Feed RSS

Archivi del mese: dicembre 2015

Salviamo il Parco delle Terme!


 

 

parcoterme

Salviamo il Parco delle Terme! La seduta del Consiglio Comunale dell’11 dicembre scorso ha buttato al vento un’occasione importante, quella di provare a cominciare a fare qualcosa per avvicinare la Città di Acireale alle Terme. Come, ad esempio, fare richiesta alla Regione Siciliana di intervenire per riportare alla normalità, e restituirlo ai residenti, visitatori e turisti, il Parco delle Terme di Santa Venera, uno dei giardini inglesi più belli d’Europa “con larghi viali, statue e fontane” (cit. da “Acireale e dintorni” del can. Vincenzo Raciti Romeo, p.107), aperto al pubblico per la prima volta nel maggio 1873. Si tratterebbe – come ha ben detto il consigliere comunale Giuseppe Ferlito (il più attento e preparato sull’argomento) – di una soluzione a breve termine, perché a medio-lungo andare la questione del bando di privatizzazione costituisce la priorità. Tuttavia, nelle more, si potrebbe fare qualcosa. Il Consiglio Comunale, distratto e disorientato dalle inutili polemiche sollevate da Rito Greco (cui sono andati dietro diversi consiglieri) invece non ha fatto minimamente cenno al problema, difficile a risolversi fin quando la Regione Siciliana gioca al rimpiattino, scaricando la responsabilità sugli altri, cioè sulla gestione liquidatoria delle Terme (che non ha risorse per la manutenzione) o sull’Azienda Foreste (che potrebbe intanto avviare una opera di pulizia straordinaria e di messa in sicurezza dell’intero Parco, dopo i danni causati dalla tromba d’aria recentemente abbattutasi in città). Difficile ma non impossibile. Il Lions Club Acireale ha sollecitato un mese fa al Sindaco Roberto Barbagallo di farsi carico di una richiesta alla Regione Siciliana della concessione in via temporanea della gestione del Parco. Tuttavia, il primo cittadino ha risposto che, pur volendo, l’Amministrazione Comunale non ha risorse finanziarie e umane per poter avanzare tale richiesta e farsi carico di un onere così rilevante. Il Sindaco però si è detto disponibile a studiare con il Lions Club e con il liquidatore Gianfranco Todaro ogni possibile soluzione al problema. Problema cui, a parte il consigliere Ferlito, nessuno dei rappresentanti della Città in seno al civico consesso ha trovato il tempo di discutere.

Consiglio distratto e monopolizzato dal protagonismo dei consiglieri anziani. Ignorata la proposta di Acireale Bene Comune


Dal sito di Fancity

Terme1-750x400

Con il titolo, su La Sicilia, “ACIREALE, LE TERME IN CONSIGLIO COMUNALE <dalle parole ai fatti>” si dava notizia alla Città di nulla. Infatti il consiglio comunale, sotto richiesta del consigliere Rito Greco, si è riunito per dare voce al nuovo commissario liquidatore, Gianfranco Todaro, ed al coordinatore del Forum permanente sulle Terme di Acireale, Rosario Faraci, per trattare e caldeggiare una eventuale proposta di bando per la gestione delle Terme in oggetto. Ricordiamo al prof. Rosario Raneri che l’unico progetto in vita, preso in considerazione   dalla “Amministrazione comunale” e votato dal “consiglio comunale”, è quello di Acireale Bene Comune, presentato attraverso il “Bilancio Partecipato”. Progetto che vede il trasferimento della proprietà delle Terme al Comune, il quale, a sua volta, procederà al bando per la gestione che, non necessariamente, deve essere privata o pubblica. La chiarezza e non la polemica ci invitano alla precisazione.

Acireale Bena Comune Il coordinatore Enzo Dato           

Nulla di fatto al Consiglio Comunale sulle Terme. Eccessivo il protagonismo di molti consiglieri distratti da altro


L’articolo su La Sicilia del 24/12

termebenecomune

Acireale, acque agitate al Consiglio Comunale di Acireale, quelle termali invece sono stagnanti


da Sicilia Journal

Terme1-750x400

ACIREALE – Vive un momento di difficoltà il Consiglio Comunale di Acireale, presieduto da Saro Raneri, consigliere d’esperienza vicinissimo all’onorevole Nicola D’Agostino. Ci sono problemi di tenuta interna alla maggioranza, tutta orbitante intorno a D’Agostino; ci sono problemi di dialogo fra la maggioranza e l’opposizione, fra i fedelissimi di D’Agostino e i seguaci dell’on. Basilio Catanoso e dell’ex sindaco Nino Garozzo; ci sono problemi di rapporto con l’Amministrazione guidata dal Sindaco Roberto Barbagallo e con alcuni suoi assessori; ci sono problemi di interlocuzione con la società civile, dalla quale la politica acese sembra ormai mille miglia distante.

