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Prestazioni termali sospese per lavori di manutenzione?


termechiuse

foto di Salvo Di Maria (g.c.) – Non è necessario alcun commento.

 

Riunione tecnica a Palermo per le Terme di Sciacca


dal sito del Corriere di Sciacca

PALERMO – CRONACA
TERME, RIUNIONE “TECNICA” A PALERMO. C’E’ LA VOLONTA’, MA BISOGNA APPROFONDIRE DIVERSI ASPETTI AMMINISTRATIVI

27/05/2015 16.08

Riunione operativa a Palermo, nella tarda mattinata, per capire come dare seguito alla gestione dello stabilimento termale da parete dell’Asp di Agrigento. La riunione è servita per scambiarsi le buone intenzioni, ma nella sostanza, sia l’Asp che la Terme di Sciacca Spa devono meglio approfondire diversi aspetti tecnici,amministrativi e burocratici.

Tra i diversi nodi da sciogliere quella del personale. I lavoratori del ruolo unico regionale, i cosiddetti “comandati”, dovranno essere pagati dall’Asp di Agrigento. Come del resto ha fatto la Terme di Sciacca Spa. Il personale che presta servizio allo stabilimento termale, nel profilo di comandati,non è a carico della Regione. L’Asp deve stabilire quanto personale utilizzare e per quianto tempo.

Vi sonpo, inoltre, diversi altri aspetti da chiarire. Nei giorni prossimi sia l’Asp che la Terme di Sciacca Spa dovranno sciogliere tali nodi.

Terme di Sciacca, il sindaco Di Paola alla Regione Siciliana: “È finito il tempo del rinvio”

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dal sito lnx.comunedisciacca

Terme, il sindaco Di Paola alla Regione Siciliana: “È finito il tempo del rinvio”

terme di sciacca stabilimento

“Non è più tempo di corrispondenze epistolari o note dilatorie”. La Regione segua l’unico percorso individuato affinché si avviino “senza indugio” le attività per la riapertura delle Terme e non perda più tempo a ritornare e a insistere su soluzioni già ritenute nelle scorse settimane giuridicamente impraticabili. O cambi le norme. È quanto scrive il sindaco Fabrizio Di Paola riscontrando lo stesso giorno, il 30 aprile, la lettera del liquidatore delle Terme mirata ad accertare la “disponibilità del Comune di Sciacca ad assumere la temporanea gestione dell’intero complesso”. Il sindaco indirizza la lettera al liquidatore, al presidente della Regione, all’assessore regionale all’Economia, all’Ufficio Speciale per la Chiusura delle Liquidazioni annunciando la missione di lunedì a Palermo, nella sede della Presidenza della Regione, con una delegazione del Consiglio comunale: “Non vogliamo deflettere dal perseguire l’obiettivo del complesso termale”.

Il sindaco Fabrizio DI Paola ricorda che sulla proposta di gestione temporanea da parte dell’Ente Locale, lo stesso Comune di Sciacca si era già espresso un mese fa, nella nota del 2 aprile, in cui venivano espressamente evidenziate le perplessità manifestate nel corso della riunione del 27 marzo. “L’indicazione non è stata frutto di una presa di posizione o di una volontà negativa di questo Ente, ma il risultato di un approfondimento giuridico-ordinamentale dei nostri Uffici da cui è emerso: mancanza di titolo per la gestione dei beni; mancanza di una norma di azione che possa attribuirne la competenza all’Ente Locale; refluenze di carattere finanziario sia sulla corretta gestione del bilancio, sia in temi di limiti e divieti imposti dalle norme di stabilità; impossibilità di assunzione di personale e/o rinnovo di contratti con lavoratori in regime speciale in capo alla Regione; assenza di requisiti imprenditoriali per la gestione diretta di attività commerciali e/o sanitarie”.

“E’ appena il caso di rilevare – aggiunge il sindaco – che tutte le questioni sopra evidenziate cesserebbero nel momento in cui la Regione intendesse restituire la proprietà di tutto il complesso termale al Comune di Sciacca attraverso l’abrogazione delle norme relative alla regionalizzazione del patrimonio termale e alla successiva legge sulla privatizzazione”.

Ritornando alla questione gestionale, il sindaco Fabrizio Di Paola ricorda che già il 2 aprile “era stato individuato un percorso per la salvaguardia della stagione in corso finalizzato a evitare le negative conseguenze di ordine sociale, occupazionale ed economico, e in precedenza era stata pure fornita una relazione tecnico-economica”. Pertanto, “la richiesta a cui si fa riscontro non risulta supportata da nuovi elementi e/o indicazioni tecnico-giuridiche che possano indirizzare il Comune di Sciacca a dare la disponibilità ad assumere la temporanea gestione dell’intero complesso”.

