blocco. “All’indomani dell’approvazione dell’emendamento targato M5S si era concordato con il presidente Crocetta la definizione di un percorso, attraverso una serie di incontri con gli attori istituzionali e non istituzionali coinvolti, per giungere finalmente alla redazione del bando alla luce di quanto disposto dal nuovo dettato normativo. Ma dopo questa iniziale parvenza di disponibilità, ad oggi devo tristemente constatare che ogni attività si è fermata, nessuna azione al momento è stata posta in essere e tutti gli incontri che erano stati programmati sono stati cancellati”.

E’ questo il contenuto della lettera che oggi la parlamentare Cinquestelle Angela Foti invia al consiglio comunale di Acireale, che continua con un invito: “È di vitale importanza non perdere ulteriore tempo poiché già molto tempo è stato perso ottenendo i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, in particolar modo ad Acireale, con le strutture vandalizzate e rese praticamente inagibili. Vi è il bisogno dell’aiuto di tutta la città, sia degli attori istituzionali locali che dei cittadini per fare pressione sul governo perché finalmente si giunga al rilancio delle Terme di Acireale. Vi chiedo pertanto di non abbassare la guardia e porre la questione tra i primi posti dell’agenda delle vostre attività”.

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L’inerzia della Regione Siciliana sta distruggendo le Terme di Acireale

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Gli articoli apparsi su La Sicilia nei giorni 7, 8 e 9 aprile. Foto e contenuti degli articoli si commentano da soli.

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La Sicilia, 7 aprile 2016

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La Sicilia, 8 aprile 2016

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La Sicilia, 9 aprile 2016

Rito Greco propone, il Consiglio vota unanime. Le Terme di Acireale vanno tutelate

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su La Sicilia del 17 marzo 2016

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Terme, approvato all’unanimità un documento del Consiglio Comunale di Acireale

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Il documento approvato ieri in Consiglio Comunale ad Acireale

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Salta la riunione a Palermo oggi, ma Baccei vuole prima una soluzione politica al problema Terme

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E’  saltata la prevista riunione di oggi a Palermo in cui attorno ad un tavolo tecnico si sarebbero dovuti ritrovare, col Presidente Crocetta, i principali attori coinvolti nella complicata vicenda delle Terme di Acireale. Il Presidente, che ha preso un preciso impegno ad occuparsi in prima persona delle Terme, è da altre parti per motivi istituzionali. Un semplice rinvio di qualche giorno, non però un evitamento. Ci sarà così un po’ di più tempo per valutare le diverse alternative, sempre però che vi sia la volontà di vedere al più presto riaperte le Terme di Acireale, a beneficio di visitatori, turisti e quanti, anche fra i residenti, non hanno mai perso la speranza di tornare a beneficiare di cure salutistiche di primissimo piano. Pare che anche il super-tecnico assessore Baccei e la sua dirigente di settore Grazia Terranova siano adesso del medesimo avviso, cioè trovare una soluzione politica, largamente condivisa, per far ripartire le Terme. In ballo, infatti, ci sono i soldi del bilancio regionale, quelli che potrebbero perdersi ulteriormente se non si farà nulla, quelli che potrebbero spendersi (pochini in verità) per sbloccare alcuni passaggi importanti, come la redazione del bando. La faccenda rimane ancora complicata, perchè la matassa di crediti, debiti e vincoli giuridici non è facile da sbrogliare e qualunque alternativa proposta dovrà trovare consenzienti i creditori, in primis Unicredit. Però è già un passo avanti che un tavolo con tutti i creditori, con la regia dell’Assessorato, si potrà tenere nei prossimi giorni senza l’affanno di un rischio fallimento per la società di gestione. Del resto, se questo compito di raccordo non lo esercitasse la politica regionale che ha le prerogative per farlo, un tentativo del genere di convocare tutti i creditori lo esperirebbe di sicuro un organo giudiziario, ad esempio un curatore fallimentare, qualora le difficili carte delle Terme tornassero nuovamente in Tribunale. Per questo motivo, fermo restando che dovrà essere un buon bando la discriminante per attrarre o allontanare possibili investitori privati, l’assessore Baccei vorrebbe trovare una soluzione politica al problema delle Terme, allargando la base di discussione e coinvolgendo anche quei deputati che, per un motivo o per un altro, si sono defilati dalla vicenda negli ultimi mesi. Non sono questi i deputati dell’opposizione che, nei loro compiti istituzionali, si sono finora ben distinti, dimostrando di avere a cuore le sorti delle Terme di Acireale, in primis l’on.Angela Foti e poi pure il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo. Questa volta ad esprimersi dovranno essere i deputati della maggioranza che sostiene il governo dell’on.Crocetta che è il momento che si facciano sentire con proposte chiare, mettendo da parte tatticismi e ritrovando unità di fronte all’obiettivo di vedere riavviate le Terme di Acireale quanto prima.

