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Archivi del mese: luglio 2012

La recettività alberghiera di Acireale non va bene. Pesa anche la vicenda Excelsior Palace Terme.


L’articolo di Raffaele Musumeci sul Giornale di Sicilia del 31 luglio 2012

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L’Aula consiliare intitolata all’avvocato Pietro Filetti


L’articolo di Antonio Garozzo sul quotidiano La Sicilia del 29 luglio 2012

Terme di Sciacca, un patrimonio appetibile


L’editoriale di Filippo Cardinale sul Corriere di Sciacca

SCIACCA – EDITORIALE
UN PATRIMONIO APPETIBILE
Le Terme, allo stato attuale, valgono 50 milioni di euro. Il patrimonio è intatto, al contrario delle Terme di Acireale che ha subito aggressioni da parte di creditori.

29/07/2012 09.50

Editoriale di Filippo Cardinale

Parlare delle Terme spesso serve a espandere i polmoni quasi come respiro di orgoglio. Poi, si conclude col pessimismo più acuto. Questo, è vero, fa parte del modo di pensare del saccense, ma spesso il giudizio avviene senza cognizione di causa. La frase più ricorrente è si mangiaru li termi. Prima di essere equivocato, mi preme sottolineare che la Regione è la prima responsabile del mancato rilancio delle strutture termali saccensi. E’ dal 1999 che è stata approvata la legge sulla privatizzazione, e a distanza di ben 13 anni quel lungo ed estenuante iter non si è ancora concluso. Nel frattempo, a tutti sono note le vicissitudine che hanno caratterizzato il decorrere di questi anni. Anni preziosi gettati al vento per colpa di una burocrazia deleteria, una classe politica regionale dedita alla pratica delle clientele, a collocare amici e parenti nei posti di sottogoverno regionale.

L’Assemblea regionale ha dovuto legiferare più volte per sistemare la questione del personale. Ha trasformato le aziende termali in società per azioni dimenticando di dotare le società termali di liquidità. Ma ha anche concesso che le strutture termali vivessero prive di significativi interventi manutentivi. Non voglio entrare nello specifico dei risultati gestionali a iniziare dal dicembre 2005 quando nacque la Terme di Sciacca Spa con tanto di Consiglio di Amministrazione targato con partiti che sostenevano l’allora governo Cuffaro. Una considerazione, però, fa fatta. L’unico proprietario delle Terme è la Regione che non ha saputo gestire un patrimonio di grande valore. Non solo non ha saputo gestire, ma non ha dimostrato quell’interesse che le terme meritano.

Qualche giorno fa è emerso che Sviluppo Italia-Sicilia, l’agenzia che ha il compito di predisporre il bando di selezione pubblica del privato cui affidare in gestione le strutture termali, nel completare l’incarico affidato dalla Regione, ha chiaramente eretto uno steccato tra le Terme di Sciacca e quelle di Acireale. Non uno steccato sulle caratteristiche delle terme, ma sulla possibilità di attrazione da parte dei privati che vogliono investire per rilanciarle. Ebbene, quelle di Acireale “non sono privatizzabili”, ha sintetizzato la relazione, mentre quelle di Sciacca si. E’ su questo semplice ma vitale spaccato che bisogna riflettere. Pur nella scarsa attenzione che le Terme di Sciacca hanno avuto dalla Regione e dalla classe politica regionale, non v’è dubbio che il patrimonio delle terme di Sciacca è intatto, non è stato aggredito da creditori. Su di esso non gravano ipoteche. Roba da poco? No, assolutamente. Anzi è da questa constatazione che bisogna partire, bisogna riflettere.

Quando avvenne il passaggio dell’Azienda delle Terme alla Terme di Sciacca Spa, si evidenziò un passivo di circa 5 milioni di euro. Una cifra notevole, molto inferiore rispetto al passivo delle Terme di Acireale che era intorno ai 15 milioni di euro e con parte del patrimonio eroso dai fallimenti e dai creditori. Nel passivo di 5 milioni vi era il Tfr, il contenzioso con i dipendenti, il contenzioso di 1 milione di euro con la cooperativa che aveva preso in gestione l’Albergo San Calogero (quello mai aperto nonostante i 50 anni di vita), qualche contenzioso con un paio di professionisti saccensi relativo a parcelle professionali. In buona sostanza, nonostante la cifra, la passività rientrava nella possibilità di controllo e di soluzione. Il patrimonio termale, le sue caratteristiche termali, paesaggistiche e curative, fanno delle terme di Sciacca davvero una risorsa che il mondo ci invidia. Le terme devono essere considerate davvero risorsa primaria di questo territorio e tutelate con tutta la forza. Non bisogna confondere potenziale delle terme con lo stato attuale in cui versano. Dicevo che oggi una stima del patrimonio termale saccense dà un valore di 50 milioni di euro. Valore che potrebbe crescere notevolmente se le condizioni delle strutture fossero diverse da quelle attuali.

