Feed RSS

Archivi del mese: giugno 2012

La Corte dei Conti: delle 34 società partecipate dalla Regione ben 21 hanno chiuso in perdita


Questo uno dei passaggi della Relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2011 della Regione Siciliana. Ne hanno riferito: Livesicilia, Corriere del Mezzogiorno e Repubblica.

Delle 34 società partecipate– continua Coppola nella sua requisitoria – ben 21 hanno chiuso in perdita l’ultimo bilancio di esercizio comunicato. E questo dato contabile è sufficiente per farci capire la capacità imprenditoriale del ‘settore pubblico’. In pratica, fino ad oggi, la drastica riduzione delle società partecipate è rimasta tra le buone intenzioni del governo regionale”.

Fra le partecipate, quantunque poste in liquidazione, figurano le società Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, che chiudono in perdita i propri bilanci.

Annunci

Pubblicato dalla Franco Angeli il rapporto sul sistema termale in Italia 2012


Clicca qui per la scheda del libro (di Emilio Becheri e Nicola Quirino)

Il Rapporto sul sistema termale 2012 fornisce uno stato dell’arte aggiornato delle terme e del comparto in Italia, sulle sue prospettive, sulla disponibilità e le diverse modalità di utilizzo delle acque termali, sull’attività di ricerca scientifica e formativa specifica. Una risorsa e un patrimonio naturale unico del Paese con strutture dedicate alle esigenze sanitarie e di benessere dei cittadini, un sistema industriale ed imprenditoriale da valorizzare anche in previsione dell’applicazione della Direttiva UE sulla libera circolazione dei pazienti e dell’apertura delle terme anche ai cittadini provenienti da altri Paesi dello spazio europeo. Il Rapporto fornisce risposte a coloro che si avvicinano alle terme con fiducia, seguendo una reputazione alimentata da una tradizione plurisecolare ma saldamente fondata oggi sulla ricerca, sulla qualità del servizio al cliente e della formazione del personale addetto, sulla collaborazione pubblico-privato.
I “numeri” delle terme raccontano i risultati economici delle terme italiane, la loro distribuzione in Italia e in Europa, le organizzazioni europee di rappresentanza, l’ospitalità alle terme e nelle città termali, la specificità della formazione ed il ruolo del lavoro alle terme, la crescente domanda di benessere e il turismo termale, l’estetica e la cosmesi, il web, gli itinerari del benessere termale.
Uno stato dell’arte utile per affrontare i temi e i problemi che sono dietro l’angolo: l’evoluzione in atto della popolazione italiana, il peso e il ruolo crescente nel tessuto culturale, economico e sociale degli immigrati residenti, le previsioni di disponibilità di reddito e delle scelte di consumo per cura della persona e per viaggi, il peso crescente degli anziani attivi e di quelli bisognosi di un accompagnamento più specifico legato al manifestarsi delle malattie tipiche dell’invecchiamento, la capacità e disponibilità delle terme di contribuire alla medicina del territorio, contribuendo al governo e alla riduzione di altre voci della spesa sanitaria pubblica.

A Sciacca Comune e Regione insieme promuovono le Terme con un depliant


dal sito del Corriere di Sciacca e da quello del Forum di Sciacca

22/06/2012 10.10

Toh! Il Comune e la regione si “svegliano” e si accorgono che a Sciacca esistono le terme. Finalmente viene diffuso un depliant (ben fatto) “spinto” dal Comune e dalla Regione. Iniziativa lodevole grazie all’impegno del dirigente del Servizio Turistico regionale, Nuccio Catagnano, e dell’assessore Salvatore Monte.

Il depliant spiega la bontà delle terme anche in lingua inglese (finalmente ci siamo “eruopeizzati”). Sul depliant c’è anche il sito del Comune di Sciacca. Questo il testo in italiano:

Sciacca è un centro termale fre quentato sin dall’antichità tanto che i romani la chiamarono Ther rmae Selinuntinae, anche perché la città fu colonia di Selinunte. Sciacca trae l’origine del suo nome dal latino ex aqua e il suo patrimonio idrotermominerale è fra i più ricchi e completi del mon do. Solo tre delle sue innumerevoli acque vengono, infatti, sfruttate: la salsobromojodica ipotermale usata per i bagni, ed irrigazioni gi necologiche, la sulfurea-salso-sol fato-alcalino-termosa, iperterma le, radioattiva, incolore, odorante di idrogeno solfato e acqua di Fontana Calda, una mediominerale del tipo S. Pellegrino e Recoaro, usata dai saccensi per bibita. Una delle risorse termali di Sciac ca sono le famose grotte o stufe all’interno delle quali l’atmosfera satura di vapore acqueo raggiun ge la temperatura di quasi 40°; la terapia essudatoria (antrotera pia) che vi si pratica risulta molto efficace per la artrosi, per diverse patologie dell’apparato osteoar ticolare, per le patologie infiam matorie delle vie aeree superiori, per la gotta e la uricemia. Tra le diverse acque presenti nella zona, spicca invece quella di natura sul furea che sgorga dalla Valle dei bagni e che è alla base del fango poi utilizzato per la fangoterapia; si tratta di un’acqua sulfureo-sal so-bromo–iodico ipertermale che sgorga alla temperatura di 56 gradi.

Sicilia: l’occasione perduta del turismo termale


L’articolo di Antonio Longo sul quotidiano on line Il Vostro. Clicca qui per visualizzare l’articolo sul sito del quotidiano.

Ad Acireale e Sciacca, un tempo mete privilegiate di benessere, ormai da anni si assiste ad una crisi strutturale legata a giochi politici e di potere. Due Forum sorti grazie alla spinta della società civile cercano di stimolare il dibattito e interventi risolutivi

CATANIA – Un tempo il turismo termale aveva soprattutto scopi terapeutico – sanitari e sociali. I benefici effetti delle acque sulfuree attiravano coloro che, afflitti da malanni di diverso genere e natura, trascorrevano alcuni giorni di relax negli stabilimenti sparsi lungo tutta la penisola. Ma c’era anche chi non potendosi permettere viaggi più costosi si “accontentava” di recarsi nello stabilimento vicino casa per godersi qualche giorno di meritato riposo. Tale quadro è mutato in maniera significativa negli ultimi decenni, il turismo termale è entrato sempre più, a pieno diritto, nell’alveo del turismo del benessere, legato maggiormente a fattori estetici, di status symbol, di cura particolare del corpo e della psiche. Le statistiche sfornate con cadenza periodica hanno manifestato, in maniera evidente, una vitalità del comparto, seppur a fronte di una crisi economica senza precedenti che ha colpito, tra gli altri segmenti di mercato, anche quello dell’industria delle vacanze. E mentre tale trend positivo si registrava in buona parte del Belpaese, la Sicilia, isola in cui sussistono diversi stabilimenti termali, anche in questo campo mostrava (e mostra) preoccupanti segnali di recessione. Due esempi su tutti: le Terme di Acireale, in provincia di Catania, e quelle di Sciacca, in provincia di Agrigento. Due fiori all’occhiello, in passato; oggi più simili a carrozzoni legati a giochi di potere che accumulano debiti su debiti senza riuscire a produrre ricadute positive sul territorio.

IN ATTESA DI RISPOSTE… – Più dubbi che certezze. Ecco lo scenario che si prospetta per l’immediato futuro delle terme di Acireale e Sciacca. Mentre l’attività procede a rilento, se non si blocca completamente come accaduto nei mesi scorsi, ormai da (troppo) tempo si intersecano aspetti sostanziali con profili formali. Le aziende autonome che guidavano i due complessi termali sono state per legge poste in liquidazione, pur rimanendo azioniste delle società formalmente a regime privatistico (ad Acireale di maggioranza a Sciacca di minoranza, n.d.r.). che sono subentrate e che hanno avuto la stessa sorte. L’obiettivo della Regione Sicilia, a fronte di sperperi e di discutibili gestioni succedutisi negli anni, è quello di portare a termine le attività di liquidazione e, soprattutto, definire l’intrapreso processo di privatizzazione anche sostanziale con l’affidamento dell’incarico di advisor a Sviluppo Italia Sicilia che dovrà fare da prologo al bando pubblico necessario per l’affidamento della gestione a privati. Una bella gatta da pelare che, sino ad oggi, non ha fornito responsi ufficiali, generando soltanto flebili voci di corridoio su tempi e modalità per la conclusione dell’iter: in più occasioni è stato indicato l’arco temporale tra giugno e luglio per la consegna del report delle analisi effettuate dall’advisor. Ma con il governo Lombardo dimissionario per la fine di luglio e le recenti dimissioni presentate dal presidente di Sviluppo Italia Sicilia Umberto Vattani, che certezze sui tempi si possono avere? Nel frattempo latita la governance, i dipendenti sono preoccupati per il loro futuro, le attività registrano più bassi che alti.