Terme di Acireale: a Palermo domani tavolo tecnico per trovare una via d’uscita, ma potrebbe anche saltare

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su Sicilia Journal

Mentre pubblichiamo questo articolo apprendiamo che l’incontro potrebbe anche saltare per impegni a Roma del Presidente Crocetta.

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PALERMO − Il Presidente Rosario Crocetta ha fissato per domani 16 marzo la data per il tavolo tecnico che a Palermo vedrà riuniti l’assessore Alessandro Baccei e i dirigenti del Dipartimento Bilancio, il liquidatore delle Terme Gianfranco Todaro, il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e una rappresentanza dei principali creditori istituzionali, in primis la banca Unicredit.

Il Presidente Crocetta ha così mantenuto l’impegno assunto in sede di votazione sulla legge regionale di stabilità quando venne approvato l’emendamento all’art. 53 presentato dal deputato del M5S Angela Foti, che estende adesso ai liquidatori il potere di redigere il bando di privatizzazione. In quella sede, lo stesso Crocetta e l’assessore all’Economia Baccei avevano presentato un ulteriore emendamento, poi prontamente ritirato, il quale prevedeva che la Regione potesse far cassa anche con la vendita ai privati di cespiti del patrimonio delle Terme. Di fronte all’intransigenza dei deputati del M5S, Foti e l’on. Mangiacavallo, il Presidente Crocetta si è visto costretto a rinnovare la promessa di un impegno in favore delle Terme, già più volte fatta sia in campagna elettorale che durante il suo mandato. Queste le premesse e dunque ci sarà domani l’incontro fra tutte le parti per tentare di trovare una via d’uscita al problema.

Gli esiti del tavolo sono incerti fin d’ora e tutto dipende dal fatto se i vari convenuti sapranno ritrovarsi intorno al nocciolo della questione oppure continueranno a fare braccio di ferro fra interessi contrapposti.

Il “nocciolo della questione” è la riapertura degli stabilimenti di Santa Venera e di Santa Caterina, da tempo inattivi e pericolosamente avviati sulla strada del degrado se non verranno quanto prima riaperti. Se tutti crederanno che ciò sia possibile, per mano dei privati come prevede la legge, si potrà trovare sicuramente una soluzione che tenga conto anche di alcune criticità tuttavia non del tutto insormontabili. E’ solo questione di volontà.