Non tutti sanno come è composto il patrimonio termale. In breve aiutiamo la memoria. 1) Grand Hotel delle Terme (proprietà Regione Sicilia) 2) Stabilimento Nuove Terme (proprietà Regione Sicilia) 3) Parco delle Terme (proprietà Regione Sicilia) 4) Impianto delle piscine sulfuree all’interno del parco (proprietà della Terme di Sciacca Spa) 5) Palazzina ex Motel Agip (proprietà della Terme di Sciacca Spa) 6) L’ex convento di San Francesco (proprietà Regione Sicilia) 7) Piscine Molinelli (proprietà Terme di Sciacca Spa) 8) Grand Hotel San Calogero (proprietà Regione Sicilia) 9) Piccolo albergo San Calogero (proprietà Terme di Sciacca Spa) 10) Chiesa di San Calogero (proprietà Terme di Sciacca Spa, ma in uso perpetuo all’Ordine religioso San Francesco) 11) Stufe vaporose di San Calogero (proprietà Terme di Sciacca Spa) 12) Antiche Terme (proprietà Regione Sicilia)

A tutti non sfuggirà che la collocazione delle strutture termali si caratterizza per la bellezza del paesaggio che da esse si domina. Basta fare riferimento alle terme di via Agatocle o a san Calogero. Dunque, Sciacca ospita sul suo territorio una risorsa di eccezionale valore e di eccezionale potenziale se adeguatamente sviluppata. Far decollare le Terme (e questo può avvenire solo sotto la guida di operatori di chiara esperienza nazionale o internazionale) significa dare ricchezza al territorio, in termini di sviluppo sociale-economico-occupazionale.

Il sindaco Fabrizio Di Paola ha assunto una linea chiara in merito alla questione della privatizzazione, cosciente che oggi tale processo si potrà concludere se scevro da lacci e laccioli burocratici, pubblici e politici. Il sindaco deve essere determinato, e siamo convinti che lo è, nel pressare la Regione a fare chiarezza sul processo di privatizzazione, ma anche a far assumere al Comune di Sciacca quel ruolo che gli spetta. Non un ruolo invasivo o di ingerenza (ricordiamoci che la privatizzazione andrà a buon fine se la politica non ingerisce in condizionamenti vari), ma un ruolo che consenta alla città di Sciacca la condivisione di scelte che determineranno lo sviluppo della collettività.

Di Paola sa bene che siamo di fronte ad un passaggio vitale nel processo di privatizzazione. Possiede quella dose di autorevolezza che la vicenda merita. La utilizzi consapevole che la Città si attende un risultato positivo.

Il sistema termale italiano chiede certezze


dal sito di Ancot-Associazione Nazionale dei Comuni Termali

Comunicato stampa – IL SISTEMA TERMALE CHIEDE CERTEZZE

“Il sistema termale ha bisogno di certezze – afferma il Presidente dell’Associazione dei Comuni termali A.N.CO.T. Massimo Tedeschi – certezze sulle risorse già rese disponibili dal Governo e certezze sul futuro del termalismo in primo luogo attraverso la conferma del mantenimento delle cure termali nei LEA ( Livelli Essenziali di Assistenza).”

Grande è la preoccupazione dei Comuni termali per le Aziende dei propri territori che ancora attendono la chiusura dell’iter di sottoscrizione dell’Accordo Nazionale tariffario 2010-2011 per il quale alcuni uffici ministeriali hanno chiesto ulteriori approfondimenti.

“Il quadro nazionale è difficile e le Aziende termali italiane sono in sofferenza. Il dato nazionale del primo semestre registra infatti un calo medio dei fatturati dell’ordine del 10%. La ratifica dello stanziamento di 3 milioni di euro, residuo di 9 milioni stanziati con la legge “Milleproroghe” 2008 (6 milioni furono impiegati nel biennio 2008-2009) darebbe respiro alle Aziende termali italiane che non possono attendere oltre. ANCOT e Federterme si stanno facendo parte attiva affinchè il Governo sblocchi al più la situazione. Procedono nel contempo gli importanti studi scientifici promossi dalla Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale di Federterme in collaborazione con docenti delle Università di Roma, Milano, Parma e Napoli che stanno dando risultati sorprendenti circa i benefici effetti delle cure termali, preventive, integrate o alternate ad altre terapie. Le persone assumono così meno farmaci, si ammalano di meno con conseguenti benefici finanziari anche per il sistema previdenziale nazionale. Motivi validissimi per confermare a pieno titolo le cure termali nei Livelli Essenziali di Assistenza – conclude il Presidente Tedeschi.

17 luglio 2012 
Maria Pia Bersellini

Approfittare delle regionali per associare referendum Sciacca Terme


dal sito del Corriere di Sciacca

SCIACCA – ÈPOLITICA
AMBROGIO: APPROFITTARE DELLE REGIONALI PER ASSOCIARE REFERENDUM “SCIACCA TERME”

27/07/2012 08.41

Giuseppe Ambrogio torna alla carica sulla questione del nome Sciacca Terme. Lo fa con una nota, ricordando che l’occasione buona per indire il referendum è quella delle prossime elezioni comunali.

