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Archivi del mese: marzo 2016

Rito Greco propone, il Consiglio vota unanime. Le Terme di Acireale vanno tutelate

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su La Sicilia del 17 marzo 2016

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Terme, approvato all’unanimità un documento del Consiglio Comunale di Acireale

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Il documento approvato ieri in Consiglio Comunale ad Acireale

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Salta la riunione a Palermo oggi, ma Baccei vuole prima una soluzione politica al problema Terme

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E’  saltata la prevista riunione di oggi a Palermo in cui attorno ad un tavolo tecnico si sarebbero dovuti ritrovare, col Presidente Crocetta, i principali attori coinvolti nella complicata vicenda delle Terme di Acireale. Il Presidente, che ha preso un preciso impegno ad occuparsi in prima persona delle Terme, è da altre parti per motivi istituzionali. Un semplice rinvio di qualche giorno, non però un evitamento. Ci sarà così un po’ di più tempo per valutare le diverse alternative, sempre però che vi sia la volontà di vedere al più presto riaperte le Terme di Acireale, a beneficio di visitatori, turisti e quanti, anche fra i residenti, non hanno mai perso la speranza di tornare a beneficiare di cure salutistiche di primissimo piano. Pare che anche il super-tecnico assessore Baccei e la sua dirigente di settore Grazia Terranova siano adesso del medesimo avviso, cioè trovare una soluzione politica, largamente condivisa, per far ripartire le Terme. In ballo, infatti, ci sono i soldi del bilancio regionale, quelli che potrebbero perdersi ulteriormente se non si farà nulla, quelli che potrebbero spendersi (pochini in verità) per sbloccare alcuni passaggi importanti, come la redazione del bando. La faccenda rimane ancora complicata, perchè la matassa di crediti, debiti e vincoli giuridici non è facile da sbrogliare e qualunque alternativa proposta dovrà trovare consenzienti i creditori, in primis Unicredit. Però è già un passo avanti che un tavolo con tutti i creditori, con la regia dell’Assessorato, si potrà tenere nei prossimi giorni senza l’affanno di un rischio fallimento per la società di gestione. Del resto, se questo compito di raccordo non lo esercitasse la politica regionale che ha le prerogative per farlo, un tentativo del genere di convocare tutti i creditori lo esperirebbe di sicuro un organo giudiziario, ad esempio un curatore fallimentare, qualora le difficili carte delle Terme tornassero nuovamente in Tribunale. Per questo motivo, fermo restando che dovrà essere un buon bando la discriminante per attrarre o allontanare possibili investitori privati, l’assessore Baccei vorrebbe trovare una soluzione politica al problema delle Terme, allargando la base di discussione e coinvolgendo anche quei deputati che, per un motivo o per un altro, si sono defilati dalla vicenda negli ultimi mesi. Non sono questi i deputati dell’opposizione che, nei loro compiti istituzionali, si sono finora ben distinti, dimostrando di avere a cuore le sorti delle Terme di Acireale, in primis l’on.Angela Foti e poi pure il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo. Questa volta ad esprimersi dovranno essere i deputati della maggioranza che sostiene il governo dell’on.Crocetta che è il momento che si facciano sentire con proposte chiare, mettendo da parte tatticismi e ritrovando unità di fronte all’obiettivo di vedere riavviate le Terme di Acireale quanto prima.

Terme di Acireale: a Palermo domani tavolo tecnico per trovare una via d’uscita, ma potrebbe anche saltare

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su Sicilia Journal

Mentre pubblichiamo questo articolo apprendiamo che l’incontro potrebbe anche saltare per impegni a Roma del Presidente Crocetta.

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PALERMO − Il Presidente Rosario Crocetta ha fissato per domani 16 marzo la data per il tavolo tecnico che a Palermo vedrà riuniti l’assessore Alessandro Baccei e i dirigenti del Dipartimento Bilancio, il liquidatore delle Terme Gianfranco Todaro, il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e una rappresentanza dei principali creditori istituzionali, in primis la banca Unicredit.

Il Presidente Crocetta ha così mantenuto l’impegno assunto in sede di votazione sulla legge regionale di stabilità quando venne approvato l’emendamento all’art. 53 presentato dal deputato del M5S Angela Foti, che estende adesso ai liquidatori il potere di redigere il bando di privatizzazione. In quella sede, lo stesso Crocetta e l’assessore all’Economia Baccei avevano presentato un ulteriore emendamento, poi prontamente ritirato, il quale prevedeva che la Regione potesse far cassa anche con la vendita ai privati di cespiti del patrimonio delle Terme. Di fronte all’intransigenza dei deputati del M5S, Foti e l’on. Mangiacavallo, il Presidente Crocetta si è visto costretto a rinnovare la promessa di un impegno in favore delle Terme, già più volte fatta sia in campagna elettorale che durante il suo mandato. Queste le premesse e dunque ci sarà domani l’incontro fra tutte le parti per tentare di trovare una via d’uscita al problema.

