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Grazie al Lions di Acireale, la vicenda Terme arriva al Parlamento siciliano


L’articolo pubblicato su Tuttolions Sicilia

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Grazie al Lions di Acireale, la vicenda Terme arriva al Parlamento siciliano


Non si ferma l’impegno del Lions Club Acireale in favore delle Terme di Santa Venera e di Santa Caterina, ormai chiuse da tempo e in stato d’abbandono, con l’incombente spada di Damocle di una sentenza di fallimento del Tribunale di Catania che anzitempo potrebbe determinare la fine della società di gestione degli stabilimenti.

Dal 2011, il Lions di Acireale ha attivato in città un Forum permanente per le Terme cui hanno aderito diverse associazioni e il cui modello “federativo” di collaborazione fra varie realtà associative è stato esportato anche a Sciacca, dove è stata avviata analoga iniziativa di coordinamento cittadino, cui aderisce pure il nuovo Lions Club Sciacca Terme.

Quest’anno, in occasione del cinquantesimo di attività sociale, e all’interno del programma “Acireale tra mito e realtà”, il club acese rilancia la questione, in un momento oggettivamente difficile per le Terme.  Diverse le iniziative fin qui promosse, non ultima la partecipazione attiva al convegno distrettuale organizzato alla Accademia Zelantea di Acireale e concluso dal Governatore Francesco Freni Terranova.

Nei giorni scorsi, il Presidente del club Rosario Faraci aveva inviato una lettera al Presidente della Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana chiedendogli di prestare un’attenzione particolare alla vicenda delle Terme, come lui stesso aveva già fatto per Sciacca. Gli stabilimenti termali delle due cittadine, infatti, sono rette da due distinte società di gestione, Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, entrambe interamente di proprietà della Regione, ma poste in liquidazione dal 2010 a seguito della legge regionale n.11.

L’on.Vincenzo Vinciullo, presidente della Commissione Bilancio, ha assicurato prontamente disponibilità raccogliendo il grido di dolore dei Lions acesi e mercoledì 3 febbraio si è tenuta a Palermo un’audizione durata ben due ore, alla presenza di diversi parlamentari, tra cui il deputato Angela Foti del collegio di Acireale, e di una delegazione di cui hanno fatto parte il Sindaco di Acireale ing. Roberto Barbagallo, il presidente del Consiglio comunale di Acireale prof. Rosario Raneri, il capogruppo di Cambiamo Acireale il consigliere dott. Giuseppe Ferlito, il liquidatore delle Terme di Acireale SpA avv. Gianfranco Todaro e, per il Lions di Acireale che ha promosso l’incontro, il dott. Mario Scandura, past president, e coordinatore insieme al presidente Faraci del Forum permanente per le Terme. La Regione, socio unico delle Terme, era rappresentata dalla dott.ssa Grazia Terranova, dirigente dell’Ufficio speciale per le liquidazioni presso l’Assessorato all’Economia.

L’audizione si è svolta in un clima sereno e costruttivo, pur con qualche vivace contraddittorio fra il liquidatore e la dirigente regionale. I problemi sul tappeto sono tanti, non tutti facilmente risolvibili in un momento in cui le casse regionali sono pressoché vuote. L’on.Angela Foti si è resa prontamente disponibile a presentare un emendamento di modifica alla legge regionale n.11 del 2010, consentendo anche alle società di gestione di predisporre il bando per la privatizzazione degli stabilimenti.  Il testo dell’emendamento è disponibile sul sito del Movimento Cinque Stelle all’indirizzo http://www.fancityacireale.it/wordpress2/terme-di-acireale-ecco-lemendamento-dellon-angela-foti-m5s/

Da parte sua, il Presidente della Commissione Bilancio on. Vinciullo, dopo aver ascoltato tutti gli interventi, nonché la relazione tecnica del rappresentante del Lions (disponibile al seguente link: https://termediacireale.wordpress.com/2016/02/06/le-richieste-del-forum-in-audizione-alla-commissione-bilancio-allars/), si è reso disponibile per incontrare nei prossimi giorni il Giudice che al Tribunale di Catania sta esaminando l’istanza di fallimento delle Terme di Acireale SpA. Moderata soddisfazione da parte di tutti i componenti della delegazione ed un plauso ancora una volta al Lions di Acireale che segue con attenzione la vicenda delle Terme ininterrottamente ormai da cinque anni.