“A distanza di 28 giorni dalla nostra nota, nel corso dei quali sia gli Organi Amministrativi di questo Ente che numerosi Parlamentari Regionali hanno richiesto pressantemente iniziative utili alla risoluzione della problematica, ed il sottoscritto ha ricevuto telefonicamente parole rassicuranti da parte del Presidente della Regione sull’avvio del percorso individuato (autorizzazione al Liquidatore a pubblicare l’avviso per l’affidamento a privati dell’Hotel e interlocuzione con il Direttore Generale dell’ASP di Agrigento per la gestione dello stabilimento), – dice ancora il sindaco Fabrizio Di Paola – non può non evidenziarsi il segnare il passo da parte degli Organi Regionali, che con il passare dei giorni stanno pregiudicando l’avvio di una stagione turistica che potesse garantire la riapertura dell’Hotel e dello Stabilimento, con le evidenti positive refluenze sia di carattere economico che occupazionale. Non si comprende come l’Amministrazione Regionale intenda subordinare ad una impraticabile soluzione (la gestione diretta del Comune) in presenza di un proprio soggetto, appositamente nominato, che ai sensi degli articoli 2487 e seguenti del Codice Civile è legittimato a svolgere ogni utile attività in merito. In ogni caso, ove si dovesse ritenere, con il relativo supporto normativo, che questo Ente sia legittimato a poter affidare a terzi, in luogo del Commissario Liquidatore, la gestione di tutto il complesso termale, attraverso appositi separati bandi ad evidenza pubblica, si manifesta la disponibilità di questo Ente, previa espressa autorizzazione in tal senso da parte dei competenti Organi Regionali”.

“Riaprite le Terme”, delegazione istituzionale di Sciacca in missione lunedì a Palermo

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dal sito lnx.comunedisciacca

“Riaprite le Terme”, delegazione istituzionale in missione lunedì a Palermo

terme di sciacca

Missione a Palermo, lunedì prossimo, 4 maggio 2015 dell’Amministrazione e del Consiglio comunale per dare soluzione alla questione Terme. Una delegazione andrà nella sede della Presidenza della Regione, a Palazzo d’Orleans. Ne danno comunicazione il sindaco Fabrizio Di Paola e il presidente del Consiglio comunale Calogero Bono che invitano chiunque a partecipare, cittadini, associazioni e organizzazioni varie. L’appuntamento è in Piazza Indipendenza alle ore 11.

“Le istituzioni comunali, la città – dichiarano il sindaco Di Paola e il presidente Bono – si sentono presi in giro. Si pensava a metà del mese di aprile, a uno sbocco finalmente positivo. Ma così non è stato. Con amarezza ne prendiamo atto e protestiamo con questo inspiegabile atteggiamento. L’iniziativa di andare a Palermo è stata assunta nel corso della conferenza dei capigruppo lo scorso giovedì, quando abbiamo formalmente verificato la nota del commissario liquidatore delle Terme. Una nota nella quale si dice che il Comune di Sciacca deve, in via preliminare e provvisoria, prendere in gestione diretta l’intero complesso termale, soluzione questa giuridicamente impercorribile e già formalmente comunicata a suo tempo al Presidente della Regione Siciliana. Preso atto del comportamento dilatorio del governo della Regione, a cui si erano prospettate delle soluzioni a breve per rendere operativi albergo e stabilimento per avviare la stagione 2015 in attesa dell’emanazione del bando di gestione pluriennale, si è pervenuti a questa decisa determinazione. Nella mattinata di lunedì porteremo al governo regionale, direttamente nella sua sede, la risposta con una delegazione istituzionale composta da Amministrazione e Consiglio comunale. Diamo così seguito a quanto l’organo consiliare aveva deliberato nella seduta straordinaria dello scorso 14 aprile e a cui non si è dato poi seguito, responsabilmente, per le confortanti rassicurazioni giunte da Palermo e che finora sono state disattese”.

