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Archivi del mese: gennaio 2015

Società partecipate della Regione, si cambia: nella finanziaria i tagli di Crocetta. A rischio le Terme


dal Giornale di Sicilia

PALERMO. Le partecipate della Regione potranno essere anche meno di 11 e al personale di quelle che verranno chiuse non verrà garantito un altro posto. Eccola la riforma delle società pubbliche: l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, l’ha inserita all’articolo 11 della bozza di Finanziaria, da ieri ufficialmente consegnata ai partiti. Che a loro volta non hanno risparmiato critiche all’assessore.

Come in altri settori, anche per le partecipate Baccei si è limitato a recepire le ultime leggi nazionali in materia: la 190 del 2014 che regola le liquidazioni e la 147 del 2013 che detta le procedure per il personale. Ma applicare queste norme in Sicilia è una rivoluzione rispetto ai piani più volte annunciati dal governo. Viene cancellata la legge regionale che impone di tenere in vita 11 delle 33 attuali partecipate: Irfis, Parco scientifico e tecnologico, Mercati agroalimentari, Terme di Sciacca e Acireale, Seus 118, Sicilia e Servizi, Sas, Ast, Riscossione Sicilia e Siciliacque.

Se la Finanziaria verrà approvata, non ci sarà alcuna società «blindata» ma il principio guida è che verranno chiuse quelle che non sono in equilibrio di bilancio, quelle che hanno più amministratori che dipendenti e quelle che hanno doppioni nell’amministrazione. Inoltre le nuove norme imporranno di individuare gli esuberi di personale da gestire attraverso mobilità verso altre partecipate, contratti di solidarietà o ammortizzatori sociali. Nelle partecipate oggi ci sono oltre 7 mila dipendenti, troppi anche secondo la Corte dei Conti. La norma sulle partecipate è una delle poche novità della bozza che l’assessore e il presidente Crocetta hanno consegnato ieri ai partiti convocati a Palazzo d’Orleans.

 

Nello Musumeci preoccupato di possibili speculazioni sulle Terme di Acireale e Sciacca


Dal sito NuovoSud

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Il presidente della Commissione regionale Antimafia denuncia il malaffare del passato

“Sulla gravissima crisi delle Terme di Acireale e di Sciacca vanno individuate responsabilità amministrative e coperture politiche del passato, ma occorre anche neutralizzare possibili tentativi di speculazione messi in atto per favorire interessi privati”. Lo dice in una nota il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci. “Almeno negli ultimi quindici anni la gestione delle due strutture termali non appare finalizzata a obiettivi di efficienza e di efficacia, ed è stata contrassegnata da irregolarità contabili, sprechi ed atti clientelari. Una gestione irresponsabile, resa possibile dall’assenza pressoché costante di controllo da parte della Regione, preoccupata più ad effettuare nomine improntate a criteri di fiducia invece che di competenza”.

Ingegnere Bosco tenga duro! Un post FB del diplomatico internazionale Enzo Coniglio


Rileviamo dalla pagina FB del dott.Enzo Coniglio, diplomatico internazionale già in servizio presso il Ministero degli Affari Esteri, il seguente post che pubblichiamo integralmente

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S.O.S. TERME. … URGENTISSIMO

E SE QUALCUNO VOLESSE IMPOSSESSARSI DEL VALORE ENORME DELLE TERME CON UN PIATTO DI LENTICCHIE PRIVANDO LA CITTA’ DI ACIREALE DI UN BENE INESTIMABILE ED ESSENZIALE PER IL SUO SVILUPPO?

Cari Amici e Concittadini,

è proprio vero. Ci sto provando gusto a dialogare con voi e dirvi quello che si vede di più e di diverso amando disinteressatamente questa città e analizzandola con lo sguardo severo e il cipiglio corrugato dell’analista internazionale che la guarda con occhi distaccati da esterno.
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Mi chiedo soltanto come fate a non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti; eppure io pensavo di conoscervi bene e vi consideravo e vi considero delle persone intelligenti e di gran lunga al di sopra della media dell’imbecillità collettiva.

La mia ipotesi è che voi vedete bene le stesse cose che vedo io ma poi, per un virus o per un diavoletto sotto il capello, non avete la forza di denunciare e di impegnarvi a difendere la vostra città sfoderando la spada dell’orgoglio e della lealtà etica.