Il video integrale della audizione all’ARS è disponibile al seguente link sul sito del Forum https://termediacireale.wordpress.com/2016/02/06/il-video-integrale-della-audizione-in-commissione-bilancio-allars/

Terme di Acireale, la proprietà Regione dia subito un segnale di presenza.


Giorni di Carnevale e Quaresima in arrivo.

Non bastano le rassicurazioni date in II Commissione Bilancio nell’audizione del 3 febbraio a Palermo, cioè che si farà il possibile per salvare “a bocce ferme” le Terme di Acireale, senza stanziare un solo quattrino. Non è sufficiente il clima sereno e costruttivo con cui si è svolto quell’incontro con tutti gli stakeholders, cioè i portatori di interesse in questa vicenda. Non è sufficiente la disponibilità in prima persona garantita dal Presidente della Commissione on. Vincenzo Vinciullo che, molto sensibile al grido di dolore lanciato nei giorni scorsi dal Lions Club attraverso il Forum, ha subito organizzato la audizione e ora si rende pronto ad incontrare i Giudici del Tribunale di Catania che, in questo momento, hanno in esame l’istanza di fallimento della società di gestione Terme di Acireale SpA. Non servono al momento tutto lo zelo e tutta l’inflessibilità manifestati dalla Dirigente per l’Ufficio Speciale delle Liquidazioni della Regione Siciliana dottoressa Grazia Terranova che ormai sembra andare avanti solo per questioni di principio nei rapporti con il Liquidatore delle Terme di Acireale SpA Gianfranco Todaro, cioè con il management aziendale (nominato dalla proprietà) che rappresenta giuridicamente  la stessa proprietà. E’ strategico, ma verrà utile solo in un secondo momento, l’emendamento presentato dalla on.Angela Foti che estende anche alle società di gestione delle Terme di Acireale e di Sciacca, quantunque in liquidazione, la possibilità di redigere il bando per la privatizzazione degli stabilimenti (speriamo che sia votato in aula da tutti i parlamentari, altrimenti sarà chiaro che la volontà assembleare è di affossare il termalismo in Sicilia). Non è sufficiente lo scatto d’orgoglio, seppur tardivo, di tutta la Città di Acireale adesso compatta – il Sindaco, il Consiglio Comunale e pezzi della società civile a partire dal Lions – che chiede alla Regione, di presenza nelle sue sedi istituzionali, maggiore attenzione e soprattutto grande rispetto per la vicenda delle Terme. Non servono più le dichiarazioni di speranza di alcuni parlamentari regionali e nazionali che adesso seguono la vicenda Terme con minor coinvolgimento emotivo,  ma con maggior giudizio di convenienza politica, rispetto a quanto magari avveniva in passato. Adesso è il momento di compulsare tutti insieme il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta e il suo Assessore all’Economia dottor Alessandro Baccei perché diano alle autorità giudiziarie un segnale di presenza della proprietà. La Regione, attraverso il Dipartimento Bilancio e dunque attraverso l’Assessore all’Economia, è l’unico socio proprietario delle Terme di Acireale SpA, come pure di quelle di Sciacca. Non ha esercitato fino ad ora tutte le prerogative (diritti e doveri) che spettano ad un socio unico, limitandosi a gestire da Palermo solo carte e faldoni. In questo momento, un faldone – il più importante di tutti, quello relativo ad una possibile istanza di fallimento della società di gestione – giace in esame al Tribunale di Catania dove sarà discusso nei prossimi giorni. Pende la spada di Damocle di una sentenza di fallimento, dopo le indagini della Guardia di Finanza dei mesi scorsi. E’ giusto, è sacrosanto, è sensato che dietro all’esame freddo di numeri e cifre, i Giudici abbiano la possibilità di sapere direttamente dal socio proprietario quali sono le ultime possibili manovre “a bocce ferme” per scongiurare una sentenza di fallimento che, data la consistenza patrimoniale e la capienza di asset delle Terme di Acireale SpA, potrebbe ancora essere evitata. Perché se è vero, come sostiene l’inflessibile dottoressa Terranova da Palermo, che non è un dramma se le Terme di Acireale SpA fallissero (in fondo non è la prima società pubblica che fallirebbe), dall’altro è pur vero che un provvedimento giudiziario del genere renderebbe maledettamente complicata la gestione dell’intera vicenda d’ora in avanti, danneggerebbe fortemente i creditori delle Terme (coi quali si possono ancora negoziare soluzioni conciliatorie di rientro dai debiti), lascia ad altri la transizione verso la privatizzazione (che dovrebbe essere saldamente presidiata dalla politica) e sarebbe assai punitivo nei confronti della Città di Acireale che paga già fin d’ora un prezzo altissimo (anche economico) per colpe non sue. Perché è vero che c’è la legge da rispettare, ma è altrettanto vero che ci sembra da parte della Regione atteggiamento da Ponzio Pilato lasciare che sia un curatore fallimentare ad avviare eventuali azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori precedenti, quando la stessa Regione da ben cinque anni avrebbe potuto esercitare tranquillamente questa sua prerogativa se solo la proprietà fosse stata più attenta ed attiva. Dunque, Crocetta e Baccei vengano a Catania nei prossimi giorni il più presto possibile e si attivino tutti i parlamentari loro vicini perché questo tentativo di incontro col Tribunale sia esperito in tempi rapidissimi.