Trasferire la proprietà delle Terme dalla Regione al Comune di Acireale. Presto un disegno di legge


da Gazzettino on line

Acireale, a fine mese il primo Bilancio partecipativo del Comune

Acireale, a fine mese il primo Bilancio partecipativo del Comune
Due pomeriggi dedicati all’ascolto e al confronto diretto con giovani, professionisti e associazioni, un momento fortemente voluto dal sindaco Roberto Barbagallo, che ha voluto coinvolgere direttamente i cittadini nella programmazione finanziaria del Comune di Acireale. Alla fine del mese sarà presentato il primo Bilancio dell’amministrazione Barbagallo e, come annunciato, sarà il primo Bilancio Partecipato del Comune di Acireale. Le proposte presentate dagli aderenti sono state analizzate e approfondite giovedì e venerdì pomeriggio nel corso di singole conferenze di servizi. Intorno al tavolo in sala giunta si sono riuniti i promotori di progetti e iniziative, il sindaco, il consulente economico, gli assessori e i dirigenti dei settori di riferimento. Le proposte saranno quindi valutate da un’apposita commissione e quelle ritenute idonee saranno inserite nell’imminente documento di programmazione finanziaria.

Tantissime le tematiche affrontate durante il confronto con i cittadini che hanno voluto suggerire idee e percorsi per migliorare la vivibilità cittadina. Fra queste: la realizzazione del Pedibus, una forma di trasporto scolastico per i piccoli alunni che saranno accompagnati a piedi da adulti volontari, incentivi al compostaggio domestico dei rifiuti, la biblioteca e la ludoteca dei bambini, la riqualificazione di via Balestrate, il FabLab, la realizzazione dei murales dedicati agli eroi antimafia, l’adozione di piazze e villette da parte dei ragazzi diversamente abili, la creazione di un tempio crematorio e di un’area adibita a sgambatoio per i cani. Una delle conferenze di servizi è stata dedicata alle Terme di Acireale, il Comune si farà promotore di un disegno di legge sostenuto dai cittadini, che sarà affidato ai deputati regionali acesi Nicola D’Agostino e Angela Foti, per il trasferimento delle Terme in proprietà all’ente.

“L’assemblea che costituisce il Bilancio partecipato, non esaurirà i suoi compiti con l’esame delle proposte, ma sarà tenuta in considerazione e dovrà esprimersi nelle fase successive di realizzazione dei progetti. Per noi amministrazione è stato un momento di grande soddisfazione, un esperimento che abbiamo voluto avviare per il nostro primo bilancio e che continueremo a  proporre ogni anno. Ringrazio i cittadini per la partecipazione attiva e gli Uffici del Settore Finanziario che si sono dedicati con interesse alla nuova attività di programmazione”, dice il sindaco Roberto Barbagallo.

Da quattro anni costantemente impegnati a tener vivo il dibattito sul futuro delle Terme acesi


Da quattro anni teniamo vivo il dibattito sul futuro delle Terme di Acireale. Abbiamo dato vita ad un Forum permanente sulle Terme di Acireale. Abbiamo creato un sito che conta ad oggi oltre 77.000 visite (https://termediacireale.wordpress.com/). E’ stata prodotta un’intensa attività pubblicistica, grazie al supporto di testate come I Vespri. Auspichiamo che presto si possa trovare soluzione al problema del termalismo ad Acireale.

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Terme: lotta contro il tempo non depauperare il patrimonio

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dal settimanale I Vespri (anno X, n.14, pag.7)

