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In vendita ai privati la proprietà delle Terme di Sciacca?


Notizia tratta dal quotidiano La Sicilia del 7/01/2018

e dal sito della società regionale (in liquidazione) Sicilia Patrimonio

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Terme di Acireale, la crisi del settimo anno di liquidazione


L’articolo apparso sull’ultimo numero del settimanale I Vespri

Patrimonio delle Terme in totale stato di abbandono e di incuria


Foto di oggi 16 dicembre 2017 alle ore 14.00

Acireale, sulle Terme incognita del cambio di governo


Articolo di Marco Militello su MeridioNews

Acireale, sulle Terme incognita del cambio di governo. Unicredit cede il credito al fondo speculativo Cerberus

MARCO MILITELLO 

La grave situazione debitoria dello stabilimento si intreccia con i tempi e le necessità della politica. C’è attesa per capire se il nuovo governatore Nello Musumeci seguirà la strada tracciata dall’esecutivo Crocetta o invertirà la rotta. Frattanto le strutture vengono visitate periodicamente da ladri e vandali

L’allineamento è una questione nodale nella vita. Ad Acireale gli osservatori della politica si domandano cosa ne sarà delle Terme, adesso che i due soggetti che hanno un ruolo in commedia sono «disallineati»: da una parte il nuovo governo regionale di centrodestra – e più nello specifico l’assessorato al Bilancio guidato da Gaetano Armao – dall’altra il collegio dei liquidatori, nominato lo scorso 30 gennaio dall’esecutivo Crocetta, fatto di componenti che, tra le altre cose, hanno una chiara riconoscibilità politica di centrosinistraSpoil system in vista? Difficile, perché il mandato dei liquidatori dura almeno un altro anno, fino a dicembre 2018. Possono essere rimossi solo «per grave inadempienza». Si va dunque, come minimo, verso dodici mesi di coabitazione. Frattanto le strutture dello stabilimento vengono depredate ad ogni pie’ sospinto. Poche settimane fa qualcuno ha rubato tutti gli infissi e altri elementi metallici del vecchio Hotel delle Terme, la cui carcassa è quasi una presenza inquietante per chi passa dalla strada statale 114. E dove, a questo punto, è rimasto poco altro da rubare.

Quel che preoccupa di più gli acesi, ormai da decenni, è il futuro dello stabilimento. Com’è noto, le Terme si ritrovano in una situazione debitoriamolto grave. Il caso più eclatante riguarda il rapporto con Unicredit: il passivo verso l’istituto bancario è salito fino a 8,9 milioni di euro, che considerati gli interessi diventano quasi 12 milioni. Di fronte a questo quadro, la banca si è mossa in due direzioni: prima si è rivolta a un giudice per chiedere il pignoramento di alcuni beni immobili termali (spada di Damocle che pende tuttora sull’ente, i beni sono sotto custodia giudiziaria), poi ha ceduto il suo credito al fondo speculativo statunitense Cerberus, che ha sede a New York. Secondo Il sole 24 oreil fondo gestisce asset per circa 40 miliardi di dollari in tutto il mondo, ed è – per l’appunto – «molto attivo nel business dei crediti in sofferenza delle banche». I liquidatori hanno incontrato un emissario a Palermo lo scorso agosto, intavolando una trattativa.

Al di là dei rapporti con i creditori, i liquidatori hanno preparato i bilanci per gli anni 2014, 2015 e 2016, che attendono il placet dei revisori dei conti. Se arriverà, i documenti contabili dovranno poi essere vagliati dall’assemblea dei soci. E il socio unico è il presidente della Regione. Ma il ruolo di Nello Musumeci e del suo governo sarà determinante soprattutto in prospettiva: bisognerà valutare, infatti, se intenderà seguire il percorso tracciato dall’ex assessore al Bilancio Alessandro Baccei, secondo cui Palermo avrebbe dovuto accendere un mutuo per individuare le risorse necessarie a partecipare all’asta degli immobili, in particolare dell’hotel Excelsior e del polivalente di via delle Terme, dunque ricomprarli e tutelarne la proprietà pubblica. L’incanto, su concessione del Tribunale, verrà gestito proprio dalle Terme. Un piano emergenziale, con il vistoso paradosso di una Regione costretta a ricomprare immobili che aveva ceduto a Terme s.p.a, un tentativo – fallito – di privatizzare lo stabilimento che risale al 2009. Che il centrodestra sia persuaso a battere questa strada è tutto da vedere. Nella giornata di ieri il telefono di Armao squillava a vuoto. In questo momento, non è stato nemmeno nominato il responsabile dell’ufficio Enti e società regionali in liquidazione, che è la diramazione del Bilancio competente nel settore.

Non meno paradossale, comunque, sarebbe cambiare rotta improvvisamente. Giusto adesso che, off the records, i liquidatori sono convinti di aver adempiuto al cento per cento delle richieste avanzate dal Tribunale, e di aver «fatto in sette mesi il lavoro di tre anni». Del resto la storia recente delle Terme, che non erogano prestazioni ormai da anni, è anche un tela di Penelope esposta al vento della politica.