Questa volta vorrei richiamare la vostra attenzione sulle TERME DI ACIREALE. Voi sapete bene che da diversi mesi, l’Ing. Luigi Bosco agisce da Commissario e, grazie al suo instancabile lavoro, le terme hanno iniziato a riprendersi e ad aprire alcuni servizi.

Ma forse pochi di voi sanno che, a seguito di questo successo, invece di ricevere lettere di complimenti e di supporto a partire dalla nostra Amministrazione locale, sono iniziate a piovere abbondantemente sulla testa dell’Ing. Bosco, LETTERE ANONIME CHE HANNO PROVOCATO UNA SERIE DI PESANTI CONTROLLI AMMINISTRATIVI che non sono stati invece compiuti quando le Terme si sono ridotte allo stato larvale attuale.

VI SIETE CHIESTI PERCHE’ SIANO STATE INVIATE TANTE LETTERE ANONIME? Il vostro cervello da 009 non vi suggerisce nessuna ipotesi? I conigli non hanno di questi servizi così avanzati… noi ci fermiamo allo 001 che ha elaborato questa ipotesi:

1. Come denunciato dall’Ing. Luigi Bosco nel momento del suo insediamento, le Terme avevano ed hanno un mutuo contratto a suo tempo con Unicredit per 8 milioni di Euro, oltre un debito verso terzi di circa due milioni (se la mia informazione è corretta), per un totale di dieci milioni.

2. L’ing. Bosco ha inziato la rinegoziazione del credito ma è evidente che LO POTRA’ PAGARE SOLTANTO SE LA REGIONE ACCETTI LA PROPOSTA DI BOSCO di pubblicare un bando per la gestione delle Terme, essendo corretta intenzione non venderle ma affidarle in gestione.

3. SI NOTI BENE NON PER LA VENDITA MA PER LA GESTIONE. Se un tale bando non venisse pubblicato – e infatti fino ad ora non è stato pubblicato – la situazione debitoria delle Terme peggiorerebbe sensibilmente e QUALCUNO POTREBBE ACQUISIRE LE TERME E L’HOTEL IN REGIME FALLIMENTARE PER UN PIATTO DI LENTICCHIE.

4. IN QUESTO CASO, CHI OMETTE DI PUBBLICARE UNSIMILE BANDO DIVENTA CORREO DEI POTENZIALI SPECULATORI MALAVITOSI.

3. MI CHIEDO SEGUENDO IL BUON ANDREOTTI CHE SOSTENEVA CHE A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA QUALCHE VOLTA SI AZZECCA : e se ci fosse qualche anima sottile e leggiadra che dietro le quinte trama per arrivare a questa conclusione, approfittando della dabbenaggine di una città addormentata trasferitasi a Kutumbtu e di una amministrazione centrale e locale che pensa alle piste che non pisteggiano, a un teatro che non teatrizza mentre gli sfugge di mano L’UNICO BENE DEGNO DI ESSERE SALVATO: LE TERME CON IL SUO ENORME POTENZIALE DI INDOTTO.

Ing. Bosco, tenga duro e a titolo precauzionale, forse non sarebbe male CHIEDERE AI NOSTRI CONCITTADINI di informarci qualora notassero eventuali segnali che andassero in questa direzione, di una commistione di interessi privati con supporto pubblico, grazie al gravissimo peccato di OMISSIONE… OMISSIONE DI UN DECRETO CHE VALE ALMENO 20 -30 MILIONI DI EURO E IL FUTURO DI UNA INTERA CITTA’.

Terme di Sciacca, per 13 dipendenti non c’è più posto


dal Giornale di Sicilia (edizione di Agrigento)

SCIACCA. Il commissario liquidatore delle terme, Carlo Turriciano, ha chiesto alla Regione di sospendere il comando di 13 delle 23 unità impegnate negli uffici e nello stabilimento ed esplode la polemica con la Cisal. Il sindacato ha protocollato ieri una diffida a Turriciano, trasmessa all’assessorato regionale delle Autonomie locali, “a dare corso a qualunque richiesta di sospensione del comando di dipendenti”. Il commissario con quest’iniziativa vuole risparmiare, fino al prossimo mese di maggio, circa 300 mila euro. In pratica, questo personale, fino al 3 maggio del 2015, la data indicata nella comunicazione di Turriciano, verrebbe impegnato dalla Regione in altri uffici e quindi non graverebbe sul bilancio delle terme.

