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Terme di Sciacca e Acireale, due buchi nell’acqua tra bandi disertati, degrado e atti di vandalismo


L’articolo odierno del Quotidiano di Sicilia

 

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Terme di Acireale, mancano poche ore. Adesso serve un miracolo per salvarle dal fallimento


ACIREALE – Servirà un miracolo per scongiurare entro domani l’inizio di una grande svendita e il possibile avvio di una procedura fallimentare. Tutto ciò potrebbe prospettarsi a seguito del doppio disimpegno della Regione Siciliana, assente per ben due volte all’asta promossa dai liquidatori delle Terme di Acireale SpA (il 18 giugno e il 5 luglio) dove l’Excelsior Palace e il centro polifunzionale erano messi in vendita ad un prezzo pieno di tredici milioni di euro; quell’asta era stata autorizzata dal Tribunale e dai creditori per sospendere l’esecutività della procedura giudiziale in corso a seguito delle pretese non soddisfatte dei creditori, tra cui Riscossione Sicilia e il fondo Cerberus.

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Terme di Acireale al macero. La superburocrazia regionale ha vinto sulla politica, l’asta è andata deserta

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ACIREALE – Sul sito delle Terme di Acireale si annunciava da tempo la nuova asta per la vendita al prezzo di 13 milioni di euro dell’ex albergo Excelsior Palace e del complesso polifunzionale, entrambi siti in via delle Terme. La prima asta del 19 giugno era andata deserta. Ma anche quella di ieri mattina che, alla presenza del notaio Francesco Grassi Bertazzi, avrebbe dovuto essere risolutiva, è finita con un nulla di fatto. Non si è fatto avanti alcun privato, ma questo era immaginabile. Non si è fatta avanti nemmeno la Regione Siciliana, nonostante la delibera di giunta del 13 giugno che dava il via libera politico all’intera operazione di riunificazione del compendio immobiliare delle Terme di Acireale.

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Terme di Acireale, fioccano i primi interrogativi sull’asta andata deserta per la vendita dei cosiddetti gioielli di famiglia


ACIREALE – Abbiamo comunicato ieri che l’asta per la vendita del complesso polifunzionale e dell’ex albergo Excelsior Palace è andata deserta nell’unica sessione di vendita stabilita per il 18 giugno. Adesso i tre liquidatori regionali (Vincenza Mascali, Antonino Oliva e Francesco Petralia) dovranno predisporre nuovo avviso e provare ad acquisire una nuova offerta, sempre pari o superiore a tredici milioni di euro, che potrebbe provenire dalla Regione Siciliana, tenuto conto anche dell’orientamento favorevole espresso nell’ultima riunione di giunta.

Qualche lettore non ha fatto mancare il proprio commento alla notizia

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Terme di Acireale, l’asta per la vendita dei gioielli di famiglia è andata deserta. La Regione però farà presto un’offerta di tredicimilioni


ACIREALE – L’asta per la messa in vendita dell’ex albergo Excelsior Palace e del complesso polifunzionale ieri è andata deserta. Doveva essere un mezzogiorno di fuoco, e non soltanto per la calura estiva, invece è calato il gelo. Dinanzi al Notaio Francesco Grassi Bertazzi, nessuna offerta privata è pervenuta ai tre liquidatori regionali che nei mesi scorsi avevano rilanciato la vendita dei due “gioielli di famiglia” con una nuova asta a partire da 13 milioni di euro. Non è pervenuta nemmeno l’offerta della Regione Siciliana che, messo da parte il “tesoretto” in virtù della legge n.20 del 2016, potrà acquistare i due cespiti, riunificarli al patrimonio immobiliare delle Terme e, una volta soddisfatti i creditori della società Terme di Acireale, affidarne la gestione ai privati.

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Terme. L’asta del 18 giugno è andata deserta. Alla prossima parteciperà la Regione Siciliana che ha già deliberato il 13 giugno


Terme di Acireale. Da otto anni c’è chi non si arrende mai all’idea che rilanciarle significa ridare fiato all’economia della città

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ACIREALE – Hanno cominciato nel 2011 ad occuparsi stabilmente delle Terme di Acireale, ma la realtà del termalismo è stata sempre di loro interesse perché la considerano parte fondamentale dell’offerta economica e turistica cittadina e, allo stesso tempo, un elemento distintivo del brand Acireale in tutto il mondo. Tant’è che se ancora oggi si fa una ricerca su Internet e si digita il nome di Acireale, il riferimento alle Terme compare tra i primi risultati, insieme Carnevale,  Timpa e barocco.

Le Terme di Santa Venera e di Santa Caterina però sono chiuse e inattive da tempo, ingabbiate dentro la ferrea e talvolta incomprensibile logica della burocrazia regionale e diventate soltanto una pratica amministrativa, spinosa e fastidiosa, di cui si occupano a Palermo una decina di persone al massimo fra dirigenti, funzionari preposti e liquidatori. Nel frattempo, decine e decine di milioni di euro pubblici si sono sprecati tra liquidazione e debiti, senza che sia stato fatto nulla per provare a tenere aperti gli stabilimenti.

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