L’IMPEGNO PROFUSO DAI FORUM – Al cospetto dei tempi non certo rapidi della politica e della burocrazia, davanti al possibile rischio di vedere morire il termalismo in Sicilia, sia ad Acireale che a Sciacca la società civile non è rimasta a guardare, si è fatta sentire, assume quotidianamente ferme posizioni per sollecitare una celere ripresa delle attività, improntata a criteri di efficacia ed efficienza e in grado di generare percorsi virtuosi per i rispettivi contesti territoriali. Sono così sorti due forum permanenti. «Nel 2006 alle vecchie aziende autonome furono affiancate due società per azioni pubbliche, Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, nella speranza, o forse nell’illusione, di iniziare il processo di privatizzazione, inizialmente solo limitato al cambiamento della forma giuridica – sottolinea il Prof. Rosario Faraci, cofondatore e coordinatore del Forum sulle Terme di Acireale, nato poco più di un anno fa e che ha già stimolato e sollecitato in maniera vigorosa enti, istituzioni e politica locale – l’obiettivo non è stato raggiunto, le due società continuavano ad accumulare perdite, con l’aggravante questa volta che alle perdite dovevano rimediare da sole tenuto conto della nuova configurazione giuridica, se ne è decretata quindi la liquidazione. Contemporaneamente si è previsto l’avvio del processo di affidamento della gestione ai privati. E’ inimmaginabile che però si possa privatizzare anche la proprietà». Un importante strumento, quello del forum, per fungere da raccordo tra tessuto sociale e istituzioni. Nella speranza che il termalismo siciliano possa ritrovare i fasti di un tempo. Prima che si giunga ad un punto di non ritorno, prima che sia troppo tardi.

Recuperare le Terme Santa Venera


L’articolo di Nando Costarelli su La Voce dell’Jonio del 10 giugno 2012

Sviluppo Italia Sicilia: torna Cleo Li Calzi Presidente


http://livesicilia.it/2012/06/20/sviluppo-italia-sicilia-li-calzi-torna-presidente

La manager palermitana ritorna alla guida della società palermitana dopo i sette mesi di gestione Vattani. Nel cda anche il segretario di Lombardo Greco.

Cleo Li Calzi torna alla presidenza di Sviluppo Italia Sicilia. La manager palermitana, capo della segreteria tecnica del governatore Raffaele Lombardo, è stata nominata presidente della società partecipata della Regione, che aveva già guidato da gennaio a novembre del 2011. Nel corso della sua presidenza, la Li Calzi aveva conseguito tra gli altri risultati l’abbassamento del 20 per cento dei costi di gestione e la ripresa di alcune commesse, poi aveva passato il testimone all’ambasciatore Umberto Vattani, che si è dimesso all’inizio di giugno. La Li Calzi, che si è già insediata e il cui mandato terminerà nel 2014, dalla fine dell’anno scorso era consigliere di amministrazione della società. Al suo posto la Regione ha nominato Pippo Greco, capo della segreteria politica di Lombardo, già piazato dal presidente della Regione in altri consigli di amministrazione.

Fumata nera per Irfis e Sviluppo Italia


Il sito di LiveSicilia.it pubblica oggi un articolo sull’andamento delle nomine dei vertici di Irfis e Sviluppo Italia Sicilia, le due società partecipate dalla Regione Siciliana in stand by, da alcune settimane, per il rinnovo della governance aziendale. Le sorti delle due società partecipate sono tra loro collegate, poichè non è escluso, come si evince dai documenti sul riordino delle partecipate regionali approvato dalla giunta Lombardo, che in un prossimo futuro possano integrarsi tra loro, dando vita ad un unico polo di servizi finanziari e di partecipazione al capitale di rischio. In questo momento, alle sorti di Sviluppo Italia Sicilia è legato il futuro delle Terme di Acireale e di Sciacca, entrambe in liquidazione, poichè la società è advisor del bando di privatizzazione che dovrebbe essere esitato entro il 9 luglio prossimo. Tale situazione di incertezza istituzionale rende sicuramente assai incerto e nebuloso anche l’iter del procedimento di privatizzazione cui, in maniera riservata, sta lavorando da mesi Sviluppo Italia Sicilia.