Rosario Faraci, Co-Coordinatore del Forum permanente per le Terme di Acireale e presidente del Lions Club Acireale promotore del Forum

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Il Presidente della Regione on. Rosario Crocetta

Le richieste del Forum in audizione alla Commissione Bilancio all’ARS


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Il Co-coordinatore del Forum dott. Mario Scandura

L’audizione del sindaco di Acireale ing. Roberto Barbagallo, del Presidente del Consiglio Comunale dott. Rosario Raneri , del co-coordinatore del Forum permanente per le Terme di Acireale dott. Mario Scandura, del liquidatore della società Terme di Acireale SPA in liquidazione avv. Gianfranco Todaro e della Regione Siciliana rappresentata dalla dott. Grazia Terranova dirigente dell’ufficio speciale per le liquidazioni, in assenza dell’assessore al l’economia Alessandro Baccei impegnato in altra riunione a Roma, convocati presso la Commissione Bilancio della Regione Siciliana doveva essere l’occasione per trovare insieme soluzioni immediate per la soluzione dei problemi delle Terme di Acireale.

La riunione del 3 febbraio, durata oltre due ore, è stata aperta dal Presidente della Commissione on Vincenzo Vinciullo il quale, durante la riunione, ha dato la piena disponibilità dell’intera Commissione e Sua personale per effettuare gli interventi necessari  per scongiurare la dichiarazione di fallimento della società.

Il Sindaco di Acireale e il Presidente del consiglio comunale hanno ribadito l’importanze delle Terme per la città di Acireale che ha scelto il turismo come settore primario della sua economia e hanno lamentato l’inspiegabile e ingiustificata inerzia dei responsabili delle procedure di liquidazione e privatizzazione.

Il compito di aggiornare la Commissione sulla situazione attuale della società è stato affidato al dott. Mario Scandura, co- coordinatore insieme al prof. Rosario Faraci del Forum permanente delle Terme di Acireale, il quale sulla base dei dati risultanti dall’ultimo bilancio approvato al 31.12.2013 ha sintetizzato la situazione debitoria e creditoria della società. Il dott. Scandura rispettando la raccomandazione del Presidente Vinciullo di essere concreti e pragmatici ha formulato al socio unico Regione Siciliana le seguenti richieste:

  • Consentire al liquidatore la compensazione dei debiti nei confronti della Regione Siciliana con i crediti vantati nei confronti dello stesso Ente (€ 2.300,00 circa);
  • Intervenire presso il cliente Azienda Sanitaria Provinciale di Catania per effettuare il pagamento del suo debito verso la società che consentirebbe di pagare buona parte dei debiti verso fornitori.
  • Attivarsi per la riscossione dei crediti tributari che la stessa Regione Siciliana ha conferito in occasione della costituzione della società.
  • Dare l’incarico al liquidatore di completare il bando per lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica per l’affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione del complesso cremotermale.
  • Inserire nel bando il pagamento, a carico dell’aggiudicatario, del debito nei confronti dell’UNICREDIT SPA con le modalità concordate con lo stesso Istituto.