“Questa decisione è stata assunta unilateralmente, senza alcun confronto con la parte sindacale e con la stessa Regione – dice Alberto Sabella, segretario provinciale della Cisal – e, cosa più grave, l’individuazione del personale per cui verrebbe a cessare l’assegnazione in comando verrebbe fatta senza le garanzie previste per ipotesi del genere dalle vigenti norme e senza alcun esame congiunto con il sindacato”. Per Sabella “non bisogna toccare nessuno, ma se proprio si devono individuare dei lavoratori bisogna operare secondo criteri ben definiti. Qui si vuole mandare via dalle terme fino a maggio gente che, in oltre 30 anni di lavoro, ha acquisito un’altissima professionalità”. La Cgil, con il segretario cittadino, Franco Zammuto, si sfila dalla polemica. “Nessun commento – dice il sindacalista – e in questo momento mi sto occupando della vicenda riguardante il futuro dell’intera stazione termale di Sciacca. Una buona notizia l’abbiano appresa da Palermo dove il sottosegretario Del Rio pare abbia condiviso che le terme di Sciacca non vanno considerate come altre partecipate della Regione perché sono produttive, in grado di reggersi da sole e meritano la giusta attenzione per un effettivo rilancio”.

 

Sicilia: Panepinto (Pd), subito incontro per rilancio Terme Sciacca


dal sito Libero Quotidiano

Palermo, 15 gen. (AdnKronos) – “L’approvazione dell’emendamento che finanzia il fondo per le Terme di Sciacca ed Acireale è stato solo un primo passo. Ora è necessario pensare ad una seria programmazione di tutte quelle iniziative che possano far superare le criticità che negli ultimi anni hanno bloccato l’attività”. A dirlo è Giovanni Panepinto (PD) durante i lavori all’Ars per l’approvazione dell’esercizio provvisorio.

“Chiederò un incontro agli assessori al Turismo e al Bilancio per sciogliere i nodi che riguardano il passaggio di proprietà delle terme stesse – aggiumge – La volontà di cessione di tutte le strutture, comprese quelle ricettive, ai privati potrebbe scontrarsi con la complessità delle strutture stesse che renderebbero l’affare poco appetibile. Un ostacolo che potrebbe essere superato con un bando che miri all’affidamento in gestione piuttosto che alla vendita”.

Riforma delle aziende partecipate in Sicilia, Crocetta frena il piano di Baccei


dal sito del Giornale di Sicilia

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PALERMO. Equitalia al posto di Riscossione Sicilia, la fusione fra Seus e un ramo della Sas e il ridimensionamento del ruolo di Sicilia e Servizi: cambia ancora il piano di riforma delle società partecipate. L’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, ci sta lavorando in questi giorni.

Ma le prime anticipazioni non convincono Crocetta che blocca subito il piano e ribadisce di essere impegnato a sua volta a Palazzo d’Orleans nell’elaborazione della Finanziaria. L’idea iniziale di tenere in vita 11 delle attuali 34 società regionali è già superata, almeno in via Notarbartolo. Nella bozza che Baccei aveva consegnato a Crocetta prima della pausa natalizia si prevedeva di tenere in vita Irfis, Parco scientifico e tecnologico, Mercati agroalimentari, Terme di Sciacca e Acireale, Seus 118, Sicilia e Servizi, Sas, Ast e Siciliacque. L’undicesima società doveva essere Riscossione Sicilia.

Ma proprio quest’ultima, il 31 dicembre, ha subito un terremoto che ne ha messo in discussione il futuro: si sono dimessi i vertici, denunciando una situazione debitoria che lascia intravedere perfino l’ipotesi di un fallimento. Da qui Baccei è partito per rilanciare una sua vecchia idea, il trasferimento delle competenze sulla riscossione dei tributi a Equitalia (incubo degli imprenditori). La Regione si allineerebbe al quadro nazionale rinunciando all’autonomia in questo settore. Ed è proprio questo che non piace al presidente: «Il passaggio a Equitalia non è all’ordine del giorno. Le altre Regioni ci invidiano la possibilità di avere una nostra società di riscossione. Non capisco perchè dovremmo rinunciarci».

Terme di Acireale: 300.000 euro dalla Regione per pagare i debiti e non aver tagliata la luce


Le dichiarazioni dell’Ing.Luigi Bosco, Commissario delle Terme di Acireale, alla redazione di Fancity

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