Eppure nulla traspare all’esterno, anche perché una città sonnolente e distratta, alle prese con problemi di identità culturale e sociale, è sempre più disinteressata a ciò che succede all’interno del civico consesso che, fin dal suo insediamento, per l’indisponibilità del Palazzo comunale  è costretto a vagabondare da un luogo all’altro della città per riunirsi.

Un Consiglio comunale che, quando vuole però, sa ritrovare compattezza ed è capace di uno scatto di orgoglio allorché deve difendere se stesso da critiche e polemiche, talora anche eccessive. Dalla vicenda di Gettonopoli, ad esempio, è uscito più forte e compatto, quando ha fatto fronte comune contro le accuse dell’on. Angela Foti (Movimento Cinque Stelle) che, carte alla mano, aveva denunciato uno strano quanto insolito attivismo dei consiglieri nelle Commissioni e nel civico consesso.

Si sono allineati tutti in quella occasione, sia i consiglieri più attivi e operosi sia quelli che collezionano una dietro l’altra presenze in aula. Da quel momento in poi, Consiglio e consiglieri sono stati meno imprudenti nella corsa alle riunioni di lavoro.

Così, pur sembrando provocatoria qualche tempo fa la richiesta del Forum permanente per le Terme, invitato dalla commissione Turismo presieduta da Francesca Messina ad incontrare i suoi componenti per una audizione ma solo se avessero rinunciato esplicitamente al gettone di presenza, tutti accettarono. I consiglieri Antonio Castro, Adriana Finocchiaro, Antonello D’Agostino e la stessa Francesca Messina compresero bene quella richiesta e si prestarono ad approfondire nel corso di un interessante incontro tecnico, il problema delle Terme, croce e delizia di questa città.

Più recentemente della medesima questione è stato investito l’intero Consiglio, su richiesta del consigliere anziano Rito Greco che si è vista riconoscere dal presidente Raneri, attraverso la conferenza dei capigruppo, la possibilità di organizzare una seduta ad hoc cui sono stati invitati il liquidatore delle Terme  Gianfranco Todaro e il coordinatore del Forum  Rosario Faraci.

Una seduta di Consiglio che, però, si è risolta con un nulla di fatto, senza alcun atto di indirizzo come si richiederebbe invece ad un civico consesso quando ci sono in ballo questioni molto delicate per l’economia e la società della città.

L’irrequietezza dello stesso Rito Greco che avrebbe gradito dal presidente Raneri maggiore visibilità sulla proposta da lui stesso avanzata; gli strani malumori di Antonio Castro e Antonello D’Agostino; la violenta reazione del consigliere Saro Sorace che ha abbandonato polemicamente l’aula hanno costretto il Presidente Raneri ad interrompere la seduta, per una mera questione tecnica di rispetto dell’ordine dei lavori, riprendendola subito dopo con un dibattito che ha registrato un’apparente compattezza di tutto il Consiglio sulla questione, che in verità rimane sempre complicata e non sempre presidiata con maturità politica dai rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione.

Chi era presente ha notato l’imbarazzato intervento del capogruppo di Cambiamo Acireale Giuseppe Ferlito, l’unico in Consiglio a conoscere bene la natura complicata delle vicende delle Terme; il vibrante ma risentito intervento di Rito Greco; la verve dialettica dei consiglieri Luciano Scalia e di Salvo Seminara; le discrete richieste di chiarimento espresse da due giovani consiglieri Riccardo Castro e Mariella Bonanno; gli appassionati interventi di Giuseppe Musumeci e di Giuseppe Calì, agli antipodi l’uno rispetto all’altro. Tutti d’accordo nel riconoscere che il Consiglio ha titolo per intervenire, ma senza spiegare come e perché.

Insomma, il Consiglio ha buttato al vento un’altra occasione, ovvero quella di emanare presto un atto di indirizzo chiaro e preciso, come avrebbe voluto del resto il Sindaco Barbagallo, impegnato a fare subito immediata richiesta alla Regione dell’emanazione del bando per la privatizzazione degli stabilimenti, come del resto evidenziato da Todaro e da Faraci nei loro interventi.

Si è rinviata ogni decisione all’inizio dell’anno nuovo, quando forse potrebbe essere già tardi. La società di gestione delle Terme versa in condizioni critiche, gli stabilimenti di Santa Venera e Santa Caterina sono chiusi, il Parco è inagibile e due cespiti immobiliari importanti (l’ex albergo Excelsior Palace e il complesso polifunzionale) saranno messi all’asta da Unicredit; inoltre, il liquidatore è lasciato sempre più solo dal socio Regione a dipanare i nodi critici della matassa.

