Feed RSS

Archivi del mese: giugno 2019

Terme di Acireale. Da otto anni c’è chi non si arrende mai all’idea che rilanciarle significa ridare fiato all’economia della città

Inserito il

ACIREALE – Hanno cominciato nel 2011 ad occuparsi stabilmente delle Terme di Acireale, ma la realtà del termalismo è stata sempre di loro interesse perché la considerano parte fondamentale dell’offerta economica e turistica cittadina e, allo stesso tempo, un elemento distintivo del brand Acireale in tutto il mondo. Tant’è che se ancora oggi si fa una ricerca su Internet e si digita il nome di Acireale, il riferimento alle Terme compare tra i primi risultati, insieme Carnevale,  Timpa e barocco.

Le Terme di Santa Venera e di Santa Caterina però sono chiuse e inattive da tempo, ingabbiate dentro la ferrea e talvolta incomprensibile logica della burocrazia regionale e diventate soltanto una pratica amministrativa, spinosa e fastidiosa, di cui si occupano a Palermo una decina di persone al massimo fra dirigenti, funzionari preposti e liquidatori. Nel frattempo, decine e decine di milioni di euro pubblici si sono sprecati tra liquidazione e debiti, senza che sia stato fatto nulla per provare a tenere aperti gli stabilimenti.

Prosegui qui la lettura su Sicilia Network

Annunci

Otto anni di attività del Forum permanente promosso dal Lions di Acireale per non far morire le Terme

Inserito il

Il 1 giugno del 2011, otto anni fa, il Lions Club di Acireale decideva di dar vita al Forum permanente sulle Terme di Acireale, una sorta di “contenitore culturale e di impegno civico” condiviso con altre associazioni ed istituzioni del territorio, per monitorare l’andamento della vicenda delle Terme di Acireale SpA, la società partecipata dalla Regione Siciliana, posta qualche anno prima in liquidazione e titolare di tutte le attività un tempo facenti capo all’Azienda Autonoma delle Terme.

Durante questi anni, grazie all’impulso del Lions, sono stati organizzati seminari, convegni ed incontri; sono stati analizzate e studiate decine e decine di provvedimenti, leggi, ipotesi di rilancio, rilevandone le criticità e suggerendo qualche rettifica; sono state denunciate le situazioni di degrado e depauperamento del patrimonio dell’Ente; è stata curata direttamente e promosse in altre testate giornalistiche una intensa attività pubblicistica e di informazione su quotidiani, periodici ed emittenti radio-televisive che non ha precedenti fra gli esempi di cittadinanza attiva nell’Acese.

Sono trascorsi otto anni, la situazione rimane critica come quella di partenza, se non addirittura peggiorata. Si prospettano a breve preannunciate azioni dirette a favorire la riunificazione di tutto il patrimonio nelle mani della Regione, per affidarlo quanto prima ai privati con un bando. Rimangono ancora forti perplessità sull’efficacia di tali azioni programmate, perché in questi anni la Regione Siciliana si è distinta negativamente per lentezza e farraginosità delle procedure burocratiche nonché per incertezza e tentennamenti dell’azione politica. Decine e decine di milioni di euro si sono perse strada facendo, ma nessuna attività termalistica è stata più riavviata.

Si aspetta di capire i prossimi passi. La Speranza però in questi casi, come si suol dire, è l’ultima a morire. O forse, la prima a nascere.