L’intervento del liquidatore Avv. Gianfranco Todaro è stato un appassionato sfogo. Ha lamentato, infatti, di essere stato lasciato solo in prima linea e che il socio unico Regione Siciliana anziché dargli sostegno non si è presentato nelle ultime tre assemblee convocate. Ha comunicato che nel breve periodo del suo mandato ha comunque registrato interesse da parte di imprenditori privati disposti a gestire le Terme.

Nell’’atteso intervento del socio unico la dott. Grazia Terranova si è limitata a ricordare che la Regione Siciliana non darà alcuna ulteriore risorsa finanziaria e ha cercato di dare poche convincenti giustificazioni sull’assenza del socio unico nelle assemblee convocate dal liquidatore. Non ha dato alcuna risposta positiva alle precise richieste presentate dal dott. Scandura e non ha formulato alcuna proposta dando l’impressione che la paventata dichiarazione di fallimento costituisce per la Regione Siciliana la soluzione di un suo problema e per gli uffici di poter archiviare un fastidioso fascicolo. Intervento che ha irritato il liquidatore Avv. Todaro che ha abbandonato temporaneamente la riunione.

L’on. Angela Foti, presente in aula, dopo aver criticato aspramente il comportamento degli uffici regionali per i notevoli ritardi accumulati, ha dato il Suo contributo positivo impegnandosi ufficialmente a presentare una proposta di legge per aggiungere nell’art. 21 della legge regionale n. 11 del 12.05.2010 la previsione di estendere al liquidatore la facoltà di attivare le procedure necessarie per affidare la gestione a soggetti privati.

Si deve amaramente prendere atto che la Regione Siciliana ha tentato di vanificare anche questa opportunità di coinvolgere una importante commissione Regionale e di discutere per trovare insieme soluzioni. Comunque si è avviato l’iter per consentire al liquidatore di gestire il Bando e si resta in attesa delle risposte sulle altre richieste formulate dal dott. Mario Scandura.

nota del dott. Mario Scandura, Co-coordinatore del Forum

Il video integrale della audizione in Commissione Bilancio all’ARS


Prima parte

Seconda parte

L’on.Angela Foti presenta un emendamento alla legge regionale 12 maggio del 2010


Più puntuali informazioni sul sito del Movimento Cinque Stelle di Acireale

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Terme di Acireale: non trovare la colpa, trova il rimedio!