“Sono trascorsi- scrive AMbrogio- quasi due mesi dal 29 Maggio, data in cui ho presentato al protocollo , registrazione n. 17.193 del comune di Sciacca e  n. 492 alla Presidenza del Consiglio, una lettera avente come oggetto la variazione del nome della città da “Sciacca” a “Sciacca Terme” e ad oggi né il sottoscritto né la città ha avuto risposta.
Successivamente a mezzo comunicato stampa del 09 c.m. ho ricordato agli organi preposti che non era ancora pervenuta alcuna risposta ma alla stessa maniera non è seguito nulla.
Ritorno a sottolineare l’importanza di accorpare il referendum per il cambiamento del nome della città alla tornata elettorale che vi sarà ad Ottobre per il rinnovo dall’Assemblea Regionale.
E’ un’occasione che non può essere persa per cui chiedo che venga data esecuzione immediata alla delibera n.73 del Febbraio 2011 con la quale il Consiglio Comunale precedente deliberò di approvare e far propria la proposta per il cambiamento del nome avanzata dal sottoscritto.
E visto che la storia è un ottimo memoriale e da essa traiamo  insegnamenti, tengo a precisare che se la motivazione di tale silenzio è la paura che il sottoscritto possa candidarsi per le regionali e si sta attuando lo stesso boicottaggio come avvenne  al tempo per l’allora Sindaco avv. Cucchiara, in cui le forze politiche  fecero del tutto e vi riuscirono per boicottare il referendum con il quale si chiedeva il cambiamento del nome, impresa che riuscì ahimè benissimo, bene voglio tranquillizzare tutti, non ho intenzione di candidarmi alla Regionali quindi gli organi che hanno la competenza ad operare sono invitati caldamente ad adoperarsi.
Mi duole constatare che da parte di qualcuno vi è la volontà ad azzerare l’importanza e la valenza dei consiglieri comunali come se questi invece che costituire una forza  positiva e propositiva, vengono visti continuamente come avversari o nemici da tacitare o ai quali non dare una risposta.
Non mi si venga a dire che non ci sono i fondi per tale iniziativa poiché si sta proprio in questo momento facendo il bilancio di previsione e come avevo già chiesto si dovrebbero inserire le somme necessarie in tale bilancio.
E poiché si sta anche cercando di chiedere più soldi ai contribuenti è giusto dar loro qualcosa in cambio. Dobbiamo almeno offrire la possibilità di crescità che certamente l’affiancamento del toponimo Terme apporterebbe a molte attività commerciali, imprese e a tutti i nostri cittadini”.

Il Presidente Antonio Riolo scrive all’Assessorato all’Economia sollecitando un incontro con la città di Acireale


 

La lettera trasmessa dal Presidente della VI Commissione permanente della città di Acireale all’Assessore Armao e alla dirigente Palagonia.

Il sindaco di Sciacca formalizza una proposta alla Regione in merito alle Terme. E quello di Acireale?


dal sito del Corriere di Sciacca, richiamato pure dal Forum delle Terme di Sciacca.

SCIACCA – CRONACA
TERME: FABRIZIO DI PAOLA PROPONE UNA SOLUZIONE ALLA REGIONE

26/07/2012 10.56Il sindaco Fabrizio Di Paola ha formalizzato la proposta al governo della Regione Siciliana riguardante il futuro assetto delle Terme di Sciacca di cui si attende l’ultimo atto del processo di privatizzazione.

Ha inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, all’assessore regionale per l’Economia Gaetano Armao e al direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso a cui il governo regionale ha commissionato uno studio per la predisposizione del bando per la selezione del partner privato.

Di Paola ha ufficialmente proposto la costituzione di un comitato che garantisca l’interesse pubblico interfacciandosi con il futuro gestore privato. Un organismo leggero, con funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza, costituito da un rappresentante della Regione, un rappresentante del Comune di Sciacca e da un esperto del settore termale. La formalizzazione della proposta fa seguito alle note che il sindaco ha inviato nelle scorse settimane al presidente della Regione Siciliana e all’incontro che lo stesso sindaco Fabrizio Di Paola ha avuto lo scorso 6 luglio a Palermo con l’assessore Gaetano Armao e con il direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Armao.

“Il Comune di Sciacca – ribadisce il sindaco Fabrizio Di Paola – deve avere un ruolo ben definito nella prossima struttura delle Terme, da prevedere espressamente nel bando che scaturirà dallo studio di Sviluppo Italia di cui ancora non si conoscono i contenuti. Nell’attesa, l’Amministrazione comunale si fa parte attiva formalizzando una proposta che rappresenta una garanzia per le Terme, per la Regione e per la città di Sciacca”.

“Se nel futuro delle Terme, così come nelle intenzioni del governo regionale, ci sarà un gestore privato, – conclude il sindaco Fabrizio Di Paola – l’Amministrazione comunale di Sciacca propone che al gestore privato venga affiancato un organismo pubblico che indirizzi e vigili affinché ci sia una gestione oculata improntata al rilancio produttivo, alla valorizzazione, all’integrità, alla fruizione pubblica del patrimonio termale e alle ricadute positive sul territorio”.