Terme di Acireale sono in agonia. Lenta ed inesorabile verso la chiusura e la cessazione delle prestazioni specialistiche. Non c’è liquidità per pagare le spese correnti. Il bilancio al 31.12.2013, appena approvato ma ancora non pubblicizzato sul Registro delle Imprese della Camera di Commercio, registra ricavi per poco più di qualche centinaio di migliaia di euro, una somma irrilevante per far fronte alle spese correnti e ai debiti pregressi. Pare che il liquidatore Luigi Bosco abbia chiesto al socio unico, cioè alla Regione Siciliana, la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere dell’approvazione di una possibile richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Catania, in pratica la prima tappa di una procedura concorsuale applicabile alle crisi d’impresa. La Regione per il momento prende tempo, anche perché è compito del liquidatore esperire prima tutti gli atti necessari per ristorare i creditori e restituire l’attivo residuo al socio. Ma il tempo incalza e il rischio di insolvenza si fa imminente. I debiti, lo abbiamo scritto anche nel numero scorso, rischiano di affossare definitivamente le Terme di Acireale. La Regione non intende più sborsare un euro, anche perché i solerti dirigenti regionali dell’Assessorato all’Economia non vogliono assumersi alcuna responsabilità contravvenendo alle indicazioni della Corte dei Conti che, nell’ultima relazione, è stata chiara: nessun trasferimento, nessun intervento di capitalizzazione è possibile dalla Regione verso le sue società partecipate quando sono decotte come le Terme di Acireale. Quindi è al liquidatore, l’ing. Luigi Bosco, che tocca trovare una possibile soluzione per conciliare due esigenze che, al momento, appaiono contrapposte: da un lato, preservare il patrimonio immobiliare delle Terme; dall’altro lato, creare le condizioni per una ripresa delle attività termalistiche. I quattrini per riavviare queste ultime non ci sono, anche perché il funzionamento degli impianti comporta costi ed uscite monetarie, quelle delle utilities innanzitutto, che non possono essere coperte con la monetizzazione dei ricavi correnti. Il patrimonio immobiliare, d’altro canto, risente della complessa vicenda con Unicredit. La banca ha assicurato la propria disponibilità a far includere, nell’imminente bando di privatizzazione, la cessione del debito al potenziale investitore interessato alla gestione; tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, perché entro settembre di quest’anno è necessario corrispondere oltre due milioni e mezzo di euro ad Unicredit per il pagamento delle pregresse rate di mutuo non onorate; se il debito non verrà saldato, anche ove fosse disponibile a farsene carico in futuro il nuovo gestore delle Terme, i due immobili – l’albergo Excelsior Palace e il centro polifunzionale – verranno messi all’asta. La faccenda del contenzioso con Unicredit e l’esercizio di alcuni diritti spettanti ai privati su terreni a Pozzillo e sull’ex stabilimento dell’acqua minerale ancora di proprietà delle Terme costituiscono tecnicamente le pregiudizievoli che stanno rallentando la stesura del bando, di cui si sta occupando l’advisor regionale Sviluppo Italia Sicilia. Se non si risolvono, anche in via transattiva, questi nodi, procedere alla stesura del bando, sulla falsariga di quanto avvenuto per Sciacca, sarà difficile. Occorre, insomma, un’azione di coordinamento straordinaria che può essere assicurata solo dalla politica, o dal liquidatore, o da un tavolo tecnico fra più attori istituzionali, compreso il Tribunale. La politica però tentenna ed esprime posizioni variegate e spesso contrastanti, come dimostrano i più recenti discorsi diametralmente opposti del Presidente Rosario Crocetta, dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei e dell’assessore al Turismo Cleo Li Calzi. Il liquidatore Luigi Bosco è sempre più solo e cerca sostegno politico per legittimare la propria azione a tutela del patrimonio. Il tavolo tecnico potrebbe essere a questo punto una soluzione intelligente per far dialogare da vicino Enti ed istituzioni che fino ad ora si sono confrontati soltanto con carte e missive. Un tavolo tecnico si terrà la prossima settimana. E’ stato deciso a Palermo nel corso di un incontro ristretto all’Assessorato all’Economia avvenuto martedì scorso. Vi parteciperanno l’ing. Luigi Bosco, il dott. Giuseppe Glorioso di Sviluppo Italia Sicilia, la dott.ssa Grazia Terranova dirigente dell’Ufficio Speciale per le Partecipate Regionali, il sindaco di Acireale ing. Roberto Barbagallo e l’on. Nicola D’Agostino che sta seguendo da vicino la vicenda. Sarà presente pure il Forum permanente delle Terme di Acireale, promosso dal Lions nel 2011, che dopo quattro anni dalla sua costituzione viene ufficialmente invitato dal primo cittadino di Acireale ad accompagnare la città nel confronto con l’istituzione regionale. Sono passati quasi tre anni da quando, nell’estate del 2012, Sviluppo Italia Sicilia esitò alla Regione Siciliana lo studio preliminare sulle Terme di Acireale e di Sciacca. Da lì si sarebbe dovuto procedere immediatamente alla pubblicazione del bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti idrotermali. Così non è stato per Acireale, mentre per Sciacca si è fatto, seppur con esiti negativi dato che nessuna manifestazione di interesse è pervenuta. I ritardi nell’emanazione del bando per Acireale sono principalmente legati alle pregiudizievoli già menzionate (a partire dal contenzioso con Unicredit) e dall’andamento sofferto della liquidazione che, nonostante la ripresa dell’attività, non ha prodotto i risultati sperati. Ai debiti verso la banca si assommano anche i debiti verso l’Erario (la Serit) e quelli nei confronti del Comune di Acireale. Si può provare ad immaginare una rateazione di questo monte debitorio così mostruoso, ma in che modo concretamente si potranno onorare le rate correnti del debito? E’ tutta qui la questione ed onestamente non è facile, seppur non impossibile, trovare una via d’uscita immediata. Bisogna lottare contro il tempo per scongiurare il rischio di non trovare più l’ex albergo Excelsior Palace nel patrimonio disponibile delle Terme. Senza quell’immobile, infatti, la gestione di tutto il resto risulterebbe meno appetibile ad eventuali investitori interessati.

 Saro Faraci

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