“Non trovare la colpa, trova il rimedio” sembra aver detto Henry Ford, industriale, ingegnere e progettista statunitense, fondatore nel secolo scorso dell’omonima casa automobilistica ed azienda di famiglia. Non c’è forse frase migliore di questa per spronare tutti – politici, governanti e burocrati, amministratori, consiglieri locali e società civile – ad andare avanti e provare a salvare le Terme di Acireale da un fallimento morale, prima ancora che giuridico-formale della società di gestione degli stabilimenti. In fondo, è stato proprio questo il senso dell’audizione di giorno 3 febbraio, dinanzi alla II Commissione Bilancio all’ARS, convocata d’urgenza dal suo Presidente on. Vincenzo Vinciullo con tutte le parti interessate, a cominciare dal Forum che ha lanciato per primo il grido d’allarme raccolto poi dalla stessa Commissione Bilancio. C’erano tutti, dal Presidente Vinciullo che ha presieduto l’incontro per tutta la durata, ai deputati componenti la Commissione all’on. Angela Foti, dal Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo al presidente del civico consesso Rosario Raneri al consigliere capogruppo di Cambiamo Acireale Giuseppe Ferlito, dal Liquidatore delle Terme Gianfranco Todaro al co-coordinatore del Forum permanente Mario Scandura. Tutti, ad eccezione dell’Assessore all’Economia Alessandro Baccei, assente per impegni istituzionali.  C’erano proprio tutti, come l’ultima volta – nella scorsa primavera del 2015 – quando nell’ufficio della Dirigente dell’Ufficio Speciale per le Liquidazioni Grazia Terranova, anche lei presente in audizione giorno 3 febbraio, si provò a trovare una soluzione all’impasse venutasi a creare con la ritardata pubblicazione del bando di privatizzazione. E’ passato quasi un anno e le cose non sono cambiate, anzi le criticità sono aumentate. Anche allora più o meno con le stesse persone (non c’era il Presidente Raneri, ma c’erano Luigi Bosco, liquidatore “pro tempore” e l’on. Nicola D’Agostino presente agli incontri) come dinanzi alla II Commissione parlamentare all’ARS l’altro giorno, la dott.ssa Terranova, laurea in Giurisprudenza con 110/110 all’Università di Catania (clicca qui per il curriculum), componente dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione, è stata irreprensibile. Prima di trovare il rimedio, che pure c’era e c’è ancora, bisogna accertare la colpa fino in fondo e far espiare quella colpa a chi il delitto l’ha commesso. Per la Terranova, c’è sempre spazio per un’azione di responsabilità verso gli amministratori e se le Terme non fossero in grado di pagare le spese legali, ci sarebbe la via del patrocinio gratuito. Insomma, carte su carte, perché dal 2011 – da quando è stata avviata la liquidazione – le Terme di Acireale SpA e quelle di Sciacca SpA sono soltanto un faldone che si riempie di carte, lettere e ricorsi. “Se le Terme di Acireale fallissero – ha detto l’altro giorno in Commissione la dottoressa Terranova – non sarebbe un dramma”. Tecnicamente parlando, la Dirigente potrebbe aver ragione. Si parla infatti del fallimento come procedura concorsuale societaria che ha per oggetto non gli stabilimenti, ma la società di gestione da tempo sovraccarica di debiti e gravata da rilevanti perdite di esercizio. E al liquidatore si sostituirebbe il curatore fallimentare nell’esercizio di tutte le sue prerogative di gestore della fase terminale di un’azienda, col pagamento dei debiti, la riscossione dei crediti e la restituzione dell’attivo al Socio unico, cioè la Regione. Tecnicamente, non fa una grinza la dichiarazione della dottoressa Terranova. Peccato però che poi ci si dimentica che a questa soluzione, che trasferirebbe al Tribunale poteri che fino ad ora la Regione non è stata in grado di esercitare fino in fondo, ci si arriva dopo aver inanellato uno dietro l’altro ritardi, mancati atti e inadempimenti che il socio di una SpA, per quanto pubblica, dovrebbe evitare di compiere, facilitando e non limitando come è avvenuto di fatto la gestione dell’organo liquidatorio e avviandola lentamente e inesorabilmente verso il fallimento. Fallimento la cui istanza non è stata proposta dai creditori, ma avanzata d’ufficio dal Tribunale di Catania a seguito degli accertamenti giudiziari degli ultimi mesi. A proposito di colpe del Socio Regione si potrebbero menzionare: la balbettante interlocuzione con Sviluppo Italia Sicilia per la redazione del bando di privatizzazione, sempre rinviato; la mancata corresponsione di 400,000 euro già previste nel bilancio regionale ma mai liquidate dall’Ufficio Speciale per le liquidazioni, per non incorrere nelle “bacchettate” della Corte dei Conti per causato danno erariale; il tentennamento nella interlocuzione con Unicredit, creditrice delle somme dovute per la mancata riscossione delle rate di mutuo, fino al pignoramento completo di due immobili delle Terme; l’assenza alle Assemblee dei Soci convocate dal liquidatore, compresa quella decisiva per l’approvazione del bilancio 2014; e così via. Insomma, un vero e proprio litigio societario, all’interno di una società per azioni pubblica. La Città di Acireale, attraverso il Sindaco e il Consiglio Comunale, avrebbe tutto il diritto di costituirsi parte civile nei confronti della Regione per queste “in-azioni” che alla lunga hanno causato più danni (e non solo erariali!) di quanti non ne abbia determinato finora una gestione incerta e travagliata dei rapporti tra Socio Regione e liquidatori pro-tempore. Ma non è tempo di inseguire colpe. Non ora, comunque. Bisogna porre rimedio subito e i margini ci sono ancora tutti. “A bocce ferme”, cioè senza al momento determinare ulteriore esborso finanziario per la Regione che, alla vigilia della approvazione della finanziaria,  non può permettersi di stanziare un solo quattrino per una società in perdita come le Terme di Acireale società per azioni. A “bocce ferme”, per salvare ed accelerare la liquidazione innanzitutto e poi pensare alla privatizzazione, evitando di confondere i due piani di intervento, come ad arte è stato fatto fino ad ora. Una liquidazione, lo abbiamo sempre detto, non equivale ad una liquefazione.

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Incontro alla Regione. Terme da salvare, un bando per l’affidamento ai privati


L’articolo su La Sicilia del 4 febbraio 2016

 

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