Il sindaco Roberto Barbagallo sta provando ad interloquire in sede regionale con più soggetti possibili per evidenziare la drammaticità del problema che ha comunque riflessi sull’economia e sul turismo della città dei cento campanili.

In ultimo, si attende in città a gennaio l’arrivo dell’assessore regionale Antony Barbagallo, il nuovo responsabile del dicastero al Turismo, che però non ha alcuna competenza diretta sul bando. Pur tuttavia, il civico consesso ha dato mandato al suo presidente Raneri a indire una nuova seduta ad hoc dove il liquidatore e l’assessore Barbagallo potranno riferire.

 

R.S.

Terme di Acireale. Il Sindaco Barbagallo assicura che non saranno modificate le destinazioni d’uso


L’articolo su La Sicilia del 13 dicembre 2015

terme-articololasicilia-dom13dic

Terme di Acireale, all’ordine del giorno del Consiglio comunale. La città prova a reagire grazie anche ai Lions


dal quotidiano Sicilia Journal

cons-comun-terme-3-750x400

ACIREALE – Consiglio Comunale dedicato ieri sera, 11 dicembre, alla vicenda delle Terme, da tempo chiuse e non più operative, con l’albergo (l’ex Excelsior Palace) e il centro polifunzionale che finiranno all’asta per via del debito con Unicredit, il Parco di Santa Venera inagibile anche a seguito della tromba d’aria abbattutasi in città, e gli stabilimenti di Santa Caterina e Santa Venera chiusi al pubblico senza più possibilità di erogare prestazioni specialistiche.

La Città di Acireale, attraverso il Consiglio Comunale, ha avuto uno scatto di orgoglio e ha provato a reagire, proponendosi come interlocutore privilegiato della Regione Siciliana alla quale solleciterà la redazione del bando di privatizzazione in tempi brevi.

Alla seduta di ieri sono stati invitati il liquidatore delle Terme l’avv. Gianfranco Todaro, da poco nel ruolo dopo le dimissioni del predecessore, l’ing. Luigi Bosco, e il prof. Saro Faraci, presidente del Lions Club Acireale e animatore insieme al dott. Mario Scandura del Forum permanente promosso nel 2011.

A Todaro è spettato il compito di evidenziare quali sono i nodi critici della liquidazione in atto e il difficile compito di interlocuzione con il socio unico, cioè la Regione Siciliana, che, tuttavia, non sembra intenzionata ad investire un solo euro per ripianare, seppur parzialmente, la situazione debitoria pregressa, anche al fine di preservare il patrimonio esistente. Non rimane, pertanto, che accelerare sul versante della privatizzazione, cioè dell’affidamento ai privati della gestione delle Terme, attraverso un bando ad evidenza pubblica, come prevede la legge regionale n.11 del 2010.

Il Presidente del Lions, invece, ha fatto un excursus della vicenda, registrando come, a partire dal 2006 cioè da quando l’azienda autonoma è stata trasformata in società per azioni, si sono accumulate perdite per oltre dodici milioni di euro, mentre il valore del patrimonio è diminuito da 56 milioni di euro a quasi 40. Per questo, il Presidente Faraci ha esortato il Consiglio Comunale ad esercitare fino in fondo tutte le proprie prerogative istituzionali residuali che permettano di “blindare” col termalismo le destinazioni d’uso di tutte le strutture attualmente di proprietà delle Terme.

L’invito del Lions è stato prontamente raccolto dal Presidente del civico consesso Rosario Raneri, dal Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo intervenuto alla seduta e deciso ad andare avanti nella interlocuzione con la Regione Siciliana, e dai consiglieri intervenuti al dibattito, cioè Riccardo Castro, Mariella Bonanno, Luciano Scalia, Giuseppe Ferlito, Giuseppe Musumeci, Giuseppe Calì e Salvatore Seminara.

Nel corso della seduta è stata richiesta dal consigliere Antonio Castro una congrua sospensione dei lavori che, iniziati poco prima delle 20,30, si sono chiusi intorno alle 23, non senza qualche strascico di polemica sull’ordine dei lavori e dunque del turno di interventi in aula. Un tecnicismo sollevato da un consigliere anziano che non ha impedito, tuttavia, di riprendere i lavori con un dibattito molto intenso e appassionato.

Terme di Acireale, le dichiarazioni del Presidente Raneri dopo il Consiglio


daparoleaifatti