Se, invece, si contrapporranno gli interessi di una o dell’altra parte, è serio il rischio che tutta la faccenda torni in alto mare, vanificando così la portata dell’emendamento fatto approvare dall’on. Foti prima in commissione Bilancio e poi in aula. E’ chiaro infatti che l’Assessorato all’Economia vuole sbarazzarsi quanto prima del problema del debito con l’Unicredit per continuare il cammino intrapreso su altri versanti al fine di mettere a posto i conti del bilancio regionale. Al Dipartimento Bilancio le Terme sono considerate alla stregua di altre partecipate regionali che succhiano solo risorse finanziarie e dunque disfarsene al più presto potrebbe liberare nuove risorse utili per la quadra dei conti. In queste ore, il dirigente dell’Assessorato all’Economia la dottoressa Grazia Terranova sta mettendo a punto con i suoi collaboratori una nuova proposta che avanzerà con ogni probabilità mercoledì al tavolo tecnico. Al di là della fattibilità di questa proposta, che ricalca quanto prevede la legge Marzano in merito ai piani di ristrutturazione delle imprese in crisi, rimane da vedere se la Terranova e l’assessore Baccei credano o meno alla riapertura delle Terme e alla possibilità che il liquidatore riesca a metter mano alla redazione di un bando di privatizzazione. I due per la verità sono un po’ scettici sull’appetibilità di un bando per i privati e non hanno fatto finora nulla per facilitare il percorso; ma non è detto che non cambino idea, specie se si renderanno conto che non ci rimetteranno un solo euro più di quanti ne abbiano perduti fino ad ora, tenendo le Terme chiuse e inattive.

Dall’altro lato del tavolo, ci sono altri attori che ancora non rinunciano alla speranza di vedere nuovamente operativi gli stabilimenti termali di Acireale.

In primis, c’è il liquidatore Gianfranco Todaro, al quale adesso spetterebbero i poteri di redazione di un bando di privatizzazione che, risolto il nodo del debito con Unicredit, dovrà risultare attrattivo per eventuali investitori privati, anche in relazione alla durata più lunga del diritto di usufrutto o della concessione. Ma prima Todaro dovrà attendere l’approvazione del bilancio che, nell’ultima assemblea dei soci, Terranova gli ha bocciato sulla base della relazione del Collegio dei revisori.

A quel tavolo siederà pure Roberto Barbagallo nella doppia veste di creditore delle Terme (quale rappresentante legale del comune di Acireale) e di sindaco della città dove insistono gli stabilimenti termali di S. Venera e S. Caterina. Non sarà certamente il comune di Acireale, verso cui le Terme hanno un grosso debito, ad infliggere un duro colpo alla società di gestione reclamando subito le sue spettanze; sono allo studio diverse ipotesi di rientro del debito o di sua compensazione con una parte del patrimonio che non è funzionale all’attività termale. Sul piano tecnico, le strade ci sono per venire incontro alle Terme di Acireale SpA.

E’ sul piano politico, invece, che il Sindaco dovrà reclamare dalla Regione maggiore rispetto che, fino ad ora, non c’è stato soprattutto da parte degli uffici dell’Assessorato all’Economia. Barbagallo arriverà a Palermo con un documento fresco di approvazione da parte del Consiglio Comunale, un documento unitario che è già stato votato all’unanimità dai capigruppo consiliari e che sarà presentato nella seduta del civico consesso programmata per questa sera 15 marzo. Ma il primo cittadino di Acireale dovrà provare ad andare oltre. A lui spetterà il compito, se ci riuscirà, di far ritrovare armonia e concordia al tavolo evitando che, ancora una volta, la riunione si trasformi in un duro braccio di ferro fra l’assessorato all’Economia e il liquidatore. Ci sono quasi sicuramente problemi di incompatibilità a pelle fra le due controparti, ma è un controsenso che, da un lato, il Presidente Crocetta nomini una professionista di sua fiducia quale liquidatore delle Terme e, dall’altro lato, che l’assessore Baccei e la dirigente Terranova lo sfiducino in continuazione sulla base di tecnicismi che neutralizzano la volontà politica di rilanciare il termalismo.

Si troverà domani a Palermo una larga intesa in grado di creare le premesse per una imminente riapertura delle Terme, facilitata dall’arrivo di seri investitori privati interessati a far ripartire gli stabilimenti di Acireale?

Saro Faraci

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