Gli esiti del tavolo sono incerti fin d’ora e tutto dipende dal fatto se i vari convenuti sapranno ritrovarsi intorno al nocciolo della questione oppure continueranno a fare braccio di ferro fra interessi contrapposti.

Il “nocciolo della questione” è la riapertura degli stabilimenti di Santa Venera e di Santa Caterina, da tempo inattivi e pericolosamente avviati sulla strada del degrado se non verranno quanto prima riaperti. Se tutti crederanno che ciò sia possibile, per mano dei privati come prevede la legge, si potrà trovare sicuramente una soluzione che tenga conto anche di alcune criticità tuttavia non del tutto insormontabili. E’ solo questione di volontà.

Se, invece, si contrapporranno gli interessi di una o dell’altra parte, è serio il rischio che tutta la faccenda torni in alto mare, vanificando così la portata dell’emendamento fatto approvare dall’on. Foti prima in commissione Bilancio e poi in aula. E’ chiaro infatti che l’Assessorato all’Economia vuole sbarazzarsi quanto prima del problema del debito con l’Unicredit per continuare il cammino intrapreso su altri versanti al fine di mettere a posto i conti del bilancio regionale. Al Dipartimento Bilancio le Terme sono considerate alla stregua di altre partecipate regionali che succhiano solo risorse finanziarie e dunque disfarsene al più presto potrebbe liberare nuove risorse utili per la quadra dei conti. In queste ore, il dirigente dell’Assessorato all’Economia la dottoressa Grazia Terranova sta mettendo a punto con i suoi collaboratori una nuova proposta che avanzerà con ogni probabilità mercoledì al tavolo tecnico. Al di là della fattibilità di questa proposta, che ricalca quanto prevede la legge Marzano in merito ai piani di ristrutturazione delle imprese in crisi, rimane da vedere se la Terranova e l’assessore Baccei credano o meno alla riapertura delle Terme e alla possibilità che il liquidatore riesca a metter mano alla redazione di un bando di privatizzazione. I due per la verità sono un po’ scettici sull’appetibilità di un bando per i privati e non hanno fatto finora nulla per facilitare il percorso; ma non è detto che non cambino idea, specie se si renderanno conto che non ci rimetteranno un solo euro più di quanti ne abbiano perduti fino ad ora, tenendo le Terme chiuse e inattive.

Dall’altro lato del tavolo, ci sono altri attori che ancora non rinunciano alla speranza di vedere nuovamente operativi gli stabilimenti termali di Acireale.

In primis, c’è il liquidatore Gianfranco Todaro, al quale adesso spetterebbero i poteri di redazione di un bando di privatizzazione che, risolto il nodo del debito con Unicredit, dovrà risultare attrattivo per eventuali investitori privati, anche in relazione alla durata più lunga del diritto di usufrutto o della concessione. Ma prima Todaro dovrà attendere l’approvazione del bilancio che, nell’ultima assemblea dei soci, Terranova gli ha bocciato sulla base della relazione del Collegio dei revisori.

A quel tavolo siederà pure Roberto Barbagallo nella doppia veste di creditore delle Terme (quale rappresentante legale del comune di Acireale) e di sindaco della città dove insistono gli stabilimenti termali di S. Venera e S. Caterina. Non sarà certamente il comune di Acireale, verso cui le Terme hanno un grosso debito, ad infliggere un duro colpo alla società di gestione reclamando subito le sue spettanze; sono allo studio diverse ipotesi di rientro del debito o di sua compensazione con una parte del patrimonio che non è funzionale all’attività termale. Sul piano tecnico, le strade ci sono per venire incontro alle Terme di Acireale SpA.

E’ sul piano politico, invece, che il Sindaco dovrà reclamare dalla Regione maggiore rispetto che, fino ad ora, non c’è stato soprattutto da parte degli uffici dell’Assessorato all’Economia. Barbagallo arriverà a Palermo con un documento fresco di approvazione da parte del Consiglio Comunale, un documento unitario che è già stato votato all’unanimità dai capigruppo consiliari e che sarà presentato nella seduta del civico consesso programmata per questa sera 15 marzo. Ma il primo cittadino di Acireale dovrà provare ad andare oltre. A lui spetterà il compito, se ci riuscirà, di far ritrovare armonia e concordia al tavolo evitando che, ancora una volta, la riunione si trasformi in un duro braccio di ferro fra l’assessorato all’Economia e il liquidatore. Ci sono quasi sicuramente problemi di incompatibilità a pelle fra le due controparti, ma è un controsenso che, da un lato, il Presidente Crocetta nomini una professionista di sua fiducia quale liquidatore delle Terme e, dall’altro lato, che l’assessore Baccei e la dirigente Terranova lo sfiducino in continuazione sulla base di tecnicismi che neutralizzano la volontà politica di rilanciare il termalismo.