 

Parco delle Terme di Acireale, un pozzo senza fondo. Di leggerezze ed ingenuità


dal sito di Sicilia Network

ACIREALE – Alessandro Baccei, assessore regionale in carica all’Economia del governo Crocetta, ha fatto un blitz ieri mattina ad Acireale. Accompagnato dal segretario regionale del PD Fausto Raciti, acese, e dal deputato Raffaele Pippo Nicotra, ha incontrato alle Terme i liquidatori in carica nominati proprio dal governo regionale, cioè Francesco Petralia (presidente del collegio), Vincenza Mascali e Antonino Oliva. La visita è coincisa con l’inizio dei lavori di manutenzione del Parco delle Terme di Santa Venera, in vista della sua possibile riapertura conseguente al recente accordo tra Sogip e Terme.

La Sogip è una società a responsabilità limitata interamente partecipata dal Comune di Acireale e si occupa delle utilities principali per la cittadinanza acese, cioè distribuzione di acqua e gas metano. Fattura circa sette milioni di euro l’anno, ha una ventina di dipendenti, è in utile e controlla pure la partecipata Acienergia (in passato Sogip Trade). Tra la Sogip e la società di gestione delle Terme di Acireale c’era un vecchio contenzioso per via di un credito vantato dalla partecipata comunale, a fronte del quale le Terme non erano più nelle condizioni di pagare. Così tempo fa è maturata una decisione, ufficializzata però soltanto in queste ultime settimane che precedono le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana, ovvero effettuare una transazione. In cambio della manutenzione straordinaria prima ed ordinaria poi del Parco delle Terme che la SOGIP si impegna a realizzare per tre anni, la partecipata del Comune riceverà in uso un pozzo di proprietà delle Terme, attualmente non funzionante, ubicato in prossimità dello stabilimento termale di Santa Caterina, dotato pure di impianto di sollevamento realizzato nel 2003. Al netto di eventuali altre autorizzazioni regionali, la partita è patta dunque; così finalmente il Parco delle Terme si potrà riaprire e restituirlo alla città nonché ai suoi visitatori, escursionisti e turisti.

E’ una storia lunga quella della riapertura del Parco delle Terme di Santa Venera, un giardino inglese con larghi viali, statue e fontane che precede l’omonimo stabilimento a quattro piani il quale, voluto dal barone Agostino Pennisi di Floristella, fu aperto al pubblico nel maggio del 1873. Prima di ieri, forse l’assessore Alessandro Baccei non lo conosceva nemmeno e così pure i Dirigenti dell’Assessorato al Bilancio da lui diretto.

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Terme, una lettera di sollecito scambiata per decreto


articolo di Filippo Cardinale sul Corriere di Sciacca

Ormai sulle terme siamo alle farse da film comici. Risate gratuite e senza impegno di spesa. E’ un gioco a chi le dice più grosse, le balle. E chi spara balle non ha più limiti, riuscendo anche a scambiare una lettera di sollecito firmata da Baccei come decreto di concessione dei beni termali. E ci rimane di stucco quando a sparare balle sono membri del governo Crocetta.

Ovviamente, siccome gli spari delle balle fanno rumore, l’eco giungo fino a Sciacca, passando da Bivona dove la balla stessa assume i contorni di un calendario che risente di un tasso alcolico eccessivo.

La campagna elettorale è in pieno svolgimento e il gran chiasso attorno alle terme è un evidente strumento elettorale. Ma torniamo al fantomatico decreto che la Lo Bello ha dichiarato di averlo consegnato in Giunta, mentre Panepinto ha dichiarato che il decreto è pronto per il 25 novembre.

Il 19 ottobre, l’assessore Baccei scrive al Dirigente del Dipartimento regionale delle Finanze sollecitandolo “al fine di non svilire il proseguimento degli obiettivi, a procedere secondo la proposta formulata con la nota 24278 del 3 ottobre 2017, già condivisa dallo Srivente all’atto dell’intervenuta trasmissione alla Giunta di Governo”.

Apriti cielo, una semplice sollecitazione, che palesa le difficoltà in corso e un procedimento che risente del clima elettorale, è stata intesa come già atto di Governo, Decreto.

Dopo l’atto notarile, la Terme di Sciacca Spa doveva provvedere alla consegna dei beni alla Regione. Per poter procedere poi al passaggio, tramite concessione, dei beni dalla Regione al Comune necessita una convenzione che contiene tutte le modalità, oneri, responsabilità, costi.

Ad oggi, di tutto questo non sappiamo nulla e, sinceramente, ci dispiace che il sindaco Francesca Valenti assecondi il turbolento iter da parte della Regione, di un assessore Baccei che vuole subito sbarazzarsi della patata bollente delle terme. Ci dispiace che il sindaco, professionista valido, non senta il bisogno di mettere un freno alla questione stoppando questa corsa di chiaro tono di strumentalizzazione politica. La questione è seria, interessa la città. Ci sono condizioni che il Comune deve accollarsi.

E allora, carte sul tavolo. Prima vediamo le condizioni, poi si discute. Ma le condizioni non possono essere certamente a senso unico, cioè da Palermo a Sciacca.

Filippo Cardinale

Ventotto milioni di perdite tra le Terme di Sciacca e di Acireale. E la Regione sta a guardare


Uno speciale di tre pagine sull’ultimo numero del settimanale I Vespri, oggi in edicola. Un refuso nel titolo: non 18 ma 28 i milioni di perdite in dieci anni tra Sciacca ed Acireale