dal sito di LiveSicilia.it

Fumata nera per Irfis e Sviluppo Italia. Il nominificio segna il passo

Venerdì 15 Giugno 2012 13:37 di Eliana Marino e Salvo Toscano

Va deserta l’assemblea dei soci della finanziaria regionale: si allungano ancora i tempi per la nomina del nuovo presidente. Stesso copione per Sviluppo Italia dopo l’abbandono di Vattani. E anche due assessorati restano ancora da coprire.

Fumata nera per Irfis e Sviluppo Italia Il nominificio segna il passo
Il risiko degli incarichi messo in moto dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pare essersi fermato per qualche giorno. Dopo la corsa a coprire ogni possibile casella lasciata vuota, tra ieri e oggi la macchina delle nomine ha registrato due fumate nere. Restano ancora senza presidente Sviluppo Italia Sicilia e Irfis. In particolare, ieri, il consiglio d’amministrazione dell’agenzia che si occupa dell’attrazione degli investimenti a sostegno delle imprese, si è riunito aggiornandosi alla settimana prossima senza che sia stata ancora decisa la data di convocazione dell’assemblea dei soci. È in quella sede, infatti, che si dovrà procedere alla nomina del nuovo presidente, dopo le dimissioni dell’ambasciatore Umberto Vattani, il diplomatico chiamato dalla Regione al vertice della società alla fine dello scorso ottobre, che ha lasciato l’incarico all’inizio del mese. Al momento, quindi, restano in carica in rappresentanza della Regione solo i consiglieri Cleo Li Calzi, capo della segreteria tecnica del Presidente della Regione e già presidente della società, e Francesco Tuzzolino.E con un “non luogo a procedere” si è conclusa anche l’elezione del nuovo presidente dell’Irfis, la finanziaria regionale nata dalle ceneri dell’istituto di mediocredito regionale. La Regione, socio unico, non si è infatti presentata all’assemblea dei soci fissata per stamattina facendo di fatto saltare per l’ennesima volta la nomina del presidente. Poltrona per la quale, in un primo momento, si era parlato dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, per poi virare verso l’ex dirigente generale di Banca Nuova Francesco Maiolini, nome sul quale evidentemente non c’è ancora un’intesa definitiva. Per una nuova assemblea non è stata fissata alcuna data per cui si allungano ulteriormente i tempi per la definizione dei vertici della società finanziaria.

Insomma, dopo un attivismo quasi sfrenato sul fronte delle nomine, che gli è costato critiche da destra e sinistra, il governatore sembra tirare il freno. Forse per guardarsi meglio attorno, azzarda qualche deputato dell’Ars che lo conosce bene, e capire dove intervenire nell’ottica della prossima campagna elettorale. Di certo c’è che oltre ai posti di sottogoverno restano vacanti anche due poltrone lasciate libere dagli assessori dimissionari Giosuè Marino (Energia) e Mario Centorrino (Formazione). Per il primo posto si attende ormai dal 29 maggio. Raccontano di un pressing del governatore sul suo ex capo di gabinetto e attuale dirigente dell’assessorato Gianluca Galati, che però non sarebbe andato a buon fine. Il toto-nomine è aperto ma ancora non si sarebbe trovato il successore del prefetto antimafia. Per la poltrona lasciata libera da Mario Centorrino, si è fatto con insistenza il nome della ex dirigente della Formazione e attuale capo di gabinetto di Lombardo, Patrizia Monterosso. Ma anche in questo caso nulla sembra muoversi al momento. Nei corridoi del Palazzo si dice che fino alla metà della prossima settimana non emergeranno novità significative. “A Lombardo certo non dispiace tenersi gli interim, lui è già in campagna elettorale da un pezzo”, commenta un deputato di opposizione di lungocorso. Per quanto, gli ultimi venti dal Palazzo sembrino soffiare verso un allontanamento della data delle elezioni. Cosa che dicono non dispiacerebbe al Pdl, pronto a riconciliarsi con gli autonomisti e con i finiani per riesumare il vecchio centrodestra, mentre a sinistra ci si divide come al solito.