Si troverà domani a Palermo una larga intesa in grado di creare le premesse per una imminente riapertura delle Terme, facilitata dall’arrivo di seri investitori privati interessati a far ripartire gli stabilimenti di Acireale?

Saro Faraci

Mario Scandura per il Forum: “I punti salienti per un tavolo tecnico decisivo a Palermo il prossimo 16 marzo”

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Una nota del dott. Mario Scandura, co-coordinatore del Forum permanente per le Terme di Acireale

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La Commissione bilancio della Regione Siciliana ha convocato il 3 febbraio scorso l’assessore al bilancio e all’economia, il sindaco di Acireale, il liquidatore della società Terme di Acireale SpA in liquidazione e il Presidente del Lions Club di Acireale e co-coordinatore del Forum permanente delle Terme di Acireale per conoscere la situazione attuale della vicenda delle Terme di Acireale e per trovare idonee soluzioni. In quella sede le varie precise e puntuali richieste formulate dal co-coordinatore del Forum non hanno avuto alcuna risposta.

L’audizione, comunque, è stata utile perché si riusciti a sensibilizzare Presidente e componenti della Commissione dando un contributo per scongiurare il fallimento della società Terme di Acireale SPA in liquidazione. Altro obiettivo raggiunto, grazie al puntuale e tempestivo intervento dell’on. Foti presente in aula, è stato l’immediata presentazione di un emendamento alla legge n. 11 del 2010 subito approvato in commissione e successivamente in aula, col quale è stato esteso al liquidatore della società Terme di Acireale SpA il potere di redigere il bando per la privatizzazione.

La vicenda delle Terme di Acireale, con varie iniziative, è stata posta all’attenzione del mondo politico e finalmente la sua soluzione è stata presa in considerazione da Presidente della Regione che ha convocato, per il prossimo 16 marzo, una conferenza dei servizi per discutere sul futuro delle terme di Acireale e, ci auguriamo, sul rilancio della sua gestione.

Si tratta di un tavolo tecnico al quale dovranno partecipare tutti gli interlocutori principali a cominciare dal socio unico rappresentato dal suo massimo esponente il Presidente della Regione Siciliana, il liquidatore della società, il sindaco di Acireale e i principali creditori istituzionali. I partecipanti quindi debbono conoscere i problemi e debbono intervenire preparati per contribuire a chiarire e definire quanto meno i seguenti punti salienti:

  • Ribadire l’indisponibilità del patrimonio immobiliare regionale delle Terme di Acireale che deve restare di proprietà della Regione Siciliana.
  • Aumentare la durata del diritto di usufrutto e/o di un diritto equipollente per con sentire al gestore privato l’utilizzo del patrimonio immobiliare della Terme di Acireale per un periodo più lungo, ameno pari a 50 anni.
  • Prevedere l’inserimento nell’Avviso pubblico di manifestazione di interesse del pagamento, a carico dell’aggiudicatario, del debito verso l’Istituto di credito UNICREDIT SpA, salvo che si trovi prima una diversa soluzione che comunque non intacchi la consistenza immobiliare della società Terme di Acireale.
  • Consentire la compensazione dei debiti verso la Regione Siciliana con i crediti verso lo stesso Ente.
  • Escludere dal Bando gli immobili siti nel comune di Acireale frazione Pozzillo, non funzionali all’attività termale, per poter concordare col comune di Acireale l’estinzione del debito nei suoi confronto col la cessione degli stessi immobili.
  • Consentire la restituzione dei crediti tributari all’Ente che li ha ceduti.

La semplificazione in una sede così autorevole della situazione debitoria e creditoria e le indicazioni e le determinazioni puntuali del socio unico Regione Siciliana sarebbero il miglior mandato al liquidatore della società Terme di Acireale SpA in liquidazione per redigere l’Avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione del complesso cremotermale e idrominerale di Acireale. Inoltre verrebbero rassicurati gli imprenditori interessati in quanto, dopo molto tempo, avrebbero un ben definito interlocutore con la richiesta autorevolezza.

Mario Scandura, Co-coordinatore Forum permanente per le Terme di Acireale

Per le Terme di Acireale tavolo tecnico mercoledì a Palermo

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su La Sicilia del 13/3/2016

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Terme, lo strano silenzio dei parlamentari acesi ma nessuno si sorprende

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sul settimanale I Vespri, in edicola da sabato 5 marzo

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Ha lanciato un grido d’allarme il Forum permanente per le Terme nei giorni scorsi, ma nessuno lo ha raccolto. Sulla vicenda riguardante le Terme – sostengono quelli del Forum – i parlamentari acesi hanno tirato i remi in barca, proprio mentre l’imbarcazione stava per affondare. Forse per tatticismi interni agli schieramenti, convenienze pre-elettorali e scaramucce fra primedonne. Unica voce fuori dal coro quella di Angela Foti, deputata del M5S che, a dire il vero, ha preso a cuore le sorti delle Terme e nel difendere gli interessi di Acireale ha fatto un favore pure a Sciacca: adesso, per legge, il bando per l’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti potranno farlo i liquidatori e dunque, almeno sulla carta, il processo di privatizzazione risulterà più spedito. Sulla carta, però. Perché nella realtà, la politica regionale non ha più interesse ad impegnarsi sulle Terme. A parole, tutti sembrano d’accordo che siano una risorsa importante per lo sviluppo economico e turistico della Sicilia. E così non si contano più le dichiarazioni di speranza e di ottimismo. Il Presidente Crocetta ha convocato nei prossimi giorni a Palermo una conferenza di servizi per un tavolo tecnico con il socio unico Regione Siciliana, il liquidatore delle Terme di Acireale Gianfranco Todaro e i principali creditori della società, tra cui in primis il Comune di Acireale rappresentato dal sindaco Roberto Barbagallo. Qualche deputato ha parlato di “pannicelli caldi” perché, a suo avviso, la situazione sembra irrimediabilmente compromessa. Ma Crocetta è ottimista, salvo poi contraddire le proprie dichiarazioni quando nei fatti è interessato a smantellare quella parte del sistema delle partecipate regionali che è in perdita, e fra queste ci sono le Terme. Altro inguaribile ottimista è l’assessore al Turismo Anthony Barbagallo che avrebbe pensato ad un piano di promozione pubblica per farvi rientrare azioni di rilancio per le Terme (ancora pubbliche) di Sciacca e di Acireale, non solo per quelle private. Barbagallo, interessato ad acquisire visibilità ad Acireale, si propone da tempo come il risolutore dell’impasse Terme, ma la verità è un’altra: il suo collega all’Economia, l’assessore Alessandro Baccei non è più disposto a scucire un euro per sostenere la liquidazione e, viceversa, trova ogni occasione per fare cassa sul patrimonio delle partecipate. L’ultima mossa geniale di Baccei di monetizzare parte dei beni indisponibili delle Terme è stata stoppata dai grillini in aula, in sede di approvazione della legge di stabilità. Così l’emendamento all’art.53, presentato dal governo regionale, è stato ritirato e si è trovato l’escamotage di una imminente conferenza di servizi a Palermo per calmare la rabbia degli acesi. Della società civile e poi del sindaco Roberto Barbagallo. I parlamentari della città invece sono da tempo silenti sulla vicenda. Forse per tutti loro sarebbe stato meglio che le Terme andassero verso il fallimento i primi di febbraio, almeno si sarebbero scrollati di dosso la responsabilità politica, delegando ogni possibile iniziativa al curatore fallimentare. Invece, almeno per il momento la società di gestione non è fallita e dunque c’è ancora questa gatta da pelare. Troppo tecnica la faccenda, troppo complicata la matassa per assorbire prezioso tempo ai parlamentari acesi. Così Fausto Raciti, acese e segretario regionale del PD si tiene alla larga dalla vicenda, trascinando nel disimpegno pure coloro i quali fino ad ora, nel suo partito, si erano preoccupati di trovare una via d’uscita ai problemi del termalismo: in primis, l’on. Concetta Raia che con grande intelligenza aveva ripresentato ad inizio legislatura un disegno di legge sul riordino del sistema termale in Sicilia, salvo poi piombare nel silenzio anche lei. Ancora Nicola D’Agostino, in evidente imbarazzo sulla vicenda. Lui non ha controproposte da fare né intende avanzarne sia per non innervosire la piazza acese sia per non turbare i buoni rapporti da poco avviati con il sottosegretario Davide Faraone e dunque col suo delfino in Sicilia, l’assessore all’Economia Baccei. Poi c’è Raffaele Nicotra, imprenditore di Acicatena che, con i suoi compagni di partito Luca Sammartino e Alice Anselmo, si è addirittura espresso contro l’approvazione dell’articolo di legge che ha esteso ai liquidatori il potere di redigere il bando di privatizzazione delle Terme. Ed ancora, i deputati nazionali. Basilio Catanoso non parla più di Terme da anni, anche per evitare di gettare ombre sul periodo 2006-2009 in cui operò il consiglio di amministrazione presieduto da Claudio Angiolucci, da sempre a lui vicino. Infine, il sen. Andrea Vecchio, acese di residenza, imprenditore operante a Santa Venerina, che del tema non si è mai occupato. Il silenzio dei deputati rafforza la burocrazia regionale che sta provando in tutti i modi a smantellare le Terme. Ci vorrebbe una soluzione politica al problema, ma